La guida

Processi telematici: lo stato dell’arte su progressi e ostacoli

L’emergenza coronavirus ha portato a sviluppare forme di digitalizzazione della giustizia su cui è opportuno riflettere per il futuro: ecco le condizioni attuali

11 Mag 2020
Ione Ferranti

Studio legale Ferranti

processo amministrativo telematico

La caotica normativa per il contenimento dell’epidemia coronavirus – consistente in una moltitudine di misure straordinarie e urgenti per contrastare la pandemia, anche attraverso la compressione di diritti fondamentali[1] – ha dato una sferzata al processo di rinnovamento della giustizia italiana. La telematizzazione dei processi può essere letta come un capitolo della più ampia opera di digitalizzazione della giustizia e, più in generale, della pubblica amministrazione[2]. Vediamo qual è la situazione ad aprile 2020.

Cosa prevede la normativa

La normativa Covid-19 si propone, fra l’altro, di contenere gli effetti della pandemia COVID-19 sullo svolgimento dell’attività giudiziaria in modo da evitarne l’arresto, cadenzando la fase emergenziale in due spazi temporali:

  • un periodo cosiddetto “cuscinetto” (dal 9.3.2020 al 15.4.2020) nel quale sono sospesi una serie di termini e di attività giurisdizionali, con svolgimento dei procedimenti a carattere urgente;
  • un successivo arco temporale (dal 16.4.2020 al 30.6.2020) nel quale il quadro dell’attività giurisdizionale è tracciato dal Capo dell’ufficio giudiziario, di intesa con la ASL competente e altre Istituzioni [3].

La normativa predetta prevede, fra l’altro, misure in tema di ampliamento della digitalizzazione del processo e dei procedimenti di competenza degli Uffici giudiziari. Per il periodo successivo (dal 16.4.2020 al 30.6.2020), il d.l. n. 18/2020 affida ai Capi degli Uffici e ai dirigenti amministrativi il compito di scegliere soluzioni organizzative di contenimento dell’epidemia, attuando misure precauzionali con provvedimenti, fra l’altro, di:

  • regolamentazione dell’accesso ai servizi previa prenotazione anche tramite mezzi di comunicazione telefonica o telematica;
  • previsione dello svolgimento a distanza delle udienze civili e penali facendo largo uso degli strumenti informatici forniti dalla direzione generale dei sistemi informativi e automatizzati.

Le disposizioni in materia di giustizia digitale

In particolare, le norme contenute negli artt. 83-85 d.l. n. 18/2020 sono dirette, fra l’altro, a contenere gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria, prorogando alcune disposizioni già contenute nel d.l. n. 11/2020[4]. Con specifico riferimento al tema della giustizia digitale, per quanto di interesse, la nuova normativa, fra l’altro, prevede:

