Lo scenario

Digitalizzazione del titolo di studio, come la blockchain ridefinirà il concetto di laurea

Un progetto internazionale guidato dal MIT di Boston e che coinvolge anche gli atenei italiani di Padova e Milano Bicocca, offre lo spunto per riflettere sullo stato dell’arte della digitalizzazione del titolo di studio e sugli scenari futuri, individuandone i vantaggi per studenti e istituzioni

27 Ago 2019
Paolo Cherubini

Prorettore alla Didattica dell’Università di Milano Bicocca

Daniela Mapelli

Prorettrice alla Didattica dell’Università di Padova

blockchain-e-laurea

L’Università di Padova e l’Università di Milano Bicocca, pionieri nella sperimentazione della digitalizzazione del titolo di studio con il sistema Blockcerts grazie alla collaborazione con Cineca, sono state invitate a partecipare al gruppo di lavoro guidato dal MIT – Massachusetts Institute of Technology per la progettazione di un sistema in grado di garantire portabilità e verificabilità dei titoli di studio rilasciati dagli Atenei, senza che sia necessario interpellare l’Università che ha emesso il titolo – ma mantenendo la più alta garanzia di sicurezza. L’incontro del gruppo di lavoro internazionale è stato l’occasione per focalizzare e definire riflessioni sull’impatto sia globale sia nazionale di quel che si può immaginare come il futuro del titolo di studi, nell’ambito della diffusione dei documenti digitali.

Il gruppo di lavoro sulla digitalizzazione del titolo di studi

Il gruppo – annunciato ad Aprile 2019 e inizialmente formato da 9 Atenei distribuiti in USA, Canada, Messico, Germania e Olanda – si è aperto alla partecipazione dei due Atenei italiani che hanno fatto proprio lo standard creato proprio dal MIT e che ad oggi rappresenta l’unico sistema già disponibile e funzionante per realizzare quella verificabilità disintermediata che il gruppo auspica. Anche in Europa il tema delle credenziali digitali è centrale: la European Digital Credentials Initiative si propone di offrire un framework complessivo in cui le credenziali digitali di ogni ordine e grado possano essere raccordate e valorizzate nei nuovi strumenti Europass, mentre nello stesso tempo vengono portati avanti un Osservatorio Blockchain e tavoli di studio sulle applicazioni specifiche di blockchain in ambito Education. Si tratta insomma di temi al centro di un grande fermento, in cui gli Atenei di Padova e Bicocca si collocano all’avanguardia: sono infatti i primi in Italia ad aver deciso di notarizzare i titoli di studio dei propri studenti su blockchain pubblica secondo lo standard Blockcerts tramite la piattaforma Best di Cineca.

WHITEPAPER
Come costruire l'ufficio tecnologico del futuro senza investimento iniziale
CIO
Cloud

Il gruppo di lavoro, infatti, è composto da Atenei che guardano in avanti, a quella che sarà la natura della formazione universitaria tra pochissimi anni. La rivoluzione digitale e l’industry 4.0 hanno totalmente cambiato i bisogni formativi, e di conseguenza cambiano – o cambieranno presto – i percorsi di apprendimento. Visti i rapidissimi progressi della scienza e della tecnologia, un breve periodo (dai 3 ai 5 anni) di studio non è più sufficiente a creare le competenze che saranno necessarie ad un professionista nell’intera vita: ci sarà bisogno di aggiornamento continuo, e ogni “tassello” di questo percorso andrà certificato e aggiunto agli altri tasselli. Inoltre, un learner che voglia ottimizzare il suo percorso di apprendimento dovrà essere libero di acquisire alcune competenze presso un’università eccellente in X, altre presso un’altra università eccellente in Y, altre ancora su una piattaforma MOOC di qualità, altre ancora con un’esperienza pratica in un’azienda, ecc… è il concetto di percorsi di formazione “stackable”, composti da tanti moduli certificati da diverse realtà, tutti accumulabili tra loro: non erogati da un’istituzione ma da un network globale di istituzioni e piattaforme formative.

