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redistribuzione sociale

Human in the loop, per un’intelligenza artificiale al servizio degli uomini: il nuovo approccio

HitAI – Human-in-the-loop Artificial Intelligence – si propone di cambiare la narrazione sull’Intelligenza Artificiale per far prendere coscienza di un modo diverso di intenderne lo sviluppo. E potrebbe permettere una più equa redistribuzione dei redditi. Ecco di che si tratta e quali sono le sfide tecnologiche e politiche

22 Gen 2019

Fabio Massimo Zanzotto

Professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Università di Roma “Tor Vergata”

teoria dell'argomentazione

In ogni Intelligenza Artificiale c’è un ingrediente fondamentale: la conoscenza delle persone. L’umano è nel ciclo di produzione delle Intelligenze Artificiali — Human-in-the-loop Artificial Intelligence (HitAI). Da questo assunto deriva una conseguenza: le Intelligenze Artificiali debbono ridistribuire i redditi che generano tra tutti gli attori che ne hanno contribuito la loro costruzione.

Ed è l’assunto chiave del paradigma HitAI. Che si propone di cambiare la narrazione sull’Intelligenza Artificiale per far prendere coscienza di un modo diverso di intendere lo sviluppo forsennato dell’Intelligenza Artificiale. E’ forse una nuova narrazione che potrebbe permettere una più equa redistribuzione dei redditi.

In questo momento storico, non si fa altro che parlare dei successi dell’Intelligenza Artificiale (IA). Sentendo la pubblicità, l’intelligenza artificiale sarebbe ovunque anche nei posti più impensati. Infatti, l’IA sta riuscendo laddove per molti anni ha solo promesso.

Le automobili riescono a guidarsi da sole. Le case sono già pulite da robot che vanno in giro come ragni per cibarsi della nostra polvere. Possiamo parlare ininterrottamente con alcuni call center per i servizi da noi richiesti in quanto chi ci risponde non è una persona ma una intelligenza artificiale. Finiremo per avere opere d’arte prodotte da computer per mezzo di algoritmi che apprendono a disegnare cose belle. Le prime opere d’arte stanno per essere battute in aste internazionali. Esistono dei tentativi di far produrre musica da intelligenze artificiali. Quindi, le colonne sonore di film che vediamo o di pubblicità potrebbero anche essere generate automaticamente e potrebbero essere adattate ai differenti utenti.

L’intelligenza artificiale dunque promette di cambiare profondamente la vita delle persone e, in molti casi, lo sta già facendo.

L’attuale narrazione sull’Intelligenza artificiale

Nella attuale narrazione, gli sviluppi dell’intelligenza artificiale sono da ascrivere ai ricercatori di nuovi algoritmi di apprendimento automatico e alle aziende che utilizzano questi algoritmi di apprendimento automatico per sviluppare servizi. Migliorando la vita delle persone, questi servizi sono generatori di un reddito potenzialmente infinito per le aziende che li riescono a produrre.

Le aziende producono dati attraverso i loro servizi o i loro strumenti di IoT e utilizzano questi dati per far apprendere agli algoritmi i servizi innovativi. Essendo produttori dei dati utilizzati dall’Intelligenza Artificiale ed essendo i detentori degli algoritmi di apprendimento, le aziende hanno tutto il diritto di avere i benefici economici del loro sforzo di costruire queste macchine che ci aiutano nei nostri compiti quotidiani.

Ricapitolando, le aziende e i ricercatori sono detentori degli algoritmi e produttori dei dati.

Un’osservazione

L’ascesa dell’Intelligenza Artificiale ci promette di liberarci dai nostri compiti ripetitivi e, quindi, in principio assorbe parte del nostro lavoro. Seppure, da un punto di vista teorico, questo è un bene, il tutto potrebbe trasformarsi in un disastro economico se non si trova un modo per remunerare le persone i cui compiti sono stati ridimensionati dall’avvento delle intelligenze artificiali.

Le stime di quanta parte del prodotto interno lordo mondiale verrebbe assorbito dalle macchine è stata presentata in un rapporto di McKinsey e le stime sono catastrofiche. Chi assorbirà quel reddito? È giusto così?

Una nuova narrazione e una possibile soluzione

Nella nuova narrazione, occorre tenere in considerazione che per fare una intelligenza artificiale occorrono due ingredienti: gli algoritmi e i dati. E in particolare, i dati stanno diventando molto più importanti degli algoritmi stessi. La domanda seguente è di chi sono i dati e chi ha diritto al reddito generato da questi?

I veri produttori dei dati sono gli utenti che li generano. Infatti i dati appartengono a loro e non appartengono, come avviene adesso, a chi li raccoglie, conosciuto nella attuale narrazione come il produttore dei dati. Questo è un cambiamento importantissimo nella narrazione poiché in questo modo il lavoratore possiede i dati che hanno reso l’Intelligenza Artificiale migliore. Per questo, tale lavoratore deve essere remunerato se l’Intelligenza Artificiale produce reddito. Questo reddito deve essere in qualche modo distribuito tra i detentori degli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale e i detentori dei dati che hanno reso migliore questa Intelligenza Artificiale.

Nella nuova narrazione, noi tutti, attraverso i nostri dati, stiamo contribuendo alla costruzione delle Intelligenze Artificiali.

Per questo ho proposto il modello di Human-in-the-loop Artificial Intelligence (HitAI). In questo modello, si riconosce che in ogni Intelligenza Artificiale c’è conoscenza di una o di un insieme di persone. Pertanto, le Intelligenze Artificiali debbono ridistribuire i redditi che generano tra tutti gli attori che ne hanno contribuito la loro costruzione.

La realizzazione del modello HitAI pone delle sfide sia “politiche” che tecnologiche. Dal punto di vista “politico”, occorre convincere i detentori attuali delle Intelligenze Artificiali a condividere il reddito prodotto. Dal punto di vista tecnologico, occorre costruire un più corretto ciclo di vita della conoscenza degli algoritmi di Intelligenza Artificiale. In questo nuovo ciclo, la conoscenza deve essere tracciata e deve essere chiaro quale porzione di conoscenza ha prodotto il reddito.

Entrambe le sfide si possono ottenere vincere utilizzando degli accorgimenti tecnologici alla portata della ricerca nel campo dell’Intelligenza Artificiale e delle Blockchain. Ma occorre fare presto, prima che tutta la conoscenza necessaria sia stata assorbita dalle Intelligenze Artificiali e, dunque, si sia persa traccia di chi è il vero produttore della conoscenza stessa.

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