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Videogiochi: così insegnano ai ragazzi a vivere in un mondo connesso (video)

Pubblicato il 16 Ott 2019

Andrea Visconti

Imprenditore digitale e content creator esperto nella relazione fra bambini e tecnologia

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Videogiochi: così insegnano ai ragazzi a vivere in un mondo connesso (video)
andrea visconti

Jack Shonkoff, direttore del centro di sviluppo dei bambini di Harvard, fa notare come i giochi più classici come nascondino, acchiapparella, campana ecc siano sostanzialmente uguali in tutto il mondo.

Un po’, come dicevamo in una precedente puntata della nostra rubrica, perché sono dei riti che ci fanno recitare all’interno di regole ben precise, come succede nei il matrimonio o nelle iniziazioni, ma soprattutto, dice Shonkoff, perché sono il metodo più efficace per sviluppare importanti abilità sociali, come l’abilità di concentrarsi e restare concentrati, filtrare le informazioni e capire dove andare a reperire le informazioni utili, prefissarsi obiettivi, fare programmi, adattarsi ai cambiamenti, risolvere problemi, seguire le regole, dominare gli impulsi, ritardare la gratificazione ecc..

Oltre a queste aggiungerei anche quello che sto vedendo con i miei figli. Ad esempio quando Filippo e Riccardo giocano insieme, a volte Filippo essendo più grande fa il prepotente o prova a barare, ma Riccardo si arrabbia e gli dice che se bara non è divertente, oppure spesso litigano perché vogliono vincere o invadono gli spazi dell’altro, allora ieri sentivo Filippo dire a Riccardo che a volte si può anche perdere ma che se si arrabbia così tanto poi non si diverte più, quindi devono imparare anche a perdere e a non fare capricci per continuare a divertirsi.

Sempre secondo Shonkoff, queste abilità sono importanti da imparare per poter stare al mondo, per vivere nella società, e queste dinamiche le si impara soprattutto giocando.

Lo stesso vale per i videogiochi, dove i ragazzi imparano esattamente le stesse abilità. A rispettare le regole, a risolvere problemi, a filtrare le informazioni, a fissarsi obiettivi, a rimanere concentrati ecc.. Pensiamo ad un vecchio videogioco come quello delle sale giochi: Mortal combat o tekken. Le mosse che potevi fare erano quelle preimpostate, non potevi farne altre. Non potevi spostarti nella terza dimensione, non potevi allontanarti oltre un certo punto, e cera un numero preimpostato di colpi che se subiti ti portavano a perdere e se inflitti ti portavano a vincere. Regole non scritte che i giocatori imparano a rispettare in maniera del tutto naturale.

A tutto questo i giochi di oggi aggiungono un’ulteriore elemento fondamentale da imparare per vivere nella società moderna. L’essere connesso. Qualche anno fa si facevano giochi locali perché si viveva in una comunità locale, oggi si fanno giochi connessi che danno la possibilità ai ragazzi di imparare a vivere in un mondo connesso.

Secondo te è giusto che siano i giochi ed i videogiochi ad insegnare ai ragazzi a stare al mondo?

Quali abilità insegna il gioco secondo il direttore del centro di sviluppo dei bambini di Harvard

Quali abilità insegna il gioco secondo il direttore del centro di sviluppo dei bambini di Harvard

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