Esperto risponde

Fattura elettronica, come gestire il passaggio da un intermediario alla Pec

Ecco le regole per gestire la Pec – Posta elettronica certificata come canale di trasmissione delle fatture elettroniche

16 Ott 2020
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista


DOMANDA

Ho letto l’articolo “Fattura elettronica, perché scegliere la Pec o il codice destinatario” e l’ho trovato molto interessante. La nostra azienda emette oltre 30.000 fatture elettroniche l’anno, attualmente utilizziamo Arxivar come intermediario per l’invio e ricezione delle fatture (no conservazione). Vorremmo passare all’invio dei file XML direttamente tramite Pec (abbiamo un software di automazione invio/ricezione, quindi nessuna operazione manuale).

Mi chiedo, ci sono controindicazioni ad utilizzare la Pec per l’invio all’SdI? Inoltre, la fase di passaggio dall’intermediario a Pec può avvenire in contemporanea (cioè iniziare ad inviare i documenti tramite Pec e quando siamo a regime dare disdetta all’intermediario)?

Carlo Romagnano

RISPOSTA

Le specifiche tecniche “allegato A” al provvedimento 89757  del 30/4/2018 al punto 1.5.7 prevedono che “Tutti i canali di trasmissione descritti al precedente paragrafo 1.3.1 prevedono dei messaggi di ritorno a conferma del buon esito della trasmissione; questi messaggi sono  specifici  delle  infrastrutture  di  comunicazione  e  garantiscono  la  “messa  a disposizione”  del  messaggio  e  dei  file  allegati  da parte  di  chi  invia  rispetto  a  chi riceve. In aggiunta a questi messaggi di riscontro della ricezione, il SdI attesta l’avvenuto svolgimento   delle   fasi   principali   del   processo   di   trasmissione   delle   fatture elettroniche  attraverso  un  sistema  di  comunicazione  che  si  basa  sull’invio  di ricevute tramite le modalità ed i canali riportati al precedente paragrafo 1.4. Tali  ricevute  vengono  inoltrate  sullo  stesso  canale  attraverso  il  quale  sono  state trasmesse le relative fatture”.

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La controindicazione a gestire a mezzo Pec il sistema delle fatture elettroniche è appunto dovuta sia alla possibilità di “intasamento” della casella Pec, che dovrà essere quindi tanto capiente da poter contenere tutti i documenti attivi e passivi e i relativi esiti, ma, soprattutto, alla circostanza che la casella Pec potrebbe contenere anche altri messaggi e notifiche di atti e documenti che, per la loro intrinseca natura, hanno l’esigenza di immediatezza della evidenziazione e della distinzione. Ciò potrebbe generare qualche difficoltà operativa che può essere affrontata e risolta solo se Lei è in possesso di una procedura informatica in grado di filtrare e organizzare selettivamente i dati delle PEC; in mancanza di ciò, la gestione a mezzo Pec delle fatture elettroniche non mi sembra una buona soluzione.

Il “passaggio” dall’attuale sistema di trasmissione delle fatture elettroniche tramite un intermediario a quello a mezzo Pec può avvenire in qualunque momento, la questione è soltanto organizzativa.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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