  • la possibilità di svolgimento delle udienze civili a distanza mediante collegamenti da remoto;
  • dal 9.3.2020 al 30.6.2020, il deposito telematico anche degli atti e dei documenti di cui al comma 1 bis dell’art. 16 bis d.l. n. 179/2012 conv. in l. n. 221/2012, negli Uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico;
  • il pagamento del contributo unificato e dell’anticipazione forfettaria (di cui agli artt. 14 e 30 d.P.R. n. 115/2002) con sistemi telematici di pagamento anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all’art. 5 comma 2 Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs n. 82/2005, “CAD”);
  • dal 9.3.2020 al 30.6.2020, la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della Giustizia (“DGSIA”), applicate in quanto compatibili le norme di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’art. 146 bis d.lgs n. 271/1989, ferma l’applicazione dell’art. 472 comma 3 c.p.p.;
  • le comunicazioni e le notificazioni relative agli avvisi e ai provvedimenti adottati nei procedimenti penali ex art. 83 d.l. n. 18/2020 e art. 10 d.l. n. 9/2020 sono effettuate attraverso il sistema di notificazioni e comunicazioni telematiche penali ai sensi dell’art. 16 d.l. n. 179/2012 conv. in l. n. 221/2012 o attraverso sistemi telematici individuati e regolati con provvedimento DGSIA;
  • le comunicazioni e le notificazioni degli avvisi e dei provvedimenti agli imputati e alle altre parti indicati al comma 13 art. 83 d.l. n. 18/2020 sono eseguite mediante l’invio all’indirizzo di posta elettronica certificata di sistema del difensore di fiducia, ferme restando le notifiche che per legge si effettuano presso il difensore d’ufficio;
  • tutti gli uffici giudiziari sono autorizzati all’utilizzo del Sistema di notificazioni e comunicazioni telematiche per le comunicazioni e le notificazioni telematiche penali per le comunicazioni e le notificazioni di avvisi e provvedimenti indicati ai commi 13 e 14 art. 83 d.l. n. 18/2020 senza necessità di ulteriore verifica o accertamento di cui all’art. 16 comma 10 d.l. n. 179/2012 conv. con modif. in l. n. 221/2012;
  • il Giudice amministrativo delibera in camera di consiglio, se necessario, avvalendosi di collegamenti da remoto;
  • dall’8.3.2020 al 30.6.2020, è sospeso l’obbligo di deposito della copia cartacea nel processo amministrativo telematico (“p.a.t.”), di cui all’art. 7 comma 4 d.l. n. 168/2016 conv. con modif. in l. n. 197/2016;
  • le disposizioni degli artt. 83 e 84 d.l. n. 18/2020 si applicano, in quanto compatibili e non contrastanti con le disposizioni recate dall’art. 85 d.l. n. 18/2020 al processo contabile telematico (“p.co.t.”);
  • la previsione dello svolgimento a distanza di determinate udienze del p.co.t.

Processo civile telematico

Pur essendo attivo ormai da diversi anni, il p.c.t. ha subito nuove implementazioni, finalizzate non solo alla messa in opera negli Uffici dei Giudici di Pace e della Corte di Cassazione ma soprattutto al futuro raggruppamento di tecnologie e di funzionalità, che consentirà la condivisione di dati e di documenti in maniera circolare all’interno della Magistratura, con un sempre maggiore coinvolgimento dell’Avvocatura[5]. Il 10.7.2019, il Dipartimento Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati ha diffuso una nota di comunicazione dell’avvio della fase di sperimentazione dell’invio delle comunicazioni e notificazioni telematiche per tutti gli Uffici del Giudice di Pace[6]. Il 17.6.2019, il SIGP (Registro Informatico degli Uffici dei Giudici di Pace) è stato integrato con un modulo che consente alle Cancellerie di effettuare le notificazioni e le comunicazioni telematiche alle parti e agli ausiliari del Giudice.

Il p.c.t. non è ancora attivo in Cassazione, anche se è già cominciata una prima fase di sperimentazione. Con una nota 25.9.2019, il Portale dei Servizi Telematici (PST) del Ministero della Giustizia ha messo a disposizione sul proprio sito gli schemi XSD degli atti introduttivi e successivi presso la Corte di Cassazione, rendendo così possibili i test di deposito telematico di atti processuali. Si tratta di una fase sperimentale di deposito telematico speculare alla sperimentazione del Desk del consigliere[7]. Le peculiarità del rito di legittimità impongono una progettazione ad hoc del p.c.t. dinanzi alla Corte di cassazione. L’udienza camerale non partecipata e de plano celebrata a distanza è già una realtà anche in Corte di Cassazione (v. più approfonditamente infra). Come già accennato, la normativa d’urgenza Covid-19, fra l’altro, prevede:

