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l'analisi

5G, il record italiano al confronto con le aste degli altri Paesi UE

L’incasso dell’asta delle frequenze 5G ha superato di circa 4 miliardi l’importo minimo fissato nella legge di bilancio e quello di tutti gli altri paesi dove si è svolta la gara. Vediamo il quadro europeo

19 Ott 2018

Lorenzo Principali

senior research fellow I-Com

Domenico Salerno

Istituto per la Competitività – I-Com


I risultati dell’asta italiana 5G – 6,5 miliardi di euro che lo Stato incasserà e gli operatori sborseranno negli anni – costituiscono un caso particolare all’interno di un contesto internazionale – per la verità composto ancora di una casistica piuttosto ristretta – in cui le gare avvenute si sono svolte con un livello di competizione piuttosto leggero.

Un confronto internazionale è quindi opportuno per comprendere meglio il valore della nostra asta e l’impatto che avremo sul mercato italiano.

Com’è andata l’asta

Il 2 ottobre 2018 si è definitivamente chiusa la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze destinate alle reti di quinta generazione. L’asta si è rivelata molto più agguerrita del previsto, protraendosi per 14 giornate in cui si sono susseguite ben 171 tornate di rilanci. Le offerte vincenti hanno raggiunto quota 6,5 miliardi di euro, superando di circa 4 miliardi l’importo minimo fissato nella legge di bilancio e di quasi il doppio l’ammontare previsto da diversi analisti, che non superava i 3-3,5 miliardi. Come noto, la gara ha interessato frequenze su tre bande: la 694-790 MHz, molto ambita poiché permette una migliore copertura indoor, ma libera solo dal 1° luglio 2022; la 3,6-3,8 GHz, la più utile per le sperimentazioni sia a livello tecnico sia perché disponibile dal 1° gennaio 2019; e la 26,5-27,5GHz, anch’essa disponibile dal 2019.

Dei cinque lotti messi a gara nella banda 694-790 MHz, uno era stato riservato al nuovo entrante Iliad, mentre gli altri quattro sono andati a TIM e Vodafone a prezzi non dissimili da quanto versato dall’operatore francese.

La sul quale si è scatenata la contesa. Suddivisa in 4 lotti, due da 80MHz e due da 20MHz, prevedeva sostanzialmente due combinazioni: quattro assegnatari, di cui due dei lotti grandi e due dei lotti piccoli, o due vincitori dei lotti grandi e un terzo vincitore di un lotto medio (20+20). Tuttavia la fluidità del mercato italiano – che ha visto da un lato il terzo e il quarto operatore fondersi in un soggetto che per dimensioni eguaglia o supera gli altri due, e dall’altro l’ingresso dell’agguerritissimo nuovo entrante Iliad – ha reso incerto fino all’ultimo l’esito della gara.

L’assegnazione dei lotti da 80 MHz a TIM e Vodafone è stata molto più dispendiosa del previsto, portando il prezzo finale dei diritti d’uso di tali frequenze 6 volte oltre il valore inizialmente offerto (da circa 240 milioni a circa 1,7 miliardi).

Infine, i 5 lotti da 200MHz messi a gara in banda 26,5-27,5GHz sono stati assegnati uno a testa a ciascuno dei partecipanti a prezzi molti vicini a quelli iniziali.

Risultati del bando 5G

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FREQUENZAMHzASSEGNATARIODISPONIBILITA’OFFERTA INIZIALEOFFERTA FINALE
700 MHz blocco riservato10+10ILIAD ITALIA S.P.A.1° luglio 202231-dic-37€ 676.472.792€ 676.472.792
700 MHz blocco generico5+5VODAFONE ITALIA S.P.A.1° luglio 202231-dic-37€ 345.000.000€ 345.000.000
700 MHz blocco generico5+5TELECOM ITALIA S.P.A.1° luglio 202231-dic-37€ 340.100.000€ 340.100.000
700 MHz blocco generico5+5TELECOM ITALIA S.P.A.1° luglio 202231-dic-37€ 340.100.000€ 340.100.000
700 MHz blocco generico5+5VODAFONE ITALIA S.P.A.1° luglio 202231-dic-37€ 338.236.396€ 338.236.396
3700 MHz blocco specifico80TELECOM ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 338.450.000€ 1.694.000.000
3700 MHz blocco generico80VODAFONE ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 238.040.000€ 1.685.000.000
3700 MHz blocco generico20WIND TRE S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 39.674.011€ 483.920.000
3700 MHz blocco generico20ILIAD ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 43.860.000€ 483.900.000
26 GHz blocco generico200TELECOM ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 33.020.000€ 33.020.000
26 GHz blocco generico200ILIAD ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 32.600.000€ 32.900.000
26 GHz blocco generico200FASTWEB S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 32.586.535€ 32.600.000
26 GHz blocco generico200WIND TRE S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 32.586.535€ 32.586.535
26 GHz blocco generico200VODAFONE ITALIA S.P.A.1° gennaio 201931-dic-37€ 32.586.535€ 32.586.535
TOTALE OFFERTE€ 2.863.312.804€ 6.550.422.258

Fonte: Elaborazioni su dati MISE

Un confronto europeo sui bandi 5G

Per quanto riguarda le altre nazioni europee è possibile confrontare i risultati del bando italiano con quelli degli omologhi avvenuti in Gran Bretagna, Spagna e Finlandia relativi alle bande pioniere 3,6-3,8 GHz e 3,4-3,6GHz, ovvero quelle che sono o saranno a breve interessate dai progetti pilota sul 5G.

Premesso che a Paesi differenti corrispondono mercati differenti – soprattutto per ciò che attiene al grado di competizione, al bacino di utenza servito e al tasso di alfabetizzazione dei consumatori – si può procedere ad un confronto normalizzando i risultati per la durata delle licenze, il numero di abitanti e l’ampiezza della porzione di spettro assegnata. Emerge quindi il costo per MHz che gli operatori italiani pagheranno per le frequenze ogni 100.000 abitanti ammonta a 1993 euro contro i 758 della Spagna, i 589 del Regno Unito e i 256 della Finlandia. È bene precisare che il dato spagnolo, oltre che tenere conto del valore d’asta, prende in considerazione anche i 542 milioni di euro di interessi derivanti dai pagamenti dilazionati su 20 anni concessi alle telco e dei 868,5 milioni della tasa por reserva applicata dal governo sulle reti tlc.

Confronto europeo sul costo delle frequenze nei bandi 5G

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PaesiSpesaDurata (anni)Popolazione (2017)Ampiezza (MHz)BandaPrezzo x MHz (in €, per 100mila ab.)
Italia4.346.820.000 €1860.589.4452003,6-3,8 GHz1.993 €
Spagna1.410.700.000 €2046.528.0242003,6-3,8 GHz758 €
Regno Unito1.143.714.909 €2065.808.5731503,4-3,6 GHz579 €
Finlandia77.000.000 €145.503.2973903,4-3,8 GHz256 €

Fonte: Elaborazioni I-Com su dati Mise, Ofcom, CMT, Ficora

Asta 5g, quali effetti sul mercato e il sistema Paese

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