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Direttore responsabile Alessandro Longo

Corte dei conti

E se provassimo a realizzare un “Reinventing Government” anche in Italia?

di Luca Attias e Michele Melchionda, Corte dei conti

20 Nov 2014

20 novembre 2014

La proposta di due manager pubblici per sbloccare il nostro Paese affogato nella palude della peggiore burocrazia. Una nuova Autostrada del sole digitale: #A1Digitale

Il nostro Paese ha dato il meglio di sé in nei momenti di grande difficoltà, in tutti quei momenti in cui i più ci davano per spacciati.  Abbiamo sempre avuto bisogno di grandi eventi, perlopiù negativi, per ritrovare unità e stimoli: il dopoguerra, i terremoti, le alluvioni, i grandi attentati della mafia e del terrorismo.

Questo attuale è uno di quei momenti e gli elementi ci sono tutti, ben delineati e visibili.  Una crisi economica prolungata, la disoccupazione al limite della tollerabilità, un livello di degrado sociale e di diffusione del malaffare paragonabili a quello tipico dei periodi post bellici.

Ci sono anche, come in tutti i periodi cui facevamo cenno, tutti i presupposti per smetterla di lamentarsi e ripartire.  Possiamo evitare i passaggi che avremmo dovuto fare ma che non abbiamo fatto, è ora di prendere l’ascensore e saltare tutti i piani che ormai sarebbe inutile attraversare.

E’ ora di pensare in grande e, come già accaduto in questo Paese tra gli anni 50 e gli anni 70 del ‘900, lavorare sulle grandi infrastrutture e tra queste, immediatamente su quelle ICT.  Tra le grandi infrastrutture di un Paese, oggi quelle ICT sono da considerare abilitanti e primarie ed in grado di condizionare profondamente la capacità di crescita di una nazione.  Oggi la civiltà di un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto dalla sua PA, dalle sue imprese e dai suoi cittadini.

L’Italia è ad un bivio: continuiamo a parlare di digitalizzazione ed infrastrutture ICT, come facciamo da vent’anni, o passiamo finalmente alla fase attuativa di queste grandi opere d’innovazione del Paese?  Continuiamo a frammentarne la governance o indichiamo con chiarezza gli obiettivi assegnati a ciascuno degli attori e i tempi entro cui realizzarli?

Approfittiamo di questo momento di grande crisi, ma anche di grande voglia di cambiamento e di grande entusiasmo di tantissime parti sane di questo Paese presenti, in ambito pubblico e privato, in piccole e grandi imprese, tra grandi professionisti e forza lavoro.  Ripartiamo dalle donne e dagli uomini non disponibili a farsi inghiottire dalle sabbie mobili della burocrazia e della corruzione, pronti a dare il loro contributo e ad offrire il loro entusiasmo e la loro competenza sulle basi di un progetto etico e credibile, pronte a mettersi in gioco per puntare su obiettivi innovativi piuttosto che su antiquate e stucchevoli aspettative.

Indichiamo una strada certa ed affidabile ai tanti giovani italiani in giro per il mondo, che ricevono continuamente riconoscimenti di capacità progettuale e competenza.  Consentiamo loro e a tutti i giovani cittadini europei di creare anche nel nostro Paese una startup in pochi minuti, aprendo la Pubblica Amministrazione alla loro capacità di innovazione, facilitandone effettivamente l’ingresso nelle gare pubbliche.

Le norme riferite alla digitalizzazione del Paese siano ridotte e semplificate, puntando direttamente a performances e risultati come brillantemente realizzato nel Reinventing Government degli Stati Uniti.  Si dia alle stesse norme validità immediata per tutte le Amministrazioni, rendendole un obbligo ineludibile per tutto l’apparato burocratico e il cui rispetto diventi vincolo per l’accesso ai fondi relativi.  Il Parlamento utilizzi le proprie competenze si elevi a “guardiano” del processo di riforma, anche qui attingendo all’esperienza del General Accounting Office degli U.S.A., per esempio con una Commissione ad hoc che svolga il ruolo di valutatore e revisore dei piani strategici e di performance, e che vigili sui tempi di attuazione.

Con queste premesse potrebbe essere finalmente possibile affidare ai Ministri competenti e all’AGID la realizzazione di un Piano Regolatore Nazionale di digitalizzazione del paese, con annesso Piano Attuativo.  Un Piano che contenga indicazioni progettuali precise sulle infrastrutture, sui modelli da seguire e sugli standard da utilizzare, oltre ad individuarne ex ante gli attuatori.  Un Piano che provveda ad individuare le applicazioni e le banche dati da unificare e da condividere (SPID, ANPR e Fatturazione elettronica docent!). Un Piano che individui le applicazioni specifiche e strategiche per ogni PAC e per le PAL, e solo su queste ultime consenta loro investimenti per il futuro.

Il Parlamento provveda il prima possibile a semplificare le norme relative agli appalti pubblici e quindi metta CONSIP nella condizione di continuare a svolgere, nel migliore dei modi, l’azione di collante “sano” tra pubblico e privato.  Smettiamola di ritenere di avere un Paese sanificato dalla corruzione mediante la progressiva complicazione delle procedure delle gare d’appalto o tramite corpose leggi che si trasformano perlopiù in inutile e costosa burocrazia.  Si continui piuttosto nel potenziamento delle deleghe all’ANAC, rafforzandone il mandato. Si riformi la Pubblica Amministrazione valutando i dirigenti pubblici sui risultati realmente raggiunti, e non solo sul formale rispetto di codici e codicilli, magari coinvolgendo nella valutazione direttamente i cittadini, le imprese e le organizzazioni che usufruiscono dei servizi di cui sono responsabili.

Vengano individuati immediatamente, già in sede di redazione, i soggetti attuatori di questo Piano Regolatore di digitalizzazione, privilegiando quegli interlocutori che hanno già dimostrato di saperlo fare e che possiedono organizzazione, know how e competenze per poterlo realizzare effettivamente.  SOGEI e le tante competenze sparse tra soggetti pubblici centrali e locali possono mettere insieme le forze e realizzare, in tempi compatibili con l’innovazione digitale – mesi e non anni – un nuovo miracolo italiano: una nuova autostrada del sole, questa volta digitale, mediante la quale riportare l’Italia al posto che le compete nel mondo.

Per parlarne: #A1Digitale @m_melchionda  

  • Andreina

    Credo che ci sia un punto chiave che distingue il modo di lavorare di chi si occupa di sistemi informative presso la Corte dei conti. I colleghi non si fanno la guerra uno con l’altro ma si aiutano, le deleghe sono esplicite e totali, si firmano articoli addirittura insieme. Luca Attias ha creato un ambiente di lavoro perfetto che non ha secondo me corrispettivi nel resto della PA.

  • Giò

    Attias e Melchionda hanno ragione, togliete da mezzo leggi inutili e burocratiche. Nelle Amministrazioni si passa più tempo a produrre documentazione inutile che mai nessuno si leggerà che a lavorare per garantire sevizi.

  • Riky

    Questi due son il massimo esistente ad oggi in Italia per quel che riguarda la digitalizzazione della PA. Vi consiglio i seguenti, direi fantastici, interventi di Luca Attias:
    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s
    https://www.youtube.com/watch?v=gn6_GZbCOck
    http://saperi.forumpa.it/relazione/attenta-alle-persone

    http://saperi.forumpa.it/relazione/verso-la-pa-digitale-0#comment-26112

    e ce ne sono tanti altri

  • Marco

    1. Condivido pienamente è un periodo di grande crisi, la disoccupazione è al limite della tollerabilità, il nostro digital divide deve essere immediatamente ridotto e il governo deve impegnarsi concretamente a lavorare sulle grandi infrastrutture prime tra tutte quella IT. Complimenti per le idee e i suggerimenti enunciati, evidenziano la competenza di chi ha il know-how necessario per affrontare simili problematiche.

  • Paolo

    Basta critiche, complimenti per l’articolo ricco di suggerimenti preziosi per il Governo. Ragazzi siete due risorse preziose. La conoscenza della materia e soprattutto le linee tracciate dovrebbero costituire per il Governo un strada da seguire ma competenze e professionalità non è detto che siano le chiavi per essere riconosciuti in questo paese come risorse di valore, come risorse preziose.. Magari valutassero i dirigenti per i risultati raggiunti. In bocca al lupo

  • PierG

    Complimenti per analisi e suggerimenti direi che si evince anche un ottimo spirito di squadra.
    Metterei il copyright sui punti enunciati perché rischiate che qualcuno possa inserirli nel piano strategico di crescita per l’Italia digitale. Ops! No scusate, stavo sognando ad occhi aperti. In Italia al governo preferisco proclami e annunci fantastici ma poi non vogliono mica realizzarli come voi! 😉

  • RobMartinelli

    Ottimismo, sagacia, ingegno e chiarezza di idee.
    Pensate già alla grande, ottimo spirito di squadra.
    Complimenti.

  • AngeloC71

    E’ vera l’analisi svolta sulla situazione italiana ci troviamo in una situazione drammatica dove addirittura i nostri figli sono costretti ad emigrare. Ci troviamo di fronte ad una biforcazione e la presentazione della pianificazione delle soluzioni proposte semplicemente facendo riferimento a chi queste cose le ha già messe in atto (General Accounting Office degli U.S.A.) è geniale e fa trasparire la conoscenza e la competenza che si traducono nella chiarezza delle idee che si anno per uscire dal degrado di digitalizzazione raggiunto. Speriamo che questo Governo vi ascolti.

  • Giò

    I nostri commenti cerchiamo di inserirli sia qui che nel blog “attenta alle persone” http://saperi.forumpa.it/relazione/attenta-alle-persone

  • LGatti

    Come diceva l’ing. Attias all’evento di Capri, CambiarexCambiare?

    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s

  • Sandrop

    Ci sono tre aspetti che mi hanno colpito del vostro articolo per i quali vorrei farvi i miei complimenti. Il primo è il lavoro di squadra. Il secondo elemento che ho potuto personalmente cogliere nell’articolo nel suo complesso è la visione chiara e precisa del quadro italiano nel suo complesso (dalla situazione di emergenza che stiamo vivendo alla chiara biforcazione di fronte cui ci troviamo alle precise idee in merito alle soluzioni da adottare). Terzo aspetto che mi ha colpito personalmente è la forza che emerge da ogni singolo concetto in tutto l’articolo. La forza, la tenacia, l’impegno e la determinazione nell’affermare ciò che tutti noi vorremmo che fosse detto… …detto dal governo!
    Grazie ragazzi!

  • il siculo

    Adesso si che cominciamo a ragionare risorgiamo dalle ceneri e iniziamo a risalire, complimenti ad Attias e Melchionda. Basta con i burocrati nella P.A. che ha tante belle menti prendiamo tutti esempio ed ai politici dico lasciate lavorare chi di informatica ne capisce sul serio come questi due che spaccano con le loro belle idee.

  • Vittorio

    Complimenti, davvero eccezionali. Personalmente ritengo che l’ing. Attias e il dott. Melchionda hanno ragione, magari se togliessimo di mezzo leggi inutili e burocrazia che spesso nella giornata lavorativa di un impiegato non portano nulla se non a sprecare del tempo e invece ci concentrassimo di più sulla qualità del lavorare per garantire e soprattutto per migliorare i servizi al pubblico già avremmo fatto un passo in avanti.

  • Digit@l Citizen

    Parole sante, forse troppo chiare e semplici. Guglielmo di Ockam non potrebbe fare meglio. Un unico piccolo, insignificante problema: come attuare questo cambiamento? La risposta (o le risposte) sono facili…

  • valentinag80

    Il problema è che il nostro governo in realtà si occupa più di eventi da vetrina che di sostanza, non è così? No! Bene, iniziasse a mettere in atto una gestione basata sui risultati. Inizi immediatamente rafforzando la parternship del propria squadra con chi dimostra qualità e competenze come l’ing. Attias e il dott. Melchionda. Sia dia veramente la possibilità di mettere in atto una pianificazione strategica, l’articolo è chiaro. Non c’è più tempo. Oppure i membri del governo continuassero di a mettersi la cercalacca per andare in televisione!

  • Alessio Vitello

    Avere un capo come Luca Attias è una gran fortuna (culo in romano) che pochissimi hanno. Dirigenti cercate d’imparare qualcosa.

  • Oriana

    Credo che il coraggio di Luca e Michele deve essere di esempio per tutti i manager pubblici che nella maggior parte dei casi il coraggio lo mettono solo nella corruzione.

  • Calvin

    E’ necessario in Italia innescare un meccanismo innovatore, pensare di reingegnerizzare questo paese attraverso l’innovazione tecnologica e partenership intergoverantive. E’ realizzabile, SI PUO’ FARE. Il ragionamento enunciato è chiaro, miglioriamo l’operatività avvicinando le azioni ai risultati progettati e attesi, ciascuna amministrazione operi e venga valutata e giudicata per il proprio operato ma mettiamola in condizione di migliorare la sua operatività.

  • Franco

    E’ evidente che dietro questo grande lavoro ci sia un gioco di squadra, la ricchezza delle idee proposte è frutto sicuramente di un ambiente di lavoro dove le risorse umane sono valorizzate, lo spirito che anima la squadra consente di lavorare in armonia e serenità. Aspetti che si riflettono sulla creatività e sull’impegno che le risorse dedicano al proprio lavoro. Quando il tuo capo ha questa attitudine lavorare assume un altro significato, lavorare diventa la sfida della tua vita. 🙂
    Complimenti.

  • cinzio

    Leggere una firma a quattro mani attesta il fatto che l’Ing. Attias sta coinvolgendo e stimolando i suoi più stretti collaboratori in una brillante fusione intellettuale e tecnica. E’ solo una ipotesi dettata dall’esperienza vissuta negli anni trascorsi in Corte dei conti e dalla profonda conoscenza per i rapporti diretti trascorsi con i due autori. Ed è la dimostrazione più chiara dello sforzo ulteriore che l’Ing. Attias sta compiendo per catturare ancora di più l’attenzione dei politici sull’argomento nel tentativo di provocare una svolta concreta e fattiva che consenta al nostro Paese di avere finalmente infrastrutture ICT ed una Pubblica Amministrazione digitale. Ed ammiro soprattutto il loro coraggio che li espone in modo diretto e pubblico.
    La costante supervisione dell’Ing. Attias e la sapiente gestione del Dott. Melchionda consentono ai due settori (applicativo e sistemistico), che nell’universo dell’IT storicamente risentono di sporadici conflitti fisiologici, di sopire prontamente eventuali rumori grazie alla loro capacità manageriale in stretta sinergia con la maturità e la professionalità di tutti i loro collaboratori. Infatti non è certamente uno scherzo gestire migliaia di utenti, fra cui i Magistrati, disseminati sul territorio nazionale.
    L’entusiasmo, l’organizzazione, il know how, le capacità progettuali e le competenze costituiscono un forte e costante volano per poter realizzare effettivamente il balzo definitivo della ripartenza.
    Sicuramente Attias e Melchionda sapranno trovare argomenti e parole appropriate (…come il sodalizio Lennon – Mc Cartney…) per convincere chi di competenza in quanto hanno già a disposizione un prototipo marciante (…alla stregua di William Harley e Arthur Davidson…) di gruppo ICT.
    In uno dei miei post precedenti ho paragonato Attias ad un direttore d’orchestra. Ora è richiesta ulteriore sinergia fra la sua orchestra che si integra maggiormente con un’altra entità.
    E riferendoci al contesto, ad uno scenario che vede protagonisti attori appartenenti ad insiemi eterogenei, diversi cioè per cultura, organizzazione e tecnologia, risulta di fondamentale importanza ri-attualizzare una organizzazione che tenda ad un obiettivo comune, quello cioè di fornire un servizio in grado di offrire fiducia, sicurezza e credibilità.
    Quando le persone si devono confrontare con strutture teoriche complesse o con novità, una delle barriere più ricorrenti è il tentativo di incorporare la nuova conoscenza in strutture già familiari.
    Ri-organizzare però significa innanzitutto ripensare, calibrare un qualcosa di già familiare nell’ottica della cooperazione, ergo, del miglioramento derivante dal confronto.
    Allo scopo di promuovere e sviluppare prassi e professionalità correlate, la base di partenza per i due manager è già ampiamente avanzata, facendo ambedue riferimento alle tecniche di “project management”. In termini di pianificazione, organizzazione, guida, coordinamento e controllo.
    Sarà quindi sufficiente condividere regole comuni che siano messe in pratica da personale capillarmente assegnato a ruoli, evitando una strutturazione a compartimenti stagni e che si attenga rigorosamente ad una precostruita e condivisa griglia delle criticità. In ausilio a tale organizzazione intervengono certamente gli strumenti Hw e Sw che supportano il personale in termini di prevenzione, monitoraggio e valutazione.
    La ri-attualizzazione di questo progetto passa chiaramente attraverso l’uso sapiente delle tecniche di comunicazione. I processi comunicativi risultano di fondamentale importanza in quanto semplificare i problemi evita fraintendimenti. In questo contesto ognuno è potenzialmente emittente e ricevente in uno spazio qualitativamente differenziato, non rigido, regolato dai partecipanti ed esplorabile.
    Si prevede quindi un futuro in cui le due strutture si muoveranno concordemente fianco a fianco come i tasti di ebano e di avorio sulla tastiera di un pianoforte per la composizione di nuove armonie.

  • Max52

    Si io sono un dirigente pubblico “ramo amministrativo'” che da pochi mesi lavora al fianco di Attiias e Melchionda e posso testimoniare che “Si può fare” !!! Che le competenze ci sono, la volontà pure e non c’è rassegnazione…… anzi ! Ma il Governo si dia una mossa perché “o ora o mai più” e coinvolga chi è capace e ci crede veramente a quel “si può fare”. E i miei due colleghi sono un esempio trascinante: infatti ora siamo in tre perché anche io “ci credo”

  • Pao_the_cat

    Il duo Attias – Melchionda parla chiaro, qualcuno che in Italia abbia il coraggio e la sfrontatezza di farlo ancora c’è. Finalmente! Bisogna anche dire che c’era sinceramente da aspettarselo; conosciamo tutti le competenze professionali, nonché il coraggio ed i modi diretti, chiari ed efficaci di entrambi. Pertanto, un loro articolo, scritto a quattro mani, non poteva non essere che un capolavoro in termini di sostanza, forza, chiarezza ed audacia. Dai Ragazzi, siamo sulla strada giusta, insieme SI PUO’ FARE… Sarebbe ora!

  • GaeGiu

    L’Italia è sempre presa da avvenimenti di politica più di facciata che di sostanza, e forse non si è neanche resa conto del fatto che negli U.S.A. è in atto una vera e propria rivoluzione nel sistema economico e sociale, che lascerà segni epocali ed evidenti nella gestione (leggi government) dello Stato di quel paese. Si tratta appunto del movimento chiamato “reinventing government” che da parecchi anni è teso a riformare radicalmente i metodi della Pubblica Amministrazione statunitense, a partire da quella federale, ovvero di ogni forma di gestione del settore pubblico.

    Al di là di eventuali risultati, che noi tutti ci auguriamo arrivino, vorrei esprimere la mia personale stima all’ing. Attias e al dott. Melchionda per aver avuto il coraggio di proporre tale argomento.

  • Nikonista

    Individualismo, interessi personali, malaffare e corruzione, questi alcuni dei tratti salienti di una cultura nostrana che fino ad oggi ha reso impossibile ogni tentativo di attuare un vero cambiamento. Al contrario, oggi, un mutamento radicale si rende assolutamente necessario se vogliamo far risorgere un Paese asfittico ed ormai in ginocchio. Abbiamo il dovere di indicare ai giovani una strada da percorrere. Luca Attias e Michele Melchionda ci insegnano che il lavoro di squadra è possibile ed anzi auspicabile, collaborare per ottenere dei risultati comuni è l’unica via che l’Italia può seguire. Basta guerre intestine sulla base dell’interesse personale. L’Italia è oramai di fronte ad un bivio: da una parte la via “facile” e dall’altra la via “giusta”. In tale scelta affidiamoci a coloro che, come Attias e Melchionda, stanno faticosamente cercando di indicare a noi tutti la direzione da seguire. Stavolta operiamo la scelta migliore per il bene di noi tutti, dei nostri figli, del paese Italia.

  • il rosso

    Se l’Agid funzionasse la metà della Corte dei conti saremmo informaticamente allineati al nord Europa.

  • Tommaso Rossi

    E’ tempo di agire, ora, il nostro Paese non può più attendere, basta burocrazia e formalismi. “La civiltà di un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto dalla sua PA, dalle sue imprese e dai suoi cittadini”. Dico io: Diamo l’opportunità all’ing. Attias ed al dott. Melchionda, che davvero sanno cosa significhi digitalizzazione e sono in possesso delle giuste competenze professionali, di operare per il bene comune, lasciamo pertanto che elevino il livello di civiltà di questo Paese!

    Un plauso ad entrambi per il coraggio, l’entusiasmo, la forza e la determinazione che adottano nell’esporre e portare avanti le loro encomiabili opinioni. Grazie ad entrambi per l’impegno profuso.

  • Gilda Medici

    “Grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone” (Eleanor Roosevelt, First lady statunitense).

    Sono fermamente convinta che la costante, determinata e strutturata opera professionale dell’ing. Attias e del dott. Melchionda migliori questo Paese, rendendolo più civile e vivibile ! Grazie ad entrambi.

  • Anonimo

    Grandissimi, dategli da gestire la digitalizzazione dell’intera PA !

  • Anonymous

    Conosco Attias e Melchionda da tanti anni ed è triste che due così siano relegati a lavorare in Corte dei conti e non possano dare un contributo complessivo a tutta la comunità.

