media studies

“Shockdown”, il ruolo della scienza nel dibattito pubblico: la lezione della pandemia

I saggi raccolti nel volume “Shockdown. Media, cultura, comunicazione e ricerca nella pandemia” offrono una rielaborazione delle riflessioni a caldo dei ricercatori sulla pandemia. Obiettivo: complessificare un dibattito pubblico che, ancora oggi, risulta appiattito su estremismi e facili semplificazioni

30 Apr 2021
Giovanni Boccia Artieri

Università di Urbino Carlo Bo

Manolo Farci

Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali Università degli Studi di Urbino, Carlo Bo

Thanks to Adam Nieścioruk for sharing their work on Unsplash.

“Shockdown. Media, cultura, comunicazione e ricerca nella pandemia” è un progetto che nasce durante le prime settimane di lockdown, quando eravamo più strettamente vittime dell’isolamento fisico e relegati al ruolo di spettatori attraverso i media, mainstream e digitali di quanto stava accadendo.

Già in quei primi mesi del marzo 2020, era evidente che quello che stavamo vivendo fosse una sorta di grande esperimento sociale, che non solo andava a modificare qualsiasi campo della nostra vita quotidiana, ma ci costringeva a ripensare al nostro lavoro di sociologi, al nostro modo di osservare il mondo attraverso paradigmi che davamo oramai per consolidati.  Da qui è nata l’idea di lanciare una call su Mediascapes Journal, rivista online open access pubblicata semestralmente e dedicata ai media studies. Una call dove si invitava ricercatrici e ricercatori a inviarci le proprie riflessioni a caldo su quello che stavamo vivendo.

I saggi raccolti nel volume offrono una ulteriore rielaborazione di quelle prime riflessioni. Una rielaborazione che si propone di complessificare un dibattito pubblico che, ancora oggi, risulta appiattito su estremismi e facili semplificazioni. I media di massa hanno avuto un ruolo importante nell’alimentare questo clima polarizzante.

Fake news, così scienza e informazione interpersonale perdono credibilità

Pandemia e metafore belliche

Come constatiamo anche nel volume, il sistema italiano dei media si è trovato a sposare, per la maggior parte, una copertura frenetica, allarmistica, ossessiva dell’epidemia. Molto spesso i media hanno compattato l’inconscio sociale intorno alle necessità straordinarie imposte dalla lotta senza quartiere contro un nemico invisibile, ubiquo e pericoloso. Le descrizioni metaforiche della pandemia come una guerra (“nemico”, “invasore alieno”, “in trincea contro il virus”, “i medici caduti al fronte”) sono state ampiamente utilizzate dall’inizio del 2020 da molti leader politici, come Boris Johnson in Gran Bretagna, Xi Jinping in Cina, Emmanuel Macron in Francia, Donald Trump negli USA e, ovviamente, Giuseppe Conte in Italia. Si potrebbe dire che tali narrazioni siano giustamente servite ad aumentare la percezione nelle persone dei pericoli posti dal virus, giustificare la necessità di cambiamenti radicali nello stile di vita e generare un senso di responsabilità collettiva e sacrificio per uno scopo comune.

WHITEPAPER
Data Quality, come ottenere dati affidabili per il Marketing e le Vendite
Big Data
Marketing

In realtà, come molte ricerche hanno dimostrato, le metafore belliche finiscono per produrre numerosi effetti negativi. Anzitutto rendono le persone più propense a preferire interventi legislativi e decisioni politiche tendenzialmente autoritarie, Misure che, va detto, spesso hanno finito per limitare diversi diritti fondamentali dei cittadini, ma che, tuttavia, sono state accettate senza grandi discussioni, a causa di un clima percepito da “stato di guerra”.

In secondo luogo, come spiegava già Susan Sontag, le metafore belliche ci rendono maggiormente ubbidienti, docili e, in prospettiva, più dipendenti dalle nostre emozioni e sensazioni fisiche. Non è un caso, che il corpo sia diventato oggi la principale arena di scontro tra differenti soggettività sociali, qualcosa che condiziona le nostre prospettive morali, emotive e politiche.

Abbiamo così visto fronteggiarsi, da un lato, i sostenitori del there is not alternative pandemico, coloro per cui bisogna affidarsi alle decisioni dello Stato e all’opinione dei virologi ed esperti, delegando loro le scelte; dall’altro abbiamo assistito all’emergere del rovescio della medaglia complottista, indifferente a chi governa. C’è una dimensione viscerale, fisica nel modo in cui molte persone si affidano ciecamente a fake news, teorie cospirazioniste e disinformazione. Ma è la stessa sensazione di vulnerabilità a guidare le persone verso slogan rassicuranti come #vatuttobene o #iorestoacasa, a trasformare lo stare in casa in una sorta di valore sacrificale in sé.

