Lo scenario

Da FatturaPA alla Fattura europea: così la fatturazione elettronica aiuta le imprese

Un sistema che si evolve ed è destinato ad ampliarsi e cambiare ancora: il percorso della fatturazione elettronica dopo l’entrata in vigore dell’obbligo prosegue puntando alla standardizzazione della Fattura europea. Eppure persistono resistenze e diffidenze da parte degli operatori coinvolti nel suo utilizzo

27 Mag 2019
Andrea Caccia

esperto UNINFO, presidente Focus Group CEN/CENELEC su Blockchain e DLT

fattura elettronica

Dagli albori come Fattura PA, verso lo standard della fattura europea. Una tecnologia in evoluzione che punta a unire e semplificare. Eppure chi difende la fattura elettronica come un cambiamento positivo rischia spesso di essere visto come “complice” di un’ennesima ingiustizia che colpisce chi “deve lavorare”.

Ma è veramente così? E tutti gli studi che dimostravano i benefici della fattura elettronica sono sbagliati? Ritengo ovviamente che la risposta sia negativa, anche se qualche leggerezza in alcune stime dei benefici c’è stata, ad esempio, riguardo i soggetti di piccola dimensione (che però rappresentano la maggioranza dei contribuenti).

Da sottolineare che una decina d’anni fa la fattura elettronica era tema ancora per pochi adepti, cultori della materia. Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, prima verso la PA e, da quest’anno, anche nei rapporti tra privati, tanti hanno dovuto averci a che fare e questa esperienza è stata talvolta negativa. Proviamo a fare un po’ di analisi per capire meglio se, una volta tanto che si è fatto qualcosa di concreto nell’ambito della digitalizzazione dei processi, e su vastissima scala, sia stato fatto o no un passo in avanti e in quali direzioni si possa migliorare.

Il primo progetto su larga scala

La prima osservazione è che non mi risulta che si sia mai realizzato, a livello mondiale, un progetto di così larga scala per introdurre la fatturazione elettronica con volumi equivalenti a quelli italiani e in tempi così ristretti. Se da un lato va riconosciuto senza se e senza ma il merito di questo progetto all’Agenzia delle Entrate e a Sogei, dall’altro vanno valutate le conseguenza delle scelte, dettate dalle tempistiche così strette che sono state imposte.

WEBINAR
15 Dicembre 2022 - 12:00
Aziende Data Driven: il ruolo del digitale per migliorare le decisioni di top management e finance
Acquisti/Procurement
Amministrazione/Finanza/Controllo

Torniamo indietro di qualche anno, circa due e mezzo: dopo il coraggioso avvio della fatturazione elettronica verso la PA “un percorso che sembrava limpidamente tracciato e intrapreso si è prima adombrato, poi opacizzato e adesso si fatica addirittura a coglierne la direzione… come se fosse comparsa una fitta nebbia” dicevamo su Agendadigitale.eu nell’appello “Fatturazione elettronica, abbiamo perso la governance” . Forse un attacco di quella “Paralisi isterica” che colpisce molti progetti di cambiamento italiani.

Si è provato con qualche “spinta gentile” introducendo degli incentivi fiscali che però erano “troppo gentili” perché potessero realmente essere determinanti, anche in virtù di un paradosso della fatturazione elettronica: il risparmio maggiore si ha sul lato passivo, da parte di chi riceve la fattura, perché la digitalizzazione consente di evitare l’inserimento manuale e di procedere con meno errori e con rapidità molto maggiore in tutte le fasi di controllo, autorizzazione e disposizione del pagamento, conservazione. Sul lato attivo invece i costi di implementazione per l’emissione di fatture elaborabili (XML) sono più alti rispetto all’invio in formati che, pure essendo elettronici, sono pensati per gli esseri umani (come il classico PDF allegato all’email) e danno al ricevente un beneficio sostanzialmente nullo. Questa sperequazione spesso blocca la diffusione spontanea della fattura elettronica.

Rispetto dei tempi e flessibilità

A fine 2017 la diffusione spontanea della fatturazione elettronica tra privati era troppo bassa per supportare la possibilità di identificazione quasi in tempo reale delle frodi IVA e il relativo gettito fiscale inserito nel bilancio dello Stato, si decide perciò di introdurre l’obbligo. Non si è potuto nemmeno aspettare che la “nebbia” si diradasse del tutto e si è anche navigato un po’ a vista, concedendo ad esempio una maggiore flessibilità sui tempi di emissione (flessibilità che spesso erano prassi consolidata col cartaceo). Credo che con il Forum sulla fatturazione elettronica si sia dato un contributo costruttivo. Per rispettare i tempi, l’unica possibilità era quella di sfruttare al massimo, anche per la fatturazione elettronica tra privati, le scelte e l’infrastruttura tecnologica già adottate nell’ambito della fatturazione verso la pubblica amministrazione.

