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QAnon, si moltiplicano le teorie del complotto: perché dobbiamo preoccuparci

La crescita e la persistenza di QAnon in questi anni preoccupano molto i ricercatori del settore. Fake news e false previsioni diffuse dal movimento non sono affatto innocue. E le contromisure dei social per arginarle servono a poco. Ecco cosa si rischia

11 Feb 2022
Marina Rita Carbone

Consulente privacy

Negli ultimi anni, QAnon ha guadagnato sempre maggior terreno, in particolare negli Stati Uniti, mediante la diffusione di teorie del complotto di estrema destra, il cui scopo sarebbe quello di portare alla luce le trame organizzate dal “Deep State”.

Nonostante le teorie cospirazioniste del movimento siano prive di un vero fondamento, esperti e ricercatori temono che QAnon possa influire sul buon esito e sulla neutralità delle elezioni 2022, alimentando la disinformazione sui social e la diffusione di fake news. Proprio i social, infatti, rappresentano il luogo ove i membri del movimento pubblicano le loro teorie.

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L’origine di QAnon

Come noto, il movimento QAnon trae origine, nell’ottobre 2017, da una teoria del complotto pro-Trump portata avanti, sulla bacheca di 4chan, da un account denominato “Q”, che affermava di essere un insider governativo in possesso di informazioni classificate di alto rango sulla “guerra portata avanti da Trump per interrompere la cabala globale”. Secondo il movimento QAnon, infatti, un gruppo di membri dell’élite liberale globale gestirebbe un traffico di minori volto all’ottenimento di un “elisir della giovinezza”; in tale contesto, Trump sarebbe stato colui il quale avrebbe consentito di fermare questo traffico e di porre fine ai riti satanisti compiuti da detta élite.

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Già nell’agosto 2018, gli aderenti al movimento iniziavano a prendere parte ai raduni per la rielezione di Trump, facendosi riconoscere mediante dei cartelli o delle magliette come appartenenti a QAnon.

La pandemia e l’escalation di QAnon

Nel 2020, con la sempre maggiore diffusione dei social e l’avvento della pandemia da COVID-19 su scala mondiale, il numero di seguaci di QAnon è aumentato a dismisura, portando anche alla creazione di innumerevoli ulteriori teorie del complotto che mettevano in dubbio, senza alcuna reale base fattuale, eventi storici e ricerche scientifiche, come lo sbarco sulla luna, l’attentato alle torri gemelle dell’11 settembre, la morte del figlio di John F. Kennedy, la necessità di utilizzare le mascherine per evitare il diffondersi del contagio da COVID-19 o l’efficacia del vaccino.

Alcune parti del movimento hanno persino cercato di formare dei gruppi all’interno del quali discutere di salute e benessere, o della sicurezza dei bambini (anche in questo caso, senza che vi fossero reali fondamenti scientifici, come più volte affermato dai ricercatori e dalla stampa specializzata).

Social e app di messaggistica alla base del successo

Il motivo per il quale QAnon ha avuto un’adesione così ampia risiede nella metodologia stessa con la quale le teorie vengono diffuse, ovvero utilizzando i social e le applicazioni di messaggistica istantanea. Si tratta di un sistema di diffusione estremamente capillare, che non solo ne ha comportato, negli ultimi anni, la longevità, ma ha reso anche molto difficile, per i gestori delle piattaforme, l’individuazione ed il blocco.

Sebbene l’originario account “Q” non abbia più pubblicato nulla, infatti, il movimento ha continuato a prosperare, e, secondo il New York Times, “in un certo senso, ora è intrecciato ancora più profondamente nel tessuto politico e sociale del paese di quanto non fosse 12 mesi fa”.

Ne è una conferma il fatto che, da ultimo, alcuni seguaci di QAnon hanno affermato su un gruppo Telegram che il recente Astroworld Festival di Houston, in cui 10 persone sono morte e altre centinaia sono rimaste tragicamente ferite, fosse in realtà un evento per un sacrificio rituale satanico.

“L’inferno vivente. Un sacrificio umano”, veniva scritto un post, “demonico.” Il post in questione ha raccolto 83.100 visualizzazioni, e i post successivi, contenenti lo stesso messaggio, hanno generato decine di migliaia di visualizzazioni in più. Entro l’8 novembre, questi post hanno raggiunto i social media mainstream, andando a diffondersi esponenzialmente. “Qualcun altro nota che il palco è una croce rovesciata che porta a un portale per l’inferno?” chiedeva un utente TikTok in un video che ha accumulato più di un milione di visualizzazioni. Altri membri del movimento hanno condiviso un video di YouTube, con più di 44.100 visualizzazioni. Su Facebook, un pastore di Indianapolis ha pubblicato un post a tema che ha generato più di 160.000 Mi piace, commenti e condivisioni: “Che invito palese per il rituale satanico!” ha affermato nel post il pastore, Jeffrey Pitts, il quale ha poi affermato di non far neppure parte di QAnon, “Le persone seguono ancora le tendenze e non hanno idea che questa generazione sia pronta per il massacro”.

