Il 29 gennaio 2026 il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha presentato al CNEL il documento “Made in Italy 2030 – Per una nuova strategia industriale”. È un testo corposo, di oltre 300 pagine, che ambisce a delineare la rotta della politica industriale italiana per il prossimo quinquennio. Tra le quattro transizioni indicate come decisive – demografica, geopolitica, digitale e green – quella digitale appare il terreno più delicato per la competitività nazionale.
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Made in Italy 2030: perché siamo in ritardo nel digitale e che si può fare
La transizione digitale nella strategia Made in Italy 2030 del Mimit è indicata come leva decisiva per la competitività nazionale, ma è ancora grande il ritardo dell’Italia su competenze, infrastrutture e adozione tecnologica da parte delle aziende. Il documento alterna diagnosi puntuali e strumenti ancora insufficienti
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