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Le novità

La firma grafometrica del notariato, tutto quello che c’è da sapere

di Eugenio Stucchi, Commissione informatica del Consiglio Nazionale del Notariato

25 Lug 2017

25 luglio 2017

Da quasi venti anni tutti i notai italiani usano quotidianamente la firma digitale. Il notariato, attraverso la sua società informatica Notartel, ha anche progettato e sviluppato un proprio sistema di firma grafometrica, iStrumentum, che consente a chiunque di sottoscrivere atti, firmando come su carta

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La firma grafometrica è un tipo di normale firma “olografa” vale a dire vergata a mano dal sottoscrittore, che però si distingue per essere apposta non su carta ma su una apposita tavoletta elettronica a mezzo di una speciale penna anch’essa elettronica. E’ bene tuttavia a tal proposito fare un po’ di chiarezza. E’, infatti, ormai esperienza comune di tutti il fatto di sottoscrivere documenti o ricevute su tavolette dalle fogge e dimensioni più varie e con penne o stilo anch’essi dalle forme e funzioni più disparate, financo con il semplice dito.

Non tutte tali tipologie di firme tuttavia possono qualificarsi come vera firma grafometrica. La vera firma grafometrica infatti è quel tipo di firma che grazie ad una combinazione di hardware e software specificamente progettati, oltre a catturare il semplice tratto grafico della firma, cattura per così dire “sotto il cofano” anche tutta una serie di parametri biometrici relativi alla sottoscrizione idonei a qualificarla ed a renderla unica ed irriproducibile. Gli esperti a tal proposito parlano di biometria comportamentale, vale a dire quella tipologia di dati biometrici che non dipendono da misure o caratteristiche fisiche, ma appunto dal mutevole ma sempre riconoscibile comportamento della persona.

Molto in sintesi tali dati sono la semplice posizione della penna sui due assi cartesiani piani, oltre al parametro della pressione e del tempo.

Con queste poche variabili il software è in grado di derivare in ogni istante la velocità della firma, e la sua accelerazione oltre alla sua pressione sul “foglio” ed in qualche caso anche ai tratti in volo che la penna fa senza lasciare tracce visibili.

Il notariato digitale

Il notariato è da tempo all’avanguardia nel mondo della produzione e gestione dei documenti, siano essi cartacei o digitali. Da quasi venti anni tutti i notai italiani usano quotidianamente la firma digitale per tutte le fasi preliminari o successive alla stipula del rogito notarile e da diversi anni molti atti vengono rogati direttamente in forma digitale con l’uso della firma digitale.

Volendo tuttavia rendere la stipula digitale fruibile a tutti, anche ai meno esperti o ai soggetti privi di un certificato di firma digitale, il notariato attraverso la sua società informatica Notartel, ha progettato e sviluppato per tutti i notai d’Italia un proprio sistema di firma grafometrica, iStrumentum che consente a chiunque di sottoscrivere atti in forma nativamente digitale firmando gli stessi nel consueto e familiare modo come se si stesse firmando su carta.

La firma grafometrica notarile

Nel progettare il software ed il processo di firma il notariato ha voluto concentrarsi da un lato sulla semplicità ed intuitività di utilizzo per l’utente finale, che – si voleva – non dovesse fare altro che firmare in modo esattamente uguale a come già faceva su carta, e dall’altro lato nel mantenere invariate ed anzi aumentare tutte le sicurezze e le garanzie che assistono il documento notarile volendo realizzare un sistema di firma che fosse sì moderno e veloce ma anche assolutamente sicuro per l’utente e per la conservazione non solo nel breve ma anche nel lungo e nel lunghissimo periodo.

Dal punto di vista esteriore quindi e del processo si può dire che la firma si svolge in modo esattamente uguale a come già avviene per la normale stipula tradizionale su carta. L’utente, dopo aver ascoltato la lettura dell’atto da parte del Notaio ed ottenute tutte spiegazioni e i chiarimenti necessari, potrà firmare sul dispositivo dedicato (tavoletta) vedendo esattamente il contenuto del documento che sta firmando ed i relativi allegati.

E’ richiesta una firma per il rogito, ed una firma per ogni allegato. Il processo di firma quindi è del tutto identico a quello tradizionale, con il non trascurabile vantaggio di ridurre al minimo le firme necessarie. Si pensi ad esempio ad allegati di decine o a volte centinaia di pagine che possono essere firmati con una sola sottoscrizione.

Dal punto di vista tecnico e tecnologico le novità e gli accorgimenti sono, invece, molteplici. Al fine di rendere il più sicuro possibile il rogito si è scelto di raccogliere assieme al puro tratto grafico, tutti quei dati biometrici comportamentali che rendono ogni singola sottoscrizione unica ed inimitabile e sostanzialmente infalsificabile.

Il software e la tavoletta quindi campionano in ogni istante i dati di pressione e posizione sui tre assi cartesiani, rendendo estrapolabili per ogni istante i dati di velocità ed accelerazione della penna.

Dal punto di vista giuridico di per sé il solo intervento del Pubblico Ufficiale sarebbe stato ed in effetti è di per sé sufficiente ad assicurare fino a querela di falso, e quindi con la più alta sicurezza e tutela possibile per il nostro ordinamento giuridico l’autenticità del documento.

Nell’ordinamento francese ad esempio gli atti notarili sottoscritti con penna e tavoletta elettronica si accontentano di questa sicurezza, raccogliendo il solo tratto grafico della sottoscrizione e null’altro.

Nella soluzione implementata dal Notariato italiano invece si è voluto andare oltre ed assicurare che anche qualora il procedimento di querela di falso venisse posto in essere, la presenza del dato biometrico e l’accuratezza con il quale esso viene acquisito e campionato renda il rogito notarile anche in ambito digitale il documento più sicuro possibile per il nostro ordinamento.

Una specifica tecnologia poi chiamata “legatura digitale” è stata utilizzata per assicurare l’unicità del documento e dei suoi allegati rendendo il tutto un unico inscindibile.

Nel fare tutto questo il Notariato ha messo a punto la citata soluzione in stretta collaborazione con il Garante Privacy al fine di assicurare in ogni istante in uno con la sicurezza anche la tutela ed il rispetto di tutte le prescrizioni in tema di biometria e di tutela dei dati personali.

La conservazione

Una volta sottoscritto il rogito ed assolti in via totalmente telematica tutti gli adempimenti di registrazione, trascrizione, voltura catastale, o tutti gli adempimenti presso il Registro delle Imprese (come per altro avviene da anni per tutti gli atti anche cartacei) il rogito digitale viene inviato a cura del Notaio rogante nel Sistema di Conservazione a Norma del Notariato italiano, il quale in modo centralizzato e standardizzato per tutti i notai italiani si prende in carico di assicurare la conservazione di lungo periodo del rogito, mantenendo la catena del valore delle firme digitali apposte da tutti i sistemi tecnici e tecnologici utilizzati, assicurando la consultabilità e la verificabilità del rogito per il futuro a distanza di tempo potenzialmente anche indeterminata.

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