Ascani (Mise): "Il digitale per il futuro dell'Italia: le nostre misure dal PNRR a Italia 5G" - Agenda Digitale

La strategia

Ascani (Mise): “Il digitale per il futuro dell’Italia: le nostre misure dal PNRR a Italia 5G”

La digitalizzazione è tematica fondamentale per il futuro dell’Italia, su cui il Governo si sta impegnando per cogliere le occasioni offerte dal PNRR: si punta a competenze, infrastrutture e tecnologie come AI, IoT e Big Data

26 Ott 2021
Anna Ascani

Sottosegretaria di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico

Individuare e sostenere le azioni attraverso le quali riuscire a rafforzare il percorso di digitalizzazione del sistema produttivo italiano è una delle sfide più importanti del prossimo futuro, per il Governo e per il Paese tutto. Non è un segreto che la competitività delle imprese passi anche dalla capacità di innovare prodotti, processi, e impiegare figure professionali adeguate. Nella mia veste di Sottosegretaria di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico, anche per le deleghe che mi sono state affidate, non posso che sentirmi coinvolta in prima linea in questa sfida.

Ascani: digitale leva di crescita buona dell’Italia

Sono convinta che la digitalizzazione del comparto produttivo sia una delle leve principali attraverso cui conseguire una crescita economica sostenibile, competitiva e duratura.

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Stiamo affrontando una fase cruciale per il rilancio del nostro Paese. Come fotografato dalle ultime rilevazioni Istat, la ripresa economica italiana si sta dimostrando più sostenuta del previsto: siamo di fronte ad un significativo +6 % per il 2021 e ad un previsionale del +4,7% nel 2022, a riprova dell’enorme potenzialità economica che l’Italia aspetta solo di sprigionare. A questi incoraggianti segnali di ripresa, si aggiunge un rinnovato clima di fiducia nei confronti del nostro Paese, a livello comunitario e internazionale, grazie anche alle storiche possibilità messe a disposizione da strumenti come il PNRR e il ciclo di programmazione 2021 – 2027 delle risorse destinate alla politica di coesione, che rappresentano la base su cui realizzare quell’insieme di interventi e di riforme di cui il Paese ha da tempo bisogno.

Sostenere il processo di digitalizzazione delle imprese è quindi una delle sfide chiave da vincere ed è in questa direzione che ci stiamo muovendo, attraverso un quadro di interventi articolato e sinergico che intende essere di sostegno ed impulso ad un cambiamento profondo nell’approccio tra impresa e digitalizzazione, e che deve condurci a migliorare la 25° posizione registrata dall’Italia nel DESI Index 2020.

Digitalizzazione delle imprese, le risorse del PNRR

A riprova della centralità di queste tematiche, la prima linea di intervento contenuta nel PNRR è dedicata proprio ai processi di digitalizzazione e innovazione, con uno stanziamento di 49,2 miliardi, pari al 27% delle risorse a disposizione del PNRR, di cui 23,8 miliardi sono destinati proprio alle misure di digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo. In particolare 13,38 miliardi di euro sono destinati a rafforzare alcune misure come il credito d’imposta per investimenti in beni capitali, ricerca e sviluppo, oltre alla formazione di nuove competenze. Tale approccio è determinante per l’ammodernamento delle nostre imprese, prevalentemente PMI, che spesso non hanno la capacità di sostenere direttamente percorsi di ricerca e innovazione.

Il processo di trasferimento tecnologico alle imprese, come già previsto dal PNRR, sarà ulteriormente rafforzato da una riorganizzazione di strutture come i Centri di Competenza e i costituendi European Digital Innovation Hub, quali elementi di contatto tra imprese, centri di ricerca e università.

Infrastrutture e connettività per le aziende

Ragionando dal punto di vista delle infrastrutture, risulta evidente come sia necessario fornire alti livelli di connettività alle imprese. Nel PNRR è previsto un intervento strategico di 6,71 miliardi di euro in reti ultraveloci, come il piano di intervento Italia 1 Giga, la cui finalità è quella di consentire all’Italia di raggiungere la gigabit society entro il 2026; il raggiungimento di tale obiettivo permetterebbe al nostro Paese di anticipare quanto richiesto dagli obiettivi comunitari dichiarati nella Comunicazione Digital Compass per il 2030. E’ inoltre previsto il completamento del Piano Aree Bianche con l’obiettivo di portare l’internet veloce nelle zone a fallimento di mercato. A questo scopo Infratel Italia, l’11 ottobre, su mandato del Comitato interministeriale per la Transizione Digitale (CiTD), ha avviato una mappatura delle reti fisse a banda ultralarga nelle aree bianche ancora scoperte che si concluderà il prossimo 15 novembre.

Il caso di Italia 5G

A tali misure si deve poi aggiungere un ulteriore piano di intervento a valere sul PNRR: mi riferisco ad Italia 5G, la cui finalità è quella di accelerare il processo di adozione della tecnologia 5G e di coprire le aree a fallimento di mercato in cui il livello di connettività è limitato al 3G/4G. Migliorare le infrastrutture mobili non significa solo maggiore prestazione dei nostri smartphone e nella fruizione di contenuti multimediali, ma consente una crescita decisiva di nuovi servizi, come nel campo della sicurezza, della mobilità e della logistica delle merci. In riferimento a questo intervento sono previste misure finalizzate a portare la connettività 5G lungo i percorsi autostradali frontalieri, i corridoi europei, ed azioni analoghe nelle strade extra-urbane.

Il ruolo di AI, IoT e Big Data per l’industria

Naturalmente fornire la connettività infrastrutturale non è di per sé sufficiente a garantire una profonda digitalizzazione delle imprese. È necessario agire anche su altri versanti. Tuttavia, una leva importante per il salto tecnologico risiede nell’incontro con altre direttrici di applicazioni tecnologiche quali l’Intelligenza Artificiale, l’Internet of Things e i Big Data. La grande capacità dell’Intelligenza Artificiale di processare dati, così come l’utilizzo della sensoristica avanzata applicata ai processi produttivi resa possibile dall’Internet of Things, rappresenta solo alcune delle possibili frontiere di utilizzo che i nostri imprenditori potranno adottare.

L’Intelligenza Artificiale è, ad esempio, un tema complesso che ha anche delle implicazioni etiche e sociali; a questo fine in collaborazione con il MiTD ed il MUR stiamo definendo una strategia nazionale che possa rivelarsi anche un utile strumento per gli investimenti applicativi, più comunemente individuati come “verticali”.

Conclusione

Come ho detto all’inizio del mio intervento il quadro delle attività programmate è articolato, in quanto copre un vasto arco di azioni, che passano dalle forme di contributo per i beni strumentali e le competenze agli interventi infrastrutturali avanzati. Sono convinta che il carattere di complementarietà degli interventi, con il contestuale ammodernamento dei servizi offerti dalla PA, rappresenteranno la leva per innervare nei processi produttivi nuovi livelli di digitalizzazione e di competenze di cui il nostro comparto produttivo ha bisogno.

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