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Esperto risponde

Fattura elettronica inviata in ritardo ma entro i termini per la liquidazione: ecco le sanzioni

Se la fattura è stata trasmessa nei termini utili per la liquidazione IVA, si può effettuare l’operazione del ravvedimento. Vediamo a quanto ammontano le multe in questo caso

21 Ott 2019

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista

fatturazione, carburante, pec

DOMANDA

Ho inviato l’8 ottobre una fattura elettronica indicando come data erroneamente il 15 settembre, questo comporta sanzioni? Come posso rimediare?

Stefania Panetta

RISPOSTA

A norma del comma 4 dell’articolo 21 del DPR 633/1972 la fattura deve essere emessa (e trasmessa al SDI) entro 12 giorni dalla data di effettuazione della operazione (sinteticamente: consegna dei beni o pagamento del corrispettivo). L’emissione della fattura determina comunque effettuazione della operazione, a norma dell’articolo 6, comma 4,  del DPR  633/1972.

Ciò premesso, se l’operazione, come sopra individuata, è stata effettuata il 15 settembre, Lei avrebbe dovuto trasmettere la fattura entro il giorno 27 settembre. Tuttavia, non essendosi realizzato alcun pregiudizio per l’erario, posto che la fattura è stata trasmessa nei termini utili per la liquidazione IVA, lei può effettuare il “ravvedimento” ai sensi dell’art.13 del Decreto Legislativo 472/1997 determinando l’importo dovuto come segue:

  • Sanzione base 250 euro (articolo 6, comma 1, ultimo periodo, Decreto legislativo 471/1997);
  • Riduzione ad 1/9 se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dall’omissione o dall’errore (quindi 250:9=27,78).

La invito infine a considerare che in sede di prima applicazione della norma non sono esclusi (anzi, sarebbero auspicati) atteggiamenti di tolleranza da parte dell’Agenzia delle Entrate,  per cui potrebbe valutare se attendere la eventuale irrogazione delle sanzioni e,  alternativamente:

  • Definire la violazione col pagamento di 1/3 della sanzione irrogata (che dovrebbe essere 250 €) ai sensi dell’articolo 16, comma 3, Decreto legislativo 472/1997;
  • Contestare la violazione eccependo che la violazione ha carattere meramente formale e, in quanto tale, non sanzionabile, ai sensi dell’art.6, coma 5-bis del Decreto Legislativo 472/1997, considerato che la violazione non ha arrecato “… pregiudizio  all’esercizio delle   azioni  di controllo e non incidono sulla determinazione  della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo”.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile inviare le proprie domande a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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