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Direttore responsabile Alessandro Longo

ESPERTO RISPONDE

Il servizio di conservazione sostitutiva di Sogei

di Umberto Zanini, Dottore Commercialista e Revisore Legale

12 Gen 2017

12 gennaio 2017

Domanda

E’ così complicato estendere il servizio di conservazione sostitutiva di SOGEI anche ai registri iva e libri contabili? 
Una volta che l’infrastruttura è creata sostanzialmente non ci sono costi aggiuntivi. Il problema è che ci sono i soggetti privati che aspirano a conquistare nuove fasce di mercato e che non vogliono la presenza di Sogei. Tutto questo pero’ non farà che rallentare il decollo dei processi di dematerializzazione

PAOLO DEL ROMANO 

 

 

Risposta

Il servizio gratuito che l’Agenzia delle Entrate dal 1° luglio 2016 ha messo a disposizione dei contribuenti, consente di creare, trasmettere e conservare solo fatture elettroniche in formato XML conformi alle Specifiche tecniche operative del formato della fattura del sistema di interscambio, reperibili sul sito www.fatturapa.gov.it

L’obiettivo principale del suddetto servizio, che ricordo è molto manuale e poco si addice ad essere utilizzato dalle società o enti aventi un minimo di organizzazione, è essenzialmente quello di consentire alle microimprese, cioè a quella platea di circa 3 milioni di partite IVA aventi il solo titolare, di poter impiegare un servizio semplice ed essenziale per conservare le fatture elettroniche emesse e ricevute.

Va rilevato poi che vi è una norma che consente agli esercenti arti e professioni ed alle imprese ammesse al regime di contabilità semplificata (ricavi inferiori a 400.000 € se prestazioni di servizi, e 700.000 € se altre attività) di essere esonerati dall’obbligo di registrazione delle fatture nei registri Iva acquisiti e vendite, purchè entro il 31 marzo 2017 esercitino l’opzione di cui all’art.1 terzo comma del decreto legislativo 5 agosto 2015 n.127.

In sostanza quindi, se un professionista oppure un’impresa in regime di contabilità semplificata decidesse di optare entro il 31 marzo 2017  per il cosiddetto “regime premiale” di cui all’art.1 terzo comma del decreto legislativo 5 agosto 2015 n.127, così come disciplinato dall’art.4 primo comma lettera a) del medesimo  decreto legislativo, verrà meno “ l’obbligo di registrazione di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”.

Optare per il “regime premiale” significa comunicare all’Agenzia delle Entrate con cadenza trimestrale i dati di tutte le fatture di vendita  e di acquisto registrate, oppure trasmettere ai clienti e ricevere dai fornitori le fatture elettroniche in formato XML tramite il sistema di interscambio già in uso con la pubblica amministrazione

Il legislatore quindi è andato oltre, ed anziché introdurre un servizio gratuito di conservazione digitale dei registri Iva, li ha proprio eliminati, almeno per i professionisti e le imprese in regime di contabilità semplificata che decideranno di optare per il suddetto “regime premiale”.

Con riguardo poi alle restanti imprese, la strada sembra ormai tracciata, ed a parte le scritture contabili richiesti dalle disposizioni civili, (e.g. libro giornale, mastri contabili, etc), i registri iva acquisti e vendite verranno di certo sostituiti dal file SInCRO utilizzato per conservare le fatture che già riporta le medesime informazioni contenute nei suddetti registri Iva.

Infine, non dobbiamo dimenticarci che i traguardi ottenuti dal nostro paese in ambito digitalizzazione, sono in gran parte da attribuire ai provider ed alle software house che da anni  investono denaro ed energie nel settore per farlo decollare a beneficio di tutto il sistema Paese, ed un servizio di Sogei che consentisse la conservazione digitale gratuita di tutti i documenti, ritengo possa portare limitati se non alcun beneficio, sia perché la digitalizzazione ha consentito di iniziare ad eliminare la burocrazia fiscale (e.g. il “regime premiale” del decreto legislativo 127/2015), sia perché la digitalizzazione riguarderà sempre più i processi (ciclo ordine-pagamento) e non i singoli documenti, e questo esige una forte interazione del sistema di conservazione con i sistemi contabili ed i sistemi di gestione documentale.

 

Cordiali saluti

Umberto Zanini

 

 

Per porre domande al gruppo di esperti sul tema “Fatturazione Elettronica e Conservazione Digitale” è possibile inviare le proprie domande a: esperto@agendadigitale.eu
 

In particolare per i temi di FatturaPA, per interagire con un più ampio pool di esperti, la piattaforma da utilizzare è RispondiPA di FPA.

Umberto Zanini, dottore commercialista e revisore legale, Chartered Accountant in England and Wales. E’ dal 2006 Responsabile delle attività di ricerca dell’area tecnico-normativa dell’Osservatorio «Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione» della School of  Management del Politecnico di Milano, e partecipa ai lavori degli Osservatori «Professionisti & Innovazione digitale» e «Supply Chain Finance».

  • Paolo

    Io credo che se si è d’accordo che la fatturazione elettronica costituisca un valido strumento che permette di realizzare contemporaneamente sia obiettivi di semplificazione fiscale che di potenziamento del sistema dei controlli fiscali, occorre effettuare una politica coerente che incentivi maggiormente questo nuovo sistema che comunque riconosco essere ben impostato con la nuova piattaforma di AGE (Agenzia Entrate), Fatture&Corrispettivi e con il nuovo Regime Premiale da lei ben descritto.

    Però proprio quel carattere “spartano” di questa nuova piattaforma , da lei stesso descritto, rivela una attenzione dell’Amministrazione Finanziaria alle esigenze di quei contribuenti (sicuramente piccoli) ancora insufficiente. Questi vorrebbero maggiori benefici legati alla scelta di utilizzare questi nuovi strumenti di “dematerializzazione” del rapporto giuridico fiscale . Ad esempio le anagrafiche clienti/fornitori siccome già esistono negli archivi di AGE non si capisce perché debbano essere reinserite di nuovo! Capisco che tutto ciò potrebbe non piacere alla associazione dei produttori di software che ha il privilegio di dialogare sistematicamente con la Sogei e l’Agenzia delle Entrate ma che ricordiamo rappresenta i propri interessi e non quelli collettivi.

    Aggiungo che fornire anche ai contribuenti che utilizzano dei programmi gestionali un sistema gratuito che possa essere integrato con i vari software della contabilità aziendale già in possesso degli operatori (che attenzione non sono solo quelli che sono rappresentati dalla associazione dei produttori di software) non comporta costi per l’Amministrazione Finanziaria e permetterebbe di migliorare il rapporto Stato-Contribuente facendo percepire realmente i vantaggi delle nuove innovazioni.

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