sociologia digitale

Amore e sesso ai tempi del covid: gli impatti sociali

L’effetto dell’isolamento sociale sulla vita intima delle persone, tutta trasferita online, è una situazione sociologicamente piuttosto interessante. Vediamo le conseguenze e gli spunti su cui riflettere una volta tornati alla nuova normalità

14 Apr 2020
Davide Bennato

docente di Sociologia dei media digitali all’Università di Catania


L’effetto dell’isolamento sociale e della quarantena sulla vita intima delle persone è una situazione sociologicamente piuttosto interessante per due ordini di motivi.

  • In primo luogo, perché per la prima volta un isolamento sociale di tali proporzioni ha rivelato alcune dinamiche molto interessanti sulla vita di coppia, specialmente se la coppia in questione vive sotto lo stesso tetto, come dimostra l’aumento dei divorzi che ha riguardato l’area di Wuhan.
  • In secondo luogo, la vita intima presuppone la vicinanza fisica, situazione molto difficile da attuare in condizioni di isolamento sociale quando i partner sono distanti, e per tale motivo è interessante osservare le strategie adottate per risolvere questo problema.

Per comodità di analisi, divideremo la vita intima delle persone in tre aspetti distinti: l’amore, il sesso, il desiderio sessuale esemplificato dalla pornografia. Inoltre, per facilità di studio useremo i comportamenti collettivi attivati attraverso le piattaforme digitali, perciò faremo riferimento ai dati sull’andamento di alcune tecnologie come fonte informazioni.

L’amore e il dating online ai tempi del covid-19

Cominciamo con l’amore. Per prima cosa l’idea che l’isolamento forzato delle coppie sposate abbia portato ad un aumento dei divorzi, al momento è solo una evidenza aneddotica, dato che già la Cina negli ultimi tre anni stava assistendo ad una crescita dei divorzi chiesti in larga parte dalle donne e non è chiaro se la pandemia da coronavirus abbia agito come un acceleratore di questo tipo di comportamento. La Online Dating Association (ODA) si è affrettata a fare delle linee guida per i propri soci – le più grandi compagnie di servizi per il dating online – per far si che anche durante l’isolamento sociale si possano gestire gli incontri in sicurezza, essenzialmente usando la tecnica dell’appuntamento in videoconferenza o altre strategie di distanziamento fisico.

Questa dimensione dell’appuntamento con lo streaming video ha portato l’implementazione di servizi di videochat da parte di tutte le principali app di dating come Plenty Of Fish e Once. Servizi come OKCupid hanno assistito ad un aumento delle chat in cui si parla di coronavirus (il 188% in più tra gennaio e febbraio) oppure ci sono stati picchi nelle video chat come nel caso di Ship (60% in più nella settimana del 15 marzo). Ciononostante, secondo App Annie, un servizio specializzato nell’analisi del mercato delle app, c’è stato un calo nelle chat di dating proprio per via dell’impossibilità di dare seguito all’incontro – più o meno romantico – che avviene online e per questo motivo l’industria degli incontri digitali è corsa ai ripari. La tendenza sembra quella dell’affiancamento di funzionalità video ai servizi di chat che già esistono nelle diverse app. Qualcuno ha deciso di procedere al lancio di nuovi servizi come Adult Friend Finder che per confermare il suo posizionamento nel mercato delle app dell’amore romantico e per venire incontro alle esigenze della sua clientela ha inaugurato un servizio di streaming del matrimonio con qualità video da 4K che può essere richiesto con password – se si vuole limitare la visione a quelli che sarebbero stati gli invitati – o senza password – se si vuole trasformare il giorno più bello della propria vita in un evento mediale.

L’unica app che sembra non aver subito il colpo più di tanto è proprio Tinder: gli analisti ritengono che la sua user experience che l’ha reso celebre (lo swipe dei contatti) ha fatto si che l’esperienza di dating non sia solo per la ricerca del partner (sessuale nel caso di Tinder), ma venga percepita come una forma di intrattenimento.

Il sesso, il porno e il mercato dei sex toy

Le caratteristiche del posizionamento di Tinder ci portano al tema del sesso.