Digitalizzare e decentralizzare

Se vogliamo proprio portare il ragionamento alle sue estreme conclusioni, è il concetto medievale di “laurea” che sta per essere superato. Il percorso di apprendimento per accumulazione non sarà più certificato da un unico titolo finale, abbastanza rigido e poco espandibile, ma da tante microcertificazioni, tra loro accumulabili. Bicocca e Padova sono tra gli atenei più innovativi in Italia, e provano a tenersi al passo con il resto del mondo. In un mondo che è sempre più piccolo e in cui la mobilità di studenti e lavoratori è sempre più all’ordine del giorno, verificare la veridicità e validità di un titolo di studi diventa una tappa obbligata per molti processi di recruitment. Per le università rispondere a queste richieste è costoso, ma è anche un collo di bottiglia che si ripercuote sullo studente e può anche tradursi in una mancata occasione di comunicazione.

Decentrare la verifica della validità di un titolo, e cancellare ogni suo onere (sia in termini di tempo e lavoro, sia in termini monetari), infatti, sembra un piccolo passo per chi non è pratico di governance universitaria, ma è già da solo un passo da gigante per quanto riguarda la mobilità degli studenti e dei laureati tra università e nel mondo del lavoro. Le certificazioni blockcerts inoltre potrebbero favorire sviluppi ancora più entusiasmanti, come la decentralizzazione del caricamento di crediti formativi e microcredentials nel track of records di uno studente, per rimuovere ogni collo di bottiglia burocratico-amministrativo alla sua mobilità internazionale.

Non è cosa risaputa per i non addetti ai lavori, ma al momento l’intercomunicazione tra i reciproci uffici centrali necessaria al mutuo riconoscimento dei crediti formativi tra università è il principale ostacolo alla libera circolazione internazionale degli studenti. La verificabilità del titolo sempre e in ogni luogo, e soprattutto a prescindere dalla raggiungibilità dell’ente che lo ha emesso, diventa cruciale negli scenari di mobilità forzata legati a instabilità politica e migrazioni. Per questo motivo, in particolare, si sta cercando di formulare una soluzione che sia applicabile a livello mondiale e faciliti davvero l’interscambio dei talenti. Infatti, se la verificabilità del titolo a prescindere dalla raggiungibilità dell’ente è importante in ogni caso, diventa un vero e proprio strumento di tutela dei diritti umani nei contesti menzionati. Sia Bicocca sia Padova hanno già avuto numerosi casi di studenti migranti o profughi che dichiaravano titoli di studio erogati da scuole superiori o università ormai non più esistenti, o irraggiungibili. In alcuni di quei casi né ambasciate né enti specializzati come CIMEA sono in grado di aiutare. Ancora peggio quando non si tratta nemmeno di titoli conclusi, ma di track of records: per esempio gli studenti profughi Yazidi ospitati da Bicocca da alcuni anni arrivarono dichiarando crediti formativi ed esami superati presso università del loro paese di origine, ma fu assolutamente impossibile verificarne l’autenticità. Quando queste persone potranno conservare i loro certificati “autoverificabili” sul cloud, tutti questi problemi saranno definitivamente risolti.

I vantaggi

I vantaggi dell’adozione di tecnologie trasversali e internazionali a breve e medio periodo per studenti e Atenei sono molteplici. Nel breve periodo, gli studenti non dovranno più far code e pagare bolli e balzelli per ottenere duplicati dei certificati di laurea; se vorranno proseguire i loro studi in altre università, italiane o straniere che siano, potranno spedire la loro laurea per mail, e quelle università potranno verificarne la validità in un attimo; poi, pian piano che la consapevolezza di queste nuove digital credentials si diffonderà anche presso il mondo del lavoro, gli stessi vantaggi si rifletteranno anche nelle prime fasi dello screening per qualsiasi occupazione.

