le iniziative

Intelligenza artificiale, la nuova strategia italiana

Ecco come l’Italia sta lavorando con una strategia nazionale per ritagliarsi un ruolo nell’intelligenza artificiale al fianco di altre potenze, da ultimo con le mosse del Mise. Si dovrebbe iniziare ad applicare l’AI nei settori economici dove l’innovazione digitale può avere un ruolo strategico, come l’alimentare e la moda

18 Set 2018
Enrico Martini

ministero dello Sviluppo Economico

mente artificiale

Il tema dell’intelligenza artificiale rientra nella strategia della Commissione europea per la digitalizzazione dell’industria e nella nuova strategia di politica industriale dell’UE e ora l’Italia partecipa in prima linea a quest’obiettivo, con l’impegno del Mise.

Con la Comunicazione “L’intelligenza artificiale per l’Europa” del 25 aprile 2018, l’Unione Europea ha proposto un approccio coordinato che consenta di sfruttare benefici e opportunità offerte dall’IA alla società e all’industria europee e per affrontare le nuove sfide che essa comporta, sottolineando che uno dei fattori cruciali per la competitività dell’UE è garantire l’adozione dell’IA in tutti i settori economici. Ogni Stato membro, quindi, è incoraggiato a predisporre una Strategia Nazionale sull’IA con l’obiettivo di unire le forze per assicurare che tutti i cittadini europei partecipino alla trasformazione digitale e che risorse adeguate siano dedicate all’IA.

L’impegno dell’Italia (Mise) sull’AI

Al fine di predisporre la Strategia Nazionale IA italiana, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha pubblicato un Avviso pubblico per la manifestazione di interesse per la selezione di 30 componenti il Gruppo di esperti di alto livello che lavorerà al testo.

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Il MISE ritiene priorità fondamentale per il nostro Paese conoscere, approfondire e affrontare il tema dell’Intelligenza artificiale (IA), nonché aumentare gli investimenti pubblici e privati in tale direzione e nelle tecnologie strettamente connesse alla stessa, come già espresso nelle linee programmatiche presentate dal Ministro Luigi Di Maio al Parlamento.

A tale scopo, conformemente a quanto espresso nella Dichiarazione ministeriale G20 di Salta (Argentina) di fine agosto, a cui l’Italia ha partecipato, e prendendo le mosse dall’approccio coordinato proposto dall’Unione europea, il MISE intende avvalersi di un Gruppo di esperti allo scopo di elaborare policy e strumenti sui diversi temi connessi allo sviluppo e all’adozione di sistemi di IA, soffermandosi in particolare su obiettivi ben precisi:

  • migliorare il coordinamento e il rafforzamento della ricerca di base nel campo dell’IA;
  • favorire gli investimenti pubblici e privati in IA facendo leva anche sui fondi comunitari dedicati;
  • attrarre talenti e idee imprenditoriali nel campo dell’IA;
  • favorire lo sviluppo della data-economy prestando una particolare attenzione al tema della circolazione e della valorizzazione dei dati non personali adottando i migliori standard di interoperabilità e cybersicurezza;
  • rivedere organicamente la normativa applicabile con particolare riferimento ai profili di sicurezza e responsabilità in relazione ai prodotti/servizi fondati su IA;
  • lavorare ad analisi e valutazione di impatto socio-economico dello sviluppo e dell’adozione generalizzata di sistemi basati sull’IA, corredata da un’elaborazione degli strumenti di attenuazione delle criticità riscontrate.

Per assicurare un approccio organico e trasversale al tema della IA, il Gruppo, presieduto dal Ministro o da un suo delegato, sarà composto da:

  • 10 membri esponenti del mondo imprenditoriale o delle associazioni di categoria di riferimento che operano in ambito IA;
  • 10 esponenti di organismi e centri di ricerca, del mondo accademico o think-tank;
  • 10 esponenti delle organizzazioni sindacali, del terzo settore, dei consumatori o, in generale, della società civile.
  • Rappresentanti interni al MISE.

