l'analisi

Calcio, perché è importante l’intervento di Agcom su DAZN

Agcom chiede a Dazn di fare accordi con operatori alternativi a TIM per evitare congestioni e tutelare gli utenti. E’ la prima volta che Agcom agisce su un over the top e anche se chiede cose che eccedono probabilmente i suoi poteri si tratta di un intervento significativo

28 Giu 2021
Vincenzo Lobianco

Già consigliere per l’innovazione tecnologica dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

dazn agcom

Nei confronti di DAZN, a sorpresa, almeno per i non addetti ai lavori, l’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) ha battuto un colpo, fragoroso e coraggioso. Fragoroso perché il calcio non è un tema di secondo piano e tutto quello che gli gira intorno, come vediamo in questi giorni, è destinato a fare clamore e alimentare discussioni. Coraggioso perché per la prima volta il Garante prescrive, ancorché con un atto di indirizzo, a un Over the Top, soggetti notoriamente non regolati dall’AGCOM, cosa deve fare e come comportarsi per l’offerta del campionato di calcio di Serie A in streaming. Occorre dire, al riguardo, che l’AGCOM era già intervenuta nei confronti di un soggetto non regolato (Amazon) ma nel settore postale in un contesto completamente diverso.

Agcom su DAZN

Sul contenuto dell’atto di indirizzo non si conoscono dettagli ulteriori rispetto a quanto detto nel comunicato stampa AGCOM. Il documento non è stato ancora pubblicato al momento della stesura di queste considerazioni.

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Sul piano formale, si tratta comunque di un atto di indirizzo e non di una delibera, decisione cogente nei confronti di un soggetto regolato. Sembrerebbe quindi un provvedimento non prescrittivo, una moral suasion se vogliamo, finalizzato a orientare i comportamenti di un soggetto non regolato ma la cui offerta può impattare, e non poco, sulle infrastrutture di rete degli operatori e in ultima analisi sulla qualità del servizio finale offerto agli utenti, i cui diritti, in qualità di sottoscrittori paganti di un servizio, devono comunque trovare tutela. Il primo commento, quindi, non può che essere positivo, in attesa di conoscere i dettagli della decisione, la sua portata complessiva e poter eventualmente valutare la sua resilienza a eventuali reclami verso il giudice amministrativo da parte dei soggetti coinvolti.

Un doppio fine

E infatti il Garante, nel comunicato stampa, spiega che duplice è la finalità del provvedimento:

  • in primo luogo “evitare fenomeni di congestione della rete, conseguente ai picchi di traffico, che potrebbero verificarsi in corrispondenza della trasmissione simultanea di uno o più eventi calcistici”
  • e in secondo luogo “prevenire i disservizi per gli abbonati e contrastare il degrado della qualità del servizio di accesso ad Internet per tutti gli utenti”.

Il primo fine è sicuramente quello più rilevante. L’AGCOM non interviene sul tema dell’architettura di rete di DAZN, non ne avrebbe il potere d’altronde, la cui qualità era stata garantita da professori universitari al momento dell’aggiudicazione della gara dei diritti TV. Non è questo il punto e le garanzie fornite alla Lega di serie A sono solo parziali. Il problema rilevato dal Garante è il possibile impatto che il traffico generato da DAZN per distribuire in live streaming le partite di calcio, in particolare nel caso di eventi simultanei, potrebbe avere sull’integrità della rete nazionale a banda ultralarga e sulla garanzia di qualità del servizio complessivo ritenendo essenziale che la rete continui a funzionare entro parametri normali anche in presenza di picchi di traffico elevati.

Obbligo ad accordarsi con soggetti diversi da TIM

Per raggiungere questo obiettivo, il Garante richiede a DAZN di raggiungere sollecitamente (entro il 22 agosto e quindi prima dell’inizio della stagione) accordi con gli operatori alternativi a TIM per definire le modalità di distribuzione del traffico generato dalla trasmissione delle partite di calcio, che utilizzino architetture di CDN “Edge” portando quindi i server che memorizzano i contenuti in cache il più vicino possibile all’utente.

Queste soluzioni consentiranno di minimizzare il ritardo nella fornitura dei contenuti. E’ questo un aspetto molto importante e sul quale si ritornerà più avanti. Per lo scopo anzidetto, DAZN dovrà fornire ai principali operatori di rete, quelli con copertura broadband dell’ordine del 15% (Fastweb, Wind e Vodafone) server della propria rete Edge da integrare nella rete di questi ultimi in numero e distribuzione geografica adeguate a sostenere una quota “sufficiente” del traffico complessivo generato dal live streaming delle partite. Questi apparati dovranno essere forniti anche agli operatori di dimensioni minori (tra i quali tra gli altri Tiscali ed Eolo) in misura però proporzionalmente ridotta rispetto agli operatori principali.

