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Direttore responsabile Alessandro Longo

internet governance

Ecco come gli Usa hanno ceduto il controllo su Icann

di Stefano Trumpy, Internet Society

01 Ott 2016

1 ottobre 2016

Da oggi prende il via la fase di transizione con cui si cede il ruolo di supervisione Icann ad una organizzazione globale di stakholders. Vediamo come siamo arrivati a questo punto, per capire il nuovo scenario che sta nascendo

Oggi, primo ottobre 2016 il governo USA ha lasciato terminare il contratto in essere tra il Dipartimento del Commercio (DoC) USA e la Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) relativo al ruolo di supervisione che era esercitato dalla agenzia del DoC: National Telecommunications and Information Administration (NTIA) sul servizio Internet Assigned Numbers Authority (IANA) assicurato da ICANN. In questo articolo spiego come si è arrivati alla decisione di affidare il ruolo di supervisione ad una organizzazione multi stakeholder globale.

Il 30 gennaio del 1998, l’agenzia NTIA del Doc USA pubblicò “Una proposta per migliorare la gestione tecnica del sistema di indirizzi alfanumerici e numerici di Internet. La presidenza Clinton – Gore produsse quindi il Libro Bianco per descrivere le caratteristiche della nuova organizzazione che prese il nome di Internet Corporation for Assigned Names and Numbers. ICANN fu creata per privatizzare la gestione dei nomi a dominio e degli indirizzi numerici di Internet in modo da favorire sviluppi competitivi e da facilitare la partecipazione globale nella gestione dell’Internet. ICANN avrebbe quindi gestito il servizio IANA attraverso un contratto con il DoC del governo USA.

ICANN fu costituita nello stato di California il 30 settembre 1998 come una corporazione senza fini di lucro e cominciò la propria vita operativa nel marzo 1999. Chi scrive ha seguito tutta la vita di ICANN ed ha fatto parte del Governmental Advisory Committee di ICANN come delegato del nostro governo dal maggio 1999 alla fine del 2014.

Negli anni ICANN ha dato prova di una costante qualità di servizi in linea con gli obiettivi per i quali era stata costituita.

Il Contratto IANA non andava da solo ed era inizialmente accompagnato da un Memorandum of Understanding tra ICANN e NTIA che prevedeva per un periodo di due anni la necessità per ICANN di riportare regolarmente le proprie attività al governo USA; questo MoU fu rinnovato fino al 2006 con le stesse modalità. Nel 2006 il nome fu cambiato in “Joint Project agreement” e questo dava già l’impressione che ICANN non fosse più sotto esame; al termine  della validità di questa forma di rapporto, nel 2009  fu stipulato lo “Affirmation of Commitments” che di fatto fece cessare la necessità per ICANN di riportare al governo USA sulle proprie attività; da quel momento ICANN ha riportato a comitati globali che periodicamente esaminavano gli aspetti salienti della gestione concludendo con delle raccomandazioni al Board dei direttori di ICANN che garantiva l’impegno di tenerne conto. Il contratto tra ICANN e il Dipartimento del Commercio comunque andava avanti ed il ruolo di supervisione esercitato da NTIA era un ruolo di segretariato di natura notarile; posso testimoniare che non ho mai visto NTIA negare o ritardare intenzionalmente le decisioni prese dal Board di ICANN. Comunque la gestione di questo contratto rappresentava l’ultimo legame formale di ICANN con il governo USA.

Nel marzo del 2014 NTIA annunciò l’intenzione di terminare  il contratto IANA alla propria scadenza del settembre 2015. Il ruolo della supervisione da parte di NTIA avrebbe dovuto essere assunto da una struttura globale multi stakeholder indipendente da ICANN. Le condizioni poste da NTIA per interrompere il loro ruolo di supervisione erano state di mantenere e possibilmente migliorare i livelli di servizio e di sicurezza del livello attuale, di avere una struttura esterna ad ICANN con modello multi stakeholder e che la supervisione di IANA non dovesse essere assunta da altri governi diversi o organizzazioni intergovernative. Un anno e mezzo non è stato sufficiente affinché si raggiungesse l’accordo condiviso dagli stakeholder e dal Board di ICANN e pertanto il termine del contratto IANA fu dilazionato di un anno, al 30 settembre 2016. A marzo 2016 ICANN ha trasmesso a NTIA il progetto approvato dalla organizzazione multi stakeholder esterna e approvato dal Board e NTIA nel giugno ha certificato che tutte le condizioni per procedere alla interruzione del contratto erano state rispettate.

A questo punto la comunità globale tendeva a pensare che tutto quello che si doveva fare era stato compiuto con successo e che pertanto occorreva solo aspettate mezzanotte del 30 settembre (6 del mattino del primo ottobre, ora italiana) per entrare nella nuova era.

Non era così semplice, dato che in USA sono nel pieno della campagna elettorale e una parte consistente del partito repubblicano ha iniziato a fare una campagna per impedire la transizione.

Le motivazioni principali sono state:

–          Rivendicare una sorta di proprietà intellettuale del governo USA sul servizio IANA e controlli connessi; quindi ritenere improprio e danno intellettuale cedere quella funzione.

–          Le implicazioni di interrompere la supervisione dell’Internet avrebbero messo in pericolo la libertà dell’Internet, tutto questo collegato alle possibili iniziative degli stati autoritari (citati più spesso Russia e Cina).

Queste argomentazioni sono difficilmente difendibili dato che il servizio IANA non ha niente a che vedere con la libertà di Internet a livello globale; in sostanza si danno significati alla transizione di IANA come se si trattasse di tutto l’eco-sistema Internet e viene da pensare che ci sia dietro una sostanziale ignoranza ma in politica….

Per impedire la chiusura del contratto, il governo USA avrebbe dovuto approvare una mozione per prolungarne la validità, ma fortunatamente questa circostanza non è maturata e alla fine ha avuto successo lo sforzo iniziato da governo USA nel 1998 per favorire la globalità del sistema Internet e della sua gestione. Va notato che il processo di revisione della gestione internazionale dell’Internet non ebbe rallentamenti neppure durante gli 8 anni della  la Presidenza USA di George W. Bush; ed oggi finalmente la transizione si è consumata durante la presidenza di Obama e a pochi giorni dalla nomina del nuovo presidente.

Cosa succederà da qui in avanti? La comunità multi stakeholder dovrà dimostrare di essere capace di assicurare la supervisione in modo agevole e contribuire al buon proseguo dei servizi gestiti da ICANN; questo si verificherà nel tempo.

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