Diritto d’autore nel mercato unico digitale, che succederà nel 2017

Nuove eccezioni per il diritto d’autore. Negoziazioni riviste per le licenze nel mercato unico digitale e la sfida delle nuove tecnologie di ritrasmissione. Ci sono queste novità nelle regole ora in discussione presso le istituzioni ue. Facciamo il punto

11 Gen 2017
Copyright, la Corte di Giustizia fa chiarezza sull'identificazione degli autori delle violazioni nel File-Sharing

Sulle esigenze di riforma del diritto d’autore in Europa si scrive ormai da anni; meno note – almeno ai non addetti ai lavori – appaiono invece le soluzioni di prossima adozione.

Come riportato nel sito istituzionale della Commissione europea, gli strumenti per la modernizzazione del diritto d’autore coincidono con una proposta di regolament e una di direttiva: la prima settoriale rivolta «a talune trasmissioni online degli organismi di diffusione radiotelevisiva e ritrasmissioni di programmi televisivi e radiofonici»; la seconda di più ampio respiro «sul diritto d’autore nel mercato unico digitale». A ciò si associano invero altre due proposte circoscritte «a beneficio delle persone non vedenti, con disabilità visive o con altre difficoltà nella lettura di testi a stampa».

Non è certo questa la sede per analisi di dettaglio; ciò che preme è identificare alcune linee di tendenza con cui occorrerà fare i conti nel corso del 2017.

In primo luogo appare ragionevole circoscrivere il campo della riflessione escludendo le ultime due proposte citate che, ancorché centrali per le alte implicazioni sul piano sociale, sono destinate ragionevolmente ad avere una scarsa incidenza sull’economia complessiva del mercato unico digitale.

Sicuramente più invasivo appare il contenuto della proposta di regolamento finalizzata a rimuovere gli ostacoli che intralciano la libera circolazione dei programmi televisivi e radiofonici all’interno dell’Unione. La complessità del tema sta nell’intreccio di licenze: si tratta di un «effetto matrioska» laddove il pacchetto offerto dall’operatore di servizi di ritrasmissione (A) si compone al proprio interno di programmi trasmessi da organismi di diffusione radiotelevisiva (B); e questi ultimi comprendono a loro volta al proprio interno contenuti protetti da diritti d’autore o connessi di terzi (C). Si pone dunque un problema evidente di costi di transazione per la negoziazione multilivello e l’acquisizione delle licenze da parte di una pluralità di soggetti coinvolti e rispetto ad insiemi alquanto eterogenei di opere protette; e ciò con l’ulteriore difficoltà legata sia ai profili transfrontalieri sia ad un estremo dinamismo del mercato di riferimento.

L’intervento si inserisce dunque in un contesto assai caotico e cerca di rimettere ordine in un settore lasciato inevitabilmente scoperto dall’ormai risalente direttiva sulla radiodiffusione satellitare e sulla ritrasmissione via cavo di cui vengono peraltro ampiamente mutuate alcune scelte di fondo.

Una prima linea di tendenza è dunque metodologica: si tratta dell’opzione per una regolamentazione settoriale e disorganica del diritto secondario d’autore ancorché improntata alla ricerca di un minimo di coerenza con il contesto normativo di riferimento.

Una seconda linea è invece di merito e si evince dal contenuto della proposta di regolamento, laddove si distinguono in modo netto due rapporti contrattuali: da un lato quello tra operatori di servizi di ritrasmissione ed organismi di diffusione (A – B), dall’altro quello tra operatori di servizi di ritrasmissione e titolari di diritti su opere incluse nei programmi da ritrasmettere (A – C). Nel primo caso considerazioni di opportunità legate alla dimensione degli operatori coinvolti hanno spinto ad escludere l’opzione per la gestione collettiva obbligatoria, che è stata invece prevista nel secondo alla luce della frammentazione dei titolari dei diritti. Ed è qui che la Commissione europea cerca di non toccare il nervo scoperto della liberalizzazione delle collecting optando a prima vista per una scelta pragmatica: il tredicesimo considerando si conclude infatti affermando che «Ciò non pregiudica la direttiva 2014/26/UE e, in particolare, le sue disposizioni relative ai diritti dei titolari dei diritti per quanto riguarda la scelta di un organismo di gestione collettiva». Sembra allora trasparire il tentativo di sottrarre la proposta di regolamento al dibattito infuocato sviluppatosi attorno al (preteso) superamento dei modelli monopolistici e territoriali di gestione collettiva; in questo senso potrebbe leggersi anche l’attuale formulazione dell’art. 3 che sembra enucleare diversi possibili criteri di individuazione dell’organismo di gestione collettiva incaricato optando così per uno schema flessibile adatto ad ogni stagione. Le scelte di compromesso lasciano tuttavia irrisolti alcuni problemi di fondo: se il dibattito non sarà distratto eccessivamente dall’introduzione del principio del «paese d’origine» si potranno infatti scorgere alcune semplificazioni arbitrarie operate dalla Commissione europea nel tentativo di rendere omogenea la categoria assai eterogenea dei titolari di diritti su opere incluse nei programmi da ritrasmettere. L’impressione è che le spinte modernizzatrici mal tollerino le fisiologiche lentezze e resistenze nell’armonizzazione dei modelli di gestione collettiva e tentino di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