  • agli Uffici che hanno già attivo il deposito telematico in p.c.t. a valore legale, l’estensione del deposito telematico anche per gli atti introduttivi (art. 83 comma 11 d.l. n. 18/2020). Si tratta di un significativo ampliamento di sistemi informatici già in uso presso gli Uffici giudiziari, largamente utilizzati. L’obbligo di deposito telematico era vigente solo per gli atti endoprocessuali, per il ricorso per decreto ingiuntivo e per le iscrizioni a ruolo dei procedimenti esecutivi[8].
  • ai medesimi Uffici e in relazione ai procedimenti oggetto di deposito telematico, è previsto l’obbligo di versamento del contributo unificato mediante pagamento telematico, anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all’art. 5 comma 2 CAD (art. 83 comma 11 secondo periodo d.l. n. 18/2020);
  • la possibilità di assicurare la partecipazione alle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti a distanza (v. più ampiamente infra) “mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia” [art. 83 comma 7 lett. f) d.l. n. 18/2020].

Processo penale telematico

Già da tempo, l’attestazione ex art. 335 c.p.p. può essere richiesta via p.e.c. (sia dal diretto interessato, persona fisica o giuridica, sia dal difensore munito di procura speciale) e viene rilasciata via PEC. Per quanto concerne il S.I.C.P. (Registro della cognizione penale), è attivata la funzionalità che consente la trasmissione telematica dell’avviso di deposito della sentenza (ex art. 548 c.p.p.) e la visibilità in automatico dell’estratto della medesima. È operativa la funzionalità che consente l’interoperabilità fra il Portale Notizie di Reato, il registro S.I.C.P.-RegeWeb e il gestore documentale TIAP-Document@ e, quindi, un flusso informatico (invio notizia di reato, ricezione/validazione, creazione fascicolo digitale) che costituisce l’embrione del p.p.t.

La normativa d’urgenza COVID-19 ha ampliato la digitalizzazione del p.p.t., prevedendo l’estensione delle comunicazioni e delle notificazioni degli avvisi del processo penale in via telematica al difensore di fiducia anche dell’imputato e delle altre parti processuali, mediante sistemi telematici individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della Giustizia (art. 83 commi 13, 14 e 15 d.l. n. 18/2020). La stessa prevede la possibilità di assicurare la partecipazione de remoto delle persone detenute non solo con multivideo conferenza ma anche con collegamenti più agili, sempre utilizzando infrastrutture tecnologiche individuate dal Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia (art. 83 comma 12 d.l. n. 18/2020). Infine, è previsto che le norme dettate dall’art. 83 d.l. n. 18/2020, in quanto compatibili, si applicano anche ai procedimenti relativi alla Magistratura militare (cfr. art. 83 comma 21 d.l. n. 18/2020) e, quindi, al processo penale militare.

Processo amministrativo telematico

La possibilità di svolgere udienze telematiche – sia per le camere di consiglio che per le udienze pubbliche – non è prevista dalla disciplina ordinaria del p.a.t., che trova la sua principale fonte di regolamentazione nel d.P.R. n. 40/2016. Infatti, quest’ultimo, emanato in attuazione dell’art. 13, co. 1, dell’Allegato 2 al c.p.a., contiene il Regolamento recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico.

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Dal primo gennaio 2017, tutti gli atti dei processi amministrativi devono essere obbligatoriamente depositati per via telematica. L’art. 136 c.p.a. prevede che, dall’entrata in vigore del p.a.t., “tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale”. La disciplina del p.a.t. affonda le sue origini nel CAD. Il p.a.t., pur essendo caratterizzato da un grado di digitalizzazione pressoché totale, non prevede ancora la possibilità di tenere udienze a distanza. Il comma 5 dell’art. 3 d.l. n. 11/2020 aveva previsto, in via transitoria, la possibilità di tenere le udienze del p.a.t. sia quelle pubbliche che quelle camerali a distanza. L’art. 3 d.l. n. 11/2020 è stato abrogato a far data dal 17.3.2020[9].

