Fattura elettronica PA, come gestire l'esigibilità differita - Agenda Digitale

Esperto risponde

Fattura elettronica PA, come gestire l’esigibilità differita

Cessioni e prestazioni agli enti pubblici con esigibilità differita: vediamo come compilare la fattura elettronica

01 Set 2021
Salvatore De Benedictis

dottore commercialista

DOMANDA

Abbiamo una tipografia digitale, con due dipendenti più l’amministratore unico. In merito alla fatturazione elettronica verso enti pubblici (Comuni, Asl) ci troviamo sempre a ricevere il pagamento in differita, per esempio di un anno, da parte degli enti e a dover versare l’Iva subito. Ci sarebbe una clausola per posticipare il pagamento dell’Iva? Ed eventualmente resterebbe invariata giusto? Oppure pagandola in differita ci sono oneri aggiuntivi? Resta sempre al 22% , giusto?

Erica Del Vecchio

RISPOSTA

Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere “allo Stato, agli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, agli enti pubblici territoriali… l’imposta diviene esigibile all’atto del pagamento dei relativi corrispettivi, salva la facoltà di applicare le disposizioni del primo periodo (ossia le regole generali, ndr).” Per poter usufruire della predetta possibilità è sufficiente indicare nel campo 2.2.2.7 della fattura elettronica (EsigibilitàIVA) il valore “D”. In questo modo, si abilita la previsione di legge per cui di posticipa il momento di effettuazione della operazione (ossia quello in cui sorge l’obbligo del pagamento dell’IVA) alla data in cui il corrispettivo verrà incassato. Non ci sono oneri aggiuntivi e l’aliquota propria della operazione non muta.

Per porre domande a Salvatore De Benedictis sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile scrivere a: esperto@agendadigitale.eu

Potranno essere presi in esame solo i quesiti sottoscritti con cognome e nome

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