l'indagine

Automotive 4.0, quali competenze per il futuro in Italia

Se è falso che i robot rubano il lavoro, è vero invece che la tecnologia cambia le mansioni e innesca la necessità di sviluppare nuove competenze. Vediamo in che modo cambiano quelle del settore automotive dall’indagine del Centro Studi di Fondazione Ergo

31 Ott 2018
Gabriele Caragnano

Direttore tecnico di Fondazione Ergo


L’avvento della tecnologia non elimina il lavoro dell’uomo, ma sicuramente prevede un cambio di competenze: questo vale per molti altri settori dell’industria manifatturiera, e ovviamente anche per quello dell’automotive italiano che sta vivendo una fase di passaggio, seguendo l’onda dell’Industry 4.0.

Il dato di fatto è che oggi queste competenze, nelle imprese italiane, non ci sono: mancano le professionalità e le skill adeguate ad affrontare il cambiamento in atto.

Tra le sfide più insidiose che le aziende si trovano ad affrontare vi è quindi proprio lo sviluppo di una forza lavoro in grado di adattarsi e di evolversi con i cambiamenti tecnologici.

Dal lato della domanda, aumenta la pressione per soddisfare le richieste del consumatore, il quale chiede un prodotto sempre più̀ personalizzabile, quasi “sartoriale”. Questo, dal punto di vista produttivo, significa impostare una produzione che sia sempre più flessibile: riducendo tempi e costi e accelerando la velocità sul mercato con l’obiettivo ultimo di rimanere competitivi.

Le sfide legate alla mancanza di skill

Oggi sono pochi gli ingegneri sufficientemente qualificati per progettare macchinari e software sofisticati usando le tecnologie emergenti.

In un recente convegno, Luciano Pero (Professore di Organizzazione per il Mip, Politecnico di Milano) evidenzia come pochi production system possano fare affidamento interamente sui robot, anzi i manager e gli ingegneri che li progettano hanno bisogno del contributo intellettuale e partecipativo degli operai, per ottimizzare l’organizzazione interna.

La richiesta di nuove skill riguarderà anche l’evoluzione degli ambienti di produzione, ovvero come il sistema organizzativo evolverà verso modelli di lean sempre più evoluta.

La richiesta di nuove competenze sarà quindi definita anche da aspetti come: la modalità con la quale vengono prese le decisioni, la delega, il tipo di struttura gerarchica, il lavoro in team, la gestione del tempo e dello spazio, il grado di autonomia, il contenuto cognitivo e l’ambiente fisico di lavoro.

Tabella 1 – skill di base

La survey new skill 4.0 – metodologia

Il Centro Studi di Fondazione Ergo ha condotto, nei mesi di ottobre e novembre 2017, una survey sul tema delle nuove competenze richieste per il settore automotive italiano, intervistando diverse figure professionali qualificate (plant manager, responsabili HR, specialisti di produzione, dell’engineering e della supply chain). Le interviste, proposte sotto forma di questionario, hanno coinvolto 4 plant produttivi del settore automotive italiano per un totale di 38 interviste.

L’obiettivo del sondaggio è quello di fare il quadro delle nuove competenze Industry 4.0 specifiche del settore automotive italiano, ma anche, perché no, di indirizzare i giovani studenti, che nei prossimi anni vorranno scegliere un percorso formativo con reali sbocchi occupazionali.

Cosa abbiamo chiesto?

L’indagine del Centro Studi di Fondazione Ergo prende spunto elaborando la classificazione delle skill come proposta dalla survey “Future of Jobs” da parte del WEF – World Economic Forum. In particolare la survey si divide in due parti distinte: la prima parte vuole indagare come evolvono le attuali skill.

Le competenze attuali di base possono essere classificate in 3 macro-aree (tabella1): abilità (cognitive e fisiche), competenze di base (di contenuto e analitiche), competenze trasversali (di sistema, relazionali, gestione delle risorse, abilità tecniche). L’indagine si concentra quindi inizialmente su questo primo set di abilità e su come si modificherà la domanda di queste da oggi al 2025.

Le modifiche che subiranno gli ambienti di lavoro, con l’avvento della tecnologia e di nuovi modelli organizzativi più evoluti porteranno a cambiamenti anche del contenuto di lavoro, ne consegue che le richieste di competenze rispetto alle attuali si modificheranno. Queste nuove abilità non sostituiranno quelle esistenti, ma è verosimile che verranno richieste oltre alle competenze importanti nello scenario attuale.

Per questo, la seconda parte dell’analisi si focalizza su questo secondo set di abilità, prendendo sempre come riferimento ed elaborando la proposta del WEF (tabella 2).

Tabella 2 – nuove competenze 4.0

Le skill di base: chi vince e chi perde

Dall’indagine condotta emerge che l’industria dell’automotive vedrà un aumento della domanda relativamente alle capacità di contenuto (79,8%), abilità cognitive (79,6%), competenze relazionali (76,1%), competenze di sistema (73,1%) e capacità analitiche (68,4%).

Con l’adozione dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, saranno invece eliminate attività che comportano abilità fisiche (riduzione pari al 55,3%), abilità tecniche (41,1%) e si ridurranno anche le capacità di gestione delle risorse (32,9%) (grafico1).

Grafico 1 – cambiamento nella domanda relativa alle skill di base – settore Automotive, 2017 – 2025

WHITEPAPER
Che differenza c’è tra i Business Continuity e Disaster Recovery?
IoT
Manifatturiero/Produzione

Entrando nello specifico (tabella 3) delle competenze analizzate emerge che l’orientamento al cliente è, e resterà, un elemento chiave e primario da considerare tra le competenze relazionali anche in un contesto produttivo come quello dell’automotive.

Tabella 3 – classifica competenze di base, confronto 2017-25

Secondo i dati rilevati, si prevede che le attività lavorative vedranno un aumento nella richiesta di competenze di contenuto in particolare un aumento dell’esigenza di alfabetizzazione informatica e ICT che nella classifica delle skill richieste per il 2025 raggiunge il secondo posto.

La domanda di abilità tecniche è predominante, si pensi alle operazioni di risoluzione problemi e manutenzione (terza posizione) così come il controllo della qualità (quinta posizione) che nel primo caso rimangono costanti in classifica mentre nel secondo decrescono tra le priorità ma ne aumenta la richiesta.

Entrano nella classifica delle più richieste anche la programmazione e la progettazione della tecnologia e della User Experience (settima e nona posizione).

Il problem solving e la flessibilità cognitiva sono tra le abilità cognitive che vedono un aumento nella richiesta. Se le competenze relazionali rimangono importanti, nello specifico nella richiesta del coordinamento con altri, esce invece dalla classifica delle prime dieci la formazione e insegnamento ad altri.

Escono dalla classifica completamente le abilità fisiche (destrezza e precisione manuale), questo anche a conferma della riduzione dei posti di lavoro monotoni ed ergonomici, tra le competenze di sistema, l’analisi dei sistemi e dei processi e tra le capacità di gestione delle risorse, la gestione delle persone e del tempo.

Le nuove competenze: non solo industry 4.0, ma anche partecipazione evoluta al modello organizzativo

Nel 2025 si prevede che un certo numero di competenze, che oggi non sono ancora considerate significative lo diventeranno e affiancheranno il set di skill e abilità di base, viste in precedenza, senza necessariamente sostituirle, ma integrandole.

Tra le skill proposte in analisi, nel 2025 si prevede una forte richiesta (tabella 4) in termini di conoscenze dell’ICT ma con un focus specifico sulle nuove applicazioni, software e tecnologie innovative 4.0. Sempre più lavoratori utilizzeranno dispositivi come smartphone e tablet per la comunicazione e il funzionamento della macchina. E’ fondamentale quindi che oltre all’utilizzo se ne conoscano anche gli aspetti ICT.

Tabella 4 – classifica nuove competenze 4.0, confronto 2020-25

Molto interessante notare che al secondo posto, sono richieste nuove abilità personali e relazionali più dell’analisi dei dati. Il lavoro di squadra sarà, come sta iniziando ad esserlo, sempre più centrale. I nuovi posti di lavoro richiederanno che i dipendenti entrino a far parte del processo di pianificazione e che vengano coinvolti in attività di ottimizzazione dei processi.

Se queste competenze sono ritenute primarie, si pensi come e quanto ciò non venga attualmente insegnato ai ragazzi nelle scuole. Sarà fondamentale concentrarsi anche sulle cosiddette soft skill, ovvero lavorare in gruppo, rispettare gli orari, gli obiettivi, sono tutte competenze che ancora prima delle competenze specifiche saranno tra gli strumenti abilitanti e trasversali per molti lavori.

Rimane invece ancora secondaria la capacità di lavorare con i dati e di prendere decisioni basate su questi, così come:

  • il know tecnico (Capacità di utilizzare e interagire con computer e smart machine come i robot, i tablet etc.;
  • adattabilità e capacità di cambiamento;
  • gestione dei nuovi applicativi a supporto dei processi di produzione e relativa capacità di analisi;
  • gestione della comunicazione tra macchine e della sicurezza informatica;
  • comprensione e capacità di analisi degli output ottenuti dai dati e conseguente presa di decisioni).

La classifica delle prime 10 competenze richieste nel 2025 appare molto orientata alle esigenze legate all’industry 4.0, ci si aspetta quindi che i lavoratori acquisiscano nei prossimi anni una serie di competenze che consentano all’azienda di fare un passo verso la tecnologia.

Nello specifico la classifica, tra le competenze indagate risulta come in tabella 5.

Tabella 5 – classifica delle prime 10 nuove competenze specifiche 4.0

Emerge chiaramente che manca la competenza distintiva di Industry 4.0, e cioè quella di creare i modelli necessari all’analisi dei dati, capire quali dati raccogliere e trovare un modello esplicativo che permetta di predire ciò che oggi è solo monitorato, dandone quindi un valore aggiunto.

In questa fase di passaggio sarà complesso combinare le abilità in modo trasversale, servirebbe infatti mixare l’esperienza (sapere come funzionano impianti e processi) con la capacità di utilizzo di modelli matematici e software.

Si è anche chiesto quali saranno le competenze più difficili da reperire: emerge chiaramente che conoscenze dell’ICT con focus su nuove applicazioni, software e tecnologie innovative 4.0 saranno tra quelle più difficili da trovare.

Linkedin e le top skill 2018

Anche l’analisi “Top Skill 2018” elaborata da Linkedin si articola su due principali filoni che identificano le hard skill e le soft Skill. L’indagine condotta grazie a un network di 562 milioni utenti nel mondo (di cui 11 milioni in Italia) conferma che le competenze principali ricercate dalle aziende sono:

Hard Skill

1.   Cloud ed elaborazione distribuita

2.   Analisi statistica e data mining

3.   Software middleware e di integrazione

4.   Architettura web e framework di sviluppo

Soft Skill

1.   Leadership

2.   Communication

3.   Collaboration

4.   Time management

Entrando nello specifico settore dell’automotive in Italia, le skill più richieste sono:

1.   Design

2.   Engineering

3.   Analytical skills

Dimostrando quanto stia diventando sempre più importante e distintiva la capacità di interpretare e gestire informazioni e dati per sviluppare le nuove fabbriche moderne.

WHITEPAPER
IoT Security: i fattori prioritari e i modelli da considerare nelle valutazioni dei rischi
IoT
Legal

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati