M5S

Gig economy, così può essere il futuro del lavoro: una proposta di legge

Se normata con lungimiranza la gig economy potrebbe essere un’importante fetta del futuro del lavoro. Una proposta di legge indica nuove forme contrattuali e garanzie ai lavoratori e la possibilità per le piattaforme di fornire un’alternativa per costruire un reddito e aiutare i giovani ad affacciarsi al lavoro con dignità

29 Lug 2019
Niccolò Invidia

Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

gig-economy2

Ultimamente la parola “gig” è diventata sinonimo di riders. E di conseguenza normare la gig economy pare significare solo normare un caso nella galassia della contrattualistica italiana. Sbagliato. Normare la gig economy significa anzitutto avere la creatività e la grande responsabilità di dare (per la prima volta) delle regole a quella che sarà una grossa fetta del futuro del lavoro. Fetta che, se continua come oggi, rischia di consegnare i gig workers a un destino di sfruttamento e assenza di garanzie.

Le prospettive del mercato in Italia

Senza azione, anche nei prossimi decenni la gig continuerà ad essere espressione del neoliberismo del lavoro e una distorsione della competizione. Eppure, in Italia, in base a una ricerca dell’Università di Pavia, commissionata da Phd Italia, il volume di un simile comparto, sarebbe destinato a salire a 8,8 miliardi di euro nel 2020, fino a un valore compreso tra i 14 e i 25 miliardi nel 2025. Si tratta di un turnover che potrebbe oscillare tra lo 0,7% e l’1,3% del prodotto interno lordo. Secondo altre stime, riportate dal blog di Corriere.it La Nuvola del Lavoro, si parlerebbe di una cifra più che raddoppiata: 53 miliardi di dollari (quasi 50 miliardi di euro) entro il prossimo decennio. Negli Stati Uniti per esempio prima del 2027 potrebbero arrivare a rappresentare quasi un lavoratore su tre, secondo lo studio dei ricercatori del Microsoft Research.

WHITEPAPER
Ripensare il performance management. Quali nuovi approcci possibili? Scopri l’app Feedback4You!
Risorse Umane/Organizzazione
Smart working

No a vecchie etichette per una nuova forma di lavoro

Approcciarsi alla gig significa anche camminare legislativamente come abili funamboli tra il fornire garanzie e il mantenere intatta l’essenza della gig economy, l’occasionalità. Un ibrido filosofico senza precedenti come questo necessiterebbe di un nuovo approccio e di nuove regole ad hoc, tuttavia ho spesso osservato una tendenza a una reductio alle norme già esistenti. Durante le audizioni in commissione ho notato infatti una propensione generale, tra le parti sociali (sia imprese che sindacati), ad etichettare con i vecchi concetti e con le vecchie norme qualcosa di nuovo che meriterebbe un approccio fresco e svincolato dalle vecchie etichette del giuslavorismo. Per dare corpo a questa frase mi permetto di citare, tra i diversi casi, il desiderio da parte di alcune categorie audite di far ricadere la gig all’interno del Ccnl merci e logistica e della subordinazione.

Una proposta di legge per nuove garanzie ai gig workers

Ciò malgrado, sia con la risoluzione che con la proposta di legge che a breve depositerò, suggerisco di creare una nuova forma contrattuale snella (certamente non un subordinato) che preveda l’istituzione di un contratto di lavoro a chiamata digitale, stipulato online, e la cui durata sia stabilita direttamente tra i contraenti. Viene poi prevista un’adeguata protezione con il pagamento dei contributi INPS e INAIL, nonché un contributo assicurativo e uno contro terzi. E’ inevitabilmente anche previsto un aumento delle competenze dell’ispettorato del lavoro che dovrà vigilare sull’attività delle piattaforme e degli iscritti. Infine si prevede una proibizione del meccanismo di asta al ribasso del lavoro (sotto meglio descritto), uno stop all’elusione dei contributi Irpef, un’estensione della web tax prevista alle transazioni sulle piattaforme, e una forma di deducibiltà come incentivo per la lotta al nero.

Questa proposta dovrebbe portare a delle facili ricadute positive. In primis, si andrebbe a bloccare quella tendenza alla regionalizzazione che ha visto di recente la Regione Lazio approvare, in assenza di normativa nazionale, una legge regionale a tutela dei lavoratori digitali (marzo 2019). In secundis si fornisce finalmente un censimento ad un fenomeno che in Italia non riesce a trovare una definizione e quindi dei numeri certi. Fino ad ora infatti abbiamo assistito all’atomizzazione contrattuale dei gig workers, che varia tra il contratto occasionale (per esempio Deliveroo) e il contratto subordinato. Per non parlare del fatto che oggi molte piattaforme usano il contratto occasionale quasi come un ripiego, sia perché non c’è una forma di inquadramento ad hoc, secondo perché ha un costo inferiore.
Infine, ed è la parte migliore, sono felice che con questa legge un ragazzo ‘early adopter’ della gig economy potrà tra qualche decennio permettersi di andare in pensione e avere dei contributi dopo il proprio lavoro come freelancer. Cosa che, fino ad ora, non gli sarebbe stato possibile fare.

