Banda ultralarga, così l'Italia cambi il piano nazionale: il parere della Camera - Agenda Digitale

le indicazioni

Banda ultralarga, così l’Italia cambi il piano nazionale: il parere della Camera

Più risorse a fibra e 5G, semplificazioni. Mappatura dell’esistente. Ma anche alzare i limiti elettromagnetici e investire sul serio sulle competenze digitali. La Commissione Trasporti Tlc della Camera ha approvato un parere che impegna il Governo, relatori Enza Bruno Bossio (PD) e Paolo Ficara (M5s)

24 Mar 2021
Enza Bruno Bossio

deputato, Partito Democratico

Oggi la Commissione Trasporti Tlc della Camera ha approvato un parere – relatori la sottoscritta e Paolo Ficara (M5s) – per impegnare il Governo a un potenziamento e revisione del PNRR nell’ambito della digitalizzazione, strategico per il rilancio del Paese.

Il parere è che pur valutando positivamente la scelta di considerare la digitalizzazione come obiettivo trasversale a tutte le missioni del PNRR, risulta tuttavia necessaria l’elaborazione di una più compiuta strategia per il digitale.

Una strategia che, pur declinandosi nelle singole missioni, sia connotata da una visione unitaria ed integrata per infrastrutture materiali (per le connessioni mobili e per le connessioni in fibra ottica) e per il patrimonio immateriale (con particolare riferimento alla formazione delle competenze) tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato.

Serve quindi una visione unitaria per questo disegno, che eviti la frammentazione degli interventi e che dovrebbe esplicarsi in una strategia integrata nel PNNR, con una governance ben determinata ed efficace.

Il Governo valuti quindi l’opportunità di articolare in termini unitari, nell’ambito del PNRR, una strategia per il digitale che deve costituire il quadro di riferimento per gli interventi declinati nelle singole missioni, che ne garantisca il coordinamento e l’integrazione e caratterizzata da una governance ben definita ed efficace che assicuri una puntuale elaborazione dei progetti e ne coordini e monitori lo sviluppo e la realizzazione valutando i risultati sulla base di parametri collegati agli indicatori DESI in modo da verificare nel tempo il miglioramento dei medesimi indicatori.

Si valuti anche l’opportunità di aumentare la dotazione finanziaria per la realizzazione degli interventi e degli obiettivi descritti.

Accelerazione del piano banda ultra larga

Con riferimento alle infrastrutture materiali di cui alla missione 1, componente 2, è essenziale l’accelerazione della realizzazione delle connessioni veloci in fibra (il piano del Governo è in ritardo di due anni, come riconosciuto dallo stesso Mise, Ndr.).

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La Comunicazione COM (2021) 118 final Bussola per il digitale 2030: la via europea al decennio digitale (Digital compass 2030) individua obiettivi di connettività ambiziosi: la connettività di almeno 1 Gbps per tutte le famiglie europee e copertura 5G in tutte le aree popolate.

Nell’audizione del 18 marzo 2021 il Ministro dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale ha indicato obiettivi ancor più ambiziosi: assicurare il raggiungimento di questi obiettivi fin dal 2026.

Si assumano quindi le iniziative per favorire un’accelerazione del completamento del dispiegamento della fibra ottica, individuando le più opportune modalità e le eventuali risorse aggiuntive per assicurare un utilizzo diffuso e coerente con gli obiettivi della Gigabit society delle connessioni veloci, per le famiglie, per le realtà produttive e per le pubbliche amministrazioni, assicurando che oltre all’infrastruttura fisica siano adeguatamente implementate le necessarie scelte tecnologiche complementari per sfruttare pienamente il potenziale di crescita e di trasformazione da esse derivanti, prevedendo la mappatura delle reti mobili e il censimento delle reti degli operatori.

A questo proposito occorre preliminarmente una verifica di cosa sia già stato realizzato al fine di evitare una scorretta allocazione delle risorse, sia con riferimento alle infrastrutture in fibra sia con riguardo alle infrastrutture per il 5G.

