Smart working e transizione ecologica: cos’è e come funziona “l’opzione smart” - Agenda Digitale

la proposta contrattuale

Smart working e transizione ecologica: cos’è e come funziona “l’opzione smart”

Dimmi dove vuoi stare e ti dirò quanto guadagni: potrebbe essere questo lo slogan dell’opzione smart, una nuova proposta di opzione contrattuale – ancora discussa a livello accademico – che si colloca nell’ottica della transizione ecologica e consente di legare la retribuzione del lavoratore alle sue preferenze geografiche

01 Giu 2021
Antonio Mastrogiorgio

Scuola IMT Alti Studi Lucca

Andrea Patricelli Malizia

Scuola IMT Alti Studi Lucca

Le tecnologie digitali permettono oggi di attuare, senza particolari esternalità negative, una rivoluzione epocale in grado di riconfigurare geograficamente il mercato del lavoro. L’opzione smart, una nuova proposta contrattuale con la possibilità di ancorare le retribuzioni alle preferenze geografiche del dipendente, potrebbe servire a spezzare quei meccanismi perversi che oggi vedono milioni di persone concentrate, loro malgrado, in centri urbani costosi, inquinati e congestionati, e contribuire a un’autentica transizione ecologica.

Vediamo in cosa consiste e quali sono i vantaggi.

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Smart working: come risolvere la tensione tra lavoratore e azienda

Lo smart working, imposto durante la pandemia da Covid-19, ha aperto a nuove pratiche di lavoro e a stili di vita che fino a poco tempo fa erano sconosciuti alla maggior parte dei dipendenti. Molti di essi hanno realizzato che è possibile lavorare da casa senza particolari intoppi, dal momento che le tecnologie digitali permettono – con i dovuti adeguamenti – di sostituire l’interazione fisica con quella virtuale.

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Molti dipendenti hanno concluso che preferirebbero lavorare stabilmente in modalità smart working, senza essere fisicamente vincolati alla sede dell’azienda. In questo modo non solo potrebbero scegliere il posto in cui vivere, ma anche risparmiare notevolmente sulle spese di affitto. Ebbene sì: spesso gli affitti assorbono più del 50 per cento della retribuzione mensile di un dipendente, che equivale a dire che molti dipendenti lavorano per pagare l’affitto al proprietario di casa! Come se non bastasse, vivono in un luogo in cui non vorrebbero, costretti, loro malgrado, a risiedere in prossimità della sede di lavoro. Ed è quasi inutile aggiungere che gli affitti sono elevati, per le leggi di domanda e offerta, proprio nei centri urbani in cui si concentrano lavoro e lavoratori.

Questo meccanismo perverso – si vive in un luogo per lavorare, si lavora per pagare l’affitto per vivere in quel luogo – connota negativamente la vita di milioni di persone senza balzare agli onori delle cronache, in quanto totalmente accettato e in fondo dato per scontato nella società contemporanea.

Oggi, le tecnologie digitali possono facilmente sopperire alla “presenza in sede” del lavoratore, così da permettere di scardinare facilmente questo meccanismo perverso: vivere in un luogo solo per esigenze di lavoro ma spendere una fetta sostanziale della retribuzione per il canone di locazione. Eppure lo smart working stabile è ancora lontano dall’essere una prassi diffusa e in generale sembra ancora un’utopia: perché?

La risposta è tanto banale quanto plausibile: le aziende non hanno particolare interesse a concederlo stabilmente. Il ragionamento dei datori di lavoro è lecito: perché far lavorare stabilmente a distanza i dipendenti quando è possibile averli in sede? Perché sostituire la tradizionale interazione fisica con un’interazione virtuale ancora piena di incognite?

Il risultato di questa tensione tra dipendente, (molti opterebbero per lo smart working stabile) e azienda (che non ha grandi incentivi a concederlo) si concretizza in un nulla di fatto: a oggi lo smart working non ha ancora generato ricadute strutturali e assomiglia a un “premio” (concesso dall’azienda al lavoratore) che consiste nel lavorare da casa qualche giorno al mese.

L’Opzione Smart nasce con l’obiettivo di risolvere questa tensione tra preferenze del dipendente e ragionevole convenienza del datore di lavoro: è una nuova proposta di opzione contrattuale – attualmente dibattuta a livello accademico – che si colloca perfettamente nell’ottica della transizione ecologica, permettendo di ancorare la retribuzione del lavoratore alle sue preferenze geografiche.

L’opzione smart

L’Opzione Smart dà al dipendente la possibilità contrattuale di lavorare stabilmente a distanza e di scegliere il posto in cui vivere, decurtando la sua retribuzione di parte del costo di affitto che il dipendente dovrebbe sostenere per lavorare in prossimità dell’azienda. Le risorse finanziarie risparmiate vengono investite dall’azienda per assumere nuovi dipendenti o per sviluppare innovazione.

L’Opzione Smart, quindi, permette al dipendente di ottenere un maggior potere d’acquisto e un maggiore benessere, e trasferisce all’azienda un flusso di cassa da investire per assumere nuovi dipendenti o innovare.

Come funziona

L’Opzione Smart si concretizza nel seguente percorso:

  • Un dipendente, assunto da almeno un anno, può chiedere al datore di lavoro di usufruire dell’Opzione Smart, ovvero può chiedere di lavorare stabilmente a distanza scegliendo un domicilio lavorativo, che verosimilmente coinciderà con la sua residenza.
  • Il datore di lavoro può accogliere o meno la richiesta del dipendente. Se il datore di lavoro accoglie la richiesta, il dipendente avrà la possibilità di lavorare stabilmente a distanza, presso il domicilio lavorativo prescelto.
  • Il lavoratore subirà una decurtazione della retribuzione. Tale decurtazione sarà ancorata al costo di locazione che il lavoratore pagherebbe per risiedere in prossimità dell’azienda. In altre parole il lavoratore rinuncia a una parte di retribuzione che avrebbe dovuto impiegare per pagare l’affitto per vivere – suo malgrado – in prossimità dell’azienda.
  • Il datore di lavoro accantonerà i soldi risparmiati in un fondo che potrà impiegare a) per assumere nuovo personale, o b) sviluppare innovazioni di prodotto o di processo.

L’Opzione Smart è reversibile: sia il dipendente sia il datore di lavoro possono chiedere di ripristinare le condizioni contrattuali precedenti all’esercizio dell’Opzione Smart. Qualora la controparte accogliesse la richiesta, l’Opzione Smart è cancellata e le iniziali condizioni di lavoro sono ripristinate.

Un esempio pratico

Immaginiamo un giovane ingegnere di Bari che vive e lavora a Milano da tre anni con una retribuzione netta di 2000 Euro al mese. Il giovane ingegnere vuole usufruire dell’Opzione Smart. Fa richiesta al suo datore di lavoro, dichiarando come domicilio lavorativo il comune di Bari. Il datore di lavoro accoglie la proposta.

A questo punto ipotizziamo che per un appartamento:

–   il costo medio mensile di un affitto a Milano è 900 euro,

–   il costo medio mensile di un affitto a Bari è 500 euro.

La differenza tra i costi di affitto tra Milano e Bari è 900 – 500 = 400 euro.

Consideriamo una percentuale dell’80% – modulabile dal policy-maker – da applicare a 400 euro, ovvero 80% x 400 = 320 Euro. La nuova retribuzione netta sarà pari a 2000 – 320 = 1680 euro.

Con l’Opzione Smart, il lavoratore vivrà e lavorerà a Bari (con una retribuzione di 1680 Euro mensili) e non più a Milano (con una retribuzione di 2000 euro mensili). La sua retribuzione iniziale sarà decurtata dell’80 per cento della differenza del canone di locazione medio, ma al netto il lavoratore beneficerà di un maggior potere d’acquisto (di fatto, è come se guadagnasse di più!).

Il datore di lavoro non solo risparmierà in costi di mantenimento delle infrastrutture ma si ritroverà con un surplus di 320 euro mensili che accantonerà in un fondo, che impiegherà –come detto – per a) assumere nuovi dipendenti o, b) investire in innovazione di prodotto o di processo.

I vantaggi

L’Opzione Smart crea sostanziali vantaggi per il dipendente e per l’azienda:

  • Il dipendente beneficia di un potere d’acquisto superiore (è come se guadagnasse di più, in quanto vive in una città da lui scelta, che costa di meno), sceglie il posto in cui vivere invece che subirlo, come normalmente accade (basti pensare ai fenomeni migratori sud-nord) ed è in grado di bilanciare lavoro e vita privata secondo nuove logiche.
  • L’azienda consegue un risparmio sostanziale (in quanto tutti i costi di struttura quali uffici e facilities vengono meno) e ottiene un surplus notevole di risorse economiche che potrà impiegare per assumere nuovo personale o innovare.

Tecnicamente l’Opzione Smart permette di trasferire parte delle rendite immobiliari – che rappresentano una voce improduttiva dell’economia nazionale – a vantaggio dei lavoratori e dei datori di lavoro. Ovvero permette di riallocare le risorse che alimentano, speculativamente, il mercato degli affitti da lavoro a vantaggio della produttività e del welfare.

Il ruolo delle tecnologie digitali

L’Opzione Smart può essere più facilmente compresa se si osserva l’utilizzo di nuovi sistemi di comunicazione digitale che hanno permesso nell’arco di qualche settimana, durante il periodo Covid-19, di ricollocare geograficamente un numero elevatissimo di lavoratori, senza particolari pianificazioni, con bassi costi e senza particolari criticità di carattere sistemico.

Se proviamo a dare un’occhiata alle tecnologie digitali ci rendiamo conto che una rivoluzione è a portata di mano. Oltre ai tipici strumenti di interazione usati quotidianamente da milioni di persone (come quelli per instant messaging, web conferencing, ecc.), una nuova generazione di dispositivi si sta diffondendo. A titolo di esempio, si consideri un semplicissimo head-mounted display, ovvero un dispositivo binoculare che si monta sulla testa e che consente immersioni stereoscopiche in realtà virtuale (il dispositivo è comunemente utilizzato per i videogames più avanzati). Tale strumento, il cui costo non supera qualche centinaio di euro, permette di vivere un’esperienza virtuale estremamente realistica, proiettando l’individuo in altri luoghi, con una qualità sensoriale sorprendente. Con un head-mounted display è quindi possibile oggi interagire da remoto come se si fosse presenti di persona, in quanto le tecnologie digitali permettono di sopperire alla perdita delle specifiche informazioni di carattere sensoriale che connotano l’interazione fisica.

Lo sviluppo di tecnologie digitali, in particolare quelle in grado di potenziare le dimensioni cognitive e sensoriali, rappresenta un settore fiorente dal quale il mondo del lavoro non può prescindere.

Transizione ecologica

L’Opzione Smart va inquadrata in un’ottica di transizione ecologica che comporta cambiamenti epocali negli stili di vita di milioni di persone:

  • Sostenibilità e ambiente. L’Opzione Smart permette di decongestionare i grandi centri urbani e ridurre il carico sui sistemi di trasporto. Incentiva stili di vita più rispettosi dell’ambiente, favorendo una redistribuzione delle persone verso le zone rurali e marittime. Permette di ripopolare le province italiane, in particolare i piccoli borghi che consentono stili di vita più rispettosi della natura.
  • Opzionalità geografica. L’Opzione Smart permette di ancorare le retribuzioni alle legittime ma trascurate preferenze del lavoratore, riconsegnandogli una possibilità di scelta geografica e culturale. Il dipendente può scegliere dove vivere, senza essere forzato a risiedere in prossimità dell’azienda nella quale lavora. Con l’Opzione Smart sarà così possibile, ad esempio, lavorare a nord vivendo a sud, optando per un differenziale di retribuzione in grado di rispecchiare le caratteristiche strutturali delle diverse zone geografiche.

Nell’epoca contemporanea, un atteggiamento autenticamente riformista non può che essere guidato dalla consapevolezza dell’evoluzione tecnologica.

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