Il d.l. n. 18/2020 prevede, per quanto di interesse, che “il giudice delibera in camera di consiglio, se necessario avvalendosi di collegamenti da remoto. Il luogo da cui si collegano i magistrati e il personale addetto è considerato camera di consiglio a tutti gli effetti di legge” (cfr. art. 84 comma 6 d.l. n. 18/2020). Pertanto, nel nuovo testo è scomparsa la previsione dello svolgimento delle udienze (sia pubbliche che camerali) da remoto ed è stata introdotta la possibilità (ben più limitata) di svolgimento a distanza delle camere di consiglio – se necessario – nelle quali i magistrati del collegio discutono e decidono fra loro l’esito dei giudizi.

Con una nota del 13.3.2020 (Prot. n. 6305 avente per oggetto “Udienze telematiche”), il Segretario Generale della Giustizia Amministrativa ha fornito prime indicazioni per lo svolgimento delle udienze tramite “collegamenti da remoto con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell’udienza”[10]. Per la trattazione a distanza delle udienze camerali e pubbliche, la Nota già menzionata suggerisce l’utilizzo di collegamenti in videoconferenza mediante i programmi Microsoft Teams o Skype for business, facendo in ogni caso salva la scelta di diversi strumenti di collegamento remoto quali le chiamate telefoniche in call conference. Per lo svolgimento a distanza delle camere di consiglio fra magistrati del collegio, per ragioni di sicurezza e di riservatezza delle comunicazioni a garanzia del segreto della camera di consiglio (nonché per evitare il sovraccarico della rete internet della Giustizia amministrativa), la Nota suggerisce il ricorso ad apparecchi che consentano collegamenti telefonici in audio conferenza; in particolare, la Nota indica di effettuare la call conference o audio conferenza mediante collegamenti telefonici di audio conferenza con il telefono cellulare di servizio. In via subordinata, la camera di consiglio può essere celebrata mediante l’utilizzo di sistemi di collegamento audio di gruppo con chiamate tramite WhatsApp (che consente al massimo 4 partecipanti ed è, quindi, sconsigliata per le camere di consiglio del Giudice di appello).

Processo tributario telematico

Per potere eseguire il deposito del ricorso/appello e degli altri atti processuali in modalità telematica è necessario registrarsi all’applicazione processo tributario telematico (p.t.t.) del Sistema informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT). Per la registrazione al p.t.t. è indispensabile avere: la connessione a Internet, la firma digitale e la casella di p.e.c. A seguito della registrazione, è possibile accedere al p.t.t. per la trasmissione dei documenti/atti (tramite un sistema di upload) i quali vanno a costituire il fascicolo processuale informatico, consultabile online dal giudice e dalle parti del processo (contribuenti, professionisti, enti impositori).

Va ricordato che, dal 2018, nel p.t.t. è prevista la possibilità di svolgere a distanza l’udienza pubblica (v. art. 16 comma 4 d.l. n. 119/2018 conv. con modif. in l. n. 136/2018). Più dettagliatamente, nel p.t.t. la partecipazione delle parti all’udienza pubblica (di cui all’art. 34 d.lgs. n. 546/1992) può avvenire a distanza, su apposita richiesta formulata da almeno una delle parti nel ricorso o nel primo atto difensivo, mediante un collegamento audiovisivo tra l’aula di udienza e il luogo del domicilio indicato dal contribuente, dal difensore, dall’ufficio impositore o dai soggetti della riscossione con modalità tali da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di udire quanto viene detto. Il luogo dove la parte processuale si collega in audiovisione è equiparato all’aula di udienza. Con uno o più provvedimenti del direttore generale delle finanze, sentito il Consiglio di Presidenza della Giustizia tributaria e l’Agenzia per l’Italia Digitale, sono individuate le regole tecnico-operative per consentire la partecipazione all’udienza a distanza, la conservazione della visione delle relative immagini, e le Commissioni tributarie presso le quali attivare l’udienza pubblica a distanza. Almeno un’udienza per ogni mese e per ogni sezione è riservata alla trattazione di controversie per le quali è stato richiesto il collegamento audiovisivo a distanza.

