pa digitale

Trento accelera sul digitale: più servizi online e meno burocrazia



Indirizzo copiato

Trento punta a superare una trasformazione digitale frammentata con una strategia unitaria che integra governance, servizi, dati e competenze. Piano Triennale e Agenda Digitale guidano un percorso concreto che mira a rendere il Comune più efficace, efficiente e vicino ai cittadini

Pubblicato il 22 apr 2026

Giacomo Fioroni

RTD del Comune di Trento



trasformazione digitale del Comune di Trento
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

La trasformazione digitale del Comune di Trento entra in una nuova fase: non più interventi isolati, ma una strategia organica che unisce governance, infrastrutture, dati, sicurezza e servizi per cittadini e imprese.

La diagnosi e l’inversione di rotta

Il percorso di trasformazione digitale del Comune di Trento non prevede un semplice aggiornamento tecnologico, ma un ripensamento profondo dell’architettura stessa dei servizi offerti. Storicamente riconosciuta come un’eccellenza nazionale, negli ultimi anni la maturità digitale della città ha avuto una flessione, avvertibile guardando la posizione nell’iCity Rank, che ha visto una discesa dal prestigioso 3° posto del 2022 al 15° posto nel 2025, ma resa evidente analizzando i diversi indicatori presi in considerazione e disponibili nel report di iCity Benchmark. Un rallentamento che rappresenta un “sintomo” inequivocabile di una sfida sistemica.

La diagnosi è stata chiara: negli ultimi anni l’amministrazione ha adottato un approccio basato sul raggiungimento di singoli obiettivi puntuali e scadenze frammentate, posticipando l’integrazione complessiva dei progetti. Questo ha generato un accumulo di debito tecnico che ha portato a rispondere a bisogni specifici con soluzioni che faticano ancora a dialogare tra loro e soprattutto con l’elevato numero di soluzioni “sartoriali” sviluppate internamente nel corso degli anni. La “cura” identificata per il triennio 2026-2028 risiede in un’inversione di rotta radicale: passare dall’innovazione episodica a un ecosistema organico ispirato al modello “Triple E”. L’obiettivo è trasformare il Comune in un’amministrazione realmente Efficace nel rispondere ai cittadini, Efficiente nell’ottimizzazione dei processi interni ed Economica nella gestione delle risorse pubbliche.

Per navigare questa transizione, Trento ha definito due strumenti di programmazione complementari: il Piano Triennale, che funge da bussola strategica per orientare la visione, e l’Agenda Digitale, la mappa operativa che traccia i sentieri della concretezza. Solo agendo all’unisono su tutte le componenti – persone, dati e infrastrutture – possiamo garantire che la tecnologia non finisca per rappresentare un costo accessorio, ma il vero motore di una città proattiva.

Il Piano Triennale 2026-2028: La Nostra Bussola Strategica

Il Piano Triennale per la Transizione Digitale 2026-2028 rappresenta il documento di orientamento basato sul modello AGID, concepito per superare la logica delle singole necessità tecniche a favore di una visione amministrativa organica. Non si tratta di un adempimento burocratico, ma del quadro di governance che definisce il “perché” e il “dove” della nostra evoluzione.

Il Piano si poggia sulle componenti tecnologiche e strategiche previste nel Piano triennale per l’informatica nella PA 2024-2026 – aggiornamento 2026, pubblicato da AGID: Servizi, Piattaforme, Dati e IA, Infrastrutture, Sicurezza, Organizzazione e Competenze. Come previsto da AGID al centro di questo impianto siede il Responsabile per la Transizione Digitale (RTD), figura prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD, Art. 17) come perno della metamorfosi dell’Ente.

Seguendo la guida di AGID per la predisposizione del proprio piano triennale, per ciascuna singola componente si è proceduto a un’analisi onesta non solo del contesto ma anche e soprattutto dell’effettivo stato di trasformazione del Comune, per poi identificare dei precisi obiettivi per l’Ente, coerenti con gli obiettivi e l’applicazione dei principi nazionali, arrivando a definire delle precise Linee d’azione (LdA) per garantire all’Ente di raggiungere tali obiettivi. L’adozione di tali Linee d’azione, unitamente all’individuazione di rigorosi indicatori di monitoraggio – come le ore di formazione per dipendente o la percentuale di migrazione al cloud – permetteranno di verificare se quanto sarà implementato concretamente permetterà di raggiungere gli obiettivi fissati, trasformando il Piano in uno strumento di governance dinamica. Un approccio che permetterà di misurare l’impatto reale di ogni intervento rispetto alle priorità previste nel PIAO (Piano integrato di attività e organizzazione). Se la bussola del Piano triennale indica la direzione verso la sostenibilità e l’interoperabilità, è però necessario anche un percorso dettagliato per camminare: l’Agenda Digitale.