Questa indicazione appare essere la più critica del provvedimento. Si tratta in sostanza di “obbligare” un operatore non regolato nel mercato di riferimento al raggiungimento di accordi del tutto analoghi a quelli di interconnessione, previsti dal Codice delle comunicazioni a carico degli operatori regolati. Terrà quindi il provvedimento davanti al giudice amministrativo? Si vedrà ma si può immaginare già da ora che DAZN non avrà poi molto interesse a mettere in discussione il provvedimento. La realizzazione della CDN Edge presso gli operatori alternativi non può che migliorare la qualità del servizio nei confronti di oltre la metà degli utenti, quelli che secondo l’Osservatorio AGCOM non sono attestati sulla rete di TIM, anche se a prezzo di maggiori costi per DAZN. In caso però di malfunzionamenti nel corso delle trasmissioni quest’ultimo potrebbe condividere le colpe con gli altri operatori senza rischiare di essere il solo, insieme eventualmente a TIM, a doverne sopportare le conseguenze nei confronti della Lega e degli utenti.

D’altra parte, gli operatori alternativi trovano soddisfazione nella principale delle loro richieste, ossia quella di non dover obbligatoriamente passare per TIM, i cui termini di “esclusiva” dell’accordo con TIM dovrebbero essere resi noti e valutati da chi di dovere, per poter distribuire i pregiati contenuti ai propri utenti. Gli operatori sono connessi direttamente ai server di DAZN, che provvederà ad aggiornare i contenuti utilizzando la propria rete managed non ingolfando, quindi, la rete di interconnessione tra gli operatori e TIM e riducendo anche il ritardo rispetto al tempo “reale” della partita. Già adesso infatti, assistendo da casa alle partite, l’urlo del gol può arrivare nel condominio in momenti differenti a seconda del mezzo, DTT, satellite o internet e della qualità SD, HD o 4K, senza contare i ritardi abissali registrati all’inizio da DAZN ma che erano dovuti probabilmente alle carenze della sua prima rete CDN.

Tutela degli utenti

La seconda delle finalità del provvedimento contenuta nel comunicato stampa del Garante, ossia quella di tutela dell’utenza a fronte sia di eventuali disservizi per i fruitori di contenuti DAZN sia per evitare il degrado dell’accesso a Internet per tutti gli utenti, sarà raggiunta auspicabilmente nel momento in cui verrà attuato quanto sopra descritto da parte di DAZN e degli operatori alternativi a TIM. Al riguardo non si può non rilevare che adeguare le reti degli operatori in tempi così ristretti rappresenta un obiettivo sfidante ma non c’erano alternative vista la data d’inizio del campionato di serie A.

A tale scopo il Garante si riserva di vigilare sulle “iniziative assunte dalle parti valutandone gli effetti, per i profili di competenza, sulle dinamiche concorrenziali e sulla qualità del servizio riservandosi di intervenire anche in via d’urgenza, ricorrendone i presupposti, a tutela degli utenti e del mercato”. Anche questo aspetto potrebbe destare qualche perplessità sul fondamento giuridico e sulla relativa messa in pratica. Si potrà esprimere un parere più compiuto dopo aver visto l’atto di indirizzo e anche questo rappresenterà una sfida per l’AGCOM per garantire l’efficacia del suo intervento.

In conclusione, l’importanza dell’intervento Agcom su DAZN

Si ribadisce tuttavia che si tratta di un provvedimento coraggioso al quale non si può che augurare il migliore degli esiti perché, a ben vedere, il provvedimento potrebbe avere un effetto secondario sicuramente più importante di quello far vedere senza intoppi agli abbonati il campionato di calcio in streaming.

Il calcio ha rappresento il principale driver per la diffusione della pay-tv prima sulle reti terrestri e poi su quelle satellitari. Adesso potrebbe essere il motore per stimolare la domanda di accesso alla banda ultralarga, insieme all’enorme successo delle serie TV in streaming che, complice ahinoi il lockdown, ha spinto verso l’alto il consumo di banda internet e le fortune degli OTT. Lo streaming on-demand, tuttavia, ha un impatto ridotto e più gestibile da parte degli operatori rispetto al live-streaming, in particolare in presenza di eventi simultanei.

L’effetto secondario di cui si diceva prima sarebbe quindi quello di contribuire allo sviluppo di un’infrastruttura di rete a banda ultralarga nazionale efficiente e adeguata ai servizi che devono essere forniti agli utenti.

La garanzia che la rete resiste bene anche alla prova del calcio in live streaming rappresenterebbe un robusto incentivo alla domanda di accesso alla rete a banda ultralarga e anche alla sua diffusione su tutto il territorio nazionale.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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