elettromagnetismo

Bloccare i sindaci anti-5G? Il Dl Semplificazioni è arma spuntata

L’Italia ha scelto il DL Semplificazioni per limitare il potere dei tanti sindaci che stanno vietando il 5G, ma sarebbe meglio puntare sull’aumento dei limiti elettromagnetici. Ecco perché

07 Lug 2020
Fulvio Sarzana

Avvocato, professore Uninettuno


L’Italia ha scelto il DL Semplificazioni per limitare il potere dei sindaci che – per ora in 500 – stanno vietando il 5G nei propri comuni, ma rischia di essere arma spuntata. E forse la via migliore sarebbe innalzare i limiti elettromagnetici portandoli a livello europeo.

La controversia sul 5G

Vediamo infatti i termini della questione. Le ordinanze dei sindaci, citando un principio di precauzione, stanno vietando in toto il 5G. Il punto d’appoggio giuridico è nella riforma costituzionale 2001, legge 36/2001, che nell’art. 8 comma 6 scrive: “I comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.

La questione è se la norma sia interpretabile come facoltà solo di stabilire un piano di regolazione o persino come possibilità di arrivare a vietare in toto le antenne; questo a fronte per altro del diritto dei cittadini all’accesso alle reti di comunicazione, come previsto dalla normativa comunitaria.

Alcune recenti pronunce del Tar, contro le ordinanze, avvallano l’interpretazione più restrittiva di questa facoltà, ma la questione è aperta.

Dl Semplificazione e 5G

Ecco perché il Governo nel DL Semplificazione chiarisce i limiti dei poteri costituzionali dei Comuni. Si legge nella sua relazione illustrativa che le norme prevedono che “i comuni possano adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato” ai sensi della stessa legge del 2001. “Viene così modificata l’attuale disciplina che prevede che i comuni possano adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici”.

La nostra rubrica dedicata all’elettromagnetismo

I limiti del Semplificazione

Una norma siffatta si espone però a ricorsi dei Comuni al Tar e poi persino alla Corte Costituzionale. Organi che alla luce proprio della legge del 2001 potrebbero considerare il Semplificazione in contrasto con i poteri costituzionali degli enti locali. Si dovrebbe quindi fare una nuova riforma costituzionale per dirimere la questione? Più semplicemente, la soluzione potrebbe essere quella di alzare i limiti elettromagnetici che ora in Italia sono molto draconiani, 6 volt al metro, rispetto alla media europea.

La facoltà di cambiare i limiti è del Governo e non è opponibile dai Comuni. In questo modo inoltre si consentirebbe agli operatori di ottimizzare la copertura 5G, minimizzando l’impiego di antenne e quindi l’impatto urbanistico della nuova rete (finalità che dovrebbe coincidere con quella dei sindaci; o perlomeno di quelli che non sono animati da pregiudizio verso l’evoluzione tecnologica).

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