La riflessione

Steve Jobs, il film: il messia della cultura digitale?

Abbiamo visto in anteprima JOBS, il film diretto da Joshua Michael Stern. Un’agiografia che esalta il carisma messianico del tecnocrate di Cupertino. Ma che il cambiamento individuale e sociale rappresentino l’inevitabile risultato dell’innovazione tecnica è un evidente paralogismo e un esempio paradigmatico di determinismo tecnologico. Una favola perniciosa che occulta deliberatamente i reali effetti, come la creazione di nuove disuguaglianze sociali, economiche e culturali

02 Set 2013
jobs-locandina-joshua-130814083115

La “cultura digitale” è, soprattutto, un culto pagano.

In tutto il mondo, milioni di adepti venerano la tecnologia. WIRED, il vangelo della Silicon Valley, i sermoni del TED e i tweet dei digerati neoliberali sono componenti essenziali dell’integralismo religioso high tech. Il feticismo narcistico per il gadget elettronico osannato nelle nuove cattedrali del consumo ha trovato in Apple il suo zenith e in Steve Jobs (1955-2011) il suo massimo profeta. Una nuova agiografia cinematografica, JOBS, arriva oggi nelle sale americane dopo il debutto al festival di Sundance nel gennaio 2013. In centoventidue minuti, Joshua Michael Stern narra l’ascesa del messia di Cupertino.

JOBS si apre in media res: nell’ottobre del 2001, Steve Jobs (Ashton Kutcher) pontifica nel quartier generale californiano. Il santone promette una rivoluzione nell’ambito della musica portatile. Prima ancora di mostrare il miracoloso feticcio creato dal suo team di discepoli, i fedeli estasiati esplodono in un applauso interminabile, travolgente, isterico. Il primo di una lunga serie. In JOBS, gli applausi svolgono la medesima funzione del laugh-track, le risate pre-registrate delle sit-com: il pubblico ride – o, in questo caso, applaude – in nostra vece.

Basato su una sceneggiatura del marketing executive Matt Whiteley, il film si concentra sul trentennio compreso tra il 1974 e il 2001. JOBS segue la mitologia istituzionale, ripercorrendo luoghi, personaggi ed episodi entrati nell’immaginario collettivo. Dalla mitopoiesi – il garage di Los Altos, oggi meta di pellegrinaggi geek – al “tradimento” di Giuda-Sculley (Matthew Modine), dallo stupefacente esilio indiano alla resurrezione del “brand” nel 1997 dopo un lungo calvario. Il climax coincide con il summenzionato lancio dell’iPod. Non sono citate, neppure en passant, le invenzioni di Xerox PARC “prese a prestito” da Jobs, una su tutte, l’interfaccia grafica. La mitologia Apple è incompatibile con l’accuratezza storiografica. La storia è scritta dai vincitori. Il catechismo non ammette obiezioni.

Racconto esplicitamente autocelebrativo, JOBS consacra l’immagine del guru attraverso escamotage stilistici come il ricorso a filtri morbidi, specie nella prima parte del film. Il modello di riferimento è la celebre “discesa in campo” catodica di Silvio Berlusconi nel 1994, con i collant sopra la telecamera per “scaldare” l’immagine. In questo senso, l’accorato “bentornato” di Jonathan Ive (Giles Matthey) al figliol prodigo Jobs ricorda le cose migliori di Emilio Fede.

Come il superuomo nietzscheano, Jobs si colloca al di sopra del bene e del male. Troppo cool per rispettare le regole, Jobs parcheggia la sua auto nei posti per disabili, licenzia d’amblée chiunque osi mettere in discussione il suo dogma, sfrutta gli amici più intimi, come Steve Wozniak (Josh Gad) e il compagno di viaggi Daniel Kottke (Lucas Haas), manifesta un patologico risentimento nei confronti dell’ex fidanzata Chris-Ann Brennan (Ahna O’Reilly) e, in generale, delle donne, presenza marginale, se non irrilevante, in una storia impregnata del medesimo omoerotismo delle narrazioni belliche o sportive. Nel mondo creato dal “visionario”, i personaggi femminili rappresentano una distrazione, un fardello, un onere. Una marginalizzazione che riflette l’analoga esclusione delle donne dai ruoli che contano nella Silicon Valley. La nuova società digitale conferma le medesime aberrazioni di quelle “reali”.

La canonizzazione del nostro è narrata attraverso una serie di episodi che elevano ogni gesto di Jobs-Kutcher allo statuto di miracolo. Il neo-messia produce performance straordinarie, convertendo le masse al credo della macchina. Jobs-Kutcher vede e provvede. Osteggiato da legioni di filistei – gli scettici e i conservatori, incapaci di comprendere la portata del suo genio – Jobs-Kutcher non conosce il significato del termine “dubbio”. Mancano, in altre parole, momenti alla Eloi, Eloi, lema sabactàni? Jobs-Kutcher èinfallibile. Fallimenti storici – per esempio, il lancio del computer Lisa – sono attribuiti alla miopia dei suoi collaboratori. Jobs-Kutcher è onnipresente: la sua presenza schermica rasenta la totalità delle scene. Jobs-Kutcher c’è, anche quando non appare. I suoi discorsi sono spesso accompagnati da una turgida moviola, la marca di stile che eleva il marketing a filosofia pop.

Il culto dell’individuo e il culto della tecnologia convergono nella persona di Jobs, modello paradigmatico del tecnocrate. Il verbo del profeta a piedi scalzi si fonda su una premessa/promessa tanto semplice quanto fallace: l’idea che la tecnologia – nello specifico, la tecnologia Apple – reinventa l’individuo. I prodotti Apple attualizzano il potenziale creativo degli esseri umani, realizzandoli in senso esistenziale.

Che il cambiamento individuale e sociale rappresentino l’inevitabile risultato dell’innovazione tecnica è un evidente paralogismo e un esempio paradigmatico di determinismo tecnologico. Una favola perniciosa, infarcita di infografiche, che occulta deliberatamente i reali effetti, come la creazione di nuove disuguaglianze sociali, economiche e culturali. L’idea che sessismo, razzismo, povertà, ignoranza e corruzione siano istanze essenzialmente tecniche, risolvibili con un’app, è una delle innumerevoli menzogne dei digerati. I new media, specie quelli digitali, hanno semmai segnato profonde fratture, rotture, interruzioni spesso tutt’altro che positive. I danni prodotti da questa cultura dirompente –disruptive, come amano ripetere i VC e i media guru – sono placidamente ignorati dalle narrazioni dominanti. Il biopic pseudo-televisivo di Stern non fa eccezione: le aporie del Job-pensiero vengono deliberatemente ignorate. Non c’è spazio per le contraddizioni in un contesto ideologico neoliberale che incensa il self-made man e la logica meritocratica del sogno americano. La trascendenza dell’inorganico è un mito.

A questo proposito, consiglio caldamente la lettura del nuovo saggio di Brett T. Robinson, professore di Marketing presso l’Università di Notre Dame, Appletopia. Media Technology and the Religious Imagination of Steve Jobs. Robinson illustra le tecniche usate dal martire di Cupertino per fondare un culto post-moderno in grado di riconciliare il buddismo Zen con il tardo capitalismo, il cristianesimo con la Californian Ideology, la filosofia gnostica con il marketing avanzato: “Nella tecnologia, come nella religione, fisica e metafisica confluiscono” (4), scrive Robinson. Da parte sua, “la comunicazione religiosa utilizza un linguaggio metaforico in quanto allude a realtà che non possono essere afferrate in modo diretto” (7). Tutt’altro che sorprendentemente, il linguaggio promozionale usato da Apple applica si ispira esplicitamente alla retorica del sacro. Dagli spot televisivi ai manifesti paretali, dagli interventi del Santone ai “reportage” di testate in cui la tradizionale separazione tra promozione e informazione è venuta meno. Il modello giornalistico della Silicon Valley, esportato con successo anche in Italia.

L’iconografia di Apple, la pubblicità, e le schermate dei dispositivi del Macintosh, iPod, iPhone e iPad sono espressioni visive di Jobs e rappresentano un fantasioso connubio tra la scienza spirituale e la tecnologia moderna. Gli spot tecnologici offrono parabole e proverbi per navigare le complessità del nuovo ordine tecnologico. Indicano al consumatore come comportarsi per conseguire “la felicità” nell’era tecnologica. Come tutte le pubblicità, gli annunci di Apple svolgono una fondamentale funzione didattica nella società dei consumi. Gli annunci hanno una natura allegorica, esercizi di retorica che consistono nel rendere familiari concetti e nozioni astratti o estranei, rendendoli accessibili e attraenti a un pubblico di massa […] La tecnologia dei media ha acquisito uno statuto morale perché è diventata parte integrante dell’ordine naturale delle cose. I luddisti, coloro che hanno giurato di rinunciare nuove tecnologie, sono considerati eretici e analfabeti. La tecnologia rappresenta un valore assoluto. Non è possibile fare passi indietro o immaginare un ordine sociale differente. La sfida è lecita solo nella misura in cui rimane all’interno di una cornice essenzialmente tecnologica. Apple può sfidare Microsoft. Samsung può sfidare Apple. Ma l’ordine delle cose non può essere messo in discussione. L’impatto della cultura digitale è epistemico, ma impone un sistema morale basato su una propria logica interna. (Robinson, 141)

Lungi dal mettere in discussione tale logica, l’evangelista Stern la presenta come benchmark etico. JOBSesalta l’avvento di una religione globale che venera i valori del tecno-capitalismo sopra tutto e sopra tutti: produttività, efficienza e consumo cospicuo. I mass media hanno bevuto il kool-aid. Il colpo da maestro di Jobs consiste nell’aver rivenduto al consumatore occidentale un guazzabuglio di idee, massime buddiste e slogan di varia provenienza per vendere macchine:

Per molti, Steve Jobs è una figura originale, ma coloro che lo hanno studiato più da vicino riconoscono che si tratta del classico imitatore. Jobs amava ripetere la celebre affermazione di Picasso per cui i buoni artisti prendono in prestito mentre i grandi artisti rubano. Jobs è stato un grande artista. Ha saccheggiato tutto, dal buddismo al Bauhaus. Il genio Jobs non risiede nel suo talento di ingegnere, ma in qualcosa di molto più radicale. L’uomo del Rinascimento di Los Altos ha trovato un modo per imitare Dio donando un’anima a uno sterile ammasso di circuiti integrati. (Robinson, 153)

Erroneamente paragonata al perfezionismo degli artisti e degli artigiani, l’ossessione patologica dell’inventore-imprenditore per la merce (in originale, “great products”, ripetuto ossessivamente, come un mantra), si fonda su un principio tanto semplice quanto spietato: la mercificazione di ogni aspetto dell’esistenza, come conferma la celebre campagna pubblicitaria “Think Different” (TBWA\Chiat\Day, 1997), che co-opta e nel contempo svuota di qualsiasi significato valori come libertà, uguaglianza e democrazia per vendere il brand Apple. Jobs si appropria dell’immagine e del pensiero di Martin Luther King, Albert Einstein, John Lennon e il Dalai Lama per smerciare sogni di silicio e di plastica alle masse devote. “Think Different” – l’apoteosi patemica del film – rappresenta la massima espressione di una retorica pubblicitaria che subordina l’umano al feticcio, reificandolo. Non stupisce che “Pensa differente” sia venerata dai “creativi” di ogni agenzia.

Questa ideologia disumanizzante è ribadita dall’ultima campagna pubblicitaria, Designed by Apple in California, che celebra, senza alcuna remora, il solipsismo tecnologico, a conferma che l’ethos di Jobs persiste anche dopo il suo trapasso. Nello spot, l’interazione sociale è (implicitamente) svalutata, rimpiazzata da un’esplicita venerazione per il gadget adornato con il logo del “frutto proibito”. Nel mondo creato ad immagine e somiglianza di Apple, la massima aspirazione di un individuo consiste nell’interagire con uno smartphone, un tablet, un laptop – con una macchina. ”Intimità” vuol dire nel carezzare uno schermo, ignorando le persone che ci stanno attorno. “Saggezza” è un abbandono estatico alla solitudine tecnologica. “La storia di Apple proposta da Jobs è mitica nella misura in cui presenta la tecnologia non come un fattore disumanizzante, bensì come un agente di liberazione, elemento naturale” (13, enfasi aggiunta).

Aggiunge Robinson:

Marshall McLuhan direbbe che queste estensioni tecnologiche ci narcotizzano dato che espandono le nostre abilità e simultaneamente le atrofizzano. Così come l’automobile paralizza le azioni delle gambe trasportando il corpo umano da un luogo all’altro senza alcuno sforzo, allo stesso modo, il computer esternalizza la memoria, l’immaginazione e la comunicazione. (Robinson, 34)

Un esempio classico è l’iPod:

Per molti utenti, lo strumento ha acquisito valori sacrali. L’iPod è stato definito un “oggetto di devozione” capace di ispirare un “culto”. […] Gli utenti hanno descritto l’esperienza trascendente di un apparecchio che consente loro di essere fisicamente presenti, ma mentalmente altrove […] Il carattere religioso dell’iPod deriva in parte dalla qualità elusiva della sinestesia musicale, del piacere estetico prodotto dall’unione tra sensi e intelletto, che, non a caso, svolge un ruolo essenziale nel contesto liturgico [… ] I manifesti pubblicitari dell’iPod possono essere interpretati come icone tecno-religiose.(Robison, 111-113)

E poi:

Jobs e Apple rappresentano un’ulteriore conferma che le trasformazioni sociali della religione che si verificano nel corso della storia sono spesso accompagnate da trasformazioni tecniche. La tecnologia digitale ci rende onniscienti, onnipresenti e onnipotenti. (Robinson, 151)

Un messaggio ancora più destabilizzante di quello promosso da Mark Zuckerberg, il cui verbo (“le tecnologie uniscono gli individui”), è stato brillantemente smascherato da Aaron Sorkin e David Fincher inThe Social Network (Sorkin, com’è noto, ha sceneggiato un’altra pellicola basata su Steve Jobs, di prossima uscita). Scrive Robinson:

La tecnologia mediale presenta innesca un paradosso: l’assenza della presenza. L’era dei media elettrici è l’era dell’uomo disincarnato – le persone comunicano senza corpi. Dalla voce scorporata del telefono al messaggio senza volto dell’email, la comunicazione elettronica rimpiazza la presenza umana con la pretesa dell’efficienza. Per convincere le masse ad accettare una simile logica, era indipensabile un visionario come Jobs, un personaggio dotato di una sensibilità tecnica e umanistica. Una persona in grado di assicurare ai fedeli tecnologici che questo drastico cambiamento nei rapporti umani rappresenta un passo in avanti. (Robinson, 140)

Nel mondo creato da Apple, la smaterializzazione dei corpi e la svalutazione dell’umano non sono metaforiche, ma letterali. JOBS, in inglese, significa “occupazioni”, “posti di lavoro”. Il titolo del film di Stern è involontariamente ironico per un’azienda che ha sistematicamente eliminato migliaia di “jobs” statunitensi, ovvero la forza lavoro locale (“These jobs aren’t coming back,” aveva dichiarato il guru a Barack Obama qualche anno fa) perseguendo la logica dell’outsourcing selvaggio e del sistematico sfruttamento di lavoratori cinesi. Il film non mostra la progressiva chiusura di tutti gli stabilimenti Apple negli Stati Uniti a partire dagli anni Novanta. Meri dettagli.

JOBS, il lungo spot pubblicitario di Stern, arriva nelle sale giusto in tempo per la prossima infornata di gadget “Designed by Apple in California”. I credenti sono già in coda per ricevere l’eucaristia digitale.

AMEN.

Testi citati

JOBS, diretto da Joshua Michael Stern, 2012, 122 minuti

Appletopia. Media Technology and the Religious Imagination of Steve Jobs di Brett T. Robinson, Baylor Academic Press, 2013, 160 pagine.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4