Non sono mancati però alcuni danni collaterali dei ritmi forsennati che ci sono stati: trattandosi di un progetto sostanzialmente calato dall’alto, non si è potuto tener conto se non sommariamente delle esigenze di pianificazione delle imprese e di tutti i soggetti per i quali è scattato l’obbligo, che spesso hanno dovuto recepire la fatturazione elettronica come un puro adempimento, senza possibilità di cogliere le opportunità di un passaggio ponderato al digitale per il quale sarebbero serviti tempi adeguati di progettazione ed allocazione dei relativi budget. Auspicabilmente questi potranno comunque essere realizzati in seguito, allo stabilizzarsi del quadro di riferimento normativo.

È finora mancato anche un serio ripensamento in ottica digitale della normativa fiscale. Si pensi ad esempio alle marche da bollo, che nascono per il cartaceo e che nella versione “virtuale” digitale potrebbero essere calcolate in modo completamente automatico se si semplificassero le relative regole. Oppure all’inutilità della dichiarazione Intrastat in caso di fatture intracomunitarie emesse tramite Sistema di Interscambio e, in generale, di molti adempimenti. La fattura elettronica dovrebbe portare naturalmente ad un maggiore rispetto dei tempi di pagamento, ma si potrebbe pensare, grazie alla tracciatura certa dei tempi di pagamento, di estendere le regole di cui all’articolo 62 del D.L. 1/2012 che definisce l’obbligo del pagamento e quantifica gli interessi in caso di ritardato pagamento. Sarebbe una misura che porterebbe ossigeno alle imprese più piccole, che si trovano spesso costrette, anche per la posizione di debolezza, a fare da “banca” per le imprese più grandi.

Grazie alla fatturazione elettronica in caso di pagamento anticipato delle prestazioni è possibile introdurre una scontistica dinamica in funziona di quanto tempo prima le fatture vengono salvate, garantendo così una migliore liquidità per il fornitore e una remunerazione interessante per il capitale anticipato dal committente.

Standard e fattura europea

In generale, i prestatori di servizio (gli intermediari nel gergo del sistema di interscambio) potranno giocare un ruolo che sarà visto con sempre più favore dalle imprese. Perché questo avvenga è però necessario che i servizi base diventino delle commodity e che dunque possano essere basati su veri e propri standard internazionali e non su FatturaPA che è un formato solo italiano. Si pensi che già oggi le imprese devono “parlare” lingue diverse a seconda dell’interlocutore e la stessa PA già da quest’anno con il settore sanitario ma, a seguire, con tutti gli altri, invierà solo ordini elettronici mediante UBL, un formato internazionale che è già ampiamente accettato in Europa ma che si sta diffondendo su scala globale e che comprende un insieme coerente di tutti i messaggi: ordini, fatture e tutto quanto necessario per la gestione del procurement elettronico.

In questi anni l’Europa si è mossa con decisione. Dal 18 Aprile 2019 è entrato in vigore per le autorità governative centrali[1] lo standard EN 16931, voluto dal legislatore europeo con la direttiva 2014/55/UE per la fatturazione elettronica negli appalti pubblici. Tale standard specifica il contenuto essenziale che una fattura elettronica deve avere (c.d. “core invoice”) affinché possa essere accettata dalle pubbliche amministrazioni di tutti gli Stati membri dell’UE. La data del 18 aprile vale per tutte le PA centrali europee e per quelle sub-centrali degli stati che non hanno posticipato di un anno tale obbligo, come consentito dalla Direttiva.

Per gli Stati che, come l’Italia, hanno invece deciso di posticipare l’obbligo per le amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali[2] lo standard diventerà operativo a partire dal 18 Aprile 2020. In Italia il recepimento della direttiva è avvenuto mediante il d.lgs. 148/2018 e lo SDI è stato adeguato in modo da poter ricevere ed elaborare fatture conformi al nuovo standard, in ossequio al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato lo stesso 18 aprile 2019. In estrema sintesi il punto di forza dell’approccio europeo alla fattura elettronica è di non aver definito l’ennesimo formato proprietario, che avrebbe solo creato ulteriori ostacoli all’interoperabilità, ma di aver compiuto tre passaggi essenziali:

  • la definizione di un modello univoco con il contenuto minimo essenziale della fattura, una sorta di minimo comun denominatore semantico europeo, che garantisce la base per la compliance legale in tutta l’Unione e le informazioni essenziali normalmente utilizzate;
  • la selezione di un numero limitato di sintassi (formati) di cui rendere obbligatorio il supporto; essi sono l’Universal Business Language (UBL) e il Cross Industry Invoice (CII) che sono standard internazionali già utilizzati;
  • la definizione delle “istruzioni per l’uso” (mappatura) dei formati standard con la “core invoice”.

