La protesta

Informatici forensi bistrattati, serve una proposta di legge a tutela delle competenze

Il tema dei compensi e del riconoscimento delle competenze accende il dibattito sul trattamento degli informatici forensi, figure esperte fondamentali per il corretto andamento di indagini e procedimenti giudiziari: un grido d’allarme dal settore che lamenta norme troppo vetuste

27 Apr 2022
Maria Pia Izzo

C.T. Informatica Forense - Tribunale e Procura di Monza, Titolare Atlan66, socio ONIF

Paolo Reale

Ingegnere, Presidente ONIF

giustizia_450430597

Uno scenario critico: è quello in cui operano gli informatici forensi, professionisti privati al servizio delle Procure e dei Tribunali che hanno lanciato un grido di allarme sul tema dei compensi, raccolto da numerose altre categorie di professionisti al servizio della Giustizia. Una situazione a macchia di leopardo che incide in maniera altrettanto disomogenea sulla prestazione professionale del consulente. La normativa di riferimento è vecchia di quarant’anni, obsoleta, e viene applicata ad uno dei settori a più alto tasso di innovatività e velocità di aggiornamento.

L’associazione ONIF, l’Osservatorio Nazionale di Informatica Forense, si è fatta carico di sensibilizzare il legislatore sulla necessità di intervenire in questi ambiti, portando alla formulazione di una proposta di legge orientata soprattutto alla valorizzazione delle competenze, ma l’iter di discussione in Commissione Parlamentare non è mai stato avviato.

Eppure, già in troppi ambiti si sono riscontrati i danni provocati dalla mancata volontà a riconoscere le competenze: questo è solo uno dei tanti, troppi effetti collaterali, di cui manca consapevolezza a livello dell’opinione pubblica, che interviene solo per gridare allo scandalo, o per i tempi della giustizia che si allungano, o per gli eventuali errori intervenuti, o per altre ragioni ancora, senza cogliere né comprendere che ogni effetto ha una sua causa. Perché in ambito sanitario, chi può permettersi i costi della sanità privata, là dove viene riconosciuta come eccellente, può farlo. Ma non quando viene coinvolto in un processo.

Responsabilità giuridica di enti artificiali: è l’ora di superare pregiudizi antichi

Informatici forensi, come viene regolata l’attività

La disciplina vigente in materia di compenso ai Consulenti Tecnici è il DPR 115 del 30.5.2002, il quale prevede che i compensi possano essere definiti alternativamente a percentuale sul valore della causa (nei settori non penalistici, evidentemente), in misura predeterminata prevista dalla legge (fissa o variabile) oppure commisurati al tempo (vacazioni). Tuttavia, il D.P.R. del 2002 si è limitato a convertire tali corrispettivi dalle lire in euro mentre la disciplina che li aveva concretamente definiti risale al 1988, periodo storico nel quale l’Informatica Forense non esisteva nemmeno.

WHITEPAPER
Coinvolgi i tuoi dipendenti con una formazione che guardi alle loro esigenze, ecco come!
Risorse Umane/Organizzazione
Competenze Digitali

I compensi

Il D.P.R. 352/88 prevede, per quelle professioni per cui non sono indicate specifiche tabelle, un compenso residuale “a vacazione” di 14,68 euro per la prima vacazione e di 8,15 euro per ciascuna delle vacazioni successive fino ad un massimo di 4 vacazioni giorno (ovvero 8 ore lavorative). La situazione prospettata pone grossi problemi: i dispositivi sottoposti a sequestro vengono consegnati al consulente per l’espletamento dell’attività tecnica delegata quindi il C.T., entrando a pieno titolo nella chain of custody (catena di custodia), ne diventa custode giudiziale, con tanto di obblighi di garanzia della sicurezza degli ambienti, cassaforti, porte blindate, sistemi di allarme, obblighi che impattano 24/7 sul professionista.

Una volta acquisito il dato, le medesime garanzie si applicano ai dati digitali, imponendo una impeccabile struttura informativa, garanzie di continuità e ridondanza del dato, rispetto del GDPR, ecc… anche questi elementi che impattano 24/7 in termini di costi e garanzie sul consulente a fronte di un sistema che paga, al massimo, 8 ore al giorno. Senza contare che l’informatica forense richiede forti investimenti nell’innovazione tecnologica nonché l’acquisto di licenze software annuali molto costose per il mantenimento dei sofisticati programmi di supporto all’attività.

Esempi pratici

A titolo di esempio, qualunque professionista che impieghi quattro giorni lavorativi al fine di formulare un parere motivato e ragionato, ovvero 32 ore di lavoro, fra acquisizione forense, analisi del fascicolo, approfondimento sulla tematica specifica e stesura della relazione, si vedrà riconosciuto come compenso per il proprio lavoro ben 136.93 euro al lordo delle imposte. In teoria.

Perché capita, soprattutto nel settore penale, che il magistrato incaricante ridetermini la liquidazione sacrificando le richieste del consulente, seppur legittime, sull’altare dell’economia processuale. Tagli del 30, 40, 50 e in alcuni casi 70% non sono eventi poi così rari in questo settore, per non parlare dei tempi di pagamento, che mediamente superano l’anno. Non è raro, fra l’altro, che si arrivi ad un numero di anni anche superiore: i pagamenti dei consulenti vengono effettuati attingendo ad un budget predefinito, terminato il quale nessun pagamento viene più corrisposto fino al momento in cui non verrà destinato un nuovo budget. Che non di rado significa “l’anno successivo”: alcune amministrazioni, per esempio, stanno pagando adesso (aprile 2022) i compensi relativi alle fatture del 2020 rimaste inevase. Con buona pace del rispetto delle scadenze.