Oltre al contratto sopra genericamente descritto, altri tre sono i punti di novità nel mio approccio:

  • si pone fine al modello delle aste al ribasso, presenti in alcune piattaforme;
  • si ipotizza la creazione di una matrice contributiva basata su due elementi, le ore lavorate e la natura del prestatore di servizio (business o consumer);
  • si ipotizzano dei criteri precisi per il contrasto al rischio della ‘voucherizzazione’ del lavoro.

Entriamo nel dettaglio di questi tre punti.

Fine delle aste al ribasso

Credo sia necessario vietare le piattaforme il cui incrocio di domanda e offerta di lavoro è basato su un’asta al ribasso, su una guerra al minore offerente tra lavoratori. Non ritengo illiberale ma ragionevole impegnarsi per bloccare piattaforme portatrici di un modello di business basato non su un naturale incrocio di domanda e offerta ma su una gara sul costo del lavoro. Senza un’azione per questo problema è ipotizzabile nei prossimi decenni una spirale regressiva, anzi distopica dell’economia del lavoro causata dall’effetto combinato di asta al ribasso e dumping salariale online (sulle piattaforme potrebbero infatti presto trovarsi a competere lavoratori da Paesi con costi del lavoro molto diversificati; si tratterebbe di un modo doloroso di globalizzare il mercato del lavoro).

Matrice contributiva basata sue due elementi tipici della gig economy

Va inoltre segnalato che sebbene sia normale che il Contratto di lavoro a chiamata digitale che ipotizzo si ispiri e si basi sui diritti contributivi del lavoro a chiamata, è anche vero che avrebbe avuto senso perseguire la fantasia di inserire nella determinazione contributiva due elementi centrali della gig economy: il fatto che il freelancer abbia (o meno) già un contratto di lavoro stabile (e quindi svolga lavoretti solo nel tempo libero) e il fatto che la prestazione sia richiesta da un business o da un consumer (dunque C2B oppure C2C). In questo modo si sarebbe potuto determinare una diversa base contributiva INPS a seconda che si stia parlando di un freelencer full-time che presta il suo servizio a dei business, o un freelancer che sporadicamente entra sulle piattaforme a svolgere dei lavoretti per qualche user casuale, ecc. Una matrice che risponde a questi criteri mi pare uno strumento molto più preciso per la determinazione della contribuzione, di sicuro lo è più di un’aliquota unica.

Nuove regole per l’ispettorato del lavoro

Infine, è ragionevole pensare che la nascita di un contratto ad hoc per i gig workers possa spingere alcuni ad abusarne per schivare assunzioni con forme contrattuali più impegnative. A riguardo sarà necessario istituire, nei decreti attuativi della legge, delle regole precise per l’ispettorato del lavoro che dovrà identificare e scongiurare le numerose casistiche che ricadono sotto due cappelli: alcune imprese potrebbero licenziare e cercare di usare una tantum il personale con contratto a chiamata digitale (specialmente per lavori ripetitivi e in cui non è richiesta particolare formazione iniziale); alcune imprese potrebbero persino essere indotte a creare delle apposite piattaforme allo scopo di non assumere il personale a tempo indeterminato.
Ho dunque immaginato una serie abbastanza esaustiva di fattispecie che permetterebbero all’ispettorato di identificare e sanzionare tutte le casistiche con relativa precisione.
Ora permettetemi una clausola (o di mettere le mani avanti): con i tre punti sopra descritti non intendo dire che essi saranno tutti necessariamente presenti nella proposta di legge, i tempi sono ancora lunghi e incerti. Voglio solo dire che queste idee darebbero la condizione ideale per una gig in buona salute.

Ad ogni modo la tendenza attuale ad ostracizzare e mettere alla gogna il concetto stesso di gig working è miope. Per questo confido che con la risoluzione e la proposta di legge, le piattaforme possano non solo fornire un’alternativa credibile su cui costruire un reddito, ma possano anche avere un importante ruolo per aiutare i giovani ad  affacciarsi al mondo del lavoro, e i lavoratori al riorientamento e reskilling delle proprie competenze. Al di sopra di tutto, desidero che la gig economy possa tornare ad essere una forza positiva in cui incanalare, con diritti e doveri chiaramente stabiliti, le nuove spinte del mercato del lavoro, generando una valida alternativa a un destino fatto di lavoro sregolato e a buon prezzo. Ma soprattutto, se normata con saggezza e lungimiranza, saprà essere una degna (e dignitosa) fetta del futuro del lavoro in questo Paese.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati