economia dell’attenzione

Ritrovare il tempo nell’era del lavoro digitale: come mettere in atto il cambiamento



Indirizzo copiato

È possibile di ridurre, se non azzerare, in azienda gli effetti negativi dell’economia dell’attenzione, fra i quali l’apparente mancanza di tempo e del raggiungimento degli obiettivi che ci poniamo. Ecco come fare

Pubblicato il 15 mag 2023

Francesco Russo

Esperto in economia dell'attenzione



shutterstock_2186135471.jpg

La nostra agenda è piena. Tutto il giorno i nostri smartphone non si fermano neanche un minuto. Alla fine della giornata crolliamo sul divano e ci addormentiamo nel tentativo di guardare un film.

La sensazione di aver “corso” tutto il giorno

A chi non è capitato, alla fine di una giornata di chiedersi: “che cosa ho fatto davvero oggi?”. La sensazione, per la gran parte di noi, è quella che alla fine della giornata si prova la sensazione di aver “corso” tutto il giorno, senza un momento di pausa, ma con la sensazione di non aver fatto poi niente di significativo.

Eppure, è possibile di ridurre, se non azzerare, in azienda gli effetti negativi dell’economia dell’attenzione, fra i quali l’apparente mancanza di tempo e del raggiungimento degli obiettivi che ci poniamo.

La “colpa” è del digitale?

L’introduzione dei dispositivi digitali nella nostra quotidianità ha accelerato in modo vertiginoso il ritmo della nostra quotidianità, sia lavorativa che personale. Non abbiamo compreso che i dispositivi digitali devono essere una leva per liberare tempo, farci compiere il lavoro in meno tempo ed in modo più efficace, proprio per permetterci di raggiungere i nostri obiettivi, senza dover esaurire le nostre risorse cognitive e fisiche.

Il risultato del mio lavoro è quello di poter essere meno “occupati”, meno distratti e godere di più del momento presente. So che questa frase sembra più uno slogan da “hippy”, ma non sono solo serio nello scriverlo. Credo fermamente in queste parole.

Attenzione. Non si tratta di ottenere di più, di fare più cose in meno tempo, di finire più velocemente le cose da fare o chissà cos’altro. Si tratta invece di sviluppare un vero e proprio sistema progettato per avere più tempo durante la giornata per le cose davvero importanti. Si tratta di adottare un vero e proprio protocollo, che personalmente ho affinato in più di vent’anni di consulenze in azienda.

Quello a cui mi sto riferendo non è “il metodo”. In un momento storico dove molte persone hanno “il metodo”, non sono qui per distribuire una verità sconvolgente, di avere l’illuminazione. Semplicemente si tratta di fermarsi a riflettere, fermarsi a pensare, ascoltare ciò che le neuroscienze ci insegnano, fare nostri questi insegnamenti e metterli in pratica.

Gli obiettivi che un’azienda deve porsi

Mettere in pratica nel concreto di un business ciò che l’esperienza umana nel corso di millenni ha imparato, coniugando questa esperienza con le più moderne ricerche neuroscientifiche, oggi è di vitale importanza per il successo del business.

L’obiettivo che ogni azienda si deve porre è quello, infatti, di permettere ai propri collaboratori di sviluppare un approccio al lavoro e all’organizzazione, che permetta di raggiungere gli obiettivi, grazie proprio a quei dispositivi digitali che nella gran parte dei casi si trasformano in trappole che causano distrazioni e perdite di tempo.

Le aziende devono adottare un protocollo che permetta ai propri collaboratori e alle proprie collaboratrici di dedicarsi a ciò che sta a cuore, sia che si tratti di passare del tempo con la famiglia, imparare una lingua, avviare un’attività secondaria, fare del volontariato, scrivere un romanzo o essere più performanti nel proprio lavoro.

L’effetto carrozzone

Sono due i fattori, fra i molti, che contribuiscono a ridurre notevolmente la capacità di un’azienda di effettuare quei cambiamenti necessari a garantire il futuro dell’azienda. Il primo fattore è legato ad un bias cognitivo noto come “effetto carrozzone”. Un bias cognitivo che descrive come le persone spesso compiono alcuni atti o credono in alcune cose solo perché la maggioranza della gente crede o fa quelle stesse cose. In questo caso specifico siamo stimolati ad assumere ogni giorno un modello di comportamento che ci spinge ad essere occupati dal primo istante in cui ci svegliamo fino al momento prima di addormentarci.

Oggi in azienda la cultura che prevale è quella di un impegno costante, con caselle di pota traboccanti di e-mail, con calendari pieni di riunioni, di liste infinite di cose da fare. Per soddisfare le aspettative delle esigenze delle aziende e della società in cui viviamo siamo stimolati a rendere “produttivo” ogni secondo della nostra giornata.

Essere più produttivi non significa fare il lavoro più importante. Spesso significa solo che stiamo reagendo più velocemente alla priorità di un’altra persona.

Rallentare è sinonimo di rimanere “indietro”, e rimanere “indietro” significa non riuscire a recuperare. Dobbiamo a qualsiasi costo stare al passo, con ritmi che però di fatto la biologia dell’essere umano non è in grado di sostenere.

Il nostro tempo annega nelle infinity pools

Il secondo fattore che si contende il nostro tempo è definibile con le parole “infinity pools”. Cioè tutte quelle applicazioni che attraverso lo “swipe down”, lo scorrere verso il basso, si aggiornano continuamente, all’infinito.

Le applicazioni che utilizziamo sono progettate per offrirci una sorta di “intrattenimento continuo”, sia che le utilizziamo per lavoro sia che le usiamo per il nostro tempo libero. Le applicazioni sono progettate per catturare l’attenzione dell’utente e tenere una persona il più a lungo possibile impegnata nell’uso dell’applicazione stessa.

In uno stato di distrazione infinita

Questi due fattori fanno parte di un gruppo preciso di ingredienti che compongono una vera e propria “rete” capace di catturare la nostra attenzione. “Ingredienti” capaci di diventare una vera e propria abitudine, abitudine che fa sì che la “rete di ingredienti” ci induce in uno stato di distrazione infinita, e soprattutto che ci porta a rimanere settati perennemente su quello che è definibile come “pilota automatico”. Cioè quella condizione in cui è la nostra “mente arcaica” a condurre la gran parte delle nostre decisioni e a compiere le nostre scelte.

Ricorrere al “pilota automatico” significa agire attraverso schemi predefiniti, quello che chiamiamo “agire d’istinto”. I nostri luoghi di lavoro sono oggi caratterizzati da dispositivi digitali che stimolano proprio questo “agire d’istinto” e fanno della distrazione una condizione normale.

Chi di noi guardando alla propria agenda completamente vuota ha pensato: “ecco il modo migliore per passare il tempo!”. Credo di poter affermare con un certo grado di sicurezza che la risposta è “nessuno”. Ma sarebbe poi così assurdo porsi in questo modo nei confronti di una giornata priva di impegni?

Una riunione, ad esempio, ha una durata predefinita di trenta o sessanta minuti, anche se nella gran parte dei casi una breve chiacchierata sarebbe più che sufficiente. Per impostazione predefinita non concepiamo che una riunione possa durare pochi minuti.

Molto del nostro lavoro è affidato alle e-mail ed ai sistemi di messaggistica. Sempre per impostazione predefinita controlliamo costantemente le nostre caselle di posta, le notifiche dei messaggi e rispondiamo a tutti quelli che ci arrivano. In tanti anni di consulenze ho dovuto mio malgrado riscontrare quanto la mancanza di un protocollo sull’uso equilibrato dei sistemi di comunicazione digitale comporta un eccesso di comunicazioni, che potrebbero essere evitate, e che hanno come conseguenza la perdita di una notevole quantità di tempo.

Ci viene insegnato ad essere “proattivi”. Che dobbiamo ottimizzare il nostro tempo, che dobbiamo essere efficienti e che dobbiamo ottenere e dare di più. Quando riusciamo a mettere un “freno” a questo approccio al lavoro, rischiamo di essere catturati dai servizi offerti dai nostri dispositivi digitali. In particolari dalle applicazioni dei nostri smartphone. Dagli impegni infiniti passiamo spesso alla distrazione infinita di social network, delle ultime notizie, dei video in streaming, dei videogiochi, e così via.

Con la mole di ore che ogni persona passa davanti allo schermo del proprio smartphone (media di 4,8 ore), e più in generale con i dispositivi digitali (quasi 8 ore ogni giorno), la distrazione è letteralmente un lavoro a tempo pieno.

Come mettere in atto un cambiamento

Quante persone si fermano e si pongono domande come “cosa voglio dalle mie giornate?” o “cosa succederebbe se mi sganciassi dalle mie abitudini governate dal pilota automatico?”. Poche. Molte persone percepiscono la necessità di apportare al proprio stile di vita un cambiamento, ma poche trovano poi la strada per mettere in atto questo cambiamento.

In questo caso non è sufficiente l’assioma “volere è potere”. La forza di volontà è sicuramente condizione necessaria, ma non è sufficiente. Resistere al canto delle sirene della distrazione è difficile, molto difficile. Ecco perché le aziende hanno bisogno di figure specializzate negli effetti negativi dell’economia dell’attenzione.

Anche là dove nelle aziende i dispositivi sono poco presenti. Perché è la vita di ognuno di noi che è permeata di dispositivi digitali, e la rete di abitudini che queste costruiscono avvolge ogni persona. Là dove riusciamo a ridurre la presenza dei dispositivi digitali, subentra l’eccesso di compiti da svolgere durante la giornata. Più corriamo sulla ruota del criceto e più questa gira velocemente.

Comprendere su cosa è importante concentrarsi

Ovviamente una soluzione, anzi più soluzioni, esistono. C’è un modo per “liberare” la nostra attenzione dalle distrazioni e, soprattutto, riprendere il controllo del nostro tempo. Diventa importante comprendere su cosa è importante concentrarsi, come trovare l’energia per svolgere i compiti importanti ed infine rompere con quelle abitudini che ci inducono ad usare il “pilota automatico”.

In azienda non sempre possiamo avere il controllo dell’organizzazione del lavoro e dell’agenda, ma abbiamo sempre il totale controllo della nostra attenzione.

Creare nuove abitudini permette di poter reagire in modo differente agli stimoli che generalmente ci portano a ricorrere al pilota automatico. In particolar modo ci permette di reagire in modo consapevole ed ci evita di agire d’istinto.

Tutto questo non significa risparmiare tempo per fare più cose o avere più tempo libero. Ma il nostro scopo deve essere quello di svolgere grazie ai dispositivi digitali a nostra disposizione ogni compito nel giusto tempo, che implica svolgere il compito con attenzione, precisione e consapevolezza. Questo implica per l’azienda la riduzione, se non l’azzeramento, dei costi derivanti dalle distrazioni e da un lavoro svolto in modo “automatico”.

Questo approccio porta chiarezza e calma. Può creare lo stimolo per iniziare nuovi hobby o per realizzare quel progetto che “un giorno realizzerò”. Trovare “spazio” nella nostra quotidianità. Lavorare con il giusto ritmo, permette di sbloccare la nostra energia creativa che consente il processo di innovazione.

Rendere più difficile l’accesso alle distrazioni

Il primo passo da compiere è rendere più difficile l’accesso alle distrazioni. Come scrivevo qualche riga sopra, la forza di volontà non è sufficiente. È come quando cerchiamo di perdere di peso, la forza di volontà è importante, ma evitare di avere in casa “merendine caloriche” è un buon aiuto.

Impostare lo smartphone in modalità “non disturbare”, leggere le notizie solo in un momento della giornata o riprogrammare il tempo dedicato al proprio sonno. Sperimentare piccoli pasti piuttosto che solo due pasti. Possiamo valutare se è meglio bere caffè o tè. Si possono provare diversi regimi di esercizio fisico. Introdurre applicazioni sui nostri dispositivi digitali che ci permettono di gestire al meglio per la lista delle cose che dobbiamo fare.

I consigli

Ecco allora quattro consigli:

  • Scegliere un obiettivo ad alta priorità da portare a termine
  • Focalizzare i potenziali fattori di distrazione
  • Energizzare: usare il corpo per ricaricarti
  • Riflettere: affinare il protocollo e migliorarlo costantemente

Una delle cose che insegno è che succede qualcosa di magico quando si comincia la giornata con un obiettivo ad alta priorità. Richiamare l’attenzione su un solo punto focale. Quando si ha un obiettivo “ambizioso” ma realizzabile al giorno è più che sufficiente. Permette di tornare a casa soddisfatti.

Il secondo passo è ridurre, o là dove possibile, vietare l’uso dei dispositivi digitali in alcune fasce orarie, per permettere alle persone di concentrarsi. Quando ciò avviene i risultati sono davvero incredibili. Senza la costante presenza di e-mail, di notifiche, delle telefonate e così via, le persone portano la loro completa attenzione al compito da svolgere nasce la concentrazione che porta allo stato di flusso.

Un pranzo sano, una camminata veloce, pause frequenti e una giornata lavorativa un po’ più breve, contribuiscono a mantenere il “picco di energia”, e a far sì che il lavoro sia migliore e più efficace.

Recuperare il proprio tempo e attenzione è “stranamente” facile

Ovviamente non è possibile tracciare una strada a priori, va realizzata tenendo in considerazione le esigenze dell’azienda e delle persone. Un passo alla volta.

Voglio leggere un libro alla sera? Oltre ad impegnarmi nel leggere, posso staccare letteralmente la spina del televisore dalla presa, mettere un telo sopra la televisione o arrivare a spostarla in un’altra stanza della casa.

Al lavoro? Domandati, una o più app che utilizzi sul tuo smartphone, sono davvero fondamentali? Oggi cancellare una app dal proprio smartphone è un vero e proprio atto di coraggio e di consapevolezza.

Semplici e pochi cambiamenti nella quotidianità personale ed in azienda permettono ai collaboratori ed alle collaboratrici di sentire le proprie energie cognitive e fisiche rinnovate e provare un senso maggiore di soddisfazione nei compiti che svolgono.

Non si tratta di bandire la tecnologia in azienda, ma di riprogettare il modo in cui si usa la tecnologia per fermare il ciclo infinito della distrazione.

Quello che mi capita di ricevere come riscontro è che recuperare il proprio tempo e la propria attenzione è “stranamente” facile. I cambiamenti non richiedono interventi straordinari di autodisciplina, ma semplicemente introdurre nuove abitudini che si sostituiscano a vecchie abitudini che non ci fanno bene e che per il nostro lavoro e la nostra vita sono solo negative.

Per concentrarsi e dedicare tempo a ciò che conta, il cervello ha bisogno di energia, e questa energia proviene dalla cura della nostra mente e del nostro corpo. Con l’esercizio fisico, il cibo, il sonno, la tranquillità e il tempo a disposizione. Non è così difficile come potrebbe sembrare. Gli stili di vita predefiniti del XXI secolo ignorano fondamentalmente la nostra biologia e di conseguenza ci privano delle nostre energie.

Infine, prima di andare a letto, prenderete alcuni appunti. È semplicissimo. Decidere quali scelte continuare, quali perfezionare o abbandonare. Cosa ha portato gioia nella giornata? Cosa di è fatto durante la giornata? E così via. Con il tempo, potrai costruire un sistema quotidiano personalizzato, adatto alle tue abitudini che ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi, senza “sprecare tempo” e soprattutto senza essere in una condizione di distrazione perenne. Non si deve necessariamente provare qualcosa di nuovo ogni giorno. Se quello che fai funziona, continua a farlo. Ma se non funziona o se pensi che potrebbe funzionare meglio, ogni giorno hai l’opportunità di apportare dei cambiamenti. Inizia con piccoli cambiamenti, i risultati positivi arriveranno e avrai la motivazione per proseguire sulla strada del cambiamento.

Conclusioni

In sintesi, non si tratta di essere dei maestri e delle maestre di efficienza. Ma di essere capaci di focalizzare la nostra attenzione sulle cose importanti e ottenere soddisfazione da ciò che facciamo. Questo ci permetterà al business dell’azienda di volare.

Per fare tutto questo il primo passo è tanto semplice quanto complesso, ma non impossibile: inizia a rallentare.

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4