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Desktop as a Service: cos’è e le soluzioni presenti nel mercato



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Ascrivibile alla duttilità del Cloud, il Desktop as a Service mette a disposizione degli utenti degli ambienti virtuali raggiungibili da qualsiasi luogo o dispositivo. Non va confuso con la Virtual Desktop Infrastructure, pure se sono simili tra loro. Abbiamo provato alcune delle soluzioni in commercio

Pubblicato il 1 ago 2023

Giuditta Mosca

Giornalista, esperta di tecnologia



desktop as a service
(Foto: https://unsplash.com/LCun3uxh-z0)

Esplosa durante l’emergenza da Covid-19, la crescita delle tecnologie Cloud non si ferma neppure nell’epoca post-pandemica e ciò significa che, anche avendovi fatto ricorso giocoforza, l’utilità, la praticità e il costo ne giustificano una continua adozione.

Non fa eccezione il Desktop as a Service (DaaS), mercato che vale 4 miliardi a livello globale (3,66 miliardi di euro), è destinato a triplicare il fatturato nel corso dei prossimi anni, anche perché possono farvi ricorso le organizzazioni di ogni grandezza e dimensione geografica.

Il desktop classico così come ci arriva dagli ambienti aziendali è da considerare sulla via del tramonto e questo non soltanto per via dello Smart working, ma anche per la crescente necessità di mobilità dei dipendenti delle imprese i quali possono avere bisogno di svolgere attività mediante dispositivi diversi tra postazioni di lavoro fisse, laptop e dispositivi mobili.

Che cos’è il Desktop as a Service

È un desktop completo che comprende sistema operativo, file, applicazioni e impostazioni utente fornito via Cloud da un provider e che viene eseguito su macchine virtuali ospitate in un’infrastruttura terza. L’utente che avvia un’applicazione in realtà non la sta eseguendo sul proprio computer ma su un server remoto e questo sgrava il dipartimento IT dai compiti meno allettanti quali la preparazione dei computer, l’installazione e l’amministrazione dei server, la gestione dell’intero parco hardware e software la quale, nelle organizzazioni più grandi, prevede dei livelli di servizio diversi – di norma fino a tre – che risolvono i problemi a seconda della gravità e delle competenze necessarie a ripristinare la situazione.

Il desktop remoto può anche essere utilizzato una sola volta e poi distrutto e ricreato per ogni accesso successivo, questo grazie alla duttilità della virtualizzazione degli ambienti i quali, per definizione, sono facilmente ricostruibili.

Chi lo utilizza

È tipicamente utilizzato da grandi organizzazioni ma si presta anche a quelle più piccole che hanno necessità di accesso da diversi dispositivi a quello che, a tutti gli effetti, corrisponde a ciò che oggi viene chiamata postazione di lavoro, ossia il computer fisicamente posizionato sulla scrivania di un dipendente.

Ci sono anche altri vantaggi, come vedremo, che rendono il Desktop as a Service una tecnologia utile alle organizzazioni di qualsiasi grandezza nelle quali le attività lavorative vengono svolte anche solo parzialmente in mobilità.

Come funziona il Desktop as a Service

Dal punto di vista tecnico il Desktop as a Service è creato in una macchina virtuale che esegue lo streaming sul dispositivo usato dall’utente e, a seconda della configurazione, gli mette a disposizione tutto ciò di cui necessita per svolgere i propri compiti, quindi anche spazio di archiviazione dei dati e per il loro backup oltre alle tecnologie utili alla cyber security.

Il provider si fa carico di tutti i compiti di amministrazione, gestione e aggiornamento dell’infrastruttura che mette a disposizione dei propri clienti i quali, in cambio del servizio, pagano un abbonamento.

Principalmente esistono due configurazioni, ovvero:

  • desktop persistenti: gli utenti possono personalizzare i rispettivi desktop e farne un uso continuato nel tempo
  • desktop non persistenti: vanno cancellati quando l’utente si disconnette

La prima tipologia ha un costo maggiore e prevede una più ampia quantità di risorse.

Vantaggi del Desktop as a Service

Il primo vantaggio è l’affidabilità. I fermi macchina sono pressoché azzerati perché il provider si adopera affinché la continuità di servizio sia garantita. A questo però si aggiungono altre leve positive:

  • backup e recovery
  • flessibilità
  • minori costi di manutenzione, implementazione e gestione
  • maggiore sicurezza

C’è da tenere conto della maggiore rapidità con cui i software usati da un’azienda possono essere distribuiti tra i dipendenti e tutto ciò in modo automatizzato, senza necessità dell’intervento umano né di una continua pacchettizzazione degli applicativi la quale, pure laddove necessaria, è demandata al provider.

Le soluzioni presenti nel mercato oggi

Il mercato dei servizi Cloud è densamente popolato da attori competitivi che offrono soluzioni di alta qualità. Ne abbiamo provate o approfondite alcune.

Workspot

Soluzione che offre desktop Windows 10 e Windows 11 su Microsoft Azure e gestisce anche applicazioni virtuali ma non i dati, che devono essere quindi resi disponibili tramite uno storage esterno. L’integrazione è facilitata dal supporto offerto da Workspot, che lavora con l’IT dei clienti per trovare la quadratura del cerchio garantendo la continuità di servizio.

I prezzi variano a seconda del pacchetto scelto ma è possibile organizzare una demo per testare con mano le potenzialità delle soluzioni.

Flaneer

Si appoggia ad Amazon Web Services (AWS) ed è una soluzione pensata soprattutto per chi necessita di molta potenza di calcolo e di molta Ram. È una soluzione pensata soprattutto per i creativi che lavorano con l’editing video o con software per la progettazione.

Flaneer è completo, permette anche di utilizzare i file degli utenti rispettando le policy di accesso e mette a disposizione fino a 1 32 GB di RAM e 500 GB di storage. I prezzi variano dai 95 dollari ai 558 dollari al mese (87 euro e 510 euro rispettivamente).

FastDesk

Incentrata sui sistemi operativi e sugli applicativi Microsoft, FastDesk è una soluzione completa che permette la totale personalizzazione del desktop e si rivolge a ogni tipo di pubblico, annoverando tra i propri clienti anche enti e organizzazioni pubbliche.

L’IT interno dell’azienda cliente può gestire policy e regole e distribuire le app che servono ai diversi comparti dell’impresa.

Si può provare gratuitamente e i prezzi partono da 34 dollari al mese (31 euro circa).

Kasm Workspaces

Tra quelle che abbiamo provato è la soluzione più duttile. La distribuzione avviene su sistemi operativi Linux e applicazioni Open source ma è completamente personalizzabile, è anche possibile creare desktop Windows. La versione Community è gratuita e può essere prelevata qui, dispone di quasi tutte le funzionalità della variante a pagamento ed è pensata per chi vuole testare la piattaforma, per le organizzazioni no profit e per i privati.

Citrix DaaS

Citrix è un mostro sacro delle connessioni remote e, ormai da almeno due decenni, lavora in stretto contatto con Microsoft, tanto da rappresentare una variante comunemente diffusa e accettata del protocollo RDP (Remote Desktop Protocol) di Microsoft.

L’esperienza ha un’importanza specifica: gli amministratori IT possono dare un’occhiata alla demo online per rendersi conto di quanto sia facile e rapido configurare i desktop, gli accessi ai file, le applicazioni e le altre risorse interne o esterne all’azienda, anche il Cloud ibrido.

Differenze tra DaaS e VDI

La Virtual Desktop Infrastructure (VDI) permette alle organizzazioni di accedere ai dati mediante internet. L’hosting remoto dei sistemi operativi viene eseguito da un server a cui gli utenti si connettono per usarne le risorse e i dati risiedono in un data center terzo. Il costo è superiore perché chi ne fa uso paga un’infrastruttura di rete, una potenza di calcolo e dello spazio disco e necessita di un’ingegnerizzazione affidata al dipartimento IT interno.

Viceversa, nel caso del modello DaaS, è il provider a farsi carico dei costi di implementazione e di gestione dell’infrastruttura che mette a disposizione dei propri clienti e questo, oltre ad avere un impatto positivo sui costi, consente alle organizzazioni che vi fanno ricorso di potere avere degli effettivi IT più contenuti.

Le infrastrutture VDI hanno però dei vantaggi soprattutto per quelle imprese che necessitano di particolari standard di sicurezza o di applicazioni il cui uso è disciplinato da norme sovranazionali o internazionali.

Perché scegliere il modello Data as a Service

I motivi sono diversi, a cominciare dalla minore necessità di forza uomo e di conoscenze per amministrare l’intera struttura. Giocano un ruolo fondamentale i minori costi rispetto a soluzioni equipollenti (come le già citate infrastrutture VDI) ma la differenza più marcata è da ricondurre alla flessibilità delle soluzioni DaaS, in grado di soddisfare in modo affidabile e trasparente le necessità di quelle imprese i cui dipendenti lavorano in mobilità.

L’implementazione avviene nel rispetto di elevati standard di sicurezza e, tra le soluzioni in commercio, ce ne sono molte che consento di abilitare i dispositivi mediante i quali gli utenti possono interagire con il DaaS, cosa questa che limita i rischi di intrusioni e di usi non graditi.

Il costo di manutenzione dell’infrastruttura ne giova, così come vengono ridotte le voci di budget relative all’acquisto di hardware e software.

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