Tuttavia, prima dell’emanazione della normativa d’urgenza COVID-19, non risulta che tale disposizione non aveva mai avuto attuazione concreta. Le norme dettate dall’art. 83 d.l. n. 18/2020, in quanto compatibili, si applicano anche ai procedimenti relativi alle Commissioni tributarie (cfr. art. 83 comma 21 d.l. n. 18/2020).

Processo contabile telematico

Dal 2016, per i giudizi innanzi alla magistratura contabile è divenuto obbligatorio – sia nei confronti dell’amministrazione sia delle parti – l’utilizzo della posta elettronica certificata per il deposito, l’invio e la ricezione di comunicazioni e notifiche degli atti processuali. Il 7.10.2016 è entrato in vigore il Codice della giustizia contabile (d.lgs n. 174/2016; “c.g.c.”), nel quale, fra l’altro, è previsto che nella giustizia contabile, ove non diversamente previsto, si applichino le regole e le specifiche tecniche del processo civile telematico[11]. Segnatamente, l’art. 6 (rubricato Digitalizzazione degli atti e informatizzazione delle attività) c.g.c. prevede, fra l’altro, che i giudizi dinanzi alla Corte dei conti sono svolti mediante le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Gli atti processuali, i registri, i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari, dei difensori, delle parti e dei terzi sono previsti quali documenti informatici e sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge, purché sia garantita la riferibilità soggettiva e l’integrità dei contenuti, in conformità ai principi stabiliti nel CAD. I decreti di cui all’articolo 20 bis d.l. n. 179/2012 conv. con modif. in l. n. 221/2012 (che stabiliscono indicazioni tecniche, operative e temporali) disciplinano, in particolare, le modalità per la tenuta informatica dei registri, per l’effettuazione delle comunicazioni e notificazioni mediante p.e.c. o altri strumenti di comunicazione telematica, le modalità di autenticazione degli utenti e di accesso al fascicolo processuale informatico, nonché le specifiche per la sottoscrizione in forma digitale degli atti e dei provvedimenti del giudice e per la formazione, il deposito, lo scambio e l’estrazione di copia di atti processuali digitali, con garanzia di riferibilità soggettiva, integrità dei contenuti e riservatezza dei dati personali.

Tuttavia, a tutt’oggi, l’accesso dell’avvocato al fascicolo informatico del p.co.t. richiede l’autenticazione tramite Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), con facoltà di visionare ed estrarre copia dei documenti informatici (per i soli giudizi in cui risulta registrata procura a suo nome).

Anche il processo di digitalizzazione del processo contabile ha subito un’accelerazione per effetto della normativa d’urgenza COVID-19, la quale prevede, fra l’altro, lo svolgimento delle udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti, ovvero delle adunanze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai rappresentanti delle amministrazioni, mediante collegamenti da remoto, con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione all’udienza ovvero all’adunanza, anche utilizzando strutture informatiche messe a disposizione da soggetti terzi o con ogni mezzo di comunicazione che, con attestazione all’interno del verbale, consenta l’effettiva partecipazione degli interessati [cfr. art. 85 comma 3 lett. e) d.l. n. 18/2020].

Udienza a distanza

Non è una novità che la videoconferenza può agevolare e rendere più veloci i processi, anche quelli transfrontalieri, riducendone i costi. Nel contesto della giustizia elettronica europea, l’utilizzo della videoconferenza nei procedimenti giudiziari è parte del Piano d’azione in materia di giustizia elettronica europea fin dal 2008[12]. Storicamente, l’assunzione delle prove costituisce l’utilizzo più importante della videoconferenza nei procedimenti transfrontalieri ma lo stesso è utilizzato per l’audizione di testimoni vulnerabili o oggetto di intimidazioni, per le audizioni di esperti. Nell’organizzazione della Giustizia italiana, la videoconferenza è consolidata da diversi anni per celebrare i processi penali che coinvolgono detenuti ritenuti pericolosi e, per i quali, è opportuna la detenzione in carcere, evitando gli spostamenti in aule giudiziarie.

