satira digitale

Ma come parlano i “nativi digitali”: prove di dialogo tecnologico

I temi della privacy, sicurezza, social network, fake news e pericoli della rete in generale condensati in trentatré botta e risposta con i ragazzi delle scuole italiane. Da strimmare al cognome di Google, quante scoperte

Pubblicato il 03 Dic 2019

Gianluigi Bonanomi

Formatore sulla comunicazione digitale

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Da anni giro le scuole di mezza Italia per incontri sull’uso consapevole della tecnologia e non solo. Spesso si parla di privacy, sicurezza, social network, fake news e pericoli in generale. Da un paio d’anni ho deciso di appuntare i dialoghi e le domande più strani, per realizzare una specie di “io speriamo che me la cavo 2.0”. Ecco trenta reperti.

Privacy

Prima media, workshop sulla privacy. Devono scrivere le regole. Eccone alcune, con i miei commenti:

  • “Non parlare mai con nessuno” (ottimo per misantropi)
  • “Non comprare droga e armi su siti insicuri” (meglio farlo su Groupon, così oltretutto risparmi)
  • “Non blastare” (questo era un parente di Mentana pentito)
  • “Non usare password insicure come quella di mia madre, che è 123456” (un compagno ha provato subito a entrare nella Gmail della madre)

Fake news

Workshop in una scuola media (secondaria di primo grado, pardon), parliamo di accesso alle informazioni e fake news.

Un ragazzo dice:  “Ho letto che l’ossigeno è una droga: ti fa vedere una realtà alternativa, che non esiste. Se potessimo smettere di respirare, vedremmo la realtà com’è davvero”.

– Sembra una bufala messa in circolo dalla lobby dell’anidride carbonica.

– Dice sul serio?

– No, ma è più credibile il terrapiattismo.

Il test CAPTCHA

Seconda media, faccio fare un esercizio al PC.

Un dodicenne alza la mano:

– Prof, Google mi chiede se sono un robot. Che cosa devo fare?

– Niente: se non hai superato il test CAPTCHA, sei un robot.

– Davvero?

Analfabetismo funzionale

Parlo di fake news e analfabetismo funzionale, a un certo punto dico che il linguista Tullio De Mauro è scomparso.

Uno alza la mano: – In che senso scomparso?

Rispondo: – Eh, è un eufemismo per dire che è morto!

Lui: – E hanno fatto sparire il cadavere?

Dati personali

– Ragazzi, state attenti alle condivisioni di informazioni personali, anche con i vostri amici.

Un ragazzo: – Ma io non ho amici!

– Beh, non hai problemi di privacy.

Il cane di Chiara Ferragni

Seconda superiore:

– Forse non sapete che il cane di Chiara Ferragni ha 300mila follower su Instagram…

In coro: – MATILDA FERRAGNI!

Bufale napoletane

– Qualcuno sa perché le fake news si chiamano bufale?

Un ragazzo: – Le avranno inventate i napoletani.

I terrapiattisti

– Prof, a proposito dei terrapiattisti, lei sa dove ci si iscrive?

Pedofilia

Corso sul benessere digitale in una scuola superiore. Mostro una slide sull’uso di Snapchat. Un ragazzo alza la mano e chiede: – Se gli utenti sono soprattutto minorenni, quei pochi anziani sono tutti pedofili?

La matrice di Eisenhower

Corso in una prima superiore sul benessere digitale. Esercizio sulla matrice di Eisenhower. Una ragazza ha scritto:

Importante e urgente: non ingrassare

Importante ma non urgente: Games of thrones

Urgente ma non importante: tagliare le unghie

Non urgente e non importante: leggere le Stories di Chiara Ferragni

Google+

Workshop in una classe prima media su social e privacy:

– Che piattaforme social usate?

Ne elenchiamo parecchi, uno alza la mano: “Google+”.

Era talmente inutile che nessuno si è accorto che l’hanno chiuso.

Uso consapevole dei social

Prima media, workshop sull’uso consapevole dei social.

Uno dice:

– A mio padre escono donne nude da tutte le parti…

– E non hanno freddo?

– Ahahahah, ma perché ci sono quelle foto nelle sue pubblicità?

[Qui ho taciuto la verità sul retargeting e, soprattutto, sulle abitudini del padre.]

– OK, ora spiego a tutti cos’è lo spam.

Il duro lavoro del giornalista

Terzo media, mi si avvicina un tredicenne:

– Che cosa devo fare per diventare un giornalista?

– Niente! Così ti abitui alla disoccupazione.

