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Direttore responsabile Alessandro Longo

Memory Squad - 90° PUNTATA

Sé stessi

04 Set 2015

4 settembre 2015

Cronache dal futuro (anno 2333), a cura del docente visionario Edoardo Fleischner per Agendadigitale.eu

Il dottor Annthok Mabiis ha annullato tutte, o quasi, le memorie connesse della galassia per mezzo del Grande Ictus Mnemonico. “Per salvare uomini e umanidi dalla noia assoluta” perché le memorie connesse fanno conoscere, fin dalla nascita, la vita futura di ciascuno in ogni particolare. La Memory Squad 11, protagonista di questa serie, è incaricata di rintracciare le pochissime memorie connesse che riescono ancora a funzionare. Non è ancora chiaro se poi devono distruggerle o, al contrario, utilizzarle per ricostruire tutte quelle che sono state annientate, se devono cioè completare il lavoro del dottor Mabiis o, al contrario, riportare la galassia a “come era prima”.
Ma qualche mese prima che il dottor Annthok Mabiis provocasse lo stacco delle memorie connesse di venti miliardi di umani, quando la Memory Squad di Akila Khaspros, allora avvocato, non esisteva ancora…

Il castello. Merlato. Sfumato. Dalla nebbia. Arrosata. Dal sole. Scorreva sotto. Cento metri sotto i loro piedi volanti. Sotto i pensieri. Sotto la conversazione. Sotto le ginocchia. Ora dolenti. Dan inalava. Akila Khaspros affiancavaLa nuova vita. Perché la vita è solo respiro. Il resto è immaginazione. Immagine. Maginazione. Ginazione. Zione.

– Dan: “Mai stato così bene… tutte le mie memorie sono state disattivate… addormentate… come vuole la legge, come ha voluto il tribunale. Mi hanno condannato allo ‘stato naturale’…”
– Avvocato Akila Khaspros: “E dici di sentirti bene…“
Scivolano verso la bassa collina. Sui filari ordinati. Sui cipressi ordinati. Sul selciati giallati di sole giallo. Fresco. Nuovo. Si abbassavano a cinquanta metri. Sfioravano il campanile. La torre. Le torri. Il paese scorreva sotto.

– Dan: “Voi innocenti, voi tutti connessi, sempre connessi… voi vi ammazzate, per la noia assoluta… voi vi sentite bene, eh!?”
– Avvocato Khaspros: “Dici così perché ti hanno dato novanta giorni…”
– Dan: “È vero, è una pena di soli tre mesi… ma già dal primo giorno ho capito che non poteva capitarmi nulla di più bello…”
– Avvocato Khaspros: “Vuoi essere recluso dal mondo… disconnesso… vuoi essere condannato!  È normale, anzi banale, molto banale, scontato… vuoi espiare la tua colpa… vuoi essere un carcerato in un mondo che non ha più carceri ormai da oltre un secolo… vuoi essere un prigioniero!”
– Dan: “Il contrario! Io non sono prigioniero! Ora sono finalmente e veramente libero! Io delinquerò, come dicono i signori giudici, per essere libero! Devo solo ripetere il mio reato di continuo, finché campo…”
– Avvocato Khaspros: “La legge dice che se ripeti questo reato più di tre volte le tue condanne entrano nelle memorie collettive… anche se il tuo è l’unico reato rimasto nel codice che richieda un processo con degli umani, alla vecchia maniera… dopo tre condanne consecutive anche questo reato, almeno per te, passerà alla ‘prevenzione assoluta’, come la chiamano… Dunque come tutti gli altri reati sarà depotenziato, dissolto, azzerato dal reticolo delle memorie connesse dei venti miliardi di esseri umani che vivono sul pianeta terra… ricordo che una cosa simile, ma inutilmente cruenta, era narrata dal vecchio cinema, in un vecchia storia… non ricordo più il titolo…”
– Dan: “Sei noiosa avvocato! Io ti pago per tenermi libero! E per tenermi libero tu devi fare in modo che mi condannino… sempre!”
Si inseguivano planando. Svirgolando. Sorpassando. Derapando. Scollinando. Impennando. Nell’aria. Fresca. Solitaria.

– Avvocato Khaspros: “Dan, ci sto pensando… un modo forse c’è…”
– Dan: “Brava avvocato! Sei noiosa, un po’ sconatata, ma brava… E quale sarebbe questo bel modo?”
– Avvocato Khaspros: “Il tuo reato dovrebbe essere ripetuto all’interno del processo, non fuori, nello svolgersi del processo, nella sentenza di colpevolezza emessa, nella motivazione… Tutti, tutti insieme, contemporaneamente, giudici, cancellieri, testimoni, agenti dovrebbero commettere il tuo stesso reato!”
– Dan: “Geniale avvocato! È la condizione di tutta l’umanità!… Lo sono già tutti, ogni giorno… chi totalmente, chi lievemente… sono tutti stupendamente colpevoli della mia colpa… tutti commettono il mio reato…! Semplicemente sono pochi quelli che lo confessano… per non andare a giudizio… per non essere condannati, puniti… per non essere imprigionati… per non essere liberati!”
– Avvocato Khaspros: “Lo so, Dan, sono tutti colpevoli… ma c’è troppa gente che riesce ancora a celare con abilità sopraffina quel reato… il più impalpabile, a volte… il più grave, sempre…”

– Dan eccitato: “Sono e saranno colpevoli dell’unica cosa per cui sono stato trascinato finalmente in tribunale… saranno colpevoli di aver favolosamente, splendidamente ingannato sé stessi.”

(90 – continua la serie. Ogni episodio è “chiuso”)

  • Attilio A. Romita

    E’qualche settimana che non leggevo le avventure della Memory Squad …e mi ritrovo prima del Grande Ictus Mnemonico.
    In un turbinio di pensieri su connessioni, memorie, colpe&pene, ….
    Si vive meglio in un mondo senza ricordi o in una realtà dove tutti sanno tutto di tutti.
    Una malintesa privacy ci fa sentire meglio di una passeggiata nella piazza del paese per sapere le ultime chiacchere?
    Si sta meglio sulla vetta dove si ascoltano solo i gridi delle aquile o in mondo dove tutti si accorgono, si fa per dire, delle mie scarpe nuove?
    Sono più libero quando devo combattere per la mia libertà o quando sono solo e la mia libertà è inutile?
    Io sto bene quando sono iperconnesso in un mondo rumoroso dove tutti potrebbero impicciarsi dei fatti miei, ma non lo fanno semplicemente perchè …sono uno dei tanti.

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