Va ricordato altresì che già l’art. 95 comma 3 del R.D. n. 267/1942 (c.d. “legge fallimentare”, come integrata dal d.l. n. 59/2016 conv. con modif. in l. n. 119/2016) prevede che il Giudice delegato, in relazione al numero di creditori e all’entità del passivo, può stabilire che “l’udienza sia svolta in via telematica con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi”.

Il d.l. n. 18/2020 fa riferimento a collegamenti da remoto regolati dal DGSIA per celebrare le udienze a distanza. Con provvedimento del 10.3.2020, il DGSIA ha disposto che le udienze civili possono svolgersi mediante collegamenti da remoto organizzati dal giudice utilizzando gli applicativi Skype for business e Teams di Microsoft. In altri termini, la partecipazione all’udienza telematica avviene esclusivamente mediante videoconferenza, con l’utilizzo del software Teams di Microsoft o Skype for business tramite collegamento a un link (link esteso all’aula virtuale) che viene comunicato dal Giudice alle parti. L’utilizzo del software per l’accesso alla stanza virtuale è gratuito, non richiede registrazioni, inserimento di credenziali né sottoscrizione di abbonamenti. L’utente deve dotarsi unicamente di un dispositivo (PC, Tablet o smartphone) munito di videocamera e microfono.

Con decreto n. 44/2020, il Primo Presidente della Corte di Cassazione ha, fra l’altro, disposto fino al 15.4.2020 che per la celebrazione delle udienze penali non partecipate e de plano, nei casi previsti dall’art. 83 comma 3 d.l. n. 18/2020, è consentito l’utilizzo degli strumenti di collegamento sicuro da remoto. Per il periodo successivo al 16.4.2020 si procede con le stesse modalità per la trattazione dei procedimenti camerali, civili e penali, non partecipati e de plano (che saranno individuati con le misure organizzativa ex art. 83 commi 6 e 7 d.l. n. 18/2020)[13].

Conclusioni: verso un cyber-diritto processuale

L’accelerazione data dalla normativa d’urgenza COVID-19 al processo di digitalizzazione dei processi – civili, penali, amministrativi, contabili e tributari – va considerata positivamente, se i risultati raggiunti, in via transitoria, nella situazione di emergenza verranno definitivamente consolidati e stabilizzati. È opportuna altresì un’opera di coordinamento fra la normativa processuale e la normativa sui processi telematici, accompagnata da una semplificazione dei procedimenti telematici e da un ammodernamento di istituti processuali superati dal progresso tecnologico.

