La scheda

Competenze digitali: cosa sono e quali sono le più richieste dalle aziende

Hard e soft skill, quali sono le competenze digitali necessarie per mantenersi competitivi sul mercato del lavoro: approfondiamo il tema, di prioritaria importanza per le aziende, individuando quali sono i sostegni previsti dal Governo per questo ambito e cosa devono fare lavoratori e imprese

Pubblicato il 25 Lug 2023

Le competenze digitali più richieste nel 2023

Un aspetto prioritario da considerare per lavoratori e aziende sono le competenze digitali: ma quali sono le più richieste dal mercato e quale sostegno può arrivare dallo Stato? Bisogna in primis evidenziare che già nel 2020, uno studio firmato dal World Economic Forum calcolava che entro il 2030 ben 9 lavori su 10 – comprese posizioni nella green economy – avrebbero richiesto competenze digitali avanzate. Badate bene: avanzate. Salire di livello sarà necessario se si vorrà rimanere competitivi e crescere ancora.

Un approccio, questo, che riguarda non solo le aziende ma anche il lavoratore stesso. Certo, il processo potrebbe non essere omogeneo, tenendo presente che il settore privato in genere accoglie questi input un po’ prima di quello pubblico, anche se quest’ultimo mostra tutta l’intenzione di recuperare terreno. Una cosa è certa: il cambiamento è ormai avviato. E, soprattutto, non si torna indietro.

Cosa sono le competenze digitali

Ci sono tante definizioni ufficiali. Una delle più autorevoli è certamente quella del parlamento europeo e del consiglio UE che definisce competenza digitale:

il saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della società dell’informazione (TSI) per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa è supportata da abilità di base nelle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet.

Una raccomandazione formulata il 18 dicembre 2006, che resiste dignitosamente all’usura del tempo e allo sviluppo della tecnologia grazie a un buon grado di genericità.

Quali sono le competenze digitali

Una competenza digitale necessaria richiesta da molte aziende è la conoscenza del marketing digitale, che comprende abilità quali SEO, pubblicità pay-per-click e gestione dei social media. Un’altra competenza cruciale richiesta dalle aziende sono le competenze di sviluppo software  o la progettazione di siti web, l’analisi dei dati e la creazione di app. Infine, le competenze digitali più ricercate possono includere capacità come l’utilizzo della piattaforma cloud e conoscenze sulle pratiche di sicurezza informatica online per proteggere i dati aziendali.

In buona sostanza possiamo dividere le competenze digitali in tre categorie (si, ma ancora per quanto tempo?), sempre in relazione alla profondità delle conoscenze tecnologiche richieste:

Competenze digitali di base

Sono di fatto i fondamenti dell’alfabetizzazione digitale. Riguardano la capacità di saper utilizzare correttamente computer, smartphone, software. E questo in qualsiasi contesto, in privato o per l’azienda per la quale si lavora.

Competenze digitali specialistiche

Si tratta sostanzialmente dei requisiti che vengono richiesti ai professionisti per tutti gli aspetti del mondo ICT. Nel dettaglio sono tratteggiati a livello europeo nell’e-CF European e-Competence Framework 3.0, un documento che viene accettato anche nel nostro paese.

Competenze digitali di e-leadership (o e-business)

Come spiega l’Agenzia per l’Italia digitale sul suo sito, le competenze digitali sono le capacità di utilizzare al meglio le tecnologie digitali all’interno di qualsiasi tipo di organizzazione e di introdurre innovazione digitale nello specifico settore di mercato in cui si opera.  L’e-leader  – secondo la definizione che ne fa l’AgID – è in grado di sfruttare le tecnologie digitali per definire e concretizzare progetti di innovazione digitale.

Le aree delle competenze digitali secondo il governo italiano

Il governo italiano ha definito un Piano Operativo per la Strategia Nazionale delle Competenze Digitali con l’obiettivo di chiudere il gap digitale con Paesi europei più avanzati come Germania, Francia e Spagna entro il 2025.

Gli obiettivi previsti sono: raggiungere il 70% di popolazione con competenze digitali almeno base, duplicare la popolazione in possesso di competenze digitali avanzate, triplicare il numero dei laureati in ICT (dimezzando anche il divario di genere), quadruplicare quelli di sesso femminile, duplicare la quota di imprese che utilizzano i big data, incrementare del 50% la quota di PMI che utilizzano specialisti ICT, aumentare di cinque volte la quota di popolazione che utilizza servizi digitali pubblici e portare a livelli europei l’utilizzo internet nelle fasce meno giovani. Il modello prevede un sistema costante di monitoraggio annuale per misurarne l’impatto sugli assi di intervento.

La situazione: a che punto è l’Italia con le competenze digitali

Cresce l’Italia, cresce. Anche se ha ancora tanta strada da fare. Soprattutto quando guardiamo a quello che accade nelle altre realtà europee: nel nostro paese – secondo dati dell’Osservatorio delle competenze digitali – circa la metà degli abitanti non ha ancora sviluppato le competenze digitali necessarie.

Il piano operativo per lo sviluppo competenze digitali

Proprio per accelerare questo cambiamento di rotta si è mosso il governo che ha messo a punto il Piano operativo per la strategia nazionale per le competenze digitali. Obiettivo: formare figure sempre più professionali e adeguate ai mutati fabbisogni nella Pubblica amministrazione.

Competenze digitali, il nuovo Piano operativo per la ripresa italiana: azioni e prossimi step

I traguardi che i legislatori si sono proposto di raggiungere entro il 2025 sono ambiziosi ma tutto sommato realizzabili. Tra questi – si legge sul sito del Ministero dell’Innovazione tecnologica e transizione digitale:

  • Dare al 70% della popolazione almeno le competenze digitali di base e colmare il divario di genere;
  • Raddoppiare il numero di persone con competenze digitali avanzate;
  • Triplicare i laureati in ICT e in questo ambito quadruplicare le laureate;
  • Fa crescere del 50 per cento la quota di PMI che utilizzano specialisti ICT;
  • Portare i servizi digitali della pubblica amministrazione al 64%, e avvicinando all’utilizzo di  Internet i meno giovani.

Quali sono le competenze digitali più richieste dalle aziende

C’era da aspettarselo: nella classifica dei profili professionali più ricercati ad aprile-maggio 2022 in Italia (Assolavoro), l’80 per cento sono di natura esclusivamente digitale.

Le uniche figure diciamo così nativamente analogiche presenti nella graduatoria – architetto, ingegnere edile, consulente legale, esperto contabile e commercialista – sono professioni che adesso vantano una dimensione digitale molto pronunciata, in qualche caso preponderante.

Competenze digitali, ecco quali sono le più apprezzate dalle aziende

Coding, sviluppo web e app

E’ tutto quello che si trova “dentro” il mondo digitale, ciò che non si vede. In un settore dove la competizione è intensa, possedere un curriculum da programmatore è un volano eccezionale per puntare in alto. Lo cercano le aziende, la cercano le istituzioni. Lo cercano tutti ormai. Non solo: con lo sviluppo di nuove tecnologiche come realtà aumentata e realtà virtuale un posto in prima fila è assicurato per chi sa programmare software.

Saper comunicare, saper scrivere

E’ un’altra competenza digitale molto richiesta, naturalmente. L’approccio giornalistico alla comunicazione – nel proprio lavoro, nella propria ricerca o in un prodotto da vendere – è diventato sempre più importante fino ad essere decisivo. Se sappiamo scrivere con efficacia ma anche con gusto e, soprattutto, correttezza, abbiamo una carta in più. Anche perché chi scrive per il web deve tendenzialmente seguire le regole del SEO (acronimo di Search Engine Optimization), ovvero scrivere per avere una buona visibilità del nostro testo nei motori di ricerca con tutto ciò che di positivo porta con sé.

Analista di Big Data

Una sorta alchimista che sa leggere, analizzare e interpretare la moltitudine dei dati raccolti sul web da un’azienda. Insomma in grado di dar loro un senso compiuto. E questo in chiave mercato è assai importante. Sapere quali sono i dati inutili al nostro obiettivo e quelli che invece ci donano vantaggi. È un lavoro di analisi statistica avendo a disposizione sempre più dati da analizzare. Non a caso i cosiddetti Data Scientist sono richiestissimi, al punto che la domanda è molto più alta dell’attuale offerta. È la “Scienza dei dati”.

Social Media Management

Il mondo delle pubbliche relazioni è cambiato per sempre con l’avvento dei social media. L’intermediazione si alleggerisce e così le varie piattaforme riescono a portare le aziende direttamente ai consumatori. Far parte delle persone che sono in grado di gestire al meglio questi processi significa essere in prima linea nella comunicazione aziendale.

Decision Making

Il mondo digitale chiede decisioni veloci, mirate, creative ed efficaci, ma sempre con una visione d’assieme che l’intelligenza artificiale al momento non riesce a dare. Quindi servono gli individui che abbiano queste attitudini. Problem-solving person in grado di raccogliere le nuove sfide e rilanciare con la forza d’animo del capitano di una nave nel mare in tempesta. Non è cosa da poco.

Digital Business Analysis

Una skill analoga, in un certo senso, è quella del Digital Business Analysis. Ovvero la persona che nell’ambito di un’azienda mette a disposizione la sua capacità di analisi per scegliere un percorso di sviluppo invece di un altro e indirizzando quindi gli investimenti al meglio. E anche valutare la crescita in seguita a queste scelte. Sono anche loro la guida per la trasformazione di un’azienda da analogica a digitale.

Digital Design and Data Visualization

Possiamo definirlo il “mago” dell’interfaccia utente, ovvero il voto dei siti web, la grafica delle applicazioni e dei servizi digitali con cui interagiamo quotidianamente. Dalle regole messe in fila dal danese Jacob Nielsen nel suo saggio “Web Usability” ne è passata di acqua sotto i ponti. Ma i concetti base per un web designer rimangono sostanzialmente sempre gli stessi: semplicità e usabilità. Il Data Visualization è una sorta di web designer dedicato per i dirigenti di un’azienda: il suo lavoro è quello di visualizzare i dati più importanti per loro.

Digital Project Management

In seno a un’azienda (non necessariamente tech) è lo specialista che si occupa di un prodotto digitale dal suo concepimento sino allo sbarco sul mercato. Insomma, una persona che riesca a mantenere sul progetto uno sguardo d’assieme. Decisivo.

Digital Marketing

Un prodotto si pensa, si crea e poi si deve vendere. E la promozione diventa il passaggio chiave. In un certo senso chi si occupa di digital marketing è una persona che racchiude in sé molte competenze digitali di cui abbiamo appena parlato: deve ovviamente conoscere le regole base del suo settore, ma anche quelle dei social media, saper analizzare i dati di vendita e le proiezioni, conoscere il linguaggio SEO e avere elementi di progettazione di esperienza utente. Indispensabile.

Le aree tematiche delle competenze digitali nella PA

Si chiama Syllabus competenze digitali per la PA ed è il documento realizzato dall’Ufficio per l’innovazione e la digitalizzazione del Dipartimento della funzione pubblica, che mette nero su bianco quali sono le minime conoscenze e abilità di base che tutti i i dipendenti pubblici devono avere in campo digitale.

Dati, Informazioni e Documenti Informatici

Il dipendente pubblico deve saper padroneggiare le tecnologie digitali: trovare informazioni sul web e saper utilizzare i software necessaria per l’amministrazione per la quale si lavora. Saper gestire , conservare e trasmettere i documenti prodotti in digitale.

Comunicazione e Condivisione

Tra gli strumenti di comunicazione sono decisivi quelli di comunicazione e condivisione dei documenti digitali. E qui, oltre alla posta elettronica, entrano in campo l’intranet aziendale, il sapersi muovere con le cartelle condivise in rete, saper utilizzare correttamente i sistemi di video conferenza e le varie applicazioni di instant messaging. Senza dimenticare i social media, sempre più strumento con il quale la pubblica amministrazione dialoga con i cittadini.

Sicurezza

L’obiettivo è garantire la protezione dei sistemi informatici e dei dati in essi contenuti. Per questo il dipendente pubblico deve averne contezza, conoscere le regole che vanno rispettate se si vogliono evitare usi illeciti nel divulgare, modificare e distribuire dati e informazioni. Non solo: conoscere bene le minacce alle quali può esporsi mentre gestisce questo flusso di dati che spesso riguardano da vicino i cittadini.

Servizi Online

Il dipendente pubblico deve conoscere in tutti i suoi aspetti i servizi on-line, e le piattaforme con cui questi interagiscono con i cittadini e le imprese. Per garantire loro la massima facilità di accesso alla pubblica amministrazione.

Trasformazione Digitale

Siccome al dipendente viene chiesta consapevolezza di questo processo, è indispensabile che il dipendente pubblico che si trova a gestire questi processi e servizi abbia la “cultura digitale” necessaria per farlo.

Soft skills e hard skills anche nel digitale

Che cosa sono le digital hard skills

Sono le competenze digitali che facciamo (o dovremmo fare) nostre a scuola, all’università, nei vari master di specializzazione. Insomma, competenze tecniche che restano scritte a vita scritte su attestati e certificazioni. Nello specifico, si richiede spesso la capacità di programmare software (e quindi la conoscenza di un maggior numero di linguaggi informatici).

Che cosa sono le digital soft skills

Qui si parla di abilità cosiddette trasversali. Tra nozioni e personalità. La persona che le incarna è quella che prima di tutto sa relazionarsi al meglio in un ambiente di lavoro. Non solo: essere capace di affrontare e risolvere problemi complessi, avere istinto di collaborazione, attitudine al lavoro d’équipe e naturalmente saper comunicare.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articoli correlati

Articolo 1 di 4