European digital innovation hub, ecco perché saranno leva per l'eccellenza - Agenda Digitale

L'analisi

European digital innovation hub, ecco perché saranno leva per l’eccellenza

L’UE ha approvato l’elenco dei Poli nazionali che hanno partecipato alla call ristretta per la selezione degli European digital Innovation hub: una leva per consolidare anche in Italia una rete di eccellenza, trasferire competenze e digitalizzazione

23 Dic 2020
Gianpiero Ruggiero

Esperto in valutazione e processi di innovazione del CNR

Con l’approvazione dell’elenco dei Poli nazionali candidati alla call ristretta europea per la selezione degli European digital innovation hub – EDIH, si accelera la strategia per rafforzare e consolidare nel Paese una rete di eccellenze. I poli avranno funzioni sia locali che europee. Il programma Europa Digitale dovrebbe infatti permettere di aumentare le capacità degli hub selezionati di coprire attività con un chiaro valore aggiunto, basato sulla messa in rete degli hub e sulla promozione del trasferimento di competenze.

La pre-selezione dei Poli nazionali ritenuti più idonei Poli nazionali ritenuti più idonei, trasmessa in questi giorni alla Commissione europea, è stata effettuata dalla Cabina di Regia istituita a novembre scorso, nell’ambito del Protocollo di intesa firmato dai Ministri dello sviluppo economico, dell’università e della ricerca e dell’innovazione tecnologica e digitalizzazione, nata proprio con lo scopo di coordinare la definizione, gestione e monitoraggio degli interventi per il sostegno nazionale dei poli di innovazione digitale.

La procedura di selezione

In una nota il Ministero dello Sviluppo Economico ha sottolineato come la rete dei Poli di innovazione copra “in modo omogeneo il territorio nazionale, con il 40% di proposte a valenza nazionale e circa il 60% con focus regionale, tali da interessare tutte le Regioni”. La lista comprende undici Poli situati nelle Regioni del Mezzogiorno, 18 nel Centro e 16 nel Nord. Tra i progetti selezionati, sono presenti tutte le proposte che vedono la partecipazione, spesso come soggetto capofila, di un Centro di Competenza nazionale. La rete degli 8 Centri di Competenza italiani è ormai una solida realtà che attraversa il Paese da Nord a Sud.

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Con l’invio della lista dei candidati italiani, che l’Europa attendeva, si conclude questa prima fase selettiva. La Commissione europea gestirà ora la call ristretta per scegliere tra tutte le candidature inviate quelle ritenute più idonee a stimolare l’adozione di quelle tecnologie avanzate identificate dal Programma “Europa Digitale[1]” quali Intelligenza Artificiale, Calcolo ad Alte Prestazioni, Sicurezza Informatica ed altre tecnologie digitali abilitanti in ambito industriale, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese, mid-caps e scale ups, nonché nel settore pubblico, attraverso i poli europei per l’innovazione digitale.

Il MiSE ha specificato che il superamento della preselezione nazionale non costituisce diritto all’assegnazione delle risorse nazionali ma è condizione necessaria per accedere alla successiva fase di selezione europea, all’esito della quale saranno individuati i poli che costituiscono la prima rete EDIH.

In attesa che si definisca il quadro finanziario pluriennale a livello europeo, i prossimi passi prevedono che alla fine di gennaio 2021 venga lanciato un primo invito ristretto per gli EDIH individuati, per consentire a quelli che saranno definitivamente scelti di iniziare la loro attività dopo l’estate 2021. A questi la Commissione affiderà il contratto di sovvenzione (grant agreement) per i primi 36 mesi con la possibilità, a seguito di una valutazione della Commissione stessa, di estenderne la durata di ulteriori 48 mesi.

La copertura del finanziamento

Gli EDIH selezionati per l’Italia stipuleranno, a seguire, un contratto con il Ministero dello Sviluppo Economico relativo alle agevolazioni del cofinanziamento nazionale. Le agevolazioni che riceveranno gli EDIH si compongono quindi di una quota europea e di una quota nazionale.

Le due fasi della procedura di selezione permetteranno ai Poli di avere una copertura dei costi ammissibili che in alcuni casi potrà essere pari al 100%. Tenuto conto della massima dotazione finanziaria europea stimata per l’Italia per il periodo 2021-2027, il Ministero dello Sviluppo Economico ha corrispondentemente stanziato – con direttiva del Ministro del 13 agosto 2020 – 97 milioni di euro per il cofinanziamento delle iniziative destinatarie delle agevolazioni, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile. A tale quota potranno, altresì, concorrere altri Ministeri, eventuali regioni, province autonome ed altre amministrazioni pubbliche mediante proprie risorse rese disponibili con apposito atto.

Cosa faranno gli EDIH

Fornendo accesso alle competenze tecniche e alla sperimentazione, nonché la possibilità di “testare prima di investire”, gli EDIH aiutano le aziende a migliorare i processi, i prodotti o i servizi di business / produzione utilizzando le tecnologie digitali. Forniscono inoltre servizi di innovazione, come consulenza finanziaria, formazione e sviluppo delle competenze necessari per una trasformazione digitale di successo. Vengono prese in considerazione anche le questioni ambientali, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia e le basse emissioni di carbonio.

Basandosi sulle conoscenze acquisite negli ultimi due anni su come operano i poli di innovazione digitale in diversi contesti socioeconomici regionali, il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha sviluppato un manuale pratico che mira a fornire ai responsabili delle politiche nazionali / regionali e / o ai dirigenti dei Poli esistenti informazioni utili e strutturate su come impostare un nuovo DIH o rafforzare quelli esistenti beneficiando dei fondi disponibili con un’attenzione particolare al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2021-2027.

Conclusioni

Il traguardo raggiunto dai candidati a diventare Poli Europei, a prescindere da come andrà la selezione definitiva, è molto soddisfacente e rappresenta un patrimonio da consolidare soprattutto in questa fase epocale di transizione digitale, in cui bisognerà sviluppare il massimo dell’impegno su fronti come la formazione e le nuove competenze. In un Paese che soffre di frammentazioni, la cooperazione raggiunta in questa fase su queste iniziative rappresenta già un successo. L’eventuale carta vincente dell’adesione alla rete europea potrà consentire l’apertura di ulteriori spazi e opportunità di più alto livello.

La preselezione, in ogni caso, può diventare per tutti motivo di uno stimolo per migliorare capacità, progetti e realizzazioni e per configurarsi come imprescindibile punto di riferimento per l’innovazione tecnologica a beneficio dell’intero Sistema Paese. Una occasione molto concreta per fare sistema in un settore cruciale per il nostro futuro.

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Note

  1. La Commissione europea ha proposto la creazione del primo programma Europa digitale in assoluto, che investirà 9,2 miliardi di euro per allineare il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE 2021-2027 con le crescenti sfide digitali. In questa cornice. Gli European Digital Innovation Hub (EDIH) funzionano come sportelli unici che aiutano le aziende a rispondere dinamicamente a queste sfide e diventare più competitive.
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