  • Marco

    Un’altra categoria, l’articolo è fantastico e tutti quelli che con il Governo si occupano di digitale non ne fanno mezzo di Attias o Melchionda.

  • il rosso

    Purtroppo Anonymous qui già è un miracolo che abbiano fatto carriera in Corte dei conti.

  • Gabbel

    Il parallelo con l’autostrada del sole è veramente geniale !

  • RobMartinelli

    E’ evidente che dietro questo grande lavoro ci sia un gioco di squadra, la ricchezza delle idee proposte è frutto sicuramente di un ambiente di lavoro dove le risorse umane sono valorizzate, lo spirito che anima la squadra consente di lavorare in armonia e serenità. Aspetti che si riflettono sulla creatività e sull’impegno che le risorse dedicano al proprio lavoro. Quando il tuo capo ha questa attitudine lavorare assume un altro significato, è la sfida della tua vita.

  • pgrinaldi

    Ottimo articolo, propongo il video su youtube per chi ancora non l’ha visto:
    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s

  • AntoC

    Condivido quanto affermato da Martinelli, quando si valorizzano le risorse come fa l’ing. Attias il risultato non si fa attendere. Lavorare essendo valorizzati consente di esprimersi al meglio, contribuire per migliorare il proprio lavoro e quello della squadra perché se è il tuo capo che quando si riferisce al tuo lavoro dice NOI, il gioco di squadra ti coinvolge ti cattura.

  • DHulk

    LUCA ATTIAS CIO DEL GOVERNO !

  • cinzio

    Negli ultimi anni ho partecipato ad innumerevoli incontri e tavoli di brainstorming con manager IT di vari livelli riguardanti i loro obiettivi e desideri, i piani che li vedono coinvolti, le difficoltà che vivono e che rendono problematica la realizzazione dei piani. Gli scenari ai quali mi trovo di fronte sono dei più variegati.
    C’è il mondo della fantasia, quello cioè in cui, di fronte ad un problema, una persona si muove a intuito. Spesso i manager non hanno una idea diretta del problema e sulla base di informazioni parziali devono comunque decidere. Per cui si costruiscono un modello della realtà che secondo loro ha un senso e giustifica le azioni che vogliono intraprendere.
    C’è il mondo degli individualisti che, essendo straordinariamente resistenti ad ogni cambiamento che non sia legato ad un interesse individuale, sono un pessimo punto di partenza per creare sinergie. Cercano di accaparrarsi risorse di ogni tipo, praticano la competizione fratricida e rifuggono volontariamente la condivisione di informazioni e conoscenza.
    C’è il mondo del pallottoliere, il cui sintomo più frequente consiste in una fissazione ossessiva all’efficienza e al taglio dei costi. Lo stile manageriale vede il futuro come semplice estensione (prolungamento) del passato ed il cambiamento come “fare più o meno quello che abbiamo sempre fatto”. Per cui si può migliorare, ma solo facendo meglio quello che si è sempre fatto, nel modo in cui lo si è sempre fatto.
    Ma sappiamo bene che alla fine ci si scontra sempre col mondo politico, caratterizzato da processi decisionali altamente politicizzati dovuti a fazioni contrapposte. Questo modo di procedere produce strategie che falliscono e che non sono attuabili poiché vengono ignorati i problemi chiave.
    La presenza più o meno spinta di questi archetipi organizzativi ha conseguenze evidenti: organizzazioni rissose, politiche, poco efficienti, sprecone e inconcludenti, con la maggior parte delle persone frustrate e super occupate, che producono risultati veramente modesti rispetto alle potenzialità, ma a prezzo di grande fatica soprattutto psicologica.
    Ora, visto che l’obiettivo del gruppo è chiaro, pur avendo raggiunto traguardi di diffusione e gradimento notevoli, il rischio è quello di rimanere relegati a questo spazio, che rischia di diventare autoreferenziale, trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi cha lo caratterizzano.
    Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra ?
    Questa espressione appartiene al linguaggio comune e viene usata con l’intenzione di accusare il suo destinatario di abusare della pazienza, dell’indulgenza o della buona educazione di chi la proferisce o del gruppo di cui si fa portavoce.
    Risulta chiaro a chi è diretta. Bisogna quindi usare le opportune leve, definire una strategia comune che tenda ad ottenere risposte fattive e definitive. Altrimenti il rischio è di rimanere impantanati nella palude.

  • Paolo

    Forse dico una banalità ma quanti articoli di Cor.Com o Agenda Digitale hanno questo numero di commenti ? qualcosa vorrà pure dire !

  • Sonia

    Grande Luca solo il Governo italiano poteva non accorgersi di te, sei nato nel Paese sbagliato.

  • Patrizio

    La squadra costruita dall’ing. Attias funziona in qualsiasi formazione. Il suo blog del forum PA ha raggiunto più di 10.000 post. Ogni volta che anche il dott. Melchionda scrive un suo articolo la rete mostra un interesse strepitoso. L’unione dei due non poteva essere che un successo. Grazie a tutti e due per farci ancora credere che sperare non è vano

  • Daniele

    Complimenti per l’articolo punti precisi, indicazioni chiare per colmare il gap digitale con il resto d’europa, avete delineato chiaramente l’orchestrazione che al livello nazionale tutti gli attori dovrebbero avere per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Una sinergia tra gli attori coinvolti e specificati chiaramente senza mezzi termini. Secondo la mia personale opinione, nella box direbbero un UPPERCUT. Dopo aver delineato così bene le forze in atto per eliminare tutti i punti di debolezza del nostro paese non resta che metterle in atto. Forza ragazzi SI PUO’ FARE

  • Alessandro Ruggiero

    Con ragionevole certezza, si può affermare che una storia è bella quando contiene elementi di universalità tali da pizzicare le corde della nostra contraddittoria intimità. Una storia è bella quando contiene elementi che sanno cogliere le grandi aspirazioni, nonché bizzarrie, del genere umano. Definiamo bella anche una storia quando riesce a toccare e a coinvolgere gli archetipi dell’umana sensibilità, meglio sarebbe se la storia stessa fosse riconducibile a vicende della nostra realtà moderna. Ecco, allora, ciò che rende a distanza di tanti secoli l’Odissea una storia così bella e coinvolgente: Ulisse, l’eroe greco e re di Itaca nel quale noi tutti, almeno un po’, ci riconosciamo, con tutte le sue umane contraddizioni; Ulisse difatti è curioso ed ha bisogno di conoscere il mondo pur essendo animato da un profondo amor patrio per la sua Itaca, Ulisse ha bisogno di sentire il canto delle sirene anche se è cosciente di rischiare la sua stessa vita, Ulisse è un individuo leale ma ricorre ad un sagace stratagemma per poter vincere la guerra di Troia, Ulisse ama Penelope ma non esita a sperimentare l’amore di Calipso e di Circe.

    Ulisse è un eroe ed un protagonista.

    Oggi Ulisse, se fosse con noi, non navigherebbe solo su Internet, forse farebbe viaggi avventurosi, forse chiuderebbe il buco dell’ozono, forse porterebbe l’acqua in Africa o forse costruirebbe un ospedale in una zona di guerra. Si, forse. Ma, più plausibilmente, si rimboccherebbe le maniche ed agirebbe in modo semplice ed umile, non starebbe certo a “guardarsi l’ombelico”. Collaborerebbe con la sua squadra. Ulisse farebbe cioè la cosa giusta per il suo Popolo ed il suo Paese; combatterebbe cioè gli individualismi spregiudicati, combatterebbe il malcostume, il malaffare e la corruzione. Ulisse si prodigherebbe per rendere la sua Itaca un luogo migliore, un luogo degno dove crescere i propri figli. Oggi Ulisse, se fosse con noi, scriverebbe articoli come questo che ho appena finito di leggere.

    Luca Attias e Michele Melchionda, i nuovi Ulisse, i nuovi Eroi.

  • Italiaconsapevole

    C’è una differenza notevole con i brutti periodi a cui Attias fa riferimento nell’articolo perché allora tutti avevano la consapevolezza di ciò che stava succedendo. Oggi ne la popolazione e ne il Governo ha la percezione di quanto sia profonda la crisi dell’Italia anche in relazione alla mancata digitalizzazione della PA. Luca Attias sono tanti anni che cerca di far capire in tutti i modi possibili questa cosa con risultati però ancora non confortanti. Non c’è più sordo di chi non vuol sentire.

  • Anonimo

    comunico ufficialmente che il commento numero 10000 sul blog del Forum PA è stato inserito dal sottoscritto e non dal signor Attias. Tutti i successivi festeggiamenti erano quindi fuori luogo.

  • Teresa

    Ma secondo te, caro il mio Anonimo, interessa chi ha inserito il post numero 10000 oppure il fatto che ci siano migliaia di persone che seguono, con entusiasmo mai visto prima in Pubblica Amministrazione, il lavoro e le proposte dell’ing. Attias ?!

  • Martinetti

    Ciao a tutti, tornato da un po’ di giri lavorativi non ero ancora riuscito a fare i miei complimenti a Luca Attias e a tutta la community per i 10.000 raggiunti in un tempo incredibilmente breve. Nel mio girovagare volevo segnalarvi una evento a cui ho partecipato insieme al mio capo in Borsa Italiana sulle Small Cap http://www.borsaitaliana.it/az… (praticamente le migliori start-up in evidenza sul mercato italiano). Tra le varie informazioni ricevute in quella giornata, tra cui il fatto che anche in questo periodo di profonda crisi c’è un’Italia che prova con tutte le sue forze a inventarsi anche nel piccolo delle attività imprenditoriali, è che in Italia gli investimenti nello sviluppo di attività digitali risulta essere almeno 10 volte inferiore rispetto ai paesi del nord Europa. Anche se il dato può essere letto in maniera preoccupante, la persona che parlava lo vedeva invece come una possibilità incredibile che nei prossimi mesi/anni l’Italia dovrà recuperare questo divario e quindi si apriranno numerose occasioni di fare business con la tecnologia. Mi sembra un buon modo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Io ne sono convinto. SI PUO’ FARE

  • Palindroomo

    Buongiorno community,

    sono stato fuori qualche giorno per partecipare ad un evento e vedevo da lontano quello che succedeva sul sito. L’entusiasmo per aver superato i 10000 commenti mi ha contagiato e oggi voglio dirvi quanto sono orgoglioso di appartenere a questa community. Mi ha anche confortato che nonostante i festeggiamenti siamo rimasti concentrati sui temi importanti per la riforma.

    Lo stesso articolo di Luca Attias e Michele Melchionda qui pubblicato è indice di come l’attenzione sia sempre focalizzata sull’obiettivo. Ci credo. SI PUO’ FARE

  • Giancarlo

    Finché i dirigenti avranno la sicurezza che sono intoccabili non saranno mai stimolati a migliorare. Luca Attias lo dice da anni. Via i dirigenti che non hanno le caratteristiche e le competenze per farlo

  • Fernanda

    è inconcepibile che ad oggi Luca Attias non abbia ricevuto un incarico ufficiale dal Governo per risolvere i cronici problemi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.

  • Barbaro

    Devo dire che anche questa volta sono stato colpito dal messaggio diretto e semplice dei due manager che abbiamo imparato ad apprezzare in questi mesi. Complimenti ad entrambi

  • Malibù

    Articolo avvincente e sempre degno del livello professionale della squadra di Attias. Il rischio è che adesso dopo le prime volte che sorprendeva le persone che lo ascoltavano, ora diventi normale sentire queste cose senza fare niente. Almeno noi continuiamo ad indignarci

  • Blue Girl

    è incredibile come mi ritrovo in quello che scrive Attias e Melchionda. Chiedo di nuovo al Governo di far entrare queste persone al timone del digitale in Italia. Non abbiamo bisogno di 15 saggi. Abbiamo bisogno di persone che sappiano cosa fare e come farlo.

  • Arturo Romano

    Questo articolo, secondo me, rappresenta solo la punta di un iceberg. Quello che intendo dire è che Luca Attias è riuscito a costituire una coesa squadra di professionisti che cooperano efficacemente e, ancor più, efficientemente. Michele Melchionda, a buon diritto, è parte di tale Team. Gli obiettivi che si potrebbero raggiungere con una tale, perfetta ed affiatata unione va ben oltre la buona scrittura di un articolo. Mettiamo Luca Attias e la sua squadra nelle condizioni di lavorare per il bene di tutto il nostro Paese. Insieme SI PUO’ FARE!

  • Rita De Luca

    Esiste un forte sentimento che chiamiamo amor di patria, oggi purtroppo è poco sentito dai nostri giovani, anche perché tanta retorica sul patriottismo ha fatto sì che quasi ci vergognassimo a parlare di questo argomento. Ritengo che l’amor di patria, se non finalizzato alla guerra o all’odio verso le altre patrie e verso gli altri popoli, è invece importantissimo. Amare la propria nazione significa amare la comunità alla quale si appartiene, significa sentirsi coinvolti nel bene e nel male nella storia di un popolo. Significa inoltre la conquista di un certo equilibrio psicologico dovuto alla definizione della nostra identità all’interno di un contesto condiviso.

    Luca Attias e Michele Melchionda amano profondamente il proprio Paese, e ciò è evidente.

  • Gloria Vitale

    Ritengo che l’ing. Luca Attias sia in possesso di competenze professionali e capacità personali, tali da consentirgli di comporre il suo Team di lavoro con la stessa maestria che adotterebbe un direttore nel comporre la sua orchestra sinfonica. Semplicità, umiltà, costanza, dedizione, determinazione ed un filo di arguzia (che certo non guasta mai) sono i suoi strumenti preferiti. Il dott. Michele Melchionda rappresenta di certo il suo primo violino, ed insieme non sbagliano un concerto: mai un’incertezza, mai una stonatura.

    Ragazzi, altro che articolo, questa è una vera e propria sinfonia !

  • Emanuele

    Finalmente un articolo degno di nota. Condivido pienamento ciò che è stato detto, oggi l’Italia deve puntare sul ITC, ma deve avere nella PA persona che sono in grado di farlo. Non possiamo avere una sanità, che per ritirare una cartella clinica in ospedale, bisogna aspettare mesi, e poi recarsi in giorni ed orari prestabiliti, tutto online con collegamento ai medici di famiglia, permettendo in questo modo di avere la situazione in tempo reale. Questo è uno dei tanti esempi che il settore informatico può dare al paese, migliorare, abbattimento dei costi, migliorare qualità della vita e benessere. Una PA IT avanti tutta.

  • Francy

    Certo che quando scrive Luca Attias si scatena un vero e proprio finimondo.

  • Claudia Lombardo

    Articolo interessante ed insieme commovente; da questo traspare tutta la competenza professionale, la voglia di fare, l’entusiasmo, l’ottimismo e la determinazione di chi lo ha scritto. Bravi Ragazzi. L’Italia necessita sicuramente, ed in tempi brevi, di un rilancio forte che la riporti ad un più alto livello internazionale. Costruire un’autostrada del sole digitale può essere motivo di sicuro successo e di rilancio, ma il progetto dovrebbe essere affidato a specialisti del settore digitale, non a professionisti improvvisati e messi lì per caso… L’Italia ha bisogno di stabilità, onestà, serietà e determinazione, in tal senso siano i benvenuti tutti gli Attias ed i Melchionda del caso. Diamogli pertanto l’opportunità di dimostrare il loro spessore.

  • Daniele Serra

    Semplicemente e definitivamente bravi.

    Sarebbe il caso che i media si accorgessero del fatto che in Italia la digitalizzazione della PA e del Paese è indietro anni luce rispetto al resto del mondo industrializzato e civilizzato. Possibile che nessuno se ne accorga, possibile che a nessuno interessi ?

  • Raffaella Leone

    “Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere” (Tommaso Moro, Umanista e Santo inglese).

  • Stefano Lotti

    Sono d’accordo, serve uno sforzo diverso che cambi non solo quello che facciamo ma ‘il modo’ in cui lo facciamo. Serve una governace efficace, consapevole di come i sistemi funzionano (un esempio: http://goo.gl/n5QWg). Ad esempio l’Enterprise Architecture (termine pressoché’ sconosciuto qui) è obbligatoria in USA dal 1996 con il Clinger–Cohen Act. Le nostre Amministrazioni, tranne pochissimi casi, non hanno neanche l’elenco delle proprie applicazioni né alcuno schema logico dei propri dati.
    Questo va cambiato nel più’ breve tempo possibile. Non è più accettabile vedere capitolati di gara confusi, specifiche tecniche inconsistenti e progetti che vanno fuori controllo solo per inadeguatezza. Il digitale nella PA in Italia non c’è stato finora (tranne eccezioni che sono solo eccezioni e non la norma) perché non abbiamo una governance dell’ IT ragionevole e distribuiamo male le (poche) competenze che abbiamo.
    Dobbiamo correre, mettere insieme le competenze migliori e sapere che altre ne vanno rapidamente costruite e diffuse. Lavoro in un agenzia governativa e faccio parte di un organo di Standard (HL7 International), li gli italiani sono sempre due (uno sono io) mentre vedo che le Agenzie dei paesi avanzati sono presenti e concretamente attive senza che questo sia solo volontariato. Doug Fridsma (vedi l’articolo sopra) è uno dei maggiori dirigenti del programma USA di sanità elettronica (circa 19mld) è nel Board HL7 e non fa passerella ma partecipa attivamente a tutti i meeting (20 giorni l’anno).
    Li funziona (abbastanza, l’IT è comunque complicato e non è che il modo esterno sia perfetto) qui non funziona e basta. Non è un problema fare in modo che le cose possano funzionare in modo sensato: “si può fare”. Abbiamo tutte le informazioni necessarie disponibili, letteralmente, a portata di mano serve solo la nostra integrità.

  • Umberto

    Sono all’aeroproto e sto tornando da un viaggio di due settimane fuori dal mondo e fuori da internet e guarda qui cosa mi avete combinato. Capisco che non potevate aspettarmi ma se non sbaglio l’appuntamento era per il 31 dicembre, anticipare di un mese e dieci giorni mi semba veramente un pò eccessivo :-)))
    Comunque ragazzi siamo veramente grandi, anche io non avrei mai ritenuto raggiungibile quell’obiettivo, ma come dice Luca Attias, se si vuole veramente ………. SI PUO’ FARE !
    Ma non basta, oltre ad aver raggiunto i 10000 post sul blog “attenta alle persone” siamo riusciti a far scrivere un editoriale apposta e molto interessante a Carlo Mochi Sismondi e Luca Attias con Michele Melchionda hanno scritto una perla che probabilmente avrebbe meritato spazio su grandi quotidiani (con grande rispetto per Agenda Digitale).
    Mi domando come si faccia a non accorgersi di tutto ciò !

  • Umberto

    Per chi fosse interessato all’editoriale di Carlo Mochi Sismondi di cui parlavo prima, questo è il link:
    http://saperi.forumpa.it/story/92525/si-puo-fare-diecimila-motivi-essere-ottimisti

  • Mimmo M. 51

    Bricconi, birbaccioni, canaglie, delinquenti, farabutti, vili, felloni, filibustieri, gaglioffi, pagliacci, imbroglioni, lazzaroni, lestofanti, malandrini, malfattori, malviventi, manigoldi, marioli, mascalzoni, ladri, ribaldi, birbanti, birboni, furfanti, borsaioli, borseggiatori, rapinatori, scassinatori, scippatori, taccheggiatori, tagliaborse, strozzini, perditempo, disonesti, rubagalline, aguzzini, cravattari, sanguisughe, parassiti, zecche, scortichini, succiasangue, usurai, profittatori, sfruttatori, opportunisti, mantenuti, scrocconi e vampiri, vi assicuro che verrete spazzati via tutti dai nuovi “Ulisse”, non avete più scampo. Fate le valigie!

    Forza Luca, forza Michele, siamo tutti con voi. Insieme SI PUO’ FARE!

  • Angel

    Certo che l’ing. Attias se li sa scegliere i collaboratori!

  • federdani

    Dopo essere stato per ben 8/9 anni responsabile in una banca dei sistemi informativi e dei sistemi Organizzativi a livello apicale ed aver capito che l’unico modo per rendere effettivo ed efficace un modello di Ict, pur condividendo le esigenze di tante aspirazioni alla gestione dei dati specifici, dovesse essere quello di costruire per la banca una autostrada della informatica valida per tutti, con tutto cio che ne conseguiva ( anche in termini economici e di costo ) e dopo aver scritto per nn anni del disastro annunziato che si stava generando nella Pa Centrale e locale mi sono arreso. E sono tornato ai miei vecchi studi giuridici che sembravano darmi maggiori soddisfazioni. Ma anche qui mi sono imbattuto in una informatica giuridica figlia della tolleranza e del permessivismo ( vedi le lentezze della informatica nella giustizia, nella sanità e le difese ad oltranza per approvare un codice digitale su cui ho scritto nato monco perchè senza sanzioni e poteri ). Mi sono negli anni appassionato alle iniziative dei vari organismi centrali che propugnavo idee guida e iniziative centralizzate ma mi sono convinto strada facendo che la informatizzazione è mestiere e materia della quale i politici capiscono poco. Avrebbero potuto fare molto di più non consentendo alle Regioni di gestire il bandolo della matassa e le risorse, le regioni che come è accaduto per il potere politico hanno fatto nella informatica. Ed ora siamo ad un bivio. O si fa come si dice nel pezzo che condivido un reinventing e con decisione si portano a casa risultati concreti o siamo allo sbando perchè naturalmente resistenze, centri di poteri, informatichette locali fatte anche di aziende in house , di regole amministrative costruite dal potere legislativo delle regioni, opporranno strenue resistenze.
    C’è un mondo ed un sistema che aveva dato lustro all’Italia nella grande fase del cambiamento.Quello delle banche che era stato guidato dalla Cipa ( comitato interbancario per le automazioni ) e da un Presidente della Cipa, Padoa Schioppa, che ad ogni incontro nelle sedi ci diceva: voi costruite il sistema generale, le banche si adeguano ( circa 800 ) e giocano con le loro esigenze commerciali periferiche. Chi non si adegua in termini tecnologici e applicativi rimane isolato e paga il fio della sua autonomia. E cosi rispetto al tema europeo il sistema bancario è arrivato primo e non secondo ed ha lasciato alle 800 banche solo la gestione del particulare. Era un modello da seguire ma richiedeva una serie di rinunzie , di abdicazioni e la perdita di una autarchia che è stato il vero disastro della informatica pubblica. Ma alla base c’era una forte volontà politica e strategica ed una determinazione che era dato dall’obiettivo dell’appartenenza ad un nuovo sistema finanziario che non avrebbe ammesso deroghe pena la perdita della capacità di stare sul mercato.Nella Pa non è e non sarà cosi, tanto paga pantalone e cioè la cittadinanza.

