Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Direttore responsabile Alessandro Longo

PA

Informare il dipendente pubblico sull’Agenda digitale: l’abbiamo fatto (ancora) poco

di Christian Tosolin*

04 Mag 2017

4 maggio 2017

Prendiamo l’esempio di SPID: forse dare la possibilità di registrare l’identità digitale presso gli uffici anagrafe dei Comuni avrebbe aiutato la sua diffusione, ma se il dipendente pubblico non conosce il sistema e i suoi vantaggi, diventa difficile proporlo convintamente al cittadino

Cosa manca per far decollare la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione? Questa è una domanda che probabilmente non ha un’unica risposta.

Non possiamo asserire che in questi anni non siano stati promossi programmi nazionali su questo tema, ma spesso non hanno avuto quel riscontro, a livello locale, che ci si aspettava.

Le cause sono molteplici ma, da dipendente pubblico, posso evidenziarne una che riscontro ogni giorno, la quasi totale mancanza di conoscenza di tali programmi all’interno delle amministrazioni locali.

 

La PA innova se i dipendenti della PA sono innovatori

Prendiamo ad esempio SPID, quanti cittadini e tra questi quanti dipendenti pubblici hanno sottoscritto l’identità digitale?

La risposta è troppo pochi. Forse dare la possibilità di registrare l’identità digitale presso gli uffici anagrafe dei Comuni avrebbe aiutato la sua diffusione nella popolazione, ma se il dipendente pubblico non sa nemmeno dell’esistenza di SPID e dei suoi vantaggi, diventa difficile inserirlo nei programmi della PA e proporlo convintamente al cittadino.

Bisogna cominciare a costruire delle campagne di sensibilizzazione all’interno delle amministrazioni pubbliche a livello pratico spiegando, in un linguaggio non tecnico, i vantaggi immediati che derivano dai servizi digitali.

Quest’anno con la Settimana dell’Amministrazione Aperta, l’iniziativa del Dipartimento Funzione Pubblica, si è fatto un passo avanti nel coinvolgimento delle amministrazioni e dei cittadini.

Il dipendente pubblico è, a tutti gli effetti, un cittadino. Ha una famiglia, dei parenti, degli amici e può diventare, senza esserne cosciente, un technology evangelist sperimentando per primo i benefici dell’innovazione digitale e condividendoli alle sue cerchie.

Dedicare dei momenti di formazione ma soprattutto di informazione ai dipendenti della PA è una delle chiavi per motivare e diffondere la conoscenza di strumenti che possono realmente rendere la vita di tutti più semplice.

Nel farlo bisogna essere attenti a non calare dall’alto questi incontri ma a costruirli assieme in maniera partecipativa portando problematiche ed esempi concreti vissuti nel quotidiano.

 

Politica e competenze

C’è ancora un forte distacco tra le politiche centrali di cittadinanza digitale e quelle locali (dove presenti). Molte volte chi si occupa di innovazione all’interno di un’amministrazione locale ha difficoltà ad organizzare progetti e strategie perché non riesce a condividerle con gli amministratori che impongono linee politiche non in sintonia con i programmi nazionali. Al contrario alcune amministrazioni hanno un assessore all’innovazione pronto a mettere in pratica i programmi, ma nessun dipendente con la conoscenza, la motivazione o le competenze necessarie per farlo.

 

Comunicazione: un potente strumento

I canali  di comunicazione pubblica delle amministrazioni locali possono diventare un potente strumento di “avvicinamento ed alfabetizzazione ai servizi digitali”. La PA locale deve diventare parte attiva nel percorso di innovazione del paese ed i suoi dipendenti devono essere promotori di questo processo.

I cittadini stanno riscoprendo le amministrazioni locali grazie ad un percorso che sta cambiando la comunicazione pubblica rendendola maggiormente fruibile e con un linguaggio più colloquiale, ad esempio con l’utilizzo dei social network.

Questo riavvicinamento fornisce nuovamente alla PA un’autorevolezza che può essere sfruttata per promuovere l’innovazione e i servizi ad essa correlati.

Dobbiamo renderci conto che noi innovatori siamo parte di un processo comune e che vederlo andare in porto o naufragare sarà anche merito o colpa nostra.

 

*Centro di Competenze Sistemi Informativi, informatica, comunicazione e amministrazione trasparente di Compa fvg -Anci fvg e Social Media Manager del Comune di Trieste

  • Random Walk

    I dipendenti pubblici dovrebbero avere anche dei mezzi digitali adatti x poter lavorare decentemente. Al Comune di Torino i pc sembrano andare a spinta, sempre che si sia dotati di pc. Peraltro non mi pare che il Comune sopracitato abbia nemmeno il simbolo Spid sul suo sito, se ne deduce che non sia una sua priorità l’agenda digitale e l’informazione del pubblico dipendente. In ogni caso, qualche anno fa ci fu la moda della pec offerta dal governo. Bisognava presentarsi in posta x fare l’identificazione e ottenerla. Da un paio d’anni non esiste più. Non la usava nessuno o quasi. Ho dovuto migrare versi una pec a pagamento. Ora dovrei crearmi Spid, ma non ne ho ancora ravvisato l’utilità e non ho altro tempo da perdere x un’identificazione che avevo già fatto x la pec. Potevano tener valida quella, ma risulterebbe troppo intelligente collegare/incrociare le informazioni già presenti.

Articoli correlati