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Note

  1. V. F. Pizzetti, A rischio le libertà dei cittadini, urgente un intervento giuridico, 23.3.2020, in AgendaDigitale.eu, il quale ha rilevato che nell’ordinamento italiano, dal 31.1.2020 (quando una delibera del Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per l’epidemia COVID-19), si è aperta “una fase molto caotica di procedimenti normativi, legati alla lotta a tale emergenza, che pone numerosi problemi di rapporto fra le fonti dell’ordinamento e, quel che più conta, di tutela o compressione dei diritti fondamentali dei cittadini”.
  2. A. Longo, Innovazione causa virus: segni di un’Italia che ce la può fare, editoriale del 24.3.2020, AgendaDigitale.eu.
  3. Cfr. le prime indicazioni di carattere applicativo dettate dalla Circolare 19.3.2020 del Capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi con le allegate Linee guida sulle misure di svolgimento dell’attività lavorativa, p. 3, su cui v. M. Reale, Coronavirus: lo svolgimento da remoto delle udienze civili e penali, 24.3.2020.
  4. G. Vitrani, Processo civile telematico, la rivoluzione digital nell’emergenza coronavirus: lo scenario, 23.3.2020 
  5. V. Relazione del Ministro sull’amministrazione della Giustizia per l’anno 2019, ai sensi dell’art. 86 R.D. n. 12/1941 .
  6. Cfr. Nota 10.7.2019 Prot. n. 19949 del Dipartimento Generale per i Sistemi Informativi Automatizzati. Per completezza, va ricordato che il d.lgs n. 116/2017 prevede, fra l’altro, un significativo ampliamento delle competenze del Giudice di Pace in materia civile. La riforma entrerà in vigore il 31.10.2025 ex art. 32 comma 3 d.lgs n. 116/2017. A decorrere dal 31.10.2021, ai procedimenti civili contenziosi, di volontaria giurisdizione e di espropriazione forzata introdotti dinanzi al Giudice di Pace a norma dell’art. 27 si applicano le disposizioni, anche regolamentari, in materia di processo civile telematico per i procedimenti di competenza del tribunale vigenti alla medesima data.
  7. Cfr. P. Gori, Verso il processo telematico in Cassazione, 12.3.2020 
  8. Cfr. M. Reale, Emergenza Coronavirus: il D.L. 11/2020 rende obbligatorio il deposito telematico di tutti gli atti, 13.3.2020.
  9. L’art. 3 d.l. n. 11/2020 (abrogato dal 17.3.2020) al comma 5 prevedeva che, nel caso in cui fosse stata chiesta la discussione in udienza camerale o in udienza pubblica, si poteva “in ragione motivata della situazione concreta di emergenza sanitaria” e in deroga a quanto previsto dal c.p.a., “consentire lo svolgimento delle udienze pubbliche e camerali che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante collegamenti da remoto con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei difensori alla trattazione dell’udienza, assicurando in ogni caso la sicurezza e la funzionalità del sistema informatico della giustizia amministrativa e dei relativi apparati e comunque nei limiti delle risorse attualmente assegnate ai singoli uffici. In tal caso è assicurato congruo avviso dell’ora e delle modalità di collegamento. Si dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta l’identità dei soggetti partecipanti e la libera volontà delle parti. Il luogo da cui si collegano magistrati, personale addetto e difensori delle parti è considerato aula di udienza a tutti gli effetti di legge. Di tutte le operazioni è redatto processo verbale”.
  10. V. F. D’Alessandri, Coronavirus: vademecum della Giustizia Amministrativa per tenere le udienze da remoto, 23.3.2020, al quale sono allegati la Nota del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa e il relativo Vademecum per le udienze in video conferenza.
  11. V. V. Carollo-M. Reale, Processo Contabile Telematico, il punto: siamo agli inizi, 22.12.2017 
  12. Cfr. La videoconferenza nel contesto della giustizia elettronica europea e il Piano d’azione in materia di giustizia elettronica europea approvato dal Consiglio nel novembre 2008. Inizialmente, l’impiego dello strumento della videoconferenza è stato previsto per le audizioni dei testimoni, esperti o vittime dalla seguente legislazione: art. 10 Convenzione 29.5.2000 relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’UE; artt. 10 par. 4 e 17 par. 4 Reg. (CE) n. 1206/2001 del Consiglio 28.5.2001 relativo alla cooperazione fra le Autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell’assunzione delle prove in materia civile e commerciale; art. 9 par. 1 Dir. 2004/80/CE del Consiglio 29.4.2004 relativa all’indennizzo delle vittime di reato; artt. 8 e 9 par. 1 del Reg. (CE) n. 861/2007 del Parlamento europea e del Consiglio 11.7.2007 che istituisce un procedimento europeo per le controversie di modesta entità; art. 11 par. 1 Decisione-quadro 2001/220/GAI del Consiglio 15.3.2001 relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale. V. ora Piano d’azione 2019-2023 in materia di giustizia elettronica europea.
  13. Cfr. decreto n. 44/2020 del Primo Presidente della Corte di Cassazione e il comunicato-stampa 24.3.2020 relativo alla prima celebrazione a distanza di adunanza camerale penale.
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