La proposta di direttiva appare invece di maggiore respiro pur caratterizzandosi per un contenuto alquanto eterogeneo: eccezioni e limitazioni per finalità didattiche, di ricerca e di conservazione del patrimonio culturale; licenze su opere fuori commercio; licenze su opere audiovisive per piattaforme video su richiesta; diritto connesso su pubblicazioni di carattere giornalistico; previsioni in tema di utilizzo di contenuti protetti da parte di talune categorie di prestatori di servizi online; disposizioni per l’equa remunerazione di autori ed AIE. Mutuando il linguaggio informatico si potrebbe parlare di un pacchetto cumulativo di aggiornamenti rispetto ad un quadro normativo che resta invariato nelle sue coordinate di fondo: appare in questo senso emblematico l’art. 17 rubricato «Modifiche di altre direttive» da cui risulta evidente la scarsa incidenza della proposta sulla nota direttiva Infosoc.

Senza dunque entrare nel dettaglio delle singole disposizioni, pare opportuno porre ancora una volta l’accento sulle linee di tendenza per il 2017. Ed in primo luogo occorre ridimensionare la stima dell’impatto di una proposta che non mira certamente a sovvertire l’impianto originario della direttiva Infosoc; e ciò con particolare riguardo per la previsione di una elencazione restrittiva di eccezioni e limitazioni al diritto d’autore su cui si è sviluppato negli anni un ampio dibattito dottrinale. La proposta apre all’introduzione di tre eccezioni obbligatorie per finalità didattiche, di ricerca e di conservazione del patrimonio culturale, formulate in modo restrittivo e con richiamo espresso al limite posto dall’art. 5 par. 5 dir. Infosoc (c.d. «three step test»).

Alla cautela dell’intervento sul diritto primario d’autore – con la sola eccezione forse per l’introduzione del diritto connesso su pubblicazioni di carattere giornalistico – si associa un’impostazione alquanto soft anche nella regolamentazione dei rapporti contrattuali: e così l’art. 10 prevede una mera facoltà di avvalersi «dell’assistenza di un organismo imparziale» nella negoziazione di licenze sulla messa a disposizione di «opere audiovisive su piattaforme di video su richiesta»; l’art. 13 fa riferimento a non meglio precisate «tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti» caricati dagli utenti senza però entrare nel merito della regolamentazione dei rapporti contrattuali che resta rimessa integralmente all’autonomia dei privati; gli artt. 14 e 15 tutelano autori e AIE introducendo obblighi di trasparenza ed un meccanismo di adeguamento contrattuale ma evidentemente non escono dal contesto tradizionale di un contratto negoziato. Tale approccio sembra dunque sensibile soltanto alle problematiche più contingenti legate all’implementazione del mercato unico digitale; predilige cioè una prospettiva di breve periodo senza considerare il cambiamento già in atto non soltanto sul piano dei rapporti contrattuali standardizzati tra provider e utenti-autori (licenze sugli user-generated content) ma anche in termini di una completa digitalizzazione della catena di produzione industriale (internet of things, industry 4.0) con conseguenze rilevanti sul piano autorale.

Parlare di svolta sembra dunque decisamente prematuro: il 2017 sarà piuttosto un anno di verifica il cui esito dipenderà inevitabilmente dalla caratura del dibattito parlamentare e dai nuovi equilibri che si verranno a delineare in seno al Consiglio laddove si preannunciano non poche resistenze. Sullo sfondo delle due proposte aleggiano infatti i fantasmi dell’incertezza sul piano applicativo con evidenti rischi di moltiplicazione del contenzioso dinanzi alla Corte di giustizia.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3