La fake news creata da QAnon, in tal modo, ha generato più di 303.000 interazioni prima che venissero svolti i primi controlli sulla veridicità delle affermazioni, secondo i dati di CrowdTangle, uno strumento di analisi dei social media di proprietà di Facebook, riportati dal New York Times.

Dati alla mano, appare evidente come i social e, più in generale, i gruppi di condivisione di informazioni, rappresentino il terreno fertile sul quale le molteplici teorie cospirazioniste portate avanti dai diversi membri di QAnon possono prosperare, e quanto sia complesso porvi rimedio, data anche l’estrema rapidità di diffusione delle stesse.

L’evoluzione di QAnon

La crescita e la persistenza di QAnon in questi anni preoccupano molto i ricercatori del settore, in quanto le fake news e le false previsioni diffuse dal movimento e dai suoi sostenitori andranno, con tutta probabilità, a influenzare le prossime elezioni presidenziali, nonostante le contromisure intraprese dalle principali piattaforme di social media, come Facebook e Twitter, che hanno vietato espressamente la promozione di fake news e contenuti disinformativi, specie se a sfondo politico.

A luglio dello scorso anno, la reazione dell’opinione pubblica alle falsità diffuse dal movimento QAnon era così marcata che Twitter ha provveduto a bloccare migliaia di account che promuovevano teorie cospirazioniste sulla piattaforma; Facebook e YouTube hanno, successivamente, seguito l’esempio, rimuovendo i contenuti del movimento e bloccando gli account il cui scopo era quello di diffondere false notizie.

Nonostante le restrizioni, tuttavia, i membri di QAnon hanno presto iniziato a pubblicare contenuti cospirazionisti privi delle parole chiave che avrebbero fatto allertare l’algoritmo di moderazione delle piattaforme medesime, sfuggendo al controllo automatizzato. Allo stesso tempo, hanno iniziato a rivolgere la propria attenzione verso piattaforme maggiormente tolleranti verso questa tipologia di contenuto, come l’app di messaggistica istantanea Telegram.

“L’evoluzione di Q risiede nel fatto che si sta lasciando alle spalle l’iconografia dell’era Trump e sta diventando una cospirazione di tutto”, ha dichiarato al New York Times Mike Rothschild, ricercatore di teoria del complotto e autore di “The Storm Is Upon Us: How QAnon Became a Movement, Cult and Conspiracy Theory of Everything”.

La moltiplicazione delle teorie cospirazioniste ha contribuito anche a far nascere nuovi leader del movimento, tra cui Michael Protzman, noto online come “Negative48” e autoproclamatosi reincarnazione del Messia.

Sul proprio canale Telegram, che in poco meno di un anno ha raccolto quasi 100.000 membri, Protzman promuove e pubblica contenuti connessi alle teorie cospirazioniste di QAnon: in particolare, Protzman ha affermato che John F. Kennedy Jr. sarebbe risorto e ha esortato i suoi seguaci a assistere all’evento a Dealey Plaza, il luogo in cui è avvenuto l’assassinio del presidente Kennedy nel 1963. Centinaia di persone si sono presentate a Dallas da diversi stati, aspettandosi di vedere John F. Kennedy Jr., morto in un incidente aereo nel 1999, annunciare l’intenzione di affiancare Trump nella prossima campagna elettorale.

QAnon e la politica

In conclusione, ciò che maggiormente preoccupa gli esperti e i ricercatori del settore, è che il movimento di QAnon, proprio in virtù della sua diffusione e dell’appoggio che, saltuariamente, ha ricevuto da alcuni esponenti politici, possa impattare sulle prossime elezioni e sullo sviluppo della politica, in America e non solo.

Alcuni dei candidati politici che hanno mostrato sostegno al QAnon si sono concentrati, in particolar modo, sulla pandemia da COVID-19, sostenendo recentemente che la variante del coronavirus Omicron non è reale e viene utilizzata come un modo per garantire che le schede postali nelle elezioni del novembre 2022 consegnino ai democratici un’altra vittoria. Bobby Jeffries, un candidato al Senato della Pennsylvania che ha ripetutamente pubblicato su QAnon nel 2018, ha condiviso, a novembre, un post che affermava che “La variante di medio termine è arrivata prima del previsto”.

Logan Strain, ricercatore e co-conduttore del podcast “QAnon Anonymous”, ha affermato, come riportato dal New York Times, che se i repubblicani “guadagneranno il controllo di una o entrambe le camere del Congresso nel 2022, ciò potrebbe dare ulteriore energia” ai seguaci del movimento. “QAnon può essere aggiornato ogni volta che ci sono elezioni”, ha continuato Strain, “Probabilmente, ogni due anni, vedrai i seguaci di QAnon interpretare gli eventi di notizie alla luce di Q e delle credenze del movimento”. Proprio tale caratteristica, rappresenterebbe il vero elemento di elasticità che consente a QAnon di essere un movimento così grande e di, nonostante tutti i divieti sui social media e le previsioni fallite, influenzare il mondo politico, “per almeno una generazione”.

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