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il commento

Saggini: “Quali critiche condivido (e quali no) sulla eFattura B2B”

di Patrizia Saggini, avvocato

17 Set 2015

17 settembre 2015

Fattura elettronica B2B: Ulteriori chiarimenti sull’argomento

Dalla lettura di un recente articolo sul nuovo decreto per la fattura elettronica tra privati, mi sento di condividere solo alcune delle critiche.

Per cominciare, non è detto che il servizio gratuito di fatturazione elettronica per i privati sia fatto direttamente dall’Agenzia delle Entrate, potrebbe anche trattarsi di un’estensione di quelli attuali (es: Unioncamere).

Nell’articolo non viene messo sufficientemente in evidenza che il Decreto tratta in parte della fattura elettronica, ma per lo più è diretto a regolare la trasmissione dei “dati di tutte le fatture”, che comunque sembrerebbe cosa diversa dalla trasmissione del “documento fattura”.

Non credo ci sia conflitto tra la funzione di controllo e la funzione di conservazione, e comunque non è detto che la conservazione sostitutiva – che dovrà rispettare tutte le disposizioni normative di riferimento – sarà svolta direttamente dall’Agenzia delle Entrate, potrebbe essere svolta anche da un soggetto esterno.

Ovviamente la fattura elettronica prevista nel 2004 non è paragonalbile a quella del Decreto, visto che si parla sempre di formato strutturato, e non più di semplice PDF.

Sono invece d’accordo sulla difficoltà di interpretazione dell’art. 1. E poi il servizio di emissione e conservazione sarebbe diretto anche alle imprese che attualmente emettono fatture verso la PA? Se così non fosse, ci potrebbe essere una grande disparità di trattamento tra imprese che fatturano alla PA e le altre imprese…

  • Andrea Lisi

    Gent.le Collega,
    Per la corretta interpretazione di quanto da noi affermato, mi permetto di consigliare la lettura anche di questo contributo pubblicato ieri con alcune precisazioni su quanto riportato nell’articolo da Lei commentato:
    http://www.agendadigitale.eu/fatturazione-elettronica/fatturazione-b2b-piu-evidenti-gli-svantaggi-che-i-vantaggi_1687.htm.
    In verità, credo che sia comunque utile ricordare che il decreto legislativo 52/2004 già si riferiva alla fattura elettronica in senso piuttosto ampio ricomprendendo l’invio di documenti strutturati (attraverso canali EDI) e comunque non è senz’altro merito di quest’ultimo decreto l’ampliamento della definizione della fattura elettronica, ma piuttosto della normativa comunitaria intervenuta con la Direttiva 45/2010/UE del 13 luglio 2010 (recepita dalla Legge n. 228/2012).
    Per il resto, sembrerebbe – anche da ciò che è stato scritto sempre su questa Rivista da chi è più vicino di me a “fonti governative” – che sia molto probabile che l’attuale gestore di SDI si occupi anche della conservazione dei dati relativi alle fatture…e non credo proprio che sia salutare per il mercato che si occupa di sviluppare questi servizi.
    Cordiali saluti. Andrea Lisi

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