  • Topo Gigio

    Il “Reinventing Government” delle istituzioni pubbliche non è impresa da poco. Ritengo che, per avere una qualche possibilità di riuscita, sia necessario studiare delle strategie che inneschino una sorta di “reazione a catena” nell’organizzazione, nel sistema e nel Paese. Un po’ come il “Domino”; fatto cadere il primo pezzo, gli altri seguono conseguentemente. Quando parlo di strategie ovviamente non intendo dire: pianificazioni di dettaglio, non sarebbero certo possibili. Difatti, non credo esista una ricetta precisa che rechi in dettaglio quali quantità usare per ciascun ingrediente; tale processo, e la sua eventuale implementazione, non saranno lineari, né possono esser definiti “ordinaria amministrazione”. Pertanto i “Reinventors” dovranno possedere le competenze professionali e le caratteristiche personali di chi, costantemente, aggiusterà il tiro e provvederà ad un continuo “fine tuning” di tale processo, in risposta alla resistenza e ai numerosi problemi che incontreranno in un contesto complesso come quello italiano. Fin d’ora, a nome di tutto il Paese, “in bocca al lupo”.

  • Alex Supertramp

    “Most change programs don’t work because they are guided by a theory of change that is fundamentally flawed. According to this model, change is like a conversion experience. Once people “get religion”, changes in their behavior will surely follow. [ … ] In fact, individual behavior is powerfully shaped by the organizational roles people play. The most effective way to change behavior, therefore, is to put people into a new organizational context, which imposes new roles, responsibilities and relationships on them.”

    (Michael Beer, Russell A. Eisenstat, Bert Spector, “Why Change Programs Don’t Produce Change”, Harvard Business Review, Nov. – Dec. 1990, pp. 159 – 166).

  • Tiziana

    è nato un blog spontaneo con una serie di post molto interessanti, perchè secondo voi ?

  • lilli1972

    Ma perché solo Attias e i suoi collaboratori scrivono queste cose di buon senso e direi quasi ovvie. Gli articoli di chi si occupa della digitalizzazione a livello governativo sono nella maggior parte dei casi incomprensibili, sconclusionati e con obiettivi in molti casi o inesistenti o irraggiungibili.

  • Winnyp

    Mi associo a Tiziana, perché secondo voi?

  • Umberto

    Ma secondo voi la redazione li legge i commenti ? Capisco che siamo abituati alla redazione del Forum PA ma non credo che la struttura sia paragonabile.

  • Anonimo

    Ma forse la domanda è un’altra ancora, ma in questo caso esiste una redazione ?

  • Stefano R.

    L’enorme successo di Luca Attias e della sua Squadra è sotto gli occhi di tutti. Qualunque cosa la premiata ditta “Attias & Co.” faccia, dica o scriva diviene un evento (questo sito, ad esempio, tanti commenti ad un solo articolo non li aveva mai collezionati). Eppure nessun giornalista si è mai preso la briga di passare qualche ora del suo tempo ad intervistare Attias in merito ad un problema di rilevanza nazionale: la digitalizzazione della PA. Nessuno, mai. Per di più, ovunque io sia andato, in occasione di qualche evento nel quale sarebbe intervenuto Luca Attias o Michele Melchionda i giornalisti non c’erano, mai. Semplicemente assenti, indifferenza più totale. Voglio essere sincero, personalmente ritengo che senza giornalisti si viva anche meglio, ma la loro indifferenza professionale verso i problemi e le esigenze dei cittadini e del paese Italia è, a dir poco, deprimente. Del resto rimango fermamente convinto che politici e giornalisti rappresentino due oligarchie che spesso “vanno a braccetto”, purtroppo unite anche nel baratro… ma questa è solo una mia opinione, o no ?

  • Ross

    Non credo sia solo una tua opinione, più volte la community si è espressa nel senso che dici te e ultimamente mi sembra che la “latitanza dei giornalisti” sia diventato uno degli argomenti principali del blog del Forum PA.

  • Fragile

    I giornalisti dovrebbero avere un ruolo terzo, ovvero di garanzia quasi costituzionale nei confronti dei fruitori dell’informazione. Il ruolo del giornalista intrinsecamente possiede una profonda valenza di idealità: proporre cioè l’informazione nel modo più veloce, adeguato e corretto, invece, tale ruolo originario mi sembra stia degenerando nella confusione del “bla bla bla” televisivo di retaggio berlusconiano, nella libertà anarchica di Internet, oppure nel totale assenteismo. Quando poi si parla di politica le cose peggiorano ulteriormente; i cittadini sono già esasperati dall’inadeguatezza della classe politica italiana ad affrontare i problemi drammatici del nostro Paese, figuriamoci poi, se ci si mette anche il modo in cui i nostri governanti si raccontano, il modo cioè in cui vogliono rappresentarsi ai nostri occhi. Il cosiddetto “giornalismo politico” avrebbe il dovere morale di farci capire qualcosa di ciò che accade nella realtà, e non nel mondo virtuale del quale vogliono convincerci. Credo che il problema sostanziale risieda nella confusione dei ruoli, nella troppa vicinanza e nelle troppe e pericolose commistioni. Italia, paese delle libertà teoriche.

  • Paperino

    I giornalisti, soprattutto quelli più esperti di comunicazione, spesso incedono nella trappola dell’autoreferenzialità per poi diventare vittime del loro stesso ideologismo. Se a volte può essere ragionevole riciclarsi professionalmente dopo una carriera politica e diventare un giornalista, ciò non dovrebbe certo rappresentare una regola al contrario. Il lavoro del giornalista si dovrebbe ispirare ai principi della libertà d’informazione e di opinione sanciti dalla Costituzione italiana e quindi va molto oltre il mero impegno politico; significa fare informazione garantendo la piena imparzialità della notizia. Risulta evidente che nel degradato panorama di oggi scopriamo invece un’insormontabile difficoltà a professare il ruolo che si riveste; i giornali difatti per vendere più copie devono necessariamente orientarsi politicamente, direi anzi schierarsi a tutto campo.

  • Artù

    Luca Attias è uno dei pochi che ha chiaro in testa ciò che si deve fare per far funzionare la Pubblica Amministrazione italiana e non solo per quel che riguarda l’informatica. E’ l’unico che ha parlato con serietà di corruzione e di scuola, facciamolo lavorare dandogli le giuste leve e vedrete che i risultati si vedranno.

  • Pulcino pio pio

    L’informazione oggi è solo un’industria, una sorta di società per azioni che produce ricchezza solo per se stessa e, qualora necessario, anche a scapito della verità. Le logiche di mercato sono spietate e tendono a privilegiare un giornalismo spregiudicato ed invadente. L’informazione diviene purtroppo spettacolo, si accentua cioè la tendenza a pubblicare una notizia oltre ogni forma di rispetto, oltre ogni valore etico e morale, oltre i diritti personali dei protagonisti. Aumentano al contempo i condizionamenti e le pressioni del mondo politico e del mercato economico nei confronti dei giornalisti, a danno delle loro ovvie responsabilità d’informazione. Antidoti però ne vedo pochi…

  • Gabriele Feliziani

    Direi che dopo quello che sta succedendo sotto questo articolo un segnale dalla redazione dovrebbe essere doveroso.

  • Duccio

    Luca Attias potrebbe essere il nostro Bill Clinton e Michele Melchionda il nostro Al Gore che ne dite ?

  • Emanuele

    Credo fortemente che questo grande uomo, Ing. Luca Attias ha tutti i requisiti per cambiare in meglio il Paese. I numerosi commenti, indicano appunto quanto ha da offrire e degli ottimi risultati ottenuti in ambito di PA. Oggi Agid ha bisogno di uomini veri, persone esperte e capaci, credo che Ing. Luca Attias sia l’uomo giusto per guidare l’Italia fuori da questa situazione.

  • AlesuForumpa

    Guardate un pò qua ………… http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/approfondimenti_studi/affari_generali/curricula/CV-Attias.pdf
    TANTI AUGURI GRANDE SOGNATORE !
    Ancora un anno e potrò (teoricamente) realizzare il mio di sogno ………..
    Confesso alla comunità che questo post me l’ero preparato diversi mesi fa ………….. e non vedevo l’ora di scriverlo.

  • Ciro il piccolo

    Mi spiace ing. Attias ma lei è ancora troppo giovane per assumere un incarico importante, anche se lei è, come dicono tutti, il più bravo di tutti, dovrà attendere ancora qualche anno. E la prego non mi dica che alcuni ministri tra cui proprio quello della Pubblica Amministrazione sono molto più giovani di lei, sarebbe una osservazione banale, non da lei.
    Tanti auguri comunque anche dai poteri forti.

  • Atlantica

    Professionalità e competenza che includono abilità tecniche e culturali. Due manager adeguati al ruolo e con la giusta attenzione ai cambiamenti e all’innovazione tecnologica. Dalla linee indicate emerge la professionalità e la profonda esperienza e conoscenza del contesto. Il Governo non potrà fare nessuna riforma nessuna innovazione e nessun miglioramento dei servizi siano essi afferenti al sistema sanitari o al sistema scolastico o all’ambiente, si possono sbandierare innovazioni ma se non sono inserite nel quadro di una pianificazione e programmazione strategica che deve essere VINCOLATA alle scelte sulle risorse umane da impiegare per attuarla restano parole.

  • mauroce73

    Hai ragione Atlantica a prescindere che il documento pubblicato dal Governo sulla Strategia per la crescita digitale 2014- 2020 sembra essere stato redatto da una terza media, che forse avrebbe fatto di meglio nessuna riforma potrà essere attuata, il Governo deve realizzare che i miglioramenti potranno trovare riscontro soltanto se si punterà su chi enll’operatività ha fatto il meglio, soltanto in questo modo il governo potrà vincere la sfida del futuro. Ma gli americani in questo senso restano dei fuori classe.
    Ing. Attias e dott. Melchionda ottimo articolo. Ing. Attias, auguri visto che oggi è il suo compleanno!

