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Industria 4.0

Investimenti: le imprese artigiane puntano sul revamping

L’aggiornamento in chiave 4.0 dei macchinari esistenti è la scelta su cui puntano le imprese artigiane per sfruttare gli incentivi del piano del Governo, ma c’è un problema di tempi e di competenze: serve la proroga

12 Mag 2017

Paolo Manfredi, responsabile digitale Confartigianato


Per capire cosa stanno facendo le imprese, stiamo facendo diversi incontri sui territori, ricevendo feedback particolarmente positivi. C’è molto interesse sul Piano Industria 4.0, e un discreto tasso di attività. Direi che in particolare le imprese si stanno concentrando sul revamping delle macchine, cercando quindi di rendere 4.0 i macchinari esistenti. Credo che alla fine sarà questa la soluzione più gettonata, almeno parlando di imprese artigiane. In parole semplici, la sensazione è che sia necessario lavorare in primo luogo sulla trasformazione 4.0 del parco macchine esistenti. Il che non vuol dire che non bisogna fare investimenti su nuovi macchinari: industria 4.0 presuppone un cambiamento organizzativo dell’intera azienda. Però, se dovessi scommettere, direi che a fine anno oltre il 60% degli investimenti, in termini di numero di aziende, sarà sul revamping (ammodernamento macchine esistenti). Anche in ottica di preparare il terreno per fare poi investimenti successivi più importanti e di più ampio respiro.

Questo è un dato abbastanza interessante, ma crea una questione non da poco in termini di chi segue questi processi, nel senso che ci troviamo di fronte a un problema molto forte di competenze, che mancano sul territorio. Non solo, c’è anche un problema di tempi: i competence center, ovvero i soggetti fondamentali individuati dal Piano Industria 4.0 per dare queste competenze, andranno a bando, quindi non saranno disponibili prima di novembre. D’altra parte utilizzare super o iper ammortamento, l’investimento dell’impresa in Industria 4.0 deve essere stato pianificato, ordinato e accontato almeno per il 20% entro il 31 dicembre. Risultato: abbiamo un problema di tempi molto importante.

La conseguenza è che bisogna fare qualcosa: o allunghiamo i tempi, soprattutto spostando il limite 2017 dell’ordine dell’acconto del 20%. Oppure, ci troviamo senza le competenze che servirebbero a orientare gli investimenti.

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