Dal novembre 2022, con l’uscita pubblica di ChatGPT, il rapporto tra esseri umani e tecnologia è cambiato profondamente. Non è solo un nuovo strumento digitale o un piccolo passo avanti nelle interfacce conversazionali. Stiamo usando sistemi che generano linguaggio naturale, mantengono il contesto delle conversazioni lunghe, si adattano allo stile dell’interlocutore e forniscono risposte che molti percepiscono come davvero comprensive. Questa percezione, anche se non sempre precisa, sta portando a fenomeni psicologici che la ricerca scientifica attuale fa fatica a spiegare con gli strumenti teorici disponibili.
l'approfondimento
Parliamo con l’AI come fosse una persona: perché la psicologia deve aggiornarsi
Da ChatGPT in poi, l’interazione non è più solo “uso di un tool”: molte persone sviluppano fiducia, confidenze e legami emotivi con sistemi non coscienti. Cosa dicono gli studi (2018–2025), quali modelli non bastano più e perché si discute di una psicologia dell’AI
Head of TIM Academy & Development

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026 -

L’IA nel turismo corre, ma non per tutti: la mappa italiana e globale
08 Mag 2026










