lo scontro commerciale

Usa vs Cina, perché la nuova guerra fredda hi-tech danneggerà tutti

L’inserimento di Huawei nella blacklist è una dimostrazione di forza del governo Usa nel contesto della complessa guerra commerciale con Pechino. Si tratta però di una scelta che potrebbe ritorcersi contro gli Stati Uniti, le sue aziende, e l’Occidente tutto, per via delle interdipendenze che reggono ormai l’economia

22 Mag 2019
Riccardo Berti

avvocato Centro Studi Processo Telematico

Franco Zumerle

Avvocato Coordinatore Commissione Informatica Ordine Avv. Verona

E_8967980995

La decisione di Google, che ha revocato le proprie licenze Android al produttore cinese Huawei, in adempimento all’ordine esecutivo del Presidente Trump, è solo la punta dell’iceberg per l’azienda di Shenzen, che potrebbe presto trovarsi senza chip (Intel, Qualcomm, AMD), senza sistema operativo per i suoi personal computer (Microsoft) e senza commesse negli Stati Uniti.

Ma la sensazione condivisa dagli esperti è che siamo  alle prime schermaglie di una sorta di “guerra fredda tecnologica” (come definita da molti) ad ampio raggio. E, come per tutte le guerre, i danni rischiano di essere da entrambe le parti.

Intanto, ricordiamo che la controparte qui non è semplicemente Huawei, ma la Cina, contro cui già pesano i nuovi dazi USA. E che, per restare in campo tecnologico, adesso rivela il suo tallone d’Achille: la dipendenza da chip americani per le proprie industrie. Chip che stanno diventando indisponibili per effetto della guerra commerciale.

D’altra parte, la mossa presto ritorcersi contro Google e gli USA, portando alla creazione di un sistema operativo “made in China” e allontanando sempre di più il già isolato (dietro storico firewall internet e iper protezionistico) mercato tecnologico cinese dal resto del mondo. I massimi esponenti del governo cinese hanno inoltre già evocato la possibilità di una ritorsione chiudendo i bocchettoni alla fornitura di “terre rare” all’Occidente, quel gruppo di 17 elementi chimici di cui la Cina abbonda e che sono fondamentali per molti dispositivi tecnologici (come gli stessi smartphone).

Una industria tecnologica strangolata da una parte dalla carenza di chip e dall’altra di terre rare è destinata a soffocare. E a portare a danni economici (e di posti di lavoro) da entrambe le parti della barricata. Già: proprio come in una guerra.

Cosa vuol dire essere nella “blacklist”

Va esaminato innanzitutto il perché si sia arrivati ad una simile decisione.

Tutto inizia con un fenomeno giuridico difficile da comprendere per noi europei, ovvero l’enorme estensione delle conseguenze previste dall’ordinamento americano come conseguenza all’inserimento di un soggetto in una “blacklist”.

WEBINAR
13 Dicembre 2022 - 12:00
Un caso virtuoso di Digital Marketing nel Manufacturing: KPI e obiettivi - WEBINAR
Digital Transformation
Manifatturiero/Produzione

Il fatto è che l’inserimento di un cittadino, di un’azienda o di una nazione in una “blacklist” statunitense, infatti, comporta pesanti conseguenze per chiunque faccia affari con quel cittadino, quell’azienda o quella nazione.

Un esempio lampante di questo fenomeno si è visto negli scorsi mondiali di calcio, con il difensore Rafael Marquez, in forza alla nazionale messicana, che era stato inserito nella blacklist americana del Ministero del Tesoro (in quanto una società da lui partecipata era sospettata di aver riciclato denaro sporco). Le paradossali conseguenze di questo suo inserimento nella blacklist si sono viste in campo e fuori, con il giocatore che non poteva indossare le maglie da allenamento dei compagni (sponsorizzate da un’azienda americana), che non poteva essere nominato uomo partita (riconoscimento “brandizzato” Budweiser) e che non poteva nemmeno essere pagato (tramite i canali standard utilizzati dalla FIFA) per la propria partecipazione.

Alla luce dello sfortunato esempio di Rafael Marquez possiamo già intravedere le nefaste conseguenze per il business di Huawei negli Usa, ma non solo.

Anche i problemi di Huawei nascono infatti, a loro volta, da una blacklist statunitense, quella che impone sanzioni all’Iran (creata in forza dell’International Emergency Economic Powers Act – IEEPA) e pone severe restrizioni non solo alle compagnie statunitensi che fanno affari con l’Iran, ma anche alle compagnie straniere che fanno affari con l’Iran, se queste vogliono commerciare anche con gli Stati Uniti.