Non sarà più necessario inviare CV basati su autodichiarazioni: si potrà direttamente dare al potenziale datore di lavoro accesso al proprio wallet di certificazioni accademiche La digitalizzazione delle lauree non si limiterà a renderle verificabili. Diversi sono i punti di miglioramento su cui si sta lavorando sia in Italia sia a livello internazionale per portare il titolo di studi nel futuro. Per esempio per rendere i percorsi di apprendimento molto più flessibili, basati su network di istituzioni e non su singole università, e centrati sull’accumulo di microcredentials attraverso prove di certificazione accreditate svincolate dalle modalità di preparazione.

Facciamo l’esempio di uno studente che debba imparare la meccanica quantistica, per un valore di 12 crediti formativi nel suo percorso di laurea. Allo studente e alla società importa qualcosa se la meccanica quantistica la impara seguendo un corso tradizionale di Padova, o un corso tradizionale di Bicocca, o un MOOC prodotto dal MIT, o grazie alle spiegazioni di un amico fisico, o studiandosela da autodidatta su ottimi libri? No: gli importa solo che l’abbia imparata bene, e dimostri di saperla. Quindi: se accreditiamo dei syllabus dettagliati (la “lista” di tutte le cose che uno studente deve sapere e saper fare per dimostrare di conoscere la meccanica quantistica), e accreditiamo dei panel di esperti e/o dei set di domande e/o modalità per condurre esami atti a valutare queste competenze, allora un qualsiasi learner che ritenga di aver imparato la meccanica quantistica (in qualsiasi modo) potrà iscriversi ad una prova certificante accreditata, in qualsiasi istituzione autorizzata ad erogarla, e cercare di superarla. Se la supera, i crediti formativi associati alla prova entreranno nel suo track of records: in modo totalmente svincolato dalle modalità con cui lo studente ha conseguito quegli apprendimenti.

Le conseguenze per recruiter e istituzioni

Le modalità con cui questo tipo di innovazione verrà accolto dai recruiter e dalle istituzioni non sono facilmente individuabili. Si aprono scenari che possono cambiare radicalmente il modo di gestire la selezione del personale. Ad esempio la disponibilità di uno strumento digitale e immediato potrebbe rendere la verifica del titolo attività quotidiana per chi seleziona il personale, così da minimizzare i casi di frode. Su questo scenario si gioca il futuro di questa innovazione: se resterà patrimonio di poche università che la erogano, mentre tante altre – più gran parte del mondo del lavoro – neanche la conoscono, morirà presto. Se invece le altre università cominceranno in massa sia ad erogarle, sia a riconoscerle, accettarle, e richiederle, allora in pochi anni vedremo scomparire le certificazioni cartacee e aumentare esponenzialmente il traffico di certificazioni universitarie digitali.

“Dal punto di vista tecnologico un formato o un altro non fa troppa differenza, a patto che siano solidi e rispondenti ai requisiti – evidenzia il Direttore Generale di Cineca, David Vannozzi –. Nel progettare le soluzioni tecniche, Cineca ha scelto appositamente di non vincolarsi troppo strettamente a specifiche tecnologie, ma di supportare il concetto di credenziale digitale – che può poi essere espressa nel formato di volta in volta più rispondente alle necessità dell’istituzione: Blockcerts, Open Badge, o altro che verrà. L’importante è che la sicurezza autenticità e verificabilità del titolo vengano garantite, che l’Ateneo viva un alleggerimento delle proprie attività burocratiche e che possa attivare i nuovi approcci che la digitalizzazione rende possibili – come quello delle stackable credentials – nel modo che gli è più congeniale. Perciò l’obiettivo non è solo supportare gli Atenei nel loro percorso di innovazione, ma farlo a partire dall’integrazione con i sistemi già in opera presso gli Atenei e che da molti anni sono i custodi digitali delle informazioni riguardanti la didattica, gli studenti ed i titoli di studio”.

*Con il contributo di Chiara Carlino, consulente per le Università presso Cineca

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati