Bonus bici, non si può fruire se il mezzo non è consegnato entro la scadenza del voucher - Agenda Digitale

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Bonus bici, non si può fruire se il mezzo non è consegnato entro la scadenza del voucher

Per la bici prenotata e non consegnata il bonus mobilità non è fruibile: ecco la normativa di riferimento per porre rimedio all’eventuale inadempienza di un commerciante

29 Mar 2021
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista

DOMANDA

Un commerciante nell’ambito del bonus bici mi aveva promesso l’arrivo di un mezzo entro un mese: ho pagato quanto dovuto e mi ha rilasciato una fattura, ma dopo quasi quattro mesi la bici non è ancora arrivata. A parte il fatto che la consegna della merce non avvenuta entro un mese, per cui sono state violate le condizioni poste dal Ministero per l’utilizzo del bonus stesso, il negoziante, alla mia richiesta di restituirmi i soldi, ha affermato che non può annullare la fattura, proponendomi di cambiare la bici con un prezzo maggiore. Quindi, vorrei sapere se quanto affermato dal commerciante è regolare.

Pierandrea Colombu

RISPOSTA

La normativa in materia di bonus bici vietava la validazione dei buoni in assenza di contestuale consegna del bene (vedi pil punto 3 della convenzione tra Ministero ed Esercente). Il Ministero, in risposta ad alcune FAQ, ha anche affermato che “il buono non può essere utilizzato quale caparra per gli ordini non disponibili entro la data di scadenza dello stesso. Né può essere utilizzato come anticipo per ordinare biciclette che arriveranno in negozio dopo la loro scadenza o che non sono fisicamente presenti nel magazzino di un rivenditore on line”. Ciò premesso, è evidente che se a tutt’oggi la bicicletta ordinata non è ancora arrivata, il commerciante sia inadempiente, e se per caso avesse anche incassato il bonus, lo avrebbe indebitamente utilizzato e dovrebbe pertanto restituirlo. Il meno che possa fare è quindi restituirle i soldi ed emettere la nota di credito, perché l’operazione è venuta meno, come prevede l’articolo 26, comma 2, del DPR 633/1972, che così recita: “ Se un’operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione di cui agli articoli 23 e 24, viene meno in tutto o in parte, o se ne riduce l’ammontare imponibile, in conseguenza di dichiarazione di nullità, annullamento, revoca, risoluzione, rescissione e simili … il cedente del bene o prestatore del servizio ha diritto di portare in detrazione ai sensi dell’articolo 19 l’imposta corrispondente alla variazione, registrandola a norma dell’articolo 25”.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

 Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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