  • Sarà necessario procedere con una mappatura esaustiva, entro la prima metà del 2021, di tutti gli interventi pubblici e privati già in essere, in modo da evidenziare quali siano le zone rimaste scoperte da adeguata copertura e indirizzare le risorse del PNRR verso tali aree di priorità.
  • Con riferimento al completamento dell’infrastruttura in fibra ottica fino all’abitazione (FTTH, fiber to the home), va inoltre ulteriormente rafforzato lo sforzo già iniziato con diversi interventi normativi in questa legislatura (da ultimo con il decreto-legge n. 183 del 2020, con riguardo alla connessione in fibra per scuole ed ospedali), verso una semplificazione delle procedure autorizzatorie, anche a livello di regolamentazione locale.
  • In particolare devono essere assunte iniziative volte a contenere i tempi per le autorizzazioni da parte dei soggetti concessionari pubblici (ANAS, RFI, Autostrade) nonché degli enti locali (comuni e province) e delle soprintendenze (archeologiche e paesaggistiche) in modo da rendere più fluido e meno farraginoso il procedimento che non può richiedere un tempo maggiore rispetto a quello necessario all’esecuzione dell’intervento.
  • Occorrerebbero poi con riferimento al settore privato, strumenti di sostegno alla domanda, che si accompagnino ai voucher per la connettività, in grado di colmare l’attuale ritardo nella sottoscrizione di contratti per connessioni in fibra da parte degli italiani e che potrebbero essere connessi anche all’insieme degli incentivi per la modernizzazione del patrimonio abitativo in essere, un vero e proprio digital bonus idoneo a favorire il cablaggio degli edifici superando le difficoltà che sono state rilevate in questo processo.
  • al fine di velocizzare i lavori nelle aree bianche del Piano Banda Ultra Larga, si valuti di prevedere che la Presidenza del Consiglio dei Ministri possa nominare il Presidente della Regione o della Provincia Autonoma come commissario straordinario anche per l’acquisizione di permessi concessori da parte di enti e società;
  • si valuti l’opportunità di prevedere, eventualmente in associazione con SPC, lo sviluppo di una rete “Edge-cloud” nazionale, che è centrale e strategica per l’interesse del Paese. L’edge-cloud rientra in una più generale prospettiva dell’internet del futuro e rappresenta la chiave per ottenere i necessari miglioramenti di qualità (throughput, latenza, video delay, download/upload time, etc.), senza i quali l’evoluzione verso una rete fissa in fibra ottica e mobile 5G (e 6G) non potrà fornire i frutti desiderati.
  • con riferimento allo sviluppo della montagna, il Parlamento ha adottato recentemente, tramite interventi di indirizzo, delle linee che ben si possono inserire all’interno del Piano Nazionale di ripresa e resilienza. Con la mozione 1-00312 si è infatti dato un indirizzo specifico al Governo con riguardo ai territori montani e alle aree interne. Alla luce degli ingenti fondi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza si ritiene necessario prevedere, a favore di una sempre maggiore coesione e perequazione sociale delle aree montane e delle aree interne, un investimento prioritario che porti al completamento della rete nazionale di telecomunicazione in fibra ottica, della digitalizzazione ed innovazione della PA, dello sviluppo delle infrastrutture e servizi digitali del Paese (datacenter e cloud) e interventi per una digitalizzazione inclusiva contro il digital divide. Si ritiene quindi essenziale procedere secondo una efficace «Agenda digitale per la montagna» che risponda alle urgenze dei territori in particolare per collegare in rete tra loro i Comuni (decisivo per la collaborazione tra gli Enti, e le Unioni stesse).  A tale riguardo, le aziende pubbliche (Enel, Eni, Anas, Ferrovie dello Stato, Rfi, Tema, e altro) devono investire in montagna e nelle aree interne creando valore sociale e non solo finanziario, impegnando risorse e competenze per la transizione energetica ed ecologica, al fine di realizzare territori e montagne intelligenti e sostenibili, a prova di futuro, in dialogo con le aree urbane e metropolitane.

Mobile e 5G

Con riferimento alle connessioni mobili ad oggi il PNRR non destina in modo specifico risorse per il superamento del digital divide nelle aree remote: occorre quindi assumere iniziative far fronte a tale problematica;

Tra gli interventi ai quali è necessario destinare le risorse del Piano, per quanto sopra detto, va pertanto certamente annoverato il finanziamento di iniziative capaci di accelerare la diffusione del 5G.

