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Notai: “I nostri open data funzionali a politica e comunicazione”

Tutti i principali registri pubblici riguardanti attività private sono alimentati da atti notarili. Ciò rende i notai i depositari di un completo database che dà la radiografia del Paese utile per gli operatori della comunicazione e per i decisori politici per l’attività legislativa

14 Dic 2017
Michele Nastri

Notaio, Past President di Notartel

conciliaweb - giustizia - controversie

I notai italiani coprono capillarmente tutto il territorio nazionale. Tutti gli atti per i quali è richiesto l’intervento del notaio sono annotati giornalmente nel repertorio degli atti notarili, che dunque racchiude sia le operazioni destinate successivamente ad affluire nelle banche dati dell’Agenzia delle Entrate o del Registro delle Imprese o di altri Enti sia quelle che, per loro natura, non hanno tali destinazioni finali.

E’ questa la ragione per la quale i notai sono considerati importanti fornitori di open data.

Gli open data del notariato

Il valore dell’informazione pubblica è legato strettamente ai soggetti che possono fornirla ed elaborarla. Lo stesso concetto di registro pubblico richiama la necessità che l’immissione del dato sia appannaggio di soggetti qualificati che assumono la responsabilità della loro consistenza e veridicità. Nei sistemi di “civil law”, come il nostro, questo ruolo è affidato prevalentemente ai notai e ai giudici e l’atto autentico, come la sentenza, sono il veicolo privilegiato per l’immissione dei dati nei registri.

Tutti i principali registri pubblici che riguardano le attività private sono alimentati dagli atti notarili, da quelli immobiliari a quelli delle imprese, dal registro delle successioni al registro generale testamenti, da quelli anagrafici a quelli dello stato civile; ciò rende i notai italiani i depositari del più completo database che dà la radiografia del numero delle transazioni, della loro tipologia, del loro valore, nonché delle caratteristiche dei soggetti che le pongono in essere. La raccolta di questi dati “globali” rappresenta dunque un “unicum” in quanto, rispetto all’insieme dei dati di estrazione notarile, gli altri insiemi di dati custoditi da altre istituzioni si presentano come “sottoinsiemi”.

Inoltre, se da un lato è vero che non tutte le attività economicamente rilevanti “transitano” dagli studi notarili, da altro lato è altresì vero che non sfuggono alla rilevazione notarile attività che, pur meno rilevanti sotto il profilo economico, rivestono grande interesse sotto il profilo sociale e demografico.

I dati statistici del notariato

Fino ad ora, però, il notariato non ha mai interrogato sé stesso né ha usato questi dati per conoscersi e far conoscere meglio chi utilizza il lavoro del notaio.

Dal 2016 per la prima volta, a partire dalle informazioni che quotidianamente forniamo alla Pubblica Amministrazione, in formato strutturato ed aperto (xml) abbiamo costruito un data base per raccontarci e raccontare le storie degli italiani, rispettoso della privacy dei notai e dei cittadini perché totalmente anonimo: l’acquisto della casa, i mutui, le donazioni, l’impresa individuale e collettiva, i valori economici delle transazioni che passano nei nostri studi.

Il rapporto dei dati statistici notarili è quindi una fotografia originale che parte dalle transazioni dei privati per descrivere il paese non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociologico, con correttezza e veridicità “notarili”.

Il rapporto è arrivato alla seconda pubblicazione con i dati relativi al primo semestre del 2017 raffrontati con i dati del 2016 e forniremo a breve anche rilevazioni a livello provinciale.

Il database del notariato

I dati raccolti sono quelli ricollegati ai Codici Istat che si trovano riportati nei Repertori notarili e ai Codici Negozio presenti nell’Adempimento Unico oltre a altre informazioni relative alle attività notarili. Il campione si riferisce alle attività degli studi notarili in esercizio; per garantire la migliore qualità dei dati raccolti le rilevazioni sono state effettuate in base ai dati pervenuti che fossero completi di tutte le informazioni relative alla registrazione fiscale, alla trascrizione e  iscrizione  nei registri immobiliari, alla voltura catastale e al pagamento dei tributi dovuti in base all’autoliquidazione del notaio; su questa base sono state così analizzate le transazioni assoggettate a registrazione fiscale dalle quali sono state enucleate quelle riferite alle specifiche analisi oggetto del rapporto: compravendite, mutui, donazioni, impresa e società, valori economici in genere.

Il metodo

La raccolta e l’efficace trattamento dei dati sono avvenuti attraverso l’elevata informatizzazione dell’attività notarile, sia a livello individuale, sia a livello di “istituzione notariato”.

La rilevazione sull’attività notarile è stata condotta dal Settore Informatico del Consiglio Nazionale del Notariato (C.N.N.) tramite una applicazione specifica realizzata da Notartel – Società Informatica del Notariato Italiano. Essa si è svolta presso tutti i notai in esercizio che trasmettono trimestralmente i Dati Statistici Notarili (DSN) sotto forma di files che, in forma anonima, vengono inviati al Sistema di Acquisizione Dati Statistici Notarili del C.N.N.

La rilevazione complessiva degli atti è distinta in funzione del mese di attività, della regione in cui il notaio ha la propria sede, e in alcuni casi dell’età delle parti e del genere. Le rilevazioni per il numero degli abitanti sono state calcolate con riferimento alla popolazione italiana al 1° gennaio 2017, in base ai dati ISTAT al 21 settembre 2017.

In particolare, ai fini del calcolo dei volumi delle compravendite di immobili, i dati si riferiscono alle transazioni contenute in un atto notarile indipendentemente se si tratti del trasferimento di una quota pari o superiore al 50% della proprietà.

Le altre banche dati catastali e di pubblicità immobiliare

I dati della rilevazione dell’attività notarile presentati nel rapporto non sono comparabili con i dati rilasciati dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare. I dati dell’Agenzia delle entrate infatti riguardano le NTN Numero di Transazioni Normalizzate, ovvero ponderate rispetto all’effettiva quota di proprietà oggetto di compravendita, e l’indice di Intensità Mercato Immobiliare, ottenuto dal rapporto tra NTN e la quantità di unità immobiliari esistenti sul mercato. Ciò significa che se di una unità immobiliare è compravenduta una frazione di quota di proprietà, ad es. il 50%, essa non è contata come una transazione, ma come 0,5 transazioni. I dati ISTAT a loro volta si basano su diverse modalità di conteggio in base ai dati statistici che i notai, per legge, sono tenuti a inviare agli Archivi notarili distrettuali.

Al servizio del paese

La raccolta periodica dei Dati Statistici Notarili DSN vuole offrire un ritratto del tutto autonomo e originale dell’attività del notaio e di conseguenza della società civile, sulla base di dati di esclusiva fonte notarile. Essa viene messa a disposizione degli operatori della comunicazione e l’analisi dei dati, poi, può essere d’aiuto ai decisori politici ed essere funzionale alle attività in sede di proposte legislative.

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