  • Clark

    Quale miglior augurio se non quello che il Governo possa iniziare a premiare le risorse competenti, che il Governo possa dare il primo segnale di un effettivo cambiamento partendo proprio dalle nomine, affidando e demandando alle risorse che nel miglior modo possibile hanno attuato e migliorato i servizi per i cittadini un ruolo strategico, un augurio che il Governo inizi una nuova gestione basata sui risultati, con un approccio di gestione strategica volto a premiare i migliori. Auguri ing. Attias!
    Renzi! Result-based management, ORA!!! SI PUO’ FARE

  • Serena

    Emerge da tutto l’articolo lo spirito di squadra, le attitudini organizzative e le capacità direttive che abbiamo visto emergere in diversi articoli pubblicati dalle maggiori testate giornalistiche
    (http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=9413&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=). Nell’ufficio dell’ing. Attias si respira un aria di collaborazione, le attitudini direttive, di relazione volte a creare uno spirito collaborativo sono evidenti com’è evidente la una volontà la tendenza alla creazione di un Team speciale. Un approccio da cui emerge la capacità di saper coinvolgere il personale sull’importanza di raggiungere un obiettivo in modo tale da avere collaboratori idonei e preparati. In tutto l’articolo si assapora la visione progettuale, emerge la conoscenza degli strumenti necessaria per saper portare a termine piani strategici fondamentali per la nostra nazione. Complimenti!

  • pgrinaldi

    Ottimo articolo, propongo il video su youtube per chi ancora non l’ha visto:
    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s

  • Roberta

    Due attaccanti perfetti, tecnica e sinergia, basta burocrati nella Pubblica Amministrazione. Un grande articolo, belle idee, semplici, efficaci ed efficienti
    per garantire e migliorare i servizi al pubblico, fossero state messe in atto. Cosa aspetta questo Governo.
    Renzi! Cambiare, ma cambiare adesso.

  • Antonietta

    Attias, CIO del Governo. Ha dimostrato che le sue idee possono far funzionare e migliorare la PA, ha sempre evidenziato e parlato con serietà di corruzione ed evidenziando le necessità fondamentali nella nostra pubblica amministrazione, facciamolo lavorare dandogli le giuste “leve”, i risultati non mancheranno.
    Forza, SI PUO’ FARE.

  • Felice

    I requisiti richiesti leggendo da più fonti, caratterizzanti la figura del manager pubblico sono ravvisati spesso nelle competenze professionali di settore, nelle capacità di gestione delle risorse umane e, in subordine, in doti e qualità personali. Il problema è che in Italia la maggior parte dei dirigenti reputa che sia necessario ancora del tempo prima che si possa parlare di una specifica professionalità manageriale da parte dei dipendenti pubblici. Insomma ritengono che l’aspetto delle doti personali costituisca la qualità determinante. Che il governo stia ricalcando questa brutta posizione? Soltanto il Governo italiano poteva non accorgersi di Luca Attias. Luca Attias is the best, basta aspettare. Il paese ha bisogno di un cambiamento ora.SI PUO’ FARE.

  • Francesca

    Attenzione, Attenzione lavori in corso, Lavori per una strategia della crescita digitale in Italia, fannulloni state attenti, la vostra ora è arrivata. Spero che non venga in mente a qualcuno di realizzare quanto riportato nell’articolo si rischierebbe di risolvere il problema dell’innovazione del nostro paese.

  • Catia

    C’è molta delusione tra i dipendenti pubblici a causa del rinnovamento molto atteso e da più versanti politici predicato ma non realizzato. Bisogna lavorare per il processo di innovazione tecnologica e vincere le resistenze che rallentano vistosamente anzi direi frenano il processo di modernizzazione della PA e dell’intero paese.La sinergia espressa nell’articolo tra le varie componenti è fondamentale per il rinnovamento perché soltanto la sinergia tra le parti potrà garantire il superamento degli ostacoli e soprattutto che specifici componenti ancora refrattari ancora all’innovazione tecnologica si adeguino al nuovo percorso. SI PUO’ FARE.

    AUGURI INGEGNER ATTIAS!

  • Daniele
  • Franco

    E’ assurdo che al variare dei dirigenti abbiamo situazioni differenti di gestione delle risorse e di organizzazioni e di innovazione e al variare dei governi…Idem.
    Un piano strategico dovrebbe essere messo in atto per il bene del paese e gli interessi personali dovrebbero essere anteposti alle scelte meritocratiche.
    Indicazioni chiare e precise, complimenti.

  • Salvatore

    E’ da un pò che volevo fare una riflessione che so mi porterà anche le antipatie di qualcuno, però ritengo comunque giusto farla.
    Ho la netta sensazione che molti di noi pensino che Luca Attias possa essere l’uomo della provvidenza, colui che ci salverà dalla catastrofe.
    Fermo restando che sono il primo che vedrei bene Luca Attias Ministro dell’innovazione, CIO del Governo o comunque in un ruolo chiave per il Paese, credo che all’interno dei messaggi dello stesso Attias ci sia una continua esortazione a non aspettare l’uomo della provvidenza (che non esiste) ma ad agire ognuno per la sua parte. Non è un caso che Luca Attias a differenza della maggior parte degli altri uomini di vertice della PA evidenzia sempre che ciò che lui propone deriva da un lavoro di squadra e non dall’opera di un singolo individuo.
    Spero di aver espresso correttamente il mio pensiero.

  • Damiano

    La domanda sorge spontanea….
    Protagonismo individuale? Nooooooo….
    Spartizione politica dei posti? Nooooooo….
    TantoÈinutileColTitoloVnonAndremoAvanti? Nooooooo….
    Tutti Vogliono comandare e nessuno vuole fare il suo dovere? Nooooooo….
    MA ALLORA, PERCHÉ????

  • Rinaldi

    Salvatore, concordo pienamente con quanto hai espresso e il risultato di come lavora la squadra in Corte dei conti si vede. Se l’Agid funzionasse la metà della Corte dei conti! Adesso invece il paese è costretto a cercare di recuperare il divario con il resto dei paesi europei… a parole! Perché anche quando abbiamo ottime proposte come quelle espresse nell’articolo la governance di questo paese è latitante! Ci sono due possibili motivi per questa latitanza, la prima è che la governance si sta affidando a tecnocrati/burocrati che propongono grandi traguardi ma non sanno come raggiungerli; la seconda è che ci troviamo per l’n-esima volta di fronte alle solite riforme che si concluderanno in un nulla di fatto. Ma questa volta Renzi&C. né pagheranno le conseguenze.

  • Bernardo

    Al di là delle nostre opinioni credo che il punto da evidenziare è che l’ing. Attias è l’unico tra tutti i personaggi in vista sul digitale pubblico che non pensa di essere l’uomo della provvidenza. Tutti questi pseudo digital Champions pensano di essere depositari esclusivi della verità sul digitale e continuano ad assumere iniziative ridicole e inutili che evidenziano solo una grande incompetenza.

  • Daniele

    Non possiamo continuare a perdere tempo, è il momento di agire. Spero che questo governo non si faccia travolgere dalla burocrazia e ascolti anche le parole dell’ing. Attias “un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto dalla sua PA, dalle sue imprese e dai suoi cittadini.
    L’ing. Attias e il dott. Melchionda, hanno dimostrato di essere in possesso delle giuste competenze professionali, perciò lasciamo che contribuiscano ad innalzare il livello di sviluppo di questo Paese! Un elogio al dotto. Melchionda e all’ing. Attias per le indicazioni riportate nell’articolo e per la determinazione con cui portano avanti i loro irreprensibili suggerimenti.

  • Veronica

    Credo che Attias non è l’uomo della provvidenza ma può però diventare il simbolo della lotta all’individualismo in Italia.

  • Clark

    Ottimo contributo alla comunità; evidenziare le sinergie tra gli enti è un consiglio prezioso, sarà fondamentale per la riuscita di qualsiasi strategia il Governo decida di mettere in atto. Sempre che abbia per risorse con le giuste competenze.
    😉

  • Franco

    Ribadisco e sottolineo l’importanza che in questo momento ha per il nostro paese, lo spirito di squadra dimostrato. Avanti così!!!
    E’ evidente che dietro questo grande lavoro ci sia un gioco di squadra, la ricchezza delle idee proposte è frutto di un ambiente di lavoro dove i “lavoratori” sono risorse umane valorizzate, lo spirito che anima la squadra consente di lavorare in armonia e serenità. Aspetti che si riflettono sulla creatività e sull’impegno che le risorse dedicano al proprio lavoro. Quando il tuo capo ha questa attitudine lavorare assume un altro significato, lavorare diventa la sfida della tua vita. 🙂
    Complimenti.

  • Raffa_ve

    L’innovazione tecnologica è il processo attraverso cui si modificheranno sostanzialmente lo svolgimento delle attività e di fronte a questa prospettiva abbiamo tre atteggiamenti: chi prova a contrastarli, chi prova a seguirli passivamente e chi si propone come soggetto attivo e agente del cambiamento. Se il governo nomina risorse non competenti finirà con il pagare le conseguenze di quell’atto scellerato. E’ necessario agire sulle risorse umane, se mi è consentito una volta detto “capitale umano”, per realizzare l’innovazione tecnologica nell’ambito della PA.
    Trasformerei le parole di Renzi in “Dal cambiamento all’innovazione” e se non vogliamo disperdere le energie, il lavoro svolto da ottimi manger è necessario costruire un progetto unitario finalizzato all’innovazione che coinvolga le esperienze intraprese già da altri enti (per esempio da Corte dei conti!) e per evitare che simili esperienze restino isole nel panorama della PA. Mi sembra che le linee siano state già tracciate perseguiamole con convinzione e determinazione. Innovare x Cambiare.

  • Vittorio
  • Marco

    Non capisco una cosa ma gli altri dirigenti della Pa perché non scrivono questi articoli di buon senso. E’ possibile che la governance di un paese si affidi per la pubblicazione di documenti strategici per il paese a redattori che elaborano testi con obiettivi fantasiosi e fantastici che non sanno poi come potranno essere raggiungere?! Se volete un modello per elaborare i vostri testi prendete ad esempio l’articolo, obiettivi precisi e strategia ben definita attraverso l’orchestrazione di tutti gli attori necessari. Anche in Italia SI PUO’ FARE!!!

  • Hendrix

    Come è possibile che dopo il lavoro svolto in Corte dei conti, i premi conseguiti, i riconoscimenti acquisiti nessuno, dico nessuno, va in Corte a fare una visita per una chiacchierata con Attias ? E poi magari quattro chiacchiere anche con Melchionda…. Oltrepassiamo veramente il paradosso. Ci sarà qualcuno che è in grado di comprendere la sostanza e la qualità riguardante l’ICT che scaturiscono da questa fonte in ambito P.A. ?

