L’intelligenza artificiale viene ancora raccontata soprattutto come uno strumento al quale chiediamo qualcosa. Poniamo una domanda, affidiamo un compito, riceviamo una risposta. È senz’altro una rappresentazione intuitiva e in molti casi corretta, ma rischia di diventare rapidamente insufficiente. Una parte crescente dei sistemi con cui interagiamo non entra infatti in gioco soltanto quando decidiamo di consultarli, ma seleziona informazioni, ordina possibilità, anticipa preferenze e stabilisce gerarchie di rilevanza prima ancora che abbia inizio una vera deliberazione.
l'approfondimento
Quando l’intelligenza artificiale decide cosa vale la pena pensare
L’intelligenza artificiale non si limita più a rispondere alle domande degli utenti. Attraverso filtri, raccomandazioni e personalizzazione, può intervenire prima del giudizio, orientando ciò che appare rilevante, pensabile o desiderabile e aprendo il problema della colonizzazione cognitiva
Professoressa associata di Filosofia e teoria dei linguaggi all’Università di Messina

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