La guida

Smart&Start Italia, cos’è e come funziona la misura per l’imprenditoria femminile

La misura Smart&Start Italia punta a promuovere sul territorio nazionale la diffusione di nuove aziende, a sostenere l’innovazione e la valorizzazione della ricerca: per la creazione di imprese femminili è stato disposto un rifinanziamento da 100 milioni di euro

30 Mar 2022
Barbara Maria Barreca

Dottore commercialista e Valutatore di impatto Sociale

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Con il Decreto Interministeriale del 24 novembre 2021, il Ministero per lo Sviluppo Economico di concerto con il Ministro per le pari opportunità e la famiglia sono intervenuti per rifinanziare un’altra misura a sostegno dell’imprenditoria femminile denominata “Smart&Start Italia”, istituita con il Decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 24 settembre 2014 e successive modificazioni e integrazioni.

Tale misura è stata istituita per “promuovere, su tutto il territorio nazionale, le condizioni per la diffusione di nuova imprenditorialità e sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata”. La misura è stata rifinanziata con 100 milioni di euro a valere sulle risorse del PNRR destinate all’investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”.

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Smart&Start Italia, come funziona

Per il momento si è ancora in attesa del provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico che disporrà sull’apertura dei termini e sulle modalità per la presentazione delle domande di agevolazione. Sappiamo però che:

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  • anche in questo caso come già visto per il “Fondo impresa femminile” e la misura “Nito-on” le domande di agevolazione dovranno essere compilate sulla sezione dedicata della piattaforma informatica del Soggetto Gestore e cioè Invitalia
  • l’istruttoria dei piani di impresa viene effettuata sulla base dei criteri individuati nella Circolare n. 439196 del 16 dicembre 2019 e cioé:
  1. adeguatezza delle competenze tecniche, organizzative e gestionali richieste dall’attività imprenditoriale;
  2. carattere innovativo dell’idea sottostante al piano di impresa, in riferimento all’introduzione di un nuovo prodotto e/o servizio, ovvero di nuove soluzioni organizzative o produttive;
  3. sostenibilità economica e finanziaria dell’iniziativa, tenuto conto anche delle prospettive del mercato di riferimento al quale si rivolge l’impresa proponente, ovvero del potenziale del nuovo mercato individuato;
  4. fattibilità tecnologica e operativa del piano di impresa presentato.
  • sul sito di Invitalia è stato messo a disposizione degli interessati un webinar per conoscere meglio l’agevolazione.

Possiamo quindi prepararci sin d’ora approfondendo le linee di intervento agevolabili e i requisiti necessari per l’accesso alle agevolazioni.

Requisiti dei beneficiari

Soggetti beneficiari sono start-up innovative femminili con le seguenti caratteristiche:

  • ubicazione su tutto il territorio nazionale
  • classificabili di piccole dimensioni
  • iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro Imprese e in possesso dei requisiti di cui all’articolo 25 del D.L. 179/2012
  • costituite da non più di 60 mesi alla data di presentazione della domanda. La domanda di agevolazione può essere anche presentata da donne che intendano costituire una start-up innovativa e la cui costituzione sia formalizzata entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

Le iniziative ammissibili sono piani di impresa per la produzione di beni e/o l’erogazione di servizi, anche realizzati in collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori di impresa, Digital Innovation Hub, che siano caratterizzati da almeno uno dei punti seguenti:

  • significativo contenuto tecnologico e innovativo;
  • sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata

I piani di impresa devono essere di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 ML di euro ed essere realizzati, pena la revoca dell’agevolazione, entro ventiquattro mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Agevolazioni e limiti di spese ammissibili

Si tratta di finanziamenti agevolati senza interessi per un importo pari al 90% delle spese ammissibili e di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale solo per start-up innovative costituite da non più di dodici mesi.

Il finanziamento agevolato può avere una durata massima di 10 anni ed essere restituito solo parzialmente (per un ammontare pari al 70% dell’importo concesso) per start-up innovative ubicate in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, che potranno godere dunque di un contributo a fondo perduto del 30% del mutuo ricevuto. Si segnala inoltre che, nel limite del 20% delle spese ammissibili, può essere richiesto una contribuzione a copertura delle esigenze di capitale circolante connesse al sostenimento di spese per materie prime, servizi e godimento beni di terzi necessari allo svolgimento dell’attività di impresa.

Il servizio di tutoraggio intende rafforzare le competenze degli startupper nella fase di avvio del progetto con un programma composto da un mix di servizi erogati sotto forma di webinar e di mentorship che prevede l’affiancamento di un esperto all’impresa beneficiaria per la gestione degli ambiti manageriali individuati nella fase di definizione del piano. Ad ogni impresa beneficiaria, viene abbinato un tutor di Invitalia con il compito di assicurare l’effettuazione del tutoraggio e il monitoraggio dell’efficacia complessiva del servizio erogato all’impresa. Il valore dei servizi di tutoraggio erogati alle start-up innovative con sede nelle Regioni citate è apri a Euro 15.000, mentre per quelle con sede nelle altre Regioni il valore è di 7.500 euro.

Alcuni esempi di spese ammissibili

  • immobilizzazioni materiali nuove di fabbrica coerenti e funzionali all’attività dell’impresa (impianti, macchinari e attrezzature tecnologici o tecnico-scientifici)
  • immobilizzazioni immateriali necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata (brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate);
  • servizi funzionali alla realizzazione del piano di impresa che siano direttamente correlati alle esigenze produttive della stessa (progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze tecnologiche specialistiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori di impresa, servizi relativi al marketing o web-marketing, costi connessi alle collaborazioni instaurate con organismi di ricerca per la realizzazione del piano di impresa);
  • personale dipendente e collaboratori a qualsiasi titoli in possesso dei requisiti di cui all’art. 25, comma 2, lettera h), numero 2) del DL 179/2012 e cioè:
    • in percentuale pari o superiore ad un terzo della forza lavoro complessiva: personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che stia svolgendo un dottorato di ricerca presso un’Università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso Istituti di ricerca pubblici o privati in Italia o all’estero;
    • in percentuale pari o superiore ai due terzi della forza lavoro complessiva: personale in possesso di laurea magistrale (ex art. 3 Dm 270/2004)

Il servizio di accompagnamento di Invitalia

Il team di esperti di Invitalia può affiancare gratuitamente le imprese interessate per la compilazione della domanda di finanziamento al fine di ridurre gli errori formali, valorizzando il progetto imprenditoriale e possono essere prenotati online fino a 3 appuntamenti.

La presentazione della domanda e le fasi di valutazione

Le domande vengono presentate esclusivamente in via elettronica utilizzando la piattaforma informatica presente sul sito del soggetto gestore Invitalia. Viene istituito un Comitato tecnico che delibera sull’ammissione alle agevolazioni delle start-up che intendano realizzare programmi di investimento aventi ad oggetto lo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things e/o finalizzati alla valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.

Non vi sono scadenze né graduatorie. Le domande vengono valutate in ordine di arrivo e fino all’esaurimento dei fondi disponibili. La valutazione prevede una fase di verifica formale e una valutazione di merito e si conclude entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, salvo richieste di integrazione della documentazione prodotta. La modulistica da presentare può essere reperita sul sito di Invitalia nella sezione dedicata alla misura. Si ricorda che occorre essere in possesso dell’identità digitale SPID, di un indirizzo di posta elettronica certificata e disporre di una firma digitale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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