Secondo gli Stati Uniti Huawei avrebbe commerciato con aziende iraniane ed avrebbe nascosto questa circostanza per poter fare affari anche negli Stati Uniti, per questo motivo lo scorso dicembre è stata arrestata a Vancouver Meng Wanzhou, figlia del fondatore di Huawei nonché C.F.O. dell’azienda creata dal padre.

L’ordine esecutivo del 15 maggio

A seguito di questo avvenimento, che ha ulteriormente compromesso i delicati rapporti fra Stati Uniti e Cina, arriva direttamente dalla Presidenza degli Stati Uniti un nuovo colpo alla compagnia cinese, che ad oggi è il secondo produttore di smartphone del mondo dietro a Samsung.

A dire il vero, l’ordine esecutivo diramato da Trump non fa alcun riferimento a Huawei o alla Cina, ma parla genericamente dei rischi che comporta una divulgazione non regolamentata delle tecnologie americane e delle intromissioni straniere nelle infrastrutture tecnologiche americane.

Il destinatario del messaggio è però chiaro ed infatti, quello stesso giorno, il Dipartimento del Commercio Usa ha inserito Huawei e 68 delle sue “affiliate” nella lista delle cosiddette “Entities of National Security Concern”, facendo leva sulla presunta violazione dell’embargo con l’Iran da parte della compagnia cinese, con la conseguenza che:

The sale or transfer of American technology to a company or person on the Entity List requires a license issued by the Bureau of Industry and Security, and a license may be denied if the sale or transfer would harm U.S. national security or foreign policy interests. The listing will be effective when published in the Federal Register.

Nessuno può quindi vendere o trasferire tecnologie USA a Huawei senza un’apposita autorizzazione.

Il 20 maggio il Dipartimento di Commercio dirama una limitata eccezione al bando, in vigore fino al 19 agosto, per consentire il funzionamento degli smartphone Huawei fino a quando i provider telefonici statunitensi non decideranno come intervenire e il funzionamento delle reti Huawei fino a quando

Le complicate relazioni di Huawei con gli Stati Uniti iniziano quindi con una blacklist (quella che include l’Iran) e finiscono con una blacklist, che stavolta coinvolge direttamente la compagnia cinese.

Le conseguenze del bando

Che cosa vuol dire in termini pratici l’inserimento nella lista delle “Entities of National Security Concern” per Huawei?

Di fatto le conseguenze comportano non solo la chiusura del mercato statunitense per Huawei, ma il fatto che questa non potrà più ricevere commesse né ottenere forniture da società statunitensi.

La portata del bando va però oltre e comporta usualmente la diffidenza di altre compagnie (non statunitensi) nel commerciare con l’azienda in blacklist, per il timore di essere inclusi nella lista degli “affiliati” del colosso cinese.

In un settore estremamente interconnesso come quello tecnologico si tratta di una scelta di impatto esiziale che potrebbe mettere in ginocchio Huawei… o potrebbe spingerla a cercare nuove soluzioni in Cina, dove di fatto tutte le componenti hardware sono prodotte e quindi facilmente accessibili, e dove da tempo si sente la necessità di un software globale che sia sinocentrico.

L’iniziativa di Google

La prima compagnia americana a portare conseguenze tangibili al bando è stata Google, che ha in Huawei uno dei suoi partner strategici più importanti ma che, suo malgrado, ha dovuto adeguarsi alle decisioni governative.

Google ha quindi sospeso le licenze del proprio sistema operativo Android in favore di Huawei.

Per capire di cosa stiamo parlando bisogna aver presente che Android nasce come progetto open source (Android Open Source Project), che chiunque può liberamente utilizzare e/o sviluppare senza pagare fee a Google. Questa licenza non può quindi essere incisa dal bando.

Google però di solito vende il software Android in bundle con il proprio pacchetto di applicazioni, che comprende l’essenziale Play Store che, con oltre 3.3 milioni di applicazioni disponibili, è il più grande canale di distribuzione per applicativi smartphone, nonché le ulteriori applicazioni proprietarie Google Maps, Youtube, etc..

Queste “versioni” del software Android, concesse su licenza, non potranno più essere utilizzate da Huawei.

La fetta principale del mercato smartphone Huawei non verrà però toccata da questa evoluzione, in Cina, infatti, le distribuzioni Google in uso sono tutte nella loro versione AOSP. Nella Repubblica Popolare, infatti, i servizi Google non sono disponibili e per questo motivo i produttori cinesi hanno sviluppato, sulla versione “base” Android, degli store proprietari o di terze parti (prima fra tutte Tencent, che con MyApp copre il 25% del mercato delle app Android nel paese).

Con il bando invece Google rinuncia ad una significativa fetta di guadagni, non potendo più vendere le proprie licenze ad uno dei suoi partner principali.

Le conseguenze per gli utenti

Le conseguenze per gli utenti Huawei non dovrebbero essere così incisive, almeno nel breve periodo.

Le unità già pronte per la vendita degli smartphone Huawei verranno infatti proposte con la suite Google completa e i telefoni in uso agli utenti continueranno a funzionare come hanno sempre fatto.

Maggiori problemi potrebbero sorgere nel caso in cui il bando dovesse protrarsi per lungo tempo, con Huawei che sarebbe chiamata al difficile compito di ottimizzare, senza il supporto Google su cui finora ha sempre fatto affidamento, i propri dispositivi alle nuove release di Android.

Rimane un’incognita anche il destino delle varie applicazioni Huawei inserite nel Play Store di Google, specie quando l’azienda vorrà aggiornarle alla release successiva.

È chiaro che il problema più grave, per Huawei, sarà decidere che software inserire sui modelli ancora da produrre, se puntare sulla release open source di Android o su un software proprietario, due soluzioni che finora non hanno dato buoni frutti.

L’azienda stava lavorando ad un ambizioso progetto di smartphone pieghevole, che ha visto impegnate fianco a fianco Huawei e Google per l’ottimizzazione del software a questa innovativa categoria di dispositivi, non è chiaro ora cosa succederà al dispositivo che, come gli altri modelli in corso di realizzazione, era progettato per ospitare la versione “completa” di Android.

Gli Usa e la gestione della guerra commerciale con la Cina

Se nel breve periodo la scelta statunitense potrebbe mettere in seria difficoltà Huawei, non è detto però che a lungo termine una simile decisione non possa avere ripercussioni positive per il colosso cinese e per la Cina che, come detto, non vede l’ora di ottenere un software che rinunci anche al di fuori della Repubblica Popolare ai servizi a pagamento di Google.

Questa inedita iniziativa del governo degli Stati Uniti potrebbe quindi essere un ulteriore tassello verso l’isolamento tecnologico della Cina, che finora ha confinato un quinto della popolazione mondiale in una realtà senza Google, Youtube, Facebook, Twitter e, di recente, anche Wikipedia; e che presto potrebbe rinunciare anche ad Android e forse (se la Cina dovesse decidere di ripagare gli americani con la stessa moneta) ad IOS.

Non resta che auspicare che presto arrivi una riconciliazione, augurandoci che l’America ottenga, in cambio del “cessate il fuoco”, una normalizzazione informatica della Repubblica Popolare, che incrini almeno in parte il Grande Firewall che la separa dal resto del mondo e che continua a drogare il web cinese di anacronistiche censure.

Il problema è che gli Stati Uniti non sembrano avere le idee chiare su come gestire la guerra commerciale con la Cina, caratterizzata finora da ostentati atti di forza senza un filo conduttore né un apparente progetto a lungo termine.

Dal canto suo anche il gigante asiatico è sembrato finora disorientato dalle iniziative americane e incapace di reagire con decisione, preferendo isolarsi sempre di più dai partner occidentali, che guarda con sempre maggior diffidenza.

Una soluzione, quindi, potrebbe non essere così vicina come si augurano in molti, specie l’Europa, relegata al ruolo di spettatore in questo scontro fra superpotenze e colossi del web che la vede ai margini del mercato, trovandosi a subire le conseguenze di decisioni prese sull’asse del Pacifico.

La peggiore guerra fredda

Di fondo, questa nuova guerra fredda potrebbe avere danni più gravi rispetto a quella precedente, almeno sotto il profilo economico-commerciale (di quello militare per fortuna è presto parlare).

Perché siamo ormai in una economia molto interconnessa (e complessa) e la Cina è da decenni parte integrante, come dimostra – nell’ambito tecnologico – l’interdipendenza reciproca per import-export di chip e terre rare (scambio su cui si regge sia la possibilità di produrre tecnologia sia la sussistenza di aziende che la vendono; chip americani ad aziende cinesi e smartphone o reti cinesi all’Occidente).

La speranza – proprio come in tutte le guerre – è che la ragione alla fine tra le parti prevarrà, per il bene reciproco. E di tutti noi che vi assistiamo impotenti.

WHITEPAPER
Migliora le performance del tuo business online con una Multi-CDN: Scarica il White Paper
Marketing
Networking
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4