  • Sarebbe opportuno che le risorse del PNRR siano utilizzate per sostenere la copertura 5G di aree ad elevato interesse culturale come musei, siti archeologici, parchi, e borghi storici (oltre che delle strutture sportive già indicate nel Piano) nonché per le reti ferroviarie ad alta velocità e autostrade e strade.
  • Infine, come già evidenziato nel parere reso dalla IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni sulle linee guida per la predisposizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, accanto alle necessarie infrastrutture di base occorre costruire una strategia che riguardi tutte le componenti del mosaico tecnologico che connota la digitalizzazione.
  • Si assumano altresì iniziative per assicurare la realizzazione di nuove torri FWA, 4G e 5G nonché per la realizzazione di una rete di trasporto in fibra per il collegamento delle torri esistenti e di nuova realizzazione unitamente ai ponti radio di ultima generazione. Al fine di garantire una copertura rapida del Paese è necessario ricorrere a una soluzione basata su un mix di tecnologie in grado di garantire velocità Gigabit che privilegi l’impiego di connessioni FttH nelle aree più densamente popolate e che si avvalga di soluzioni FWA 5G o 5G nelle aree più remote dove è più oneroso e meno efficiente ricorrere a soluzioni fisse. Un approccio di questo tipo consente di realizzare un servizio VHCN in tempi molto rapidi e con un costo molto ridotto.
  • In particolare, nelle aree grigie, serve sostenere l’utilizzo complementare di tecnologie FttH-FWA5G, attraverso bandi di gara suddivisi in molteplici lotti e rimettendo la scelta sul mix tecnologico ai partecipanti ai bandi. Questo meccanismo consentirebbe di ridurre molto i tempi di realizzazione e di aumentare la disponibilità di risorse da investire e, allo stesso tempo, permetterebbe di preservare la concorrenza a livello di Paese, garantendo la massima efficienza e la massima qualità del servizio all’interno del singolo lotto.
  • Inoltre, per facilitare la realizzazione di reti VHCN con tecnologia FWA5G, sarebbe necessario sostenere soluzioni di condivisione di frequenze tra più operatori oppure la messa a disposizione di nuove frequenze destinate specificamente a queste finalità di copertura;
  • Infine si valuti l’opportunità di adeguare gli attuali limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche a quelli europei.

Digitalizzazione delle PA

Con specifico riferimento, alla missione 1, componente 1, riguardante la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, andrà sicuramente sviluppato un sistema di piattaforme abilitanti che permettano di realizzare finalmente l’obiettivo di una comunicazione once only nei rapporti tra imprese e cittadini assicurando una straordinaria semplificazione burocratica.

A tal fine vanno accresciuti i servizi disponibili sulle interfacce tra pubblica amministrazione e privati e devono essere accresciuti gli investimenti per raggiungere la piena interoperabilità tra le banche dati delle pubbliche amministrazioni, lavorando anche intensamente per migliorare la “qualità” dei dati detenuti dal settore pubblico.

Competenze digitali

Tutto questo, come precisato anche nell’ambito della missione 4, componente 1,  richiede uno sviluppo delle competenze digitali in modo da costruire quella solida base di capitale umano senza la quale diventerebbe concreto per il nostro Paese il rischio di una progressiva marginalizzazione; proprio con riguardo alle competenze l’Italia sconta infatti un grave ritardo rispetto all’Europa, risultando in coda alle statistiche non solo sulle competenze digitali generali ma anche nella quantità di laureati STEM.

Anche a livello universitario potrebbe essere utile favorire la creazione di lauree triennali professionalizzanti, che potrebbero accelerare l’immissione sul mercato di figure di alta professionalità, nonché valutare una possibile integrazione tra la formazione universitaria e la formazione tecnica terziaria degli ITS;

Allo stesso modo occorre inoltre rafforzare i processi di aggiornamento professionale accompagnando i lavoratori della pubblica amministrazione e delle imprese in modo da assicurare che il cambio tecnologico si unisca al necessario cambio culturale a tutti i livelli.

Si valuti di conseguenza da parte del Governo l’opportunità di investire sulle competenze digitali in tutti i settori della società e della PA e per una formazione riqualificante per dipendenti pubblici e privati che metta al centro del sistema cybersecurity e blockchain.

È infatti fondamentale che la sicurezza cibernetica diventi uno dei fattori abilitanti per la PA e per i privati ma anche il presupposto necessario di un’architettura nazionale di rete agile, evoluta e flessibile per il futuro;

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