  • tba221

    Il mio dovrebbe essere il commento n. 109… ritengo che qualora qualcuno dei nostri governanti legga i contenuti di questo portale dovrebbe chiedersi quali sono i motivi (sostanziali) che differenziano un articolo scritto da persone competenti e con esperienza da quelli proposti dalle persone a loro vicine. Osservo ancora che mediamente il numero di commenti in altri articoli presenti in questo portale non è superiore ad una decina (credo anche di aver fatto una stima ampiamente ottimistica).
    Le parole di Attias e Melchionda sono quelle di chi VUOLE FARE e SA FARE, tuttavia in Italia si preferisce ancora valorizzare chi ama le chiacchiere. Secondo me si dovrebbero fare meno teatrini e stare di più seduti con il cervello attivo sul lavoro per l’Italia… che è veramente tantissimo!
    Bravi Attias e Melchionda, veramente bravi, speriamo le vostre parole riescano a svegliare altri uomini come voi.

  • Ottorino

    Diciamoci la verità, quanti manager o presunti tali della Pubblica Amministrazione, politici navigati, digital champions sono in grado di scrivere un post come quello dell’ingegner Luca Attias ?
    Ridiciamoci la verità, quanti manager o presunti tali della Pubblica Amministrazione, politici navigati, digital champions lavorano veramente durante il giorno invece di occuparsi, con risultati penosi, di ciò di cui l’ingegner Luca Attias si occupa nel residuo tempo libero a diposizione ?
    La risposta è sotto gli occhi di tutti ………………

  • Antonello

    Ottorino hai fatto benissimo a evidenziare questo aspetto. C’è chi parla, spesso a vanvera, e c’è chi lavora quotidianamente come chi ha scritto questo articolo. Andate a vedere cosa è informaticamente parlando la Corte dei conti e vedete se c’è qualcos’altro di simile nella PA italiana.

  • Antonello

    Volevo anche fare una domanda alla redazione, perché un articolo come questo non è stato pubblicato su Cor.com ?

  • Winnyp

    Il fatto è che i cambiamenti che si vogliono attuare da questa governance devono tenere conto degli obiettivi di diversi soggetti che possono essere costituiti, dai cittadini, come da chi deve erogare il servizio, l’Amministrazione e direi anche dalle aziende perché spesso i Servizi sono stati esternalizzati. Abbattiamo la burocrazia con soluzioni tecnologiche immediate ma il Governo tenga i piedi ben saldi nel terreno! Il Piano Strategico per la crescita del digitale in Italia deve essere VINCOLATO alle scelte sulle risorse umane da impiegare per attuare quanto scritto altrimenti resteranno un altro libro scritto su quello che questo paese dovrebbe essere in grado di fare. Un meritato riconoscimento all’ing. Attias che con la sua squadra hanno saputo migliorare i servizi e implementare soluzioni tecnologiche innovative.

  • Raffa_ve

    Vorrei richiamare l’attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri e anche del Consigliere all’Innovazione che insieme al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione sulla base di espressa delega ha il compito di vigilare e assicurare il conseguimento degli obiettivi dell’ADI. Mi sembra che nell’articolo questi due dirigenti abbiano delineato in modo preciso le modalità di attuazione e date con molta semplicità delle indicazioni per le linee guida da seguire per colmare il gap digitale nel nostro paese… cosa ne pensate?
    Ricordatevi che “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”. Seneca

  • Nicolino

    L’ing. Attias e il dott. Melchionda sono due veri campioni del digitale. Geniali veramente, affidiamogli l’intero progetto di digitalizzazione della PA; i risultati verranno conseguentemente. Garantito.

  • Anonimo

    Ma la redazione si sta trendendo conto di ciò che sta succedendo ? Ma c’è una redazione che legge questi commenti ?

  • Francesco Romano

    Spero che l’opportunità delineata nell’articolo non sfugga alla nostra Governance.
    Spero che si colga l’occasione e si abbia la capacità di sfruttare le risorse umane che hanno portato alla realizzazione dell’articolo. Spero che queste risorse vengano impiegate per attuare il piano che hanno così chiaramente delineato.
    Infine spero che il Governo capisca la speranza che nutro. Perché la mia speranza rappresenta la speranza di tutti quelli che credono davvero che si possa cambiare.

  • Bruno Leoni

    Attias si sta tirando su un gruppo di ragazzi fantastici come il dott. Melchionda o altri che ha presentato in altre occasioni. Questa cosa non l’ha fatta nessun altro dirigente generale della PA, almeno non con questa qualità.

  • Paolo

    Leggetevi l’ottimo articolo di Carlo Mochi Sismondi in cui viene citato anche questo.
    http://saperi.forumpa.it/story/94495/fare-ordine-sul-banco-di-lavoro

  • Piero

    Grazie della segnalazione Paolo sia l’articolo di Sismondi che quello di ttias e Melchionda sono veramente molto interessanti.
    Volevo sottolineare che questo fatto che buona parte di coloro che si occupano delle strategie del digitale lo fanno senza compenso li deresponsabilizza ulteriormente. Semra che a livello governativo nessuno si renda conto dell’importanza della materia e di un articolo come questo.

  • Lisa

    Sono venuta a conoscenza di questo articolo grazie all’editoriale del dott. Sismondi. Ci tengo a fare anche io i complimenti ai due ingegneri che lo hanno sviluppato, difficilmente si leggono cose di questa qualità benchè Luca Attias ci abbia già abituato a standard eccezionali.

  • Daniele

    Ottimo articolo, definire ruoli e competenze è fondamentale per non essere travolti dagli effetti della legge di Conway.
    Sapete cosa ha fatto Cisco proprio in considerazione di questo fatto, per non cadere nel tranello ed evitare che i suoi prodotti diventino dei grandi monoliti ingombranti per l’azienda e sopratutto invenduti?
    Lo spin-off, stacca alcune risorse e gli fa avviare a tempo pieno e indipendente dall’azienda un nuovo prodotto. Sarebbe il caso di affidare all’ing. Attias un incarico è il momento opportuno affinché il governo prenda dei seri impegni e raggiunga gli obiettivi visto che abbiamo un progetto e un owner come l’Agid.

  • Roberto

    Ottimo suggerimento, l’articolo è impeccabile, E’ ora di pensare in grande.Ottimismo, sagacia, ingegno e chiarezza di idee.Serve un nuovo reinventing government per il nostro paese.
    Ottimo spirito di squadra.
    Complimenti.

  • Anonimo

    Grazie al mitico Sismondi che me lo ha segnalato, è un articolo che meriterebbe una maggiore visibilità.

  • Serena

    Ottimo articolo, in particolare la frase che più mi ha colpito è stata “Oggi la civiltà di un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto dalla sua PA, dalle sue imprese e dai suoi cittadini”. Analisi puntuale, è chiaro che definire i ruoli degli attori in campo è fondamentale.

  • Valentina

    Complimenti per l’articolo punti precisi, indicazioni chiare per colmare il gap digitale con il resto dei paesi. Ora che è stata delineata così chiaramente l’orchestrazione che gli attori dovrebbero avere per il raggiungimento dell’obiettivo finale direi che manca soltanto una sinergia tra gli attori coinvolti e la volontà di metterla in atto. Forza ragazzi SI PUO’ FARE.

  • Paolo

    Serena quella frase “Oggi la civiltà di un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto” Luca Attias l’ha coniata almeno un paio di anni fa e un pò di tempo fa l’ha anche esportata in Europa, il problema è che oramai dobbiamo prendere atto dell’inciviltà dell’Italia.

  • Angelo

    Ottimo articolo, bravi. Saremo in grado di attingere all’esperienza del General Accounting Office degli U.S.A.?
    Saremo in grado almeno di copiare se non siamo in gradi di mettere in atto quello che è necessario per il nostro paese?
    Lo spero per il futuro dei nostri figli.

  • Eminem

    Sono anni che di strategie informatiche si occupano ministri e politici che pensano erroneamente di essere esperti della materia. Non voglio fare i nomi ma li conosciamo tutti e li abbiamo visti parlare a vanvera in centinaia di convegni. E’ ora che se ne occupi qualcuno all’altezza.
    Bravissimi !!!!!!!

  • PAtsy

    Ho idea che se non saranno i cittadini a ribbellarsi in modo serio l’Italia resterà per sempre ai margini.
    Propongo una manifestazione per la mancata digitalizzazione del Paese.

  • Senza Parole

    Attias & Melchionda, coppia da urlo. Che il governo Renzi li metta nelle condizioni di lavorare a beneficio di tutta la Collettività, e poi vedremo i risultati che riusciranno a portare a casa !

  • Sturmtruppen

    “If you can’t describe what you are doing as a process, you don’t know what you are doing” (W. Edwards Deming).

  • Pietro

    Un grandissimo articolo !

  • Nanetto

    Articolo sagace e molto ben scritto.

  • Anonimo

    Quando mai trovi due dirigenti della PA che scrivono insieme. Questo è un rarissimo esempio di come si dovrebbe collaborare dentro le Amministrazioni.

  • Stefania

    Solo operando come consigliano i due ingegneri della Corte dei conti riusciremo veramente a combattere la corruzione e non con inutili e complicate norme.

  • Giò

    è che sembra che in Italia nessuno si renda conto che stiamo attraversando un momento di grande difficoltà. Solo chi perde il lavoro lo percepisce mentre gli altri pensano tanto a me non succederà. Schifoso individualismo italiano.

  • Maurizio

    Ferme restando le sue notevoli competenze tecniche, la capacità più grande di Luca Attias è stata quella di sapersi circondare di persone di altissimo spessore tecnoco, manageriale e aggiungerei anche morale come ad esempio Michele Melchionda.

  • Patrizia

    Oggi la civiltà di un paese si misura anche dal grado di digitalizzazione raggiunto dalla sua PA, dalle sue imprese e dai suoi cittadini. Vorrei capire se l’attuale Presidente del Consiglio condivide questa affermazione e sulla base di ciò quale ritiene sia la civiltà del nostro Paese.

  • MMin

    Si tratta decisamente di qualcuno che capisce d’informatica

  • Anonimo

    Ma perchè nessuno si occupa veramente di Agid, Consip, Sogei e Anac nei termini in cui consiglia l’articolo ?

  • Francesco

    Complimenti per l’articolo punti precisi, indicazioni chiare per colmare il gap digitale con il resto d’europa, delineata chiaramente l’orchestrazione che al livello nazionale tutti gli attori dovrebbero avere per il raggiungimento dell’obiettivo finale, una sinergia tra gli attori coinvolti e specificati chiaramente senza mezzi termini. Dopo aver delineato così bene le forze in atto per eliminare tutti i punti di debolezza del nostro paese non resta che metterle in atto. Coraggio SI PUO’ FARE.

  • Ivan

    Grandissima idea quelladi utilizzare l’Autostrada del Sole, una delle pochissime opere italiane di successo.

  • Anonimo

    Speriamo che la premiata ditta della Corte dei conti ci regali altri capolavori come questo.

  • Rick

    Prendete esempio.
    Questi due son il massimo esistente ad oggi in Italia per quel che riguarda la digitalizzazione della PA. Vi consiglio i seguenti, direi fantastici, interventi di Luca Attias:
    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s
    https://www.youtube.com/watch?v=gn6_GZbCOck
    http://saperi.forumpa.it/relazione/attenta-alle-persone

    http://saperi.forumpa.it/relazione/verso-la-pa-digitale-0#comment-26112
    Complimenti per le proposte profuse.

  • Anonimo del blog

    Già non hop mai sopportato il signor attias, osannato non si sa bene per quale motivo come il salvatore della patria. Ora mi tira fuori anche piccoli cloni che si ammantano di novità tirando fuori un paio di termini inglesi.

  • Mauro

    Sono anni che Luca Attias cerca di far capire che l’Italia dal punto di vista della digitalizzazione è in una situazione molto grave ma nessuno lo sta a sentire come dovrebbe. Qui provoca ancora paragonando la crisi digitale alle grandi crisi del 900 italiano, speriamo che alla fine ci sarà qualcuno che gli darà retta.

  • Anonimo

    Attias non ha dei piccoli cloni maha semplicemente costruito negli anni la squadra digitale più forte di tutta la PA italiana che in qualsiasi altro Paese sarebbe stata sfruttata trasversalmente.

  • Alessandro

    Due dirigenti che si occupano con competenza del digitale. In Italia serve proprio una governance efficacie ed efficiente, una governance che conosca il funzionamento dei sistemi. Viviamo in un nazione in cui le amministrazioni non hanno idee di quante applicazioni esistono nella propria struttura e meno che mai sono a conoscenza dello schema logico dei propri dati.
    Meglio non entrare nei dettagli dei bandi di gara, confusi e con un diffuso pressapochismo e con dettagli tecnici inesistenti.
    In Italia non ha preso piede il digitale perché nella nostra PA non abbiamo avuto una governance con “ragionevoli” competenze. Come affermava Flavia Marzano in un recente articolo, valorizziamo le risorse con le adeguate competenze.
    Complimenti ing. Attias e dott. Melchionda per i suggerimenti profusi

  • Speranzoso

    Ma qualcuno dell’AGID che prenda al volo e sfrutti anche con il Governo il contenuto di questo articolo c’è ?

  • Marco

    La notizia è che in Italia esistono dei veri manager pubblici.
    L’articolo è di altissimo spessore e mentre Attias ci ha abituato da tempo ad una qualità di livello internazionale, fa piacere registrare che non è solo.

  • Anonimo

    Riporto un vecchio articolo del Corriere della sera (quando la stampa ancora si interessava all’ing. Attias) perchè rappresenta alla perfezione cosa vuol dire lavorare in squadra in Pubblica Amministrazione

    La «macchina» dello Stato Il personaggio Luca Attias, 46 anni: in questo modo si porta la gente a lavorare anche di sabato e di domenica

    L’ ingegnere «virtuoso»: chi fa bene va premiato

    Informatica «Siamo in un settore fortunato, perché un informatico non può mai improvvisare» Il direttore dei sistemi informativi alla Corte dei Conti «Bisogna valorizzare le caratteristiche personali»

    ROMA – Non c’ è solo chi timbra e scappa o moltiplica incarichi e paghe. Nell’ esercito di dipendenti pubblici c’ è, accanto a chi si imbosca, chi lavora anche per lui. Chi lucra sullo stipendio garantito, ma anche chi si impegna per far funzionare la complessa macchina dello Stato, senza ricevere per questo alcun riconoscimento. Tra i dipendenti statali «virtuosi», certificati dal premio del Forum della Pubblica Amministrazione, c’ è Luca Attias, ingegnere informatico quarantaseienne, divenuto direttore generale dei sistemi informativi della Corte dei Conti, che assicura: «Il contesto è da brivido, e non solo nella pubblica amministrazione, ma chi lavora duro e con impegno c’ è. E spesso non è premiato». Lei invece è stato tra i vincitori di vari premi. Perché? «Al di là dei riconoscimenti che, ho scoperto, a volte vengono dati a chi è raccomandato, c’ è il risultato: mi viene riconosciuto di aver portato il sistema informatico della Corte dei Conti a un livello di eccellenza. E, ovviamente, non l’ ho fatto da solo». Come ha fatto? «Ho adottato un metodo completamente diverso da quelli diffusi non solo nella pubblica amministrazione, ma anche in quella privata». Quale metodo? «La meritocrazia. Il potenziale umano nella pubblica amministrazione c’ è. Ma occorre valorizzare le caratteristiche personali con un sistema di gestione del personale corretto, con criteri premiali oggettivi e non basato su raccomandazioni o aderenza a lobby. Sembra banale, invece in questo modo si riesce a portare la gente a lavorare anche di sabato e di domenica. E anche a farla divertire». Chi le viene in mente quando pensa a impiegati virtuosi? «La prima che mi viene in mente è Cinzia Maregrande. Era una sorta di dattilografa che con me è diventata capoprogetto del più importante sistema informativo, quello della giurisdizione e delle Procure». Come? «L’ ho valorizzata senza tener conto della qualifica ma di ciò che sapeva fare. Ma soprattutto si è impegnata sempre al massimo, senza far pesare la malattia che a giugno, giovanissima, l’ ha portata via. Ma ce ne sono veramente tanti». Ad esempio? «È difficile fare nomi. Perché sono davvero troppi. Ma, ad esempio, ho un informatico, che era un collaboratore e ora è riconosciuto come un fenomeno della progettualità informatica. C’ è da tenere conto però che siamo un settore, da questo punto di vista, fortunato». Perché? «Perché un informatico non può improvvisare. Conta quello che sa. Credo che avrei avuto maggiori difficoltà a superare concorsi se non fossero stati su argomenti tecnici molto specifici. E non sarei riuscito a far diventare questo sistema informatico quello che è, se non avessi avuto la libertà di poter utilizzare la mia banda di “sciamannati”, preparatissimi, che lavorano senza risparmiarsi».

    Virginia Piccolillo

  • Giuseppina

    Non conoscevo questa intervista all’ing. Attias. Mi domando come sia possibile che uno così oggi non trovi più i giusti spazi nei media.

  • BForleo

    Ma qualcuno del Governo ha letto l’articolo? ha qualche opinione in proposito.

  • Anonimo

    Ne vogliamo altri di articoli così

  • Nunzio

    è che prima del Reinventing Government dovremmo fare il Reinventing Italian’s Brain.
    Comunque l’aricolo è veramente fantastico, complimenti ragazzi.

  • Mimmo

    Con tutt il rispetto, articoli di questo livello dovrebbero trovare spazi su testate ben più importanti.

  • Giuseppe

    Consiglio a tutti di continuare la discussione sul famosissimo blog di Luca Attias http://saperi.forumpa.it/relazione/attenta-alle-persone frequentato da diverse migliaia di dipendenti pubblici.

  • MPistelli

    Grazie del consiglio, ho trovato un mondo. Già solo il primo post è un capolavoro.

  • Jodie

    Ma vi pare possibile che in Italia da 10 anni la Corte dei conti è la best practice informatica e quasi nessuno si è preso l’incarico di andare a studiare il perché ? Quando una piccola squadra fa un campionato eccezionale i giocatori finiscono nei grandi club mentre noi li lasciamo colpevolmente in serie B.

  • tandem

    Cara Jodie se tu ti prendi uno come Attias nella squadra di Governo emergerebbe inevitabilmente la mediocrità di tutto il resto.

  • Ross

    Che ad oggi in Italia ancora si pensi che l’informatica debba essere governata a livello regionale se non comunale è da Paese del quinto Mondo.
    L’informatica deve essere governata a livello centrale ma certo non può farlo una struttura fatiscente e numericamente inadeguata come l’Agid dove ci sono due gatti alcuni dei quali prossimi alla pensione e che in passato è stata un ricettacolo di raccomandati a causa dei suoi stipendi elevati.
    Ha ragione Sismondi quando dice che Attias ha solo detto che il re era nudo e che ha trovato un numero di proseliti, come la sottoscritta, che continuano e continueranno a dirlo anche se nell’indifferenza generale.

  • MarcoL

    Dobbiamo prima risolvere il problema della corruzione altrimenti il piano regolatore servirà solo ad alimentare le tasche dei soliti noti. L’articolo è comunque di livello superiore a qualsiasi articolo abbia mai letto su questi temi. Qualcuno avrebbe dovuto studiare il caso Corte dei conti da diversi anni.

  • Franco

    Come ha potuto più volte sottolineare l’ing. Attias la digitalizzazione potrebbe essere un utile strumento per combattere la corruzione ma questa è ostacolata proprio dalla corruzione.Questo Deadlock spiegato bene in una delle tante presentazioni è la chiara fotografia di un paese in cui i primi elementi da cambiare sono proprio i valori etici.
    https://www.youtube.com/watch?v=xWuRbvgyr3s

  • Simona

    è possibile scambiare qualche idea con gli autori dell’articolo ? in che modo ?
    grazie

  • Anonimo

    Una settimana fa ero a un convegno presso l’INAIL e l’ing. Attias in un intervento di 3 minuti, come al solito straordinario, ha sottolineato l’assoluta inconsapevolezza della popolazione circa la gravità della situazione italiana sul digitale. Dobbiamo prendere tutti atto di questa situazione.

  • Pigi

    In questi anni Luca Attias avrà fatto almeno un centinaio di proposte sensate, alcune addirittura geniali, diverse delle quali anche di facile attuazione. Ci fosse un cavolo di politico che ne ha saputa implementare anche una sola.

  • Giovanni

    le dovrebbero prima capire ……..

  • Veronica

    L’articolo mi è stato segnalato ieri da un amico, desidero farvi i miei più sinceri complimenti perchè nel nostro ambiente difficilmente ho letto proposte di questo livello.

  • Cristine

    Consiglio la lettura i uno strepitoso articolo di Andrea Lisi in cui viene anche citato l’ing. Attias
    http://saperi.forumpa.it/story/97739/digital-champion-edigital-minion

  • VeronicaM

    Mi sono data una letta ai commenti ed è veramente impressionante il carisma e la leadership di Luca Attias. Penso che solo in Italia siamo incapaci di sfruttare un potenziale così.

  • Valentina.M.

    Complimenti a tutti e due

  • MM

    Certo che se questo articolo ha quasi 200 commenti e tutti gli altri ne totalizzano un centinaio in tutto qualcosa vorrà pure dire.

  • Patsy

    In poco tempo Luca Attias è riuscito a diffondere nella PA una cultura nuova, un modo nuovo di digitalizzare, di organizzare, di comunicare, in qualche modo un nuovo modo di vivere la Pubblica Amministrazione. Il Ministro della Pubblica Amministrazione dovrebbe sfruttare il più possibile questo potenziale, speriamo lo faccia al più presto per il bene del Paese.

  • Piero
  • Anonimo

    Questo articolo è veramente fantastico.

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