Dal senso di comunità alla delazione

Infine, attraverso la creazione della minaccia, la metafora della guerra al Covid-19 offre un rassicurante quanto paradossale senso di comunità, a partire dalla creazione di nemico che minaccia i propri confini. Il cittadino è così chiamato in prima persona a prestare attenzione agli altri sospetti, ad agire contro chi invade il proprio spazio domestico e familiare. Il meccanismo dell’attribuzione di colpa si trasforma in pratica ordinaria. Abbiamo così visto avvicendarsi una serie infinita di covidioti: dai runner ai proprietari di cani, dai giovani dediti alla movida ai meridionali che tornano dalle loro famiglie, dai migranti ai discotecari, diffondendo tra la popolazione un tasso di conflittualità sociale che ha inquinato il dibattito pubblico. In poco tempo, le bandiere italiane sui balconi, gli hashtag su Twitter, o le dirette su Instagram di influencer che ti insegnano come affrontare la quarantena col sorriso, sono state sostituite dai meccanismi della ricerca dell’untore, della criminalizzazione e della delazione, spesso anche verso atti innocenti ed innocui.

In Italia, il meccanismo della colpevolizzazione è stato particolarmente esasperato. Si pensi che, come evidenziato da un sondaggio di Euromedia Research diffuso a ottobre 2020, ben il 42,5% della popolazione ritiene che la colpa della seconda ondata sia da attribuire alla superficialità dei cittadini e alle vacanze di questa estate.

Pandemia e iperindividualismo

Possiamo dire che la narrazione colpevolizzante della pandemia ci è servita per meglio comprendere una vecchia malattia della nostra tarda modernità chiamata iperindividualismo. Una forma di ideologia che sovraccaricando eticamente l’individuo di ogni responsabilità, riesce a nascondere le cause collettive e strutturali di accadimenti rispetto ai quali il singolo è in realtà spesso privo di potere. Non a caso, il senso di responsabilità individuale è stato ossessivamente richiamato dalla retorica della comunicazione pubblica e il discorso mediatico non ha fatto altro che rinvigorire questa narrativa della colpevolezza, divulgata dalle argomentazioni istituzionali, partecipando così a un processo di deviazione del senso di colpa dagli organi decisionali verso i cittadini e le cittadine. L’appello ai comportamenti corretti degli individui ha avuto in tal senso una funzione comunicativa strategica che ha indebolito ogni espressione di dissenso per l’azione politica dei governi e ha finito per oscurare le rare analisi in controtendenza, producendo, così, un evidente deficit di senso critico nei mezzi di comunicazione di massa e nell’opinione pubblica

Lo svilimento del dibattito pubblico

Tali considerazioni ci portano a riflettere su due questioni che dovremo affrontare nel prossimo futuro, quando la pandemia (si spera) sarà finita. La prima questione è lo svilimento del dibattito pubblico, razionale e critico. Siamo arrivati ad una tale moralizzazione dell’universo sociale, a una tale dicotomizzazione tra ciò che si può dire e ciò che non si può dire, che molte affermazioni non vengono neanche più discusse, ma date come verità autoevidenti. Il confronto è diventato talmente asfittico che chiunque trasgredisca viene attaccato anzitutto sul piano morale, fatto oggetto di scherno o vergogna, etichettato come se fosse mosso da chissà quali intenti nascosti. Se ad esempio viene criticata la strategia italiana del lockdown stop and go, o ci si mostra anche solo dubbiosi verso un qualsiasi provvedimento governativo, è molto facile venire assimilati ad un negazionista del Covid. Negazionista è diventato oramai un termine bulldozer, la cui unica funzione è di spingere verso la patologizzazione dei discorsi sgraditi e la psichiatrizzazione dell’avversario: se non sei d’accordo con me che la penso come tutti allora neghi la realtà, e chi nega la realtà è un folle o un demente, e coi folli o i dementi non si può ragionare. Non stupisce che tante persone preferiscano sottrarsi alla conversazione pubblica, proprio per la paura di essere categorizzati in termini inaccettabili.

È la dinamica della spirale del silenzio che si ripropone anche a proposito di questo tema. Con questo non vogliamo negare le problematiche relative alle forme di negazionismo o di complottismo ma sottolineare come anche la radicalizzazione di una morale dell’auto-disciplinamento dei corpi stia contribuendo alla costruzione di una tossicità comunicativa che inquina parimenti il dibattito pubblico.