L’agenda digitale: una mappa operativa co-creata

Se il Piano Triennale rappresenta infatti la bussola, l’Agenda Digitale è la nostra mappa operativa. La sua forza risiede nella sintesi partecipativa: non è una “lista della spesa” calata dall’alto, ma l’esito di consultazioni strutturate condotte a fine 2025 tra l’RTD, la Direttrice Generale e i vertici di ogni Unità organizzativa dell’Ente. Questo processo ha permesso di mappare oltre 100 richieste di fabbisogno, filtrate attraverso valutazioni di fattibilità tecnica e priorità strategica.

Il risultato è stata un’architettura viva che si articola in 77 progetti di innovazione per il triennio:

  • 24 software gestionali per il back-office: interventi cruciali per l’efficientamento della macchina comunale, tra cui l’adozione di un sistema completamente integrato per gestire tutti i pagamenti dell’Ente integrati organicamente con la contabilità e il passaggio da soluzioni “make” sartoriali a software gestionali di mercato per la gestione dei Tributi (IMIS) e gli sportelli unici delle attività produttive (SUAP) e dell’edilizia (SUE).
  • 15 progetti di digitalizzazione istruttoria: per eliminare definitivamente la gestione non organica dei procedimenti (per la quale erano spesso utilizzati dei fogli elettronici sparsi) a favore di flussi documentali integrati.
  • 21 progetti per migliorare l’esperienza dei servizi offerti ai cittadini: evolvendo e integrando il sito comunale già aderente al modello di AGID con un sistema di ricerca semantica collegato a un chatbot basato su IA generativa e fornendo un’interfaccia semplice e inclusiva per i procedimenti digitalizzati permettendo non solo di presentare un’istanza, ma di seguire lo stato di avanzamento dell’istruttoria fino alla ricezione del provvedimento finale.
  • 4 progetti trasversali su Infrastruttura e Sicurezza: per completare la messa in sicurezza e la migrazione in cloud dei propri dati e servizi.

Una metodologia che supera i vecchi “silos” amministrativi. Progetti ad alta priorità come la gestione trasversale dell’Occupazione suolo pubblico (che coinvolge Polizia locale, Cultura e Transizione ecologica) o il Ciclo di vita delle Opere pubbliche dimostrano come l’interoperabilità venga finalmente considerata come il “sistema nervoso” dell’ente, in grado di far circolare fluidamente i dati necessari tra i diversi uffici.

Il fattore umano e la sfida della sovranità digitale

Nella convinzione che la tecnologia senza le persone sia inerte, abbiamo previsto che il pilastro delle competenze debba rappresentare il vero cuore pulsante del cambiamento. Prevediamo quindi il potenziamento dell’Ufficio transizione digitale (UTD) come perno multidisciplinare, evolvendo quello che un tempo era il “vecchio” CED in una struttura capace di gestire sia l’operatività ICT che l’innovazione strategica e di guidare il change management. Stiamo cercando di prevedere una formazione interna capillare: oltre al percorso obbligatorio sulla cybersicurezza che ha coinvolto nel 2025 1.100 dipendenti, abbiamo iniziato a implementare laboratori pratici su data governance, partendo da management e middle management, pronti a fare altrettanto per quanto riguarda l’IA, sfruttando la collaborazione con Fondazione HIT.

Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, Trento ha scelto di porre grande attenzione alla via della consapevolezza e della sovranità digitale. Oltre a prevedere un percorso integrato per la sua adozione, partendo dall’approvazione di una Strategia e di specifiche linee guida da affiancare a una prima policy già approvata lo scorso anno, si prevede di differenziare la modalità di utilizzo in base ai diversi casi d’uso. Se non si preclude l’utilizzo di servizi esterni che possono accedere a dati e documenti già pubblici, si vuole utilizzare una propria infrastruttura di calcolo proprietaria dedicata, di cui l’Ente si è già dotato nel corso del 2025, per gestire internamente tramite modelli linguistici (LLM) open source l’accesso ai propri dati. Questa scelta è strategica per tre motivi:

  1. Protezione dei dati: I dati sensibili dei cittadini rimangono all’interno del perimetro controllato dall’Ente.
  2. Evitare il lock-in: Non dipendiamo esclusivamente dai grandi fornitori internazionali.
  3. Affidabilità: Utilizziamo approcci di Retrieval-Augmented Generation (RAG) per garantire che le risposte dell’IA siano basate esclusivamente sul patrimonio informativo certificato del Comune.

Parallelamente a questo si punta a potenziare la propria Smart Control Room, già attivata negli scorsi anni per i dati della mobilità, espandendone l’utilizzo ad altri dati, tra cui quelli delle politiche abitative e della statistica, per trasformare i dati in conoscenza, permettendo decisioni veramente data-driven.

Concretezza e risultati: 100 passi verso i cittadini

La trasformazione digitale ha un unico parametro di successo: la semplicità per il cittadino. Entro il 2027, Trento intende raggiungere obiettivi misurabili e ambiziosi: passare da 57 a 100 procedimenti digitalizzati end-to-end e gestire oltre 25.000 istanze digitali l’anno (rispetto alle 17.682 del 2024).

Un salto di qualità che deve essere abilitato dall’adozione di standard di mercato sicuri e interoperabili. In conformità con la classificazione dell’ACN, che identifica Trento come “Soggetto importante”, ogni nuovo servizio è progettato secondo i principi di Cyber security by design e Once only (non chiedere mai dati che la PA già possiede).

Il Passato: Soluzioni SartorialiIl Futuro: Soluzioni di Mercato e Cloud-Native
Sviluppo interno su misura: Costoso da mantenere e aggiornare.Standard di mercato: Piattaforme sicure, scalabili e integrate.
Debito tecnico: Frammentazione dei dati in silos isolati.Interoperabilità by design: Middleware e API Manager per il dialogo tra sistemi.
Sicurezza accessoria: Cybersecurity vista come costo extra.NIS2 compliant: Sicurezza strutturale e protezione dei dati garantita.
Interazione reattiva: Il cittadino deve cercare le informazioni.Proattività e Chatbot: Ricerca semantica e IA per anticipare i bisogni.
Data center On-Premises: Infrastruttura fisica locale limitata.Full in Cloud: Migrazione verso il Polo Strategico Nazionale (PSN).

Progetti chiave come l’interfaccia per i cittadini degli Sportelli Unici (SUAP e SUE), finanziati dal PNRR, o i pagamenti resi disponibili tramite i canali preferiti dagli utenti e di cui è sempre possibile consultare l’esito all’interno della propria area personale, rappresentano due pilastri di questa nuova interfaccia. Al tempo stesso un mantra per il Comune è garantire che nessuno resti indietro, assicurando un aiuto e un concreto supporto con punti fisici sul territorio a chiunque subisca il digital divide, soprattutto grazie al Servizio di facilitazione digitale territoriale attivato presso l’URP e ulteriormente potenziato rispetto al 2025.

Resilienza post-PNRR e valore sociale

Il percorso di Trento è sostenuto da un “motore finanziario” solido: 4.202.831 euro di entrate straordinarie (tra fondi PNRR, contributi dello Stato, e progetti UE). Tuttavia, la vera sfida strategica risiede nello shift della spesa da CapEx a OpEx. L’obiettivo è trasformare l’investimento per l’acquisto di servizi in una spesa corrente sostenibile, composta principalmente dai canoni dei servizi SaaS e dai costi dell’infrastruttura adeguata (a partire da quella del PSN-Polo strategico nazionale) e più in generale dai diversi servizi cloud. Un obiettivo che risulta fondamentale raggiungere per la resilienza: garantisce che l’innovazione sopravviva al “funding cliff” (la fine dei finanziamenti straordinari), rendendo il sistema IT un motore di efficienza in grado di compensare il trend di diminuzione della forza lavoro.

In conclusione, l’equilibrio tra la Direzione (la Bussola del Piano Triennale) e la Concretezza (la Mappa dell’Agenda Digitale) ha un unico fine: il valore per la comunità. La migliore tecnologia è infatti quella che “scompare”, diventando un’infrastruttura silenziosa e invisibile che restituisce tempo ed energie ai cittadini. Questo è il percorso che il Comune di Trento ha tracciato e che ha iniziato a percorrere, nella consapevolezza che quanto prodotto (Piano e Agenda) non possa e non debba assolutamente rappresentare un traguardo, ma solo un punto di ripartenza per un percorso dinamico incentrato nel miglioramento continuo.

guest

0 Commenti
Più recenti
Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x