In questo modo qualunque PA in Europa sarà in grado di ricevere, gestire ed elaborare fatture elettroniche sia domestiche che provenienti da un altro paese UE con contenuti e formati definiti secondo lo standard europeo comune e uno dei formati scelti. Non solo, ciò consente senza difficoltà di estendere l’e-fattura anche al B2B e al B2C, fornendo uno strumento duttile ed in grado di rispondere alle esigenze del settore privato. Per questo sono state definite le mappature della “core invoice” anche per EDIFACT, standard ancora molto utilizzato in ambito privato, oltre che di UBL e CII.

La situazione in Italia

Ma come è stata recepita in Italia la Direttiva 55? I punti chiave del d.lgs. 148/2018 che la recepisce sono l’articolo 3 comma 1, che ricalca fedelmente quanto richiesto dalla direttiva e prevedendo l’obbligo per le PA di accettare fatture conformi agli standard sviluppati dal comitato CEN/TC 434:

  • EN 16961-1 che è lo standard europeo (si dovrebbe formalmente chiamare “norma europea” ma qui continueremo ad utilizzare il termine “standard” di uso più corrente) che specifica la “core invoice”, e
  • TS 16961-2[3] che specifica la lista delle sintassi obbligatorie: UBL e CII.

Entrambi sono referenziati dalla Decisione di Esecuzione della Commissione UE n. 2017/1870. Perché la fatturazione elettronica diventi opportunità e non mero adempimento, è indispensabile che l’uso degli standard definiti a livello europeo sia esteso anche al settore privato con la progressiva dismissione del formato nazionale consentendo la completa digitalizzazione e semplificazione dei processi nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni. Un primo aiuto in questa direzione viene dal d.lgs. 148/2018 che prevede all’art. 5 comma 1 che “è istituito presso l’Agenzia per l’Italia Digitale un tavolo tecnico permanente per la fatturazione elettronica con le seguenti finalità:

  • aggiornamento delle regole tecniche e delle modalità applicative di cui al comma 3 dell’articolo 3;
  • monitoraggio della corretta applicazione delle stesse;
  • valutazioni degli impatti per la pubblica amministrazione e di quelli riflessi per gli operatori economici;
  • raccordo e coinvolgimento, fin dalla fase di definizione, di tutte le iniziative legislative ed applicative in materia di fatturazione e appalti elettronici”.

Conclusioni

È un buon inizio ed è fondamentale che, finalmente, si comincino a prendere in considerazione gli impatti per gli operatori economici (come lo scenario di possibili costi addizionali per le imprese che purtroppo si è già realizzato) con l’auspicio che anche il settore provato possa avere una voce, magari con una collaborazione col Forum sulla fatturazione elettronica. L’uso di standard è la strada maestra per massimizzare i benefici della digitalizzazione e consente di indirizzare molti dei problemi evidenziati. A riprova delle enormi potenzialità dello standard europeo, Stati Uniti, Australia e Singapore lo hanno già valutato e preso a riferimento e si sta discutendo di renderlo uno standard internazionale.

L’evoluzione dello scenario normativo, europeo e nazionale, in materia di Fatturazione elettronica è stato al centro dei lavori condotti dal Tavolo di Lavoro ANORC 2018/19, i cui esiti saranno presentati in occasione dell’evento DIG.Eat 2019 che si terrà il 30 maggio a Roma.

________________________________________________________________

  1. Tutte quelle di cui all’all. III, d.lgs. 50/2016 ed in particolare:Presidenza del Consiglio dei Ministri;Ministero degli Affari Esteri;Ministero dell’Interno (incluse le Prefetture-Uffici Territoriali del Governo e le Direzioni regionali e interregionali dei Vigili del Fuoco);Ministero della Giustizia e Uffici giudiziari (esclusi i giudici di pace);Ministero della Difesa Ministero dell’Economia e delle Finanze;Ministero dello Sviluppo Economico;Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

    Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (incluse le sue articolazioni periferiche);

    Ministero della Salute Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;

    Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (comprensivo delle sue articolazioni periferiche);

    Altri enti pubblici nazionali:

    CONSIP S.p.A. (solo quando agisce come centrale di committenza per le amministrazioni centrali).

    Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

  2. Tutte le amministrazioni aggiudicatrici che non sono autorità governative centrali (art. 3, c.1, lett. c, d.lgs. 50/2016).
  3. Entrambi i documenti sono scaricabili a titolo gratuito, previa registrazione, nello store delle norme dell’UNI http://store.uni.com

WHITEPAPER
Monitora meglio la CX: avvia un progetto strategico sulla Voice of the Customer
Automotive
Dematerializzazione
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3