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Esperto risponde

Fattura elettronica nella filiera dei lavori pubblici: CIG e CUP

Tutte le indicazioni per gestire CIG e CUP nella compilazione della fattura elettronica per lavori svolti nell’ambito di appalti pubblici

22 Ott 2019

Salvatore De Benedictis

dottore commercialista


DOMANDA

La nostra società si occupa della prefabbricazione di manufatti in cemento armato. Lavoriamo a livello di fornitura in opera per conto di appalti pubblici (ANAS – Provincia – Comune e vari enti) .

Le nostre fatture elettroniche di acquisto, emesse da  fornitori privati devono contenere il CIG e CUP al loro interno? Le fatture contengono materiali da costruzione per i manufatti es. ferro, cemento, pietre o fornitura di servizi sempre correlati alla produzione e/o al montaggio in cantiere.

Massimo Santonocito

RISPOSTA

La norma che impone la obbligatorietà della indicazione del campo Codice Identificativo Gara (CIG) e del Codice Unitario Progetto (CUP)  nella fattura elettronica sono

  • l’articolo 1, comma 917, lettera b)  della legge n. 205 del 2017, che prevede che gli obblighi relativi  alle fatture elettroniche decorrenti dal 1 luglio 2018 si applicano alle “prestazioni rese  da  soggetti  subappaltatori  e  subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto  di lavori,  servizi  o  forniture   stipulato   con   un’amministrazione pubblica. Ai fini della presente lettera, per filiera  delle  imprese si intende l’insieme dei soggetti, destinatari della normativa di cui all’articolo 3 della legge 13 agosto 2010, n. 136, che intervengono a qualunque titolo nel ciclo di realizzazione del contratto, anche  con noli e forniture di beni  e  prestazioni  di  servizi,  ivi  compresi quelli di natura intellettuale, qualunque sia l’importo dei  relativi contratti o dei subcontratti. Le fatture elettroniche emesse ai sensi della presente lettera riportano gli stessi codici CUP e CIG  di  cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 24 aprile  2014,  n.  66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23  giugno  2014,  n.  89, riportati nelle fatture emesse dall’impresa  capofila  nei  confronti dell’amministrazione pubblica”.
  • l’articolo 25, comma 2, del D.L. 66/2014, che così dispone: “Al fine di assicurare l’effettiva tracciabilità dei  pagamenti da parte delle pubbliche  amministrazioni,   le  fatture  elettroniche emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni riportano:  1)  il Codice identificativo di gara  (CIG),  tranne  i  casi  di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla legge 13 agosto 2010, n. 136”.

I due obblighi sono pertanto distinti, il primo riguarda i soggetti che intervengono nel ciclo di “realizzazione del contratto” (la c.d. filiera), il secondo riguarda i rapporti tra l’azienda titolare del contratto e l’Ente Pubblico.

Ovviamente i partecipanti alla filiera devono essere informati circa la destinazione dei beni/servizi ad un opera pubblica, nonché del relativi CIG e CUP, altrimenti non sarebbero consapevoli dell’obbligo al quale sono sottoposti.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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