Per assicurare trasparenza e poter beneficiare della massima condivisione e del contributo dell’intera comunità di interesse, la Strategia Nazionale IA, una volta elaborata, sarà poi sottoposta a consultazione pubblica.

I soggetti interessati a presentare la propria candidatura possono consultare sul sito web istituzionale del Ministero l’Avviso per la manifestazione di interesse e il format per la presentazione della domanda, che andrà inviata entro il prossimo 15 ottobre.

I candidati al ruolo di esperti AI dovranno quindi dimostrare competenza ed esperienza comprovate e strettamente pertinenti, anche a livello europeo o internazionale, nell’IA e nelle sue applicazioni, comprese le competenze in ambito tecnologico, imprenditoriale, giuridico e scientifico di chiara rilevanza per lo sviluppo dell’IA, oppure, una comprovata capacità di rendere note efficacemente le esigenze e le istanze degli stakeholder o dell’organismo di riferimento.

Ai componenti del Gruppo non spetterà alcun compenso, indennità di carica, corresponsione di gettoni di presenza né rimborsi per spese di missione.

Il Gruppo di esperti che si costituirà presso il MISE non va assolutamente confuso con la task force sull’Intelligenza Artificiale, già insediata presso l’AgID, che ha il compito più circoscritto di studiare come la diffusione di soluzioni e tecnologie di Intelligenza Artificiale possa incidere sull’evoluzione dei servizi pubblici per migliorare il rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini.

Il Governo Conte è fermamente convinto che con la diffusione dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie blockchain, e degli oggetti collegati a Internet si creeranno nuove frontiere di sviluppo economico e sociale. Tale fusione di tecnologie sarà cruciale nell’immediato futuro, quando le opportunità di utilizzo si moltiplicheranno in modo esponenziale.

Si prevede che la sola applicazione dell’intelligenza artificiale permetterà un miglioramento della produttività in Italia del 12% entro il 2025 e un impatto sulla crescita del Pil di un punto percentuale.

L’AI avrà un impatto enorme sull’economia se si pensa che il valore di mercato a fine 2017 è stata pari a 18,3 miliardi di dollari a livello mondiale. Già oggi le tecnologie di cognitive computing offrono strumenti in grado di accrescere le capacità umane, senza necessariamente replicarle o sostituirle. L’uso evoluto dell’Intelligenza Artificiale produrrà una profonda trasformazione sul piano industriale e dei servizi. Inoltre, l’unione con la blockchain potrà aprire prospettive fino a ora mai immaginate.

Le punte più avanzate della ricerca in IA a livello mondiale sono Stati Uniti e Cina, ma anche Francia e Germania si sono già mossi. Con questa iniziativa l’Italia punta a ritagliarsi un ruolo nel futuro di questa tecnologia, rinverdendo la grande tradizione del passato.

Già lo scorso luglio il mondo della ricerca italiano ha dato un forte segnale con l’istituzione di un nuovo Laboratorio Nazionale di Intelligenza Artificiale e Sistemi Intelligenti coordinato dal Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (Cini). Il Laboratorio nazionale riunirà oltre 600 ricercatori italiani di 40 Università e dei principali centri di ricerca.

Il ruolo dell’AI nell’economia italiana

In Italia si dovrebbe iniziare ad applicare l’AI nei settori economici dove l’innovazione digitale può avere un ruolo strategico, come l’alimentare e la moda.

In particolare, il potenziale dell’IA nel reinventare design, marketing e merchandising, sarà un trend molto importante nel futuro prossimo del settore moda. L’IA può migliorare sensibilmente la velocità, i costi e la flessibilità della catena operativa, e i consumatori potranno godere dei miglioramenti, come spedizioni più veloci e maggiore disponibilità di prodotti. Saranno quindi moltissimi i benefici che potrà comportare l’implementazione dell’IA nelle previsioni di vendita, dal planning, merchandising all’automazione di produzione e consegne.

Per l’Italia prepararsi oggi per un impatto a medio-lungo termine dell’AI è strategico nel mondo della moda, come in molte altre industrie, per posizionarsi come paese leader di un nuovo futuro che non sembra molto lontano.

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