L'approfondimento

Come avvicinare le PMI all’innovazione: il caso 4.0 del Veneto-Alto Adige-Tirolo

Creare nuovi ecosistemi dell’innovazione è una leva individuata dal PNRR per favorire il trasferimento tecnologico e la cooperazione tra diverse realtà sul territorio, con l’obiettivo futuro di favorire la digitalizzazione delle PMI: interessante approfondire in questo scenario il progetto A21Digital Tyrol Veneto

15 Giu 2022
Dominik Matt

Libera Università di Bolzano

Margherita Molinaro

Libera Università di Bolzano

Guido Orzes

Libera Università di Bolzano

Giulio Pedrini

Università “Kore” di Enna

industria 4.0

Il PNRR ha scommesso sulla creazione di nuovi ecosistemi dell’innovazione fondati sulla collaborazione tra università, centri di ricerca, aziende private e istituzioni territoriali, e orientati a favorire l’integrazione tra ricerca di base, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nonché il trasferimento tecnologico tra i diversi attori coinvolti. L’auspicio è che a tale iniziale trasferimento tecnologico segua, nel tempo, una crescente digitalizzazione delle imprese operanti nei territori interessati, in particolare delle PMI.

Centri per il trasferimento tecnologico, perché per le PMI sono una chiave di volta

Tra le tecnologie incluse, rientrano a pieno titolo quelle riconducibili all’Industria 4.0 (es. industrial internet, additive manufacturing, e robotica collaborativa), grazie alle quali è possibile integrare tra loro diversi spazi produttivi, siano essi singoli impianti o intere catene del valore. Per l’ampiezza e la complessità delle tecnologie coinvolte, nonché per la pervasività del loro impatto, l’approccio ecosistemico ben si presta ad essere utilizzato nell’individuazione delle azioni che possano supportare la diffusione dell’ Industria 4.0 (Benitez et al., 2020). L’assunzione sottesa all’applicazione dell’approccio ecosistemico territoriale all’Industria 4.0 è, pertanto, che lo sviluppo dell’Industria 4.0 richieda il coinvolgimento di un insieme diversificato di attori locali che interagiscano tra loro collaborando per lo sfruttamento di una o più tecnologie (Reynolds e Uygun, 2018).

L’analisi dell’ecosistema e le dimensioni rilevanti

La letteratura scientifica ha individuato sei dimensioni utili per categorizzare le azioni volte a promuovere l’adozione dell’Industria 4.0. La prima è la dimensione delle Risorse, che riguardano sia le infrastrutture sia gli asset finanziari. Gli attori dell’ecosistema, infatti, hanno bisogno non solo di condizioni fisiche e tecniche adeguate a innescare l’innovazione, ma anche di un adeguato accesso al capitale. La seconda dimensione riguarda le Politiche pubbliche, che possono supportare l’innovazione digitale con opportuni aggiornamenti delle legislazioni e regolamentazioni, a livello locale, nazionale e internazionale (es. Europeo).. La terza dimensione è quella del Know-how, in quanto il processo di innovazione, per essere efficace, richiede necessariamente il potenziamento del capitale umano.

WHITEPAPER
IoT Platform: trasforma le promesse del 4.0 in realtà
IoT
Integrazione applicativa

La creazione e la diffusione della conoscenza sono fondamentali non solo per costruire un ecosistema dell’innovazione, ma anche per preservarlo e creare le condizioni per sfruttare le opportunità future che potrebbero emergere. La quarta dimensione riguarda le Attività di Ricerca & Sviluppo (R&S), ossia quelle azioni e iniziative basate sull’innovazione che rappresentano le componenti fondamentali della definizione stessa di ecosistema. Le iniziative di R&S sono per lo più intraprese dal settore privato e rappresentano l’aspetto più critico, soprattutto per le PMI. La quinta dimensione è la Cultura: affinché il processo di innovazione abbia successo, è necessario promuovere un atteggiamento mentale aperto e positivo nei confronti delle sfide tecnologiche future. L’ultima dimensione riguarda le Interazioni tra gli attori. Le interazioni si riferiscono a tutte le connessioni interne e alle interdipendenze che supportano la realizzazione della proposta di valore dell’ecosistema e lo sviluppo di collaborazioni tra imprese, università, e/o centri di ricerca. Questi sei aspetti rappresentano un valido punto di partenza per guidare l’analisi delle principali azioni necessarie per sostenere l’adozione dell’Industria 4.0, sia a livello individuale che di ecosistema.

Il caso della macro-regione Veneto-Alto Adige-Tirolo

Facendo leva su tali dimensioni, un recente studio – basato sul progetto A21Digital Tyrol Veneto finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e Interreg V-A Italia Austria 2014-2020 – ha suggerito alcune azioni e best practice attivabili all’interno degli ecosistemi dell’innovazione per supportare l’adozione delle tecnologie di Industria 4.0 da parte del tessuto produttivo (Matt et al., 2021). Lo studio si è focalizzato sulla la macro-regione transfrontaliera Veneto-Alto Adige-Tirolo e basato su interviste a 52 stakeholder appartenenti a diverse categorie: imprese, istituzioni educative e formative, centri di ricerca, pubblica amministrazione, e public utilities. Le azioni individuate dagli intervistati sono state classificate in 8 macro-aree di intervento:

  • Fornire incentivi e risorse finanziarie per sostenere le attività di R&S mirate alle tecnologie di Industria 4.0, incentivare la formazione dei lavoratori su tali tematiche, contrastare la fuga dei cervelli e ad attrarre lavoratori qualificati nella regione.
  • Sviluppare infrastrutture ICT adeguate, quali il 5G, anche nelle aree rurali e periferiche.
  • Riformare la regolamentazione esistente adattandola al nuovo paradigma tecnologico, ed introducendo, ad esempio, un’opportuna legislazione sulla cybersecurity che incentivi le aziende e le organizzazioni a proteggere i propri dati e sistemi. A questo, potrebbe affiancarsi l’implementazione di progetti pilota sulla tecnologia blockchain, che, secondo la letteratura scientifica, ha un notevole potenziale per la fornitura di servizi pubblici locali.
  • Effettuare una revisione dei programmi dei corsi di formazione professionale e terziaria, orientandoli all’apprendimento di tre specifiche tecnologie: l’Internet of Things, i Big Data, e l’intelligenza Artificiale. Per quanto riguarda la formazione professionale, essa dovrebbe essere incentivata a tutti i livelli, da quello operativo, per diffondere una maggior consapevolezza delle potenzialità dell’Industria 4.0, a quello dirigenziale, per ottimizzare le scelte strategiche in campo tecnologico. Per quanto riguarda invece la formazione scolastica, oltre allo sviluppo di nuovi programmi legati all’IT, sarebbe opportuno offrire agli studenti la possibilità di testare sul campo le nuove tecnologie 4.0, ad esempio tramite la creazione di piccoli laboratori di fabbrica intelligente negli istituti tecnici superiori, con l’inclusione di stampanti 3D, robot collaborativi e simulatori.
  • Formare il personale docente, non solo sulle materie tecniche, ma anche sulle opportunità offerte dagli strumenti didattici digitali (ad esempio le piattaforme di e-learning).
  • Ristrutturare l’organizzazione delle imprese e delle pubbliche amministrazioni, valutando, ad esempio, la possibilità di introdurre nuovi ruoli come la figura del “manager dell’innovazione”.
  • Promuovere una cultura dell’innovazione sul territorio che consenta di comprendere al meglio le esigenze delle PMI e sostenerle adeguatamente nei loro sforzi di transizione tecnologica.
  • Creare reti di collaborazione a livello locale, nazionale e internazionale. Le università presenti sul territorio, in particolare, possono svolgere un ruolo chiave nel supportare la transizione tecnologica delle PMI e nel promuovere un nuovo pensiero manageriale. Tra le specifiche azioni, troviamo lo sviluppo di partnership strategiche volte a trovare soluzioni relative a esigenze specifiche (ad esempio, lo sviluppo di soluzioni cloud). Le aziende dovrebbero invece collaborare tra loro per integrare e ricombinare le diverse competenze che già possiedono (ad esempio hardware, software, dati o competenze di intelligenza artificiale), oltre che condividere dati e informazioni su prodotti o macchinari comuni mediante l’implementazione di piattaforme condivise. Le future reti, infine, potrebbero essere anche interne all’università, coinvolgendo diverse facoltà e ambiti disciplinari nelle attività progettuali in modo da favorire l’emergere di nuove idee e intuizioni.

Benché le azioni individuate non siano nuove, esse contengono alcuni elementi di originalità che meritano di essere sottolineati. Emerge ad esempio, come l’introduzione di incentivi e sgravi fiscali per sostenere la digitalizzazione debba essere coordinata con schemi finanziari volti a contrastare la fuga dei cervelli e ad attrarre lavoratori altamente qualificati nella regione. Infatti, date le competenze complesse e avanzate richieste per l’implementazione delle nuove tecnologie, un ecosistema innovativo dovrebbe essere in grado di attrarre lavoratori qualificati ed evitare, in parallelo, il rischio che una parte consistente della forza lavoro formata lasci la regione.

L’istanza di riforma del sistema formativo

Anche l’istanza di riforma del sistema formativo è un’azione che presenta aspetti peculiari. Oltre alle questioni già evidenziate da altri studi, come l’utilizzo di approcci innovativi per la formazione degli studenti, e la necessità di riformare il sistema educativo, lo studio mette in risalto l’esigenza di formare anche il personale docente, spesso non sufficientemente preparato sui nuovi trend tecnologici. Il secondo aspetto è legato all’adozione dell’approccio learning-by-doing in base al quale lo studente acquisisce un ruolo più attivo nei propri percorsi di apprendimento, partecipando direttamente alla realizzazione di quelle mansioni non routinarie che non saranno automatizzate nei prossimi anni.

Per quanto concerne la creazione di reti di collaborazione emerge infine una chiara distinzione tra cooperazione a livello locale e interregionale. La domanda di relazioni interregionali suggerisce che l’ecosistema non può prescindere da capacità e competenze esterne. Inoltre, le attività di cooperazione non devono limitarsi a interventi sulle singole tecnologie, ma devono essere orientate anche allo sviluppo di abilità e competenze trasversali all’intero set di tecnologie digitali o comunque a una quota significativa di esse.

È interessante anche riflettere sugli attori dell’ecosistema che dovrebbero prendersi carico delle azioni sopra descritte. Secondo gli intervistati dello studio, alcune azioni sono di responsabilità di specifici attori. Ad esempio, finanziare, regolamentare e sviluppare infrastrutture adeguate sono azioni di pertinenza delle istituzioni. Altre azioni sono invece associate a più attori, anche se a ciascuno di essi sono solitamente attribuite responsabilità diverse. Ad esempio, la cultura dell’innovazione deve essere promossa sia dalle imprese, nei confronti dei loro dipendenti, sia dalle istituzioni locali, con i politici e la società come destinatari. Per quanto riguarda la formazione professionale, le imprese sono principalmente responsabili dell’aggiornamento delle competenze tecniche, mentre il sistema scolastico e formativo dovrebbe creare consapevolezza sulle nuove tecnologie e sui loro rischi, oltre che garantire lo sviluppo delle competenze cognitive e orizzontali.

Conclusione

Nel complesso, lo studio presentato in questo articolo conferma l’utilità di utilizzare la dimensione ecosistemica per descrivere le dinamiche di adozione dell’Industria 4.0 e per favorirne l’accelerazione. Le istituzioni locali devono essere consapevoli di svolgere un ruolo chiave per l’adozione dell’Industria 4.0 e devono essere pronte a farsi carico di un’ampia gamma di azioni. Di conseguenza, le politiche industriali che si rivolgono ancora a un insieme limitato di aree di potenziale vantaggio comparativo dovrebbero ampliare il loro campo d’azione e i soggetti interessati, rivolgendosi all’intero ecosistema e riconoscendo che la necessità di migliorare la qualità della governance e di promuovere una cultura dell’innovazione può diventare un pilastro delle politiche future. Questa prospettiva potrebbe arricchirsi ulteriormente qualora l’analisi venisse ampliata a specifiche sotto-categorie di attori, quali le start-up o gli incubatori d’impresa.

_

Bibliografia

Benitez, G.B., Ayala, N.F., Frank, A.G. (2020), Industry 4.0 innovation ecosystems: an evolutionary

perspective on value cocreation, International Journal of Production Economics, Vol. 228, 107735.

Matt, D. T., Molinaro, M., Orzes, G., Pedrini, G. (2021). The role of innovation ecosystems in Industry 4.0 adoption. Journal of Manufacturing Technology Management, Vol. 32 No. 9, pp. 369-395

Reynolds, E.B. and Uygun, Y. (2018), Strengthening advanced manufacturing innovation ecosystems:

the case of Massachusetts, Technological Forecasting and Social Change, Vol. 136, pp. 178-191.

Dominik Matt (Libera Università di Bolzano)

Margherita Molinaro (Libera Università di Bolzano)

Guido Orzes (Libera Università di Bolzano)

Giulio Pedrini (Università “Kore” di Enna)

e-book
Smart Manufacturing e Industry 4.0: come “iniettare” intelligenza nei processi
ERP
Manifatturiero/Produzione
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 4