Fattura elettronica, cosa succede se il codice fiscale del destinatario è sbagliato | Agenda Digitale

Esperto risponde

Fattura elettronica, cosa succede se il codice fiscale del destinatario è sbagliato

La fattura elettronica non supera i controlli del Sistema di Interscambio se il codice fiscale del destinatario è errato

21 Apr 2020
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista


DOMANDA

La fattura elettronica verso un privato è stata scartata perché il codice fiscale fornito dal destinatario non è corretto. Il destinatario nonostante numerosi solleciti telefonici non ci fornisce quello corretto, e non è quindi possibile inviarla. Come dobbiamo procedere per non ricevere sanzioni e non bloccare il lavoro del commercialista?

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RISPOSTA

La fattura elettronica può essere trasmessa (ed accettata) dal sistema di interscambio sono se il codice fiscale del destinatario residente è presente in anagrafe tributaria. Non esiste quindi alcun rimedio postumo alla mancanza del codice fiscale, magari se avesse saputo prima della impossibilità di avere il codice fiscale avrebbe potuto porre in essere una operazione con un “documento commerciale” ai sensi dell’art.22 del DPR 633/1972, come se fosse stata una operazione al dettaglio.

Per non bloccare il lavoro può considerare la operazione nelle liquidazioni periodiche IVA, attendere l’esito della ricerca del codice fiscale e eventualmente effettuare il ravvedimento ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997, tenendo presente che la sanzione è quella prevista dal comma 1 dell’articolo 1 del Decreto legislativo 471/1997, che così recita:

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“Chi viola gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni imponibili ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ovvero all’individuazione di prodotti determinati è punito con la sanzione amministrativa compresa fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato o registrato nel corso dell’esercizio. Alla stessa sanzione, commisurata all’imposta, è soggetto chi indica, nella documentazione o nei registri, una imposta inferiore a quella dovuta. (con un minimo di 500 € a norma del comma 4 del medesimo articolo, n.d.r.)

La sanzione è dovuta nella misura da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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