le proposte

Intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile: l’impegno dell’Italia

Sono circa 160 i casi in cui il ricorso all’IA potrebbe avere un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 approvata nel 2015 dalle Nazioni Unite. Ecco ‘ sette settori che avranno la precedenza nella destinazione delle risorse secondo l’orientamento del Governo

06 Feb 2020
Mariaflavia Cascelli

Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - ASviS


La strategia del Governo sull’intelligenza artificiale potrà servire anche a sostenere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Sappiamo che dovrebbe essere disponibile nei primi mesi di quest’anno – stando alle dichiarazioni rese dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) – il documento finale “Proposte per una strategia italiana per l’intelligenza artificiale”, la cui bozza è stata in consultazione pubblica da agosto a settembre 2019.

A due anni dalla dichiarazione di cooperazione per l’Intelligenza artificiale firmata da 25 Stati europei, confluita nel documento “L’intelligenza artificiale per l’Europa”, verrà quindi finalizzato il documento redatto dal Gruppo di esperti che ha elaborato la Strategia volta a definire gli orientamenti etici e a stabilire le politiche di investimento sull’IA, da presentare alla Commissione europea.

La McKinsey & Company ha individuato circa 160 casi nei quali il ricorso all’IA potrebbe avere un ruolo fondamentale nel raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 approvata nel 2015 dalle Nazioni Unite.

Salute e benessere (SDG 3), istruzione di qualità (SDG 4), imprese, innovazione e infrastrutture resilienti (SDG 9), possono contare su un buon numero di pratiche già in atto.

Intelligenza artificiale e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

La Strategia italiana si fonda su tre pilastri:

  • il rapporto tra l’uomo e la macchina, quindi il contributo dell’IA in materia di sicurezza, salute, medicina, istruzione e politiche per il lavoro, di sviluppo delle digital humanities e dell’industria culturale e creativa.
  • L’IA per un ecosistema digitale affidabile, produttivo e sostenibile, comprendendo quindi le politiche industriali, la promozione della robotica e dei sistemi autonomi, lo sviluppo dell’elaborazione dei dati, dell’Internet of Thinks (IoT), della finanza, della farmaceutica. I
  • L’IA per lo sviluppo sostenibile, quindi le azioni relative alla tutela ambientale e alle infrastrutture sostenibili come le smart cities e i trasporti, alla qualità della vita e alla coesione sociale.

Intelligenza artificiale: gli orientamenti di politica industriale in Italia

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Nonostante la diffusione dei servizi di IA sia nel nostro Paese ancora limitata (solo il 12% delle imprese ha attivato un progetto in questo ambito) la crescita percentuale del mercato – pur modesta in confronto con il mercato del Nord America e della Cina – è elevata (50% annuo). Tra le principali aree nelle quali gli esperti suggeriscono di concentrare gli investimenti spiccano i servizi e la sanità, temi centrali nell’idea di sviluppo sostenibile.

Il Governo ha optato per un nuovo orientamento di politica industriale configurato sui punti di forza dell’apparato produttivo italiano, identificando sette settori che avranno la precedenza nella destinazione delle risorse:

  • Industria e manifattura (SDG 9, SDG 12). Il ricorso alla robotica intelligente favorisce il monitoraggio dei processi industriali, e le applicazioni di IA per l’IoT, gli smart objects e gli smart vehicles permettono di conservare la tradizione e al contempo promuovere l’innovazione nell’attività manifatturiera italiana;
  • Agroalimentare (SDG 2). Insieme con genetica e nanotecnologia, l’IA è in grado di migliorare significativamente la produzione dell’agrifood, riducendo gli scarti e l’impatto ambientale; inoltre, può determinare una significativa riduzione delle disuguaglianze di settore, rispondendo al crescente fabbisogno alimentare del pianeta, senza però ricorrere all’incremento della produzione di cibo. IA, IoT e Robotica permettono poi di monitorare le coltivazioni e le condizioni del suolo, di prevedere gli esiti dei raccolti con l’ausilio di dati satellitari e in base alle condizioni ambientali e meteorologiche, di migliorare la lavorazione, la conservazione e il trasporto degli alimenti.
  • Turismo e cultura. L’IA permette di soddisfare meglio la domanda attraverso la personalizzazione dei servizi e la profilazione dei clienti; introducendo, per la scelta delle mete turistiche, visite virtuali delle destinazioni; ricorrendo a traduttori simultanei per la descrizione dei siti visitati, e a servizi correlati con la geolocalizzazione del turista.
  • Infrastrutture e reti energetiche (SDG 7, SDG 9). Se già le turbine eoliche e le celle solari stanno sostituendo le grandi strutture convenzionali a carbone e gas, presto questi sistemi flessibili decentralizzati si affideranno a reti intelligenti, piccole e localizzate, con conseguenti riduzioni delle emissioni inquinanti.
  • Salute e previdenza sociale (SDG 3, SDG 10). Tecnologie di genetica, big data e bioinformatica possono favorire lo studio combinato delle malattie e dell’impatto delle politiche sanitarie. Numerosi sono i contributi che l’IA può apportare in ambito sanitario: la chirurgia assistita con la robotica intelligente, l’assistenza infermieristica virtuale, il supporto alla diagnostica per immagini, i servizi innovativi destinati a individui con disabilità, con la conseguente inclusione sociale di categorie di cittadini svantaggiati e la risposta ai nuovi bisogni derivanti dall’invecchiamento della popolazione.
  • Città e mobilità intelligenti (SDG 11). L’IA offre un gran numero di vantaggi per favorire lo sviluppo di città resilienti: la gestione del traffico e dell’illuminazione, il controllo della segnaletica, il funzionamento dei veicoli a guida autonoma, l’ottimizzazione dei trasporti pubblici, il monitoraggio dello stato di salute di costruzioni, ponti e palazzi. Registrando come le persone utilizzano la città, l’IA può fornire previsioni ed analisi utili per ottimizzare i servizi e migliorare il benessere e la sicurezza dei cittadini.
  • Pubblica amministrazione (SDG 16). Per una PA digitalizzata ed efficace, attraverso l’uso di assistenti virtuali, la gestione documentale, il ricorso alla chat bot, l’analisi dei rischi di impresa, la lotta all’evasione fiscale e ai crimini sul web, in grado di incoraggiare la competitività delle imprese e proteggere la libertà e i dati dei cittadini, semplificando i processi burocratici.

La necessità di un utilizzo etico dell’intelligenza artificiale

Sarà necessario favorire il partenariato pubblico-privato, incrementare la collaborazione all’interno delle istituzioni e tra le istituzioni, potenziare la sinergia con l’Europa e monitorare costantemente le evidenze generate e l’impatto delle politiche pubbliche sugli SDGs.

A orientare il progetto è naturalmente la necessità di un utilizzo etico dell’IA, in grado di eludere i rischi di intensificazione delle disuguaglianze sociali e territoriali che potrebbero derivare da un suo impiego inadeguato, e l’esigenza di garantirne l’affidabilità tecnica sin dalla programmazione. La Strategia nazionale – si legge nelle Proposte – necessita di una governance all’insegna della Policy coherence for sustainable development (Pc4sd) indicata dall’Ocse. Il Gruppo di studiosi che ha redatto il documento – dichiarandosi in linea con le proposte avanzate dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile – ASviS – auspica l’istituzione di una cabina di regia interministeriale per la trasformazione digitale del Paese finalizzata al raggiungimento degli SDGs.

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