Il nostro rapporto col sapere scientifico

La seconda problematica riguarda il nostro rapporto con il sapere scientifico. Come ha ben spiegato Nassim Nicholas Taleb, il coronavirus non è stato un cigno nero, un evento inatteso. Erano anni che la comunità scientifica avvertiva che prima o poi sarebbe scoppiata un’epidemia globale. Gli spillover, il cosiddetto salto di un virus o di un altro patogeno da una specie a un’altra, non sono così rari come si potrebbe pensare. Attualmente ci sono diversi virus che potrebbero entrare nella specie umana e causare epidemie o pandemie. Fattori come l’aumento della popolazione globale, la povertà, i cambiamenti climatici e ambientali che causano lo spostamento di intere comunità umane e animali, sempre più a contatto fra loro, fanno prevedere che in futuro le epidemie potrebbero avvenire con maggiore frequenza. L’attuale virus ci sta semplicemente mostrando quello che il sociologo Ulrich Beck ci andava dicendo decenni fa: l’accrescimento del potere del progresso tecnico-economico sarà messo sempre più in ombra dalla produzione di rischi. Tali rischi non possono più essere circoscritti a luoghi o gruppi come avveniva nelle vecchie realtà industriali, ma sfuggono ai confini nazionali e producono minacce sovranazionali. Questo significa che, da un lato, dobbiamo fare affidamento sui saperi scientifici, abbiamo cioè bisogno di teorie, esperimenti, strumenti di misurazione per poter rendere visibili e interpretabili pericoli spesso nascosti. D’altra parte, però dobbiamo fuggire da qualsiasi processo di mitizzazione della scienza. Elevare la biomedicina a dottrina della salvezza, come è stato fatto in questo periodo di pandemia, significa dare per scontato – sempre per citare Beck – che i rischi siano determinabili esclusivamente sulla base dell’autorità specialistica degli esperti. E invece le modalità di determinazione del rischio – anche quando vengono presentate con certezza scientifica – si fondano su un castello di carte di assunti speculativi, si basano su una simbiosi tra scienze naturali e scienze umane, possibilità matematiche e interessi sociali.

Il ruolo degli scienziati nel dibattito pubblico

Tutto ciò ci porta a riflettere sul ruolo che gli scienziati devono (e dovranno) avere nel dibattito pubblico. Nel nostro paese, abbiamo assistito ad un sovraffollamento di virologi, epidemiologi ed infettivologi onnipresenti in qualità di opinionisti nei palinsesti. Se in un primo momento il loro ruolo è stato fondamentale, nel corso dei mesi queste figure hanno finito per assumere spesso una funzione salvifica e moralizzatrice, a cui molte persone si sono fermamente aggrappate. Il sapere scientifico è diventato scientismo, la religione dei non-religiosi, un’arma ideologica da scagliare all’occorrenza contro chiunque ha una presa di coscienza dei rischi e pericoli della civiltà divergente rispetto a quella scientifica, e pertanto giudicata irragionevole. Si va a diffondere così la facile credenza che paure, proteste, voci critiche provenienti dalle folle siano solo un puro problema di informazione. Si fa passare l’idea che se solo la gente non fosse esposta alle fake news, se sapesse davvero quello che gli scienziati sanno, sarebbe tranquillizzata e non crederebbe a qualsiasi bugia dei disinformatori di professione. Nulla di più sbagliato. Invece di sedersi sullo scranno dei giudici dell’irrazionalità della popolazione, gli scienziati dovrebbero cercare di informarsi sui suoi orientamenti per porli alla base loro lavoro. Poiché se è vero che la razionalità sociale senza quella scientifica rimane cieca, la razionalità scientifica senza quella sociale è un guscio vuoto.

Conclusioni

Ci attende un futuro in cui le diseguaglianze economico-sociali saranno sempre più viste come disuguaglianze esistenziali. Rabbia, dolore e indignazione diventeranno un appuntamento fisso degli shock emergenziali che dovremo affrontare. Per questo diventa sempre più urgente la riattivazione di un pensiero critico che sfidi la complessità che ci attende. Shockdown cerca di rispondere a tale sfida, a partire dagli sforzi di una comunità di studiose e studiosi appassionati, che, con le loro ricerche e riflessioni, hanno cercato di porsi domande su ciò che stiamo vivendo e vivremo, come individui e come umanità.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati