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Direttore responsabile Alessandro Longo

Industria 4.0

Investimenti: le imprese artigiane puntano sul revamping

di Paolo Manfredi, responsabile digitale Confartigianato

12 Mag 2017

12 maggio 2017

L’aggiornamento in chiave 4.0 dei macchinari esistenti è la scelta su cui puntano le imprese artigiane per sfruttare gli incentivi del piano del Governo, ma c’è un problema di tempi e di competenze: serve la proroga

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Per capire cosa stanno facendo le imprese, stiamo facendo diversi incontri sui territori, ricevendo feedback particolarmente positivi. C’è molto interesse sul Piano Industria 4.0, e un discreto tasso di attività. Direi che in particolare le imprese si stanno concentrando sul revamping delle macchine, cercando quindi di rendere 4.0 i macchinari esistenti. Credo che alla fine sarà questa la soluzione più gettonata, almeno parlando di imprese artigiane. In parole semplici, la sensazione è che sia necessario lavorare in primo luogo sulla trasformazione 4.0 del parco macchine esistenti. Il che non vuol dire che non bisogna fare investimenti su nuovi macchinari: industria 4.0 presuppone un cambiamento organizzativo dell’intera azienda. Però, se dovessi scommettere, direi che a fine anno oltre il 60% degli investimenti, in termini di numero di aziende, sarà sul revamping (ammodernamento macchine esistenti). Anche in ottica di preparare il terreno per fare poi investimenti successivi più importanti e di più ampio respiro.

Questo è un dato abbastanza interessante, ma crea una questione non da poco in termini di chi segue questi processi, nel senso che ci troviamo di fronte a un problema molto forte di competenze, che mancano sul territorio. Non solo, c’è anche un problema di tempi: i competence center, ovvero i soggetti fondamentali individuati dal Piano Industria 4.0 per dare queste competenze, andranno a bando, quindi non saranno disponibili prima di novembre. D’altra parte utilizzare super o iper ammortamento, l’investimento dell’impresa in Industria 4.0 deve essere stato pianificato, ordinato e accontato almeno per il 20% entro il 31 dicembre. Risultato: abbiamo un problema di tempi molto importante.

La conseguenza è che bisogna fare qualcosa: o allunghiamo i tempi, soprattutto spostando il limite 2017 dell’ordine dell’acconto del 20%. Oppure, ci troviamo senza le competenze che servirebbero a orientare gli investimenti.

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