La carenza di periti

Tutto questo ha di fatto provocato una “fuga di cervelli” e i professionisti più accreditati spesso accettano di operare per il settore pubblico solo per casi più interessanti, impossibilitati per evidenti ragioni a prestare la propria professionalità al servizio della giustizia, che invece ne ha bisogno. Il problema sollevato dagli Informatici non è isolato: medici legali, genetisti, psicologi, traduttori, sostanzialmente tutti i professionisti al servizio della Giustizia lamentano la stessa situazione, e spesso si trovano a disertare le richieste delle Procure.

Perché i compensi vengono decurtati

Le motivazioni delle decurtazioni apportate dai vari magistrati sono impossibili da ricondurre ad un unico vulnus giuridico: alcuni invocano la pluralità di incarichi ad un unico consulente, e quindi la necessità di rideterminare tutte le liquidazioni ai fini dell’economia processuale (senza considerare che essa dipende proprio dall’esiguo numero di consulenti disponibili e preparati), altri ritengono che l’attività sia svolta in maniera meccanica senza bisogno di particolari specializzazioni, altri ancora decurtano suggerendo al consulente di fare ricorso per veder riconosciute le proprie ragioni.

Eppure, a riguardo le norme sono chiarissime: il Ministero di Giustizia ha chiarito con una circolare già nel 2006 che la pluralità di incarichi non è motivo legittimo di decurtazione delle vacazioni. Il consulente è un libero professionista ed in molti casi una ditta con dipendenti: sarebbe antieconomico impegnare per un solo “caso” un’intera azienda per diversi mesi al prezzo di 32 euro giornalieri lordi, allo scopo di fornire consulenza informatica su decine e decine di dispositivi di cui spesso bisogna anche eseguire l’analisi investigativa dei contenuti. E l’analisi investigativa comporta la “digestione” di centinaia di migliaia di documenti e foto, centinaia di migliaia di video, centinaia di migliaia di messaggi testuali e audio da trascrivere: tutti elementi che non sempre è possibile esaminare attraverso l’uso di parole chiave e che sempre più spesso vanno analizzati uno per uno nella loro interezza se si vuole fare un “lavoro a regola d’arte”.

Le norme sono chiarissime anche in tema di tariffe, per quanto siano esigue (artt. 50 e ss. DPR 115/2002) e riguardo all’esiguità del compenso si è espressa più volte la Corte Costituzionale (sentenze n. 102/2021 e 192/2015), sollecitando il Legislatore ad una revisione organica delle spese di Giustizia.

Informatici forensi, possibili soluzioni

L’unica arma a disposizione del consulente, in questo momento, è quella del ricorso avverso la liquidazione operata dal P.M. ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. 150/2011: strada che spesso da soddisfazioni ma che allunga ulteriormente i tempi di liquidazione e non risolve il problema di base ossia l’oggettiva inadeguatezza delle tariffe riconosciute dal Testo Unico.

Va detto però che risulta difficile, in un sistema siffatto, trovare soluzioni di facile applicazione in quanto è evidente che sarebbe necessaria una riforma strutturale: un sistema che prevede il pagamento di pochi euro lordi all’ora, incurante del tipo di attività, della natura delle competenze necessarie, delle qualifiche del professionista che opera, dell’esito delle attività stesse e di qualunque altro parametro, è un sistema livellato verso il basso.

Eppure, si tratta della Giustizia. Non esiste meritocrazia, non esiste il riconoscimento delle competenze, non esiste il concetto di valore né di esperienza riconosciuta o requisiti minimi per l’esercizio della professione, tutti elementi invece auspicati dalla stessa Corte Costituzionale al fine di “assicurare un livello di precisione tecnica e di attendibilità dei risultati delle indagini confacente alla complessità della materia e alla delicatezza degli interessi coinvolti” (cfr di nuovo Corte Cost. n. 102/2021). Alcune Procure, autonomamente, hanno approvato dei tariffari interni per le operazioni di acquisizione forense: un passo importante di riconoscimento che ha “sbloccato” alcune fasi del lavoro. Tuttavia nulla ancora è stato definito per regolamentare e tariffare la fase di “analisi investigativa”, elemento essenziale che spesso la Polizia Giudiziaria, per carenza di mezzi tecnologici e tempi/uomo, non riesce ad eseguire in autonomia.

Serve un confronto politico

Sarebbe quanto mai importante avviare un confronto a livello politico, coinvolgendo tutti i cosiddetti stakeholder, al fine di raccogliere puntualmente le criticità, le possibili soluzioni, i compromessi, e i suggerimenti utili a definire un percorso normativo che possa finalmente consentire di superare l’impasse attuale. Impasse che, non lo si dimentichi, riguarda tutti i professionisti che lavorano per la Giustizia.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
PA
Sostemibilità
Analisi
Formazione
Salute digitale
Sicurezza
Sostenibilità
Digital Economy
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3