Dal punto di vista tecnologico è molto complesso monitorare questo tipo di comportamento per tutta una serie di motivazioni legate allo scarso sviluppo delle app relative alle attività sessuali e per via di comprensibili pruderie legate alla pratica. C’è un modo indiretto per analizzare questo comportamento ed è il mercato dei sex toy. Secondo alcuni dati, questo mercato ha avuto una certa impennata proprio tra febbraio e marzo 2020. Analizzando i propri dati di vendita, la società tedesca Womanizer specializzata nella commercializzazione di una particolare gamma di prodotti per l’autoerotismo femminile, ha rilevato un aumento delle vendite del 75% negli USA, del 71% a Hong Kong e del 60% in Italia.

Ma i dati più interessanti sull’impatto del coronavirus sono senza dubbio appannaggio del porno.

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Il porno ha avuto una crescita piuttosto tumultuosa in questo periodo di quarantene e pandemie. I dati di Pornhub parlano chiaro: in Italia si è passati da una percentuale di traffico che era del 5,3% fino al 10 marzo, ad una percentuale del 57% a partire dall’11 marzo, giorno in cui la società ha deciso di fornire gratuitamente il proprio accesso premium come contributo per incoraggiare le persone a stare a casa. Oltre ai dati di traffico, molto interessante è l’analisi dell’audience. In pratica è stato rilevato che a livello mondiale c’è stata una crescita repentina di tutto il pubblico, ma in maniera particolare di quello femminile che dallo 0,8% del 24 febbraio sono passate al 21,5% in soli 30 giorni. Il paese che ha assistito alla maggiore crescita delle donne utenti di Pornhub è l’Italia con il 36% in più nella settimana 16-20 marzo rispetto al giorno medio, seguita da Messico (34%), Francia (33%), Spagna (32%).

Amore, sesso, porno: questi dati sono piuttosto caotici ed eterogenei ed è sicuramente necessaria una analisi più approfondita e dettagliata di quanto sia stato possibile fare. Sicuramente sarà un tema su cui riflettere una volta tornati alla nuova normalità. C’è però qualche interessante considerazione iniziale. In primo luogo le app di dating sono ormai una realtà per fasce sempre più ampie di popolazione: queste piattaforme digitali stanno sostituendo la casualità dell’incontro territoriale con la strategia dell’incontro relazionale, da una scelta del partner di tipo locale ad una strategia di ricerca di tipo valoriale, e su questa componente l’isolamento sociale della pandemia ha mostrato quanto importante sia sviluppare un nuovo galateo del flirt che abbia delle regole anche per il contatto da remoto.

Conclusioni

Le dinamiche relative ai sex toy hanno mostrato che la sessualità femminile è sempre più un settore di mercato interessante che sottende anche una nuova consapevolezza del desiderio sessuale della donna. L’isolamento sociale ha rinforzato questa dimensione in cui la sessualità della donna si può esprimere anche attraverso l’assenza del partner.

Il porno invece ha rivelato che il desiderio sessuale che passa attraverso lo sguardo è una componente anche della vita sessuale della donna, mettendo in crisi il trito stereotipo che vuole che nel desiderio gli uomini siano ligi ad un’estetica della vista e le donne ad un’estetica del tatto.

La pandemia ha visto aumentare le donne utenti di servizi di porno online, rinforzando l’idea di una sessualità femminile molto più complessa di quanto eravamo abituati a pensare come uomini.

C’è da vedere come queste tendenze sociali verranno a riorganizzarsi nel momento in cui questo periodo di eccezionalità sociale e relazionale verrà meno. La sessualità è una esperienza individuale mediata dalla struttura sociale che è complessa, articolata e per certi versi misteriosa e in questo universo la tecnologia digitale ha ormai un suo spazio, aprendo una gamma di possibilità, esperienze, attività tutte da esplorare.

Ovviamente la relazione sessuale è un’attività culturale che rimanda alla nostra dimensione animale e pertanto da esercitare in presenza della fisicità della fonte del desiderio. Se così non fosse si rischierebbe il paradosso del feticista di Karl Kraus che brama una scarpa da donna e deve contentarsi di una femmina intera.

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