Proteggere la credibilità operativa delle istituzioni non è un problema di comunicazione, ma di sicurezza pubblica e nazionale. Come tale va trattato: con risorse adeguate, con responsabilità chiare e con la consapevolezza che al tempo della guerra cognitiva, del MUAI e delle minacce ibride, l’integrità informativa non è separabile da quella istituzionale. La foto di un agente aggredito diffusa dalla Polizia di Stato all’indomani degli scontri del 31 gennaio 2026 a Torino, durante la manifestazione a supporto del centro sociale Askatasuna, e presentata come genuina quando in realtà era stata modificata con AI, porta a riflettere su questi aspetti.
disinformazione e PA
Se il deeptrue è di Stato: così si compromettono fiducia nelle istituzioni e sicurezza nazionale
Da un fatto reale a una foto manipolata: la diffusione istituzionale di un deeptrue (cioè un contenuto autentico ma modificato con AI e decontestualizzati) innesca crisi reputazionale, ribaltamento narrativo e sfiducia. Quanto accaduto dopo gli scontri per il centro sociale Askatasuna, quando la Polizia di Stato ha diffuso una foto modificata con AI e presentata come vera, evidenzia criticità nel presidio di integrità informativa nell’ecosistema cyber-sociale
Professore di Criminologia, Sapienza Università di Roma – Senior expert, EU Knowledge Hub on Prevention of Radicalisation

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Carlsberg mappa il genoma del luppolo: cosa cambia per la birra
19 Ott 2026 -

Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre
16 Ott 2026 -

Come l’ERP spinge la trasformazione organizzativa in azienda
16 Ott 2026 -

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026