Netiquette

Workshop sui social in una terza media, parliamo di netiquette: faccio scrivere delle regole. Uno scrive: “Se bestemmi online, sostituisce la parola DIO con tre asterischi”.

A proposito di Influencer

Uno mi chiede: “Prof, se ho 35 follower su YouTube, posso essere definito un influencer?”

Fidanzate e dark web

Sicurezza online, un ragazzo alza la mano:

– Un mio conoscente ha comprato delle fidanzate su dark web.

Secondo me non erano proprio fidanzate, ma non lo dico.

Facebook e gli Iron Maiden

Scuole medie, ho davanti un centinaio di undicenni. Chiedo quanti usano WhatsApp: tutti. Quanti Instagram: oltre la metà. Quanti Facebook: nessuno. Perché? chiedo.

Alza la mano una ragazzina:

– Prof, Facebook è vecchio, l’hanno creato tantissimi anni fa e con noi non c’entra niente.

Indossa una felpa degli Iron Maiden.

Copyright o copyleft?

Scuole medie, alla mia domanda su che cos’è il copyright, uno mi ha risposto: “Copiare con la mano destra”.

Privacy 2

Seconda media:

– Qualcuno di voi ha avuto problemi relativi alla privacy?

– Io!

– Che cosa ti è successo?

– Una volta un signore mi ha fatto un sacco di foto al parco.

– Lo conoscevi?

– No, ma adesso so chi è perché l’hanno arrestato.

Voce del verbo strimmare

– Prof, ma lei strimma?

– No, ma se non la pianti strillo.

Intendeva chiedermi se faccio lo streaming, credo delle partite ai videogiochi (si dice “streammare su Twitch”, per esempio).

Il concetto di reato

– Prof, ma se io ho un telefono non tanto bello, tipo l’iPhone 5S, e trovo per terra un Huawei P10, posso tenerlo? Cioè, è giusto o è un reato?

Lo sfondo del desktop

– Prof, ma lei è su Internet!

– Davvero?

– Sì, guardi!

[Mi mostra il mio sito sul suo PC.]

– Porca miseria, hai fatto bene ad avvisarmi.

– Si figuri, ora posso mettere la sua foto come sfondo del desktop?

Il motore di ricerca

Chiedo in una prima media:

– Che cosa si intende per “motore di ricerca”?

– È un motore.

– Un motore per fare cosa?

– Per cercare.

– E che cosa cerca questo motore?

– Sé stesso.

Il cognome di Google

Qual è la differenza tra Google e Google Chrome?

– Chrome è il cognome.

– Il cognome di chi?

– Di Google!

Hacker e consenso

Lezione in una scuola media. Chiedo di definire le regole per l’uso della Rete, dei social, delle app di messaggistica. Un ragazzo dice: – Bisogna dare il consenso agli hacker.

Dipendenza dalla rete

Corso sul benessere digitale alle superiori. Una cinquantina di ragazzi hanno fatto un test sulla dipendenza dalla Rete. Uno ha chiesto se il test poteva farlo online e non con carta e penna. Gli ho detto che poteva anche non farlo, il test.

I criteri di Aranzulla

– Cercate i criteri per smascherare i fake.

Uno alza la mano: – Prof, in base ai criteri di Aranzulla io sono un fake. È vero?

Il VAR

Prima media, lezione sulla privacy online. Spiego che cos’è un’informativa.

Un ragazzo alza la mano. Prima che gli conceda la parola, fa il gesto del VAR: – Non ho capito bene e volevo la moviola.

Al ladro!

Workshop su sicurezza e privacy. Spiego che alcuni ladri scoprono su Facebook quali case svaligiare.

Un ragazzo alza la mano:

– Anche mio padre!

– Tuo padre svaligia gli appartamenti?

– No, volevo dire che anche mio padre lo dice.

La password

Workshop su privacy e sicurezza online. Discorso password, un ragazzo alza la mano:

– Posso usare come parola-chiave la mia data di nascita?

– No.

– Allora devo cambiarla.

– Domani mattina dì ai tuoi di accompagnarti all’anagrafe.

Cosa non fare online

Domanda in una prima media: che cosa non fareste mai online?

Ragazzino: “Il mio papà mi ha detto di non fare il pedofilo”.

L’anti-influencer

– Parliamo degli influencer

Uno, triste, alza la mano e dice:

– Io sono l’anti-influencer, prof!

– Che cosa vuol dire?

– Ho un solo follower.

– Beh, almeno uno ti segue.

– Già. Ma sono io: è il mio account fake.

Cialtronaggine e scetticismo

– Prof, Ma chi ci dice che lei non sia un cialtrone?

Forse ho esagerato nell’insistere sullo scetticismo.

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