Contributo a fondo perduto, come annullare l'istanza di revoca - Agenda Digitale

Esperto risponde

Contributo a fondo perduto, come annullare l’istanza di revoca

Ecco in che modo presentare domanda di annullamento di un’istanza di revoca della richiesta di Contributo a fondo perduto mandata per sbaglio

30 Giu 2021
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista

DOMANDA

Mando questa email per provare a risolvere un pasticcio che ho combinato. Il 31 marzo 2021 ho fatto la domanda online per il Decreto Sostegni con esito positivo, e pagamento erogato. Il 22 maggio 2021 avendo sentito che si potevano fare le nuove domande per il Decreto sostegni bis ho provato a fare nuovamente la domanda e ho ripetuto tutta la procedura come l’altra volta e il sistema ha accettato la domanda. Qui è sorto un equivoco: dando per scontato che la ricevuta fosse di accettazione non l’ho letta, non ho quindi saputo che questa domanda era stata scartata. Convinto che si trattasse di una doppia domanda accettata ho cercato di rimediare provando a rinunciare a questa seconda istanza. Purtroppo mi sono accorto che in realtà ho rinunciato alla domanda che era stata accettata. Ora non so come comportarmi, il pagamento automatico non sta rientrando e in più non vorrei trovarmi nella condizione di dover restituire i soldi che ho già ricevuto.

Kamberaj Besnik

RISPOSTA

L’unica possibilità che intravedo è chiedere l’annullamento della istanza di revoca che lei ha erroneamente inviato e che ha involontariamente neutralizzato la prima istanza (quella corretta) non la seconda (come Lei avrebbe voluto). L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione 65 dell’11/10/2020, in relazione al contributo previsto dall’Art. 25 del D.L. 34/2020, in relazione alle ” … istanze per le quali è stato regolarmente eseguito il mandato di pagamento ma che, a seguito di errori commessi dagli utenti e individuati solo dopo l’accreditamento della somma, hanno portato questi ultimi a ricevere un ammontare di contributo inferiore a quello spettante”, al fine di sanare le situazioni sopra descritte, ha concesso la possibilità al contribuente interessato,- anche mediante l’intermediario delegato – di “presentare istanza volta alla revisione, in autotutela, dell’esito di rigetto o dell’entità del contributo erogato sulla base di quella già inviata all’Agenzia delle entrate nel periodo di vigenza del processo”. “Il modello dell’istanza va trasmesso via PEC alla Direzione provinciale territorialmente competente in relazione al domicilio fiscale del soggetto richiedente (in qualità di titolare di PIVA), firmata digitalmente dal soggetto richiedente ovvero dall’intermediario indicato nel riquadro dell’impegno alla trasmissione presente nell’istanza: in quest’ultimo caso, sarà allegata all’istanza la copia del documento d’identità del soggetto richiedente. Insieme al modello dell’istanza, occorrerà inviare una nota con la quale il soggetto richiedente il contributo specifica in modo puntuale e chiaro i motivi dell’errore ovvero l’impossibilità di trasmettere nei termini l’istanza sostitutiva di istanza per la quale il sistema ha consegnato una seconda ricevuta di scarto.” La sua fattispecie è diversa da quella prevista nella citata risoluzione, tendente a risolvere i casi opposti, ma ritengo che comunque informare l’Agenzia del disguido verificatosi possa